Canis aureus

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Sciacallo dorato [1]
Golden jackal small.jpg
Uno sciacallo del Serengeti (C. a. bea),
Cratere di Ngorongoro, Tanzania
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie C. aureus
Nomenclatura binomiale
Canis aureus
(Linnaeus, 1758)
Areale

World goldschakal.png

Lo sciacallo dorato (Canis aureus Linnaeus, 1758) è un Canide di medie dimensioni diffuso in Africa settentrionale e nord-orientale, Europa sud-orientale e centrale (fino ad Austria, Triveneto ed Ungheria) [3], Asia Minore, Medio Oriente e Asia sud-orientale. Viene classificato dalla IUCN tra le specie a rischio minimo, dato che ha un vastissimo areale dove trova cibo e ripari in abbondanza[2] È una specie molto adattabile, essendo in grado di consumare quasi ogni fonte di cibo disponibile e di vivere in ambienti diversi, comprese le savane africane [4] , le montagne del Caucaso [5] e le foreste dell'India [6] . È il più grande tra tutti gli sciacalli ed è l'unica specie che, con 13 sottospecie riconosciute, non vive esclusivamente in Africa [1] . Sebbene venga spesso raggruppato con gli altri sciacalli (lo sciacallo dalla gualdrappa e lo sciacallo striato), le ricerche genetiche indicano che sia molto più imparentato con il lupo grigio e il coyote [7] . Oltre alle somiglianze genetiche, anche la forma del cranio è molto più simile a quella delle ultime due specie che a quella degli altri sciacalli [8] . Lo sciacallo dorato è entrato a far parte del folclore e della mitologia dei popoli con cui è entrato in stretto contatto: nel folclore indiano è rappresentato come un imbroglione, mentre nella religione dell'Antico Egitto giocava un ruolo importantissimo sotto le sembianze di Anubi, il dio dell'imbalsamazione. Ritenuto in passato l'antenato di alcune razze domestiche [9] , lo sciacallo dorato può incrociarsi con i cani domestici [10][11][12] e alcuni studiosi moderni ritengono che possa aver contribuito alla nascita dei cani da caccia dell'Antico Egitto [13] .

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Albero filogenetico dei Canis interfertili.

Diversamente da altre specie di sciacalli che hanno avuto origine in Africa [7] , lo sciacallo dorato, come il lupo [14] , fece la prima comparsa in Asia [7] . Si ritiene che il diretto antenato dello sciacallo dorato sia il Canis kuruksaensis, un Canide originario del Tagikistan vissuto nel Villafranchiano (periodo che va dal Pliocene Superiore al Pleistocene Inferiore [15]). Un altro Canide preistorico inizialmente ritenuto uno sciacallo ancestrale, il Canis arnensis, originario dell'Europa, è stato in seguito classificato come uno stretto parente del coyote. Gli sciacalli dorati probabilmente colonizzarono il continente europeo durante il Pleistocene Superiore [16] .

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il cranio dello sciacallo dorato assomiglia più a quello del lupo e del coyote che a quello delle altre specie di sciacallo [8]
Il cranio di uno sciacallo nordafricano. Si differenzia da quello degli sciacalli asiatici per una maggiore elevazione tra le orbite

Lo sciacallo dorato è un Canide di medie dimensioni ed è considerato il più tipico rappresentante del genere Canis [8] . Nell'aspetto generale ricorda il lupo, ma ha dimensioni più piccole, peso inferiore, zampe proporzionalmente più corte, torso più allungato e coda più corta [5] . L'iride può essere sia marrone chiaro che scuro. La femmina ha cinque paia di mammelle [5] . Gli sciacalli dorati che vivono in India tendono ad avere orecchie più corte dei loro cugini nordafricani [6] . Gli adulti sono lunghi 74 – 106 cm, sono alti al garrese 38 – 50 cm e pesano 7 – 15 kg [4] . Tra i sessi vi è una differenza di peso del 12% [8] . Diversamente da altre specie di sciacallo, quello dorato può scoprire le zanne [17] . La coda è più diritta, più corta e più folta di quella del lupo [18] .

Uno sciacallo dorato e un lupo grigio impagliati al Museo di Zoologia di San Pietroburgo. Si notano le dimensioni più piccole e il muso più stretto dello sciacallo

Il cranio è meno massiccio di quello del lupo e il muso è più stretto e appuntito. Le proiezioni del cranio sono ben sviluppate, ma meno di quelle del lupo [5] . Diversamente dal lupo, nello sciacallo l'incisione anteriore dell'osso nasale presenta una protrusione mediale [19] . Tra il cranio dello sciacallo dorato e quello del cane domestico vi sono 18 differenze; lo sciacallo ha un più piccolo rigonfiamento della regione frontale, fronte più bassa e più piccola verso la curvatura degli archi zigomatici e mandibola più lunga e sottile [20] . Talvolta lo sciacallo sviluppa un'escrescenza cornea sul cranio a cui gli abitanti dell'Asia sud-orientale attribuiscono poteri magici. Solitamente questo corno è lungo circa un centimetro ed è nascosto dal pelo [21] .

I denti sono simili a quelli del lupo, ma sono più taglienti; i molari superiori, che hanno cuspidi più alte, sono più sottili e meno affusolati di quelli del lupo e hanno creste taglienti molto più sviluppate [22] . I canini sono più sottili di quelli del lupo e i carnassiali relativamente meno potenti [5] . Inoltre, il cingolo sul margine esterno del primo molare superiore è più largo e più marcato [19] . Gli sciacalli nordafricani tendono ad avere carnassiali più lunghi di quelli che vivono nel Medio Oriente [23] .

Il mantello invernale è generalmente di colore grigio-rossastro sporco con le estremità dei peli di guardia nerastre o rosso ruggine. La regione facciale, salvo il muso, è rossastro-ruggine e ocra; al di sopra di ogni occhio è presente una striscia nera. Le labbra, le guance, il mento e la gola sono bianco sporco. La faccia esterna delle zampe è rosso-ocra, mentre quella interna è di colore chiaro. Il mantello estivo è più rado, grossolano e corto, ma è dello stesso colore di quello invernale: è solo più lucente e meno scuro [5][24] . I peli della coda sono lunghi 10 cm; quelli al di sotto sono di colore giallastro, quelli al di sopra grigiastri, ma tutti hanno l'estremità nera [18] . Gli esemplari che vivono in regioni montuose hanno un mantello con toni più grigi di quello delle loro controparti di pianura [8] ; alcuni esemplari sono anche melanici [4] . Lo sciacallo dorato effettua la muta due volte all'anno, in primavera ed autunno [5] . Il colore e l'aspetto della pelliccia tendono a variare geograficamente (vedi Utilizzo della pelliccia) [25] .

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Riproduzione e sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Una coppia di sciacalli della Siria (C. a. syriacus) in Israele

In Transcaucasia l'estro comincia agli inizi di febbraio o alla fine di gennaio durante gli inverni più caldi. In Tagikistan ed Uzbekistan la stagione degli amori continua fino ai primi di marzo. Nei maschi la spermatogenesi avviene 10 - 12 giorni prima che le femmine entrino in estro e durante questo periodo i loro testicoli triplicano di peso. L'estro dura 3 - 4 giorni. Le femmine che non riescono ad accoppiarsi in questo periodo vanno incontro ad una perdita di recettività che dura 6 - 8 giorni. L'accoppiamento avviene di giorno; al termine di esso i partner rimangono attaccati per un po' di minuti. Gli sciacalli eurasiatici rimangono attaccati per 20 - 45 minuti [5] , mentre in Africa solo per 4 minuti [26] . Le coppie sono monogame e rimangono unite fino alla morte di uno dei partner. I maschi prendono parte all'allevamento dei piccoli e scavano anche la tana ad essi destinata. Il periodo di gestazione dura 60 - 63 giorni [5] .

In Transcaucasia i piccoli nascono solitamente alla fine di marzo e agli inizi di aprile [5] , in Italia nord-orientale molto probabilmente alla fine di aprile [24], nel Serengeti in dicembre e gennaio [26] , mentre in Nepal possono nascere in ogni periodo dell'anno [27] . Ogni cucciolata è composta da 3 - 8 piccoli che nascono con gli occhi chiusi e con un soffice pelo che varia di colore dal grigio chiaro al marrone scuro. A un mese di età questo pelo cade e viene rimpiazzato da un nuovo mantello rossastro con macchioline nere. Il periodo dell'allattamento varia in durata a seconda del luogo: nel Caucaso dura 50 - 70 giorni, mentre in Tagikistan può durare anche 90 giorni. I piccoli iniziano a mangiare carne all'età di 15 - 20 giorni, sebbene solo raramente vengano nutriti con cibo rigurgitato. Crescono molto rapidamente: all'età di due giorni pesano 201 - 214 g, a un mese 560 - 726 g e a quattro mesi 2700 - 3250 g. Una volta terminata la fase di allattamento vengono allontanati dalla madre [5] , sebbene non con la forza come avviene negli sciacalli dalla gualdrappa. I piccoli delle cucciolate precedenti possono rimanere con i genitori per aiutarli ad allevare la cucciolata successiva, sebbene il loro comportamento sessuale sia soppresso [24][26] . Le femmine divengono sessualmente mature ad 11 mesi, mentre i maschi ad un anno, sebbene solo a due anni raggiungano le dimensioni adulte [4] .

Dieta e comportamento predatorio[modifica | modifica sorgente]

Uno sciacallo del Serengeti (C. a. bea) mentre osserva con attenzione una mandria di gnu striati nel Parco Nazionale di Ngorongoro (Tanzania)

Lo sciacallo dorato ha abitudini alimentari opportunistiche: è sia predatore che spazzino e durante certe stagioni mangia tranquillamente rifiuti e vegetali. Nell'ex Unione Sovietica gli sciacalli cacciano soprattutto lepri, piccoli roditori, fagiani, pernici, anatre, folaghe, gallinelle d'acqua e passeracei. Mangiano anche lucertole, serpenti, rane, insetti, pesci e molluschi. Nei periodi invernali catturano molte nutrie ed Anseriformi. Durante questi periodi gli sciacalli uccidono molti più animali di quelli che possono mangiare. Mangiano anche vari frutti, come pere, biancospini, cornioli e i frutti del nespolo comune. In primavera scavano alla ricerca di bulbi e di radici di canna da zucchero selvatica. In estate gli sciacalli bevono regolarmente e sostano spesso in vicinanza di fonti d'acqua. Nei periodi di siccità scavano buche nei canali in secca, bevendo l'acqua raccolta nel terreno, e mangiano pesci morti e gli uccelli scesi a terra per bere. Nelle vicinanze degli insediamenti umani gli sciacalli si aggirano in cerca di cibo presso i macelli, le discariche e i luoghi dove vengono sotterrati i capi di bestiame morti. In Daghestan, negli anni venti, gli sciacalli erano soliti andare a mangiare lungo le linee ferroviarie, nutrendosi dei resti di cibo gettati fuori dal treno dai passeggeri [5] . In Ungheria le prede più frequenti sono l'arvicola campestre e l'arvicola rossastra [28] . Le informazioni riguardanti la dieta degli sciacalli dell'Italia nord-orientale sono scarse, ma si sa che si nutrono di piccoli caprioli e di lepri [24] . Nel Serengeti gli sciacalli dorati si nutrono prevalentemente di scarabei stercorari, cavallette e grilli, sebbene mangino anche gerbilli, lepri saltanti, lepri, uccelli terricoli e loro uova, lucertole, serpenti, rane, pesci, bulbi, bacche e frutti caduti. Sebbene seguano il volo degli avvoltoi per individuarle, le carogne costituiscono solo il 3 - 6% della loro dieta, a causa della competizione con le iene maculate. Diventano necrofagi soltanto se si imbattono nei resti di un animale morto o quando un predatore più grande uccide una preda all'interno del loro territorio. Quando si imbattono in carcasse di animali che non conoscono, gli sciacalli sono stati visti strofinare i lati del collo su di esse e rotolare sulla schiena. Durante il periodo delle nascite degli gnu, gli sciacalli dorati si nutrono quasi esclusivamente delle loro placente [4] . Sebbene siano capaci di uccidere animali 3 volte più grandi di loro, solitamente gli sciacalli catturano esemplari malati o neonati. Solo raramente, invece, attaccano animali in perfetta salute, perfino se sono delle stesse dimensioni. In generale gli sciacalli dorati africani non catturano attivamente mammiferi come lo sciacallo dalla gualdrappa [26] . In Turchia gli sciacalli mangiano le uova della rarissima tartaruga verde [29] . In India consumano moltissima frutta e altre sostanze vegetali, come manghi, anacardi, palme a coda di pesce e catale, ma anche meloni, cetrioli e mais [4] . Nel Bangladesh nord-occidentale sono state viste coppie di sciacalli catturare presbiti dal ciuffo [30] . Raramente vengono catturati anche giovani esemplari di entello delle pianure settentrionali [31] .

Quando vanno a caccia gli sciacalli solo raramente costituiscono piccoli gruppi, sebbene d'estate, in Transcaucasia, siano stati osservati branchi multifamiliari di 8 - 12 esemplari. Quando caccia da solo, lo sciacallo dorato pattuglia una determinata area fermandosi ogni tanto per annusare e ascoltare. Una volta individuata la preda si nasconde, si avvicina piano piano e poi sferra l'attacco. Quando caccia in coppia o in branco, i vari esemplari corrono paralleli e colpiscono la preda all'unisono. Quando cacciano roditori o uccelli acquatici, corrono su entrambe le sponde di uno stretto fiumiciattolo o torrente, indirizzando la preda da un esamplare all'altro [4][5] . Il tasso di successo nella caccia aumenta notevolmente quando lo sciacallo dorato caccia in coppia: in Africa orientale gli esemplari che cacciano da soli giovani gazzelle di Thomson hanno un tasso di riuscita del 16%, mentre quando cacciano in coppia o in più esemplari la percentuale sale a 67. Quando attaccano animali di medie dimensioni gli sciacalli colpiscono la vittima all'addome e solo di rado riescono a ucciderla subito [4] .

Relazioni con altri predatori[modifica | modifica sorgente]

Sciacalli dorati e iene striate si disputano la carcassa di un orice in un'illustrazione del Rev. J. G. Wood

Gli sciacalli dorati tendono ad assumere una posizione dominante sulle specie di Canidi più piccole. In Africa sono stati visti uccidere cuccioli di sciacallo dalla gualdrappa [32] . In Israele sono molto comuni le volpi rosse; quest'ultime, sebbene più piccole degli sciacalli, hanno le stesse abitudini alimentari e quindi entrano spesso in diretto contrasto con gli sciacalli. Generalmente le volpi ignorano le tracce odorose lasciate nel loro territorio dagli sciacalli, ma evitano qualsiasi incontro fisico con essi. Gli studi hanno dimostrato che nelle aree dove gli sciacalli sono molto numerosi, la popolazione delle volpi diminuisce notevolmente, in apparenza proprio a causa della competizione con essi [33] . Viceversa, gli sciacalli sembrano più numerosi nelle aree dove non ci sono lupi. Questi ultimi, infatti, non tollerano la presenza degli sciacalli nel loro territorio e sono stati visti avvicinarsi con trotto veloce alle stazioni di richiamo per sciacalli, probabilmente allo scopo di cacciarli via [34] . La recente espansione dello sciacallo in Europa orientale e occidentale è stata attribuita al declino delle popolazioni di lupi in tempi storici. L'attuale diffusione nell'entroterra alto-adriatico sembra essere in rapida espansione [3] nelle varie aree dove i lupi sono assenti o molto rari (vedi anche:[35][36] ). In Africa gli sciacalli dorati mangiano spesso in compagnia dei licaoni e cercano di mantenere la propria posizione se questi cercano di allontanarli [26] . In Asia sud-orientale gli sciacalli dorati cacciano in compagnia dei branchi di cuon [37] e vi è stato almeno un caso di un branco di sciacalli che ha adottato un maschio di lupo d'Etiopia [38] .

In Africa gli sciacalli dorati tendono ad avere più paura dei leoni degli sciacalli dalla gualdrappa [26] . In India gli sciacalli solitari espulsi dal branco formano relazioni commensali con le tigri. Questi sciacalli solitari, noti come kol-bahl, si attaccano ad una determinata tigre, seguendola a distanza di sicurezza allo scopo di nutrirsi delle prede uccise dal grande felino. Un kol-bahl può perfino avvertire una tigre della presenza di prede emettendo un forte richiamo che risuona come un pheal. Le tigri tollerano questi sciacalli: in un caso conosciuto uno sciacallo camminava confidenzialmente avanti e indietro fra tre tigri che camminavano insieme a pochi metri di distanza l'una dall'altra [39] . Talvolta, tuttavia, le tigri uccidono gli sciacalli: le tigri della regione dell'Amu-Darya, ora estinte, si nutrivano frequentemente di sciacalli [40] .

Gli sciacalli si nutrono spesso in compagnia delle iene maculate, sebbene queste possano scacciarli se si avvicinano troppo. Le iene maculate talvolta seguono gli sciacalli nel periodo delle nascite delle gazzelle, dato che gli sciacalli sono bravissimi a individuare e catturare i giovani animali. Quando le iene si nutrono della carcassa di uno sciacallo impiegano molto tempo per divorarla: quattro esemplari impiegarono non meno di mezz'ora per mangiarne una. Tuttavia, se non sono in ballo fonti di cibo o la sicurezza dei piccoli, i due animali generalmente si ignorano a vicenda [41] . Se una iena si avvicina troppo alla tana dove risiedono degli sciacalli, questi ultimi mordono a vicenda i garretti dell'intrusa fino a quando non si allontana [26] . Nel Kutch, in India, le iene striate predano gli sciacalli; una tana di queste predatrici conteneva tre carcasse di sciacallo [8] .

Gli sciacalli dorati sono molto aggressivi nei confronti degli avvoltoi che si avvicinano ad una carcassa e se questi ultimi atterrano troppo in vicinanza della carogna vengono subito attaccati [26] .

Vocalizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Il vocabolario dello sciacallo dorato è simile a quello dei cani e Seitz (1959) annotò sette suoni differenti. Egli sottolineò anche che le varie sottospecie possono essere riconosciute a seconda degli ululati emessi. Tra i Canidi africani gli sciacalli sono quelli che emettono vocalizzazioni più simili a quelle del cane [4] . Il grido di uno sciacallo dorato consiste di un lungo ululato lamentoso ripetuto tre o quattro volte, ogni volta con una nota sempre più alta della precedente, e poi da una successione di tre rapidi guaiti, anch'essi ripetuti due o tre volte. In inglese questo suono viene comunemente interpretato come «Dead Hindoo, where, where, where» (Indù morto, dove, dove, dove) [6] . Quando sono in vicinanza di tigri o leopardi gli sciacalli emettono un richiamo d'allarme spesso interpretato come «Pheal» [6][10] . Ogni tanto i membri di un gruppo ululano in coro, evidentemente allo scopo di rinforzare i legami familiari, ma anche per avvertire altri sciacalli che quel dato territorio è occupato [26] . Gli sciacalli allevati dall'uomo imitano il richiamo degli umani [13] . Gli sciacalli ululano per vari motivi, come per richiamare altri sciacalli o anche, sembra, per annunciare mutamenti del tempo. Sono stati visti ululare in direzione delle campane delle chiese, delle sirene o dei fischi di locomotive e battelli a vapore. Generalmente ululano all'alba, verso mezzogiorno e nelle ore serali [5] .

Areale[modifica | modifica sorgente]

Due varianti geografiche dello sciacallo dorato: uno sciacallo asiatico (sopra) ed uno nordafricano (sotto)

In Africa gli sciacalli dorati sono diffusi nelle regioni settentrionali e nord-orientali del continente, dal Senegal, sulle coste occidentali, all'Egitto, su quelle orientali. Questo areale comprende Marocco, Algeria e Libia a nord e Nigeria, Ciad e Tanzania a sud. Gli sciacalli dorati vivono anche nella Penisola Araba e in alcune zone dell'Europa. In quest'ultimo continente gli sciacalli si incontrano nei Balcani, in Ungheria e in Ucraina sud-occidentale. Vivono anche in Austria, Slovacchia, Slovenia e Italia nord-orientale [2][24][42] (Friuli-Venezia Giulia e Veneto), dove la loro diffusione si è molto estesa in anni recenti, arrivando a comprendere anche il Trentino-Alto Adige [3] . Ad est, il loro areale comprende Turchia, Siria, Iraq, Asia centrale, subcontinente indiano e si spinge ad est e a sud fino a Sri Lanka, Myanmar, Thailandia e ad alcune regioni dell'Indocina [2] .

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Gli sciacalli dorati sono generalmente animali di pianura: sul Caucaso e nella Transcaucasia salgono solo molto raramente oltre i 600 metri, sebbene a Borjomi alcuni esemplari siano stati trovati a 900 – 1050 metri e in Armenia a 840 metri. La presenza di questi animali e la scelta dell'habitat sono in gran parte determinate dalla disponibilità di cibo, dalla presenza di acqua e di fitte boscaglie dove possono nascondersi agli occhi delle prede e dei nemici. Sono molto abbondanti soprattutto nelle zone dove i corsi d'acqua non rimangono gelati a lungo e dove svernano gli Anseriformi. Sebbene non siano molto adattati a vivere in zone dal clima rigido, gli sciacalli dorati possono sopportare temperature di -25° o perfino di -35°. Nei periodi di forti nevicate si spostano solamente su sentieri realizzati dall'uomo o da grandi animali [5] . Nonostante siano adattati alla vita nel deserto [26] , gli sciacalli evitano le aree desertiche prive di acqua, spingendosi solo ai loro margini. Sulle coste del Mar Nero e del Caspio essi prediligono i fitti boschetti di arbusti spinosi con gallerie attraverso il sottobosco create da animali più grandi come i cinghiali [5] . In Africa nord-orientale gli sciacalli dorati evitano la competizione con altre specie di sciacallo vivendo nelle pianure di erbe basse, diversamente dallo sciacallo striato che predilige le regioni boschive e dallo sciacallo dalla gualdrappa che predilige le aree di transizione tra i due ambienti [26] . In Italia questa specie si riproduce sia nei pressi delle cittadine di pianura (dintorni di Udine) che nelle vallate prealpine (valle del corso superiore del Natisone/Nadiza, nella zona orientale della provincia di Udine), vivendo anche in varie località della catena alpina fino ad altitudini di 1000 metri (dintorni di San Vito di Cadore, Val Pusteria/Pustertal e sul Monte Peller in Val di Non) [3][24][43] . Esemplari sub-adulti, comunque, sono stati avvistati anche in alcune aree urbane della pianura alluvionale veneta, sia nella provincia di Venezia (San Donà di Piave) che di Treviso (Preganziol) [3] , oltre che in Trentino in Valsugana [44]. Cacciano lungo le coste o i canali. In Asia centrale e Kazakistan essi predilgono i boschetti di tugai, le macchie situate su terreni irrigui ormai abbandonati e i canneti. Nelle aree dove la vegetazione è meno fitta, come le valli di Gissar e di Fergana, gli sciacalli risiedono sulle colline più basse, dove trovano rifugio in canali in secca, caverne e tane abbandonate dalle volpi [5] .

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Sebbene sia molto diffuso, lo sciacallo dorato non presenta grandi varianti geografiche come il lupo. Gli sciacalli indiani e nordafricani erano un tempo considerati specie separate sulla base delle differenze nel colore del mantello e della lunghezza delle orecchie, più corte negli esemplari indiani. Tuttavia, diversamente dalle sottospecie di lupo, che non mostrano grandi differenze nella forma del cranio o delle proporzioni dei denti, gli sciacalli asiatici e nordafricani sono piuttosto diversi sotto questi aspetti [6] . Sulla base di aspetti morfologici e genetici, si riconoscono 13 sottospecie di sciacallo dorato [1][24] :

Sottospecie Autore Descrizione Areale Sinonimi
Sciacallo algerino
Canis a. algirensis

Algerianjackal.jpg

Wagner, 1841 Di colore più scuro di C. a. aureus, ha la coda marcata da tre anelli scuri. Ha le stesse dimensioni della volpe rossa [45] . Vive in Algeria, Marocco e Tunisia. barbarus (C. E. H. Smith, 1839)

grayi (Hilzheimer, 1906)
tripolitanus (Wagner, 1841)

Sciacallo del Senegal
Canis a. anthus

Senegalthousdog.jpg

F. Cuvier, 1820 Rispetto a C. a. lupaster è più alto al garrese di almeno 2,5 centimetri e più lungo di vari centimetri; ha orecchie più grandi, testa più simile a quella del cane e corporatura più gracile. La coda è più corta e non molto folta. Il naso e la fronte sono marrone-grigiastro, mentre la gola e le regioni inferiori sono bianche. È privo sia dell'anello nero intorno al collo che dei puntini neri sul dorso caratteristici di C. a. lupaster [45] . Vive in Senegal. senegalensis (C. E. H. Smith, 1839)
Sciacallo comune
Canis a. aureus

Commonjackal.jpg

Linnaeus, 1758 È la sottospecie nominale. Di grandi dimensioni, ha un soffice mantello chiaro dai toni prevalentemente color sabbia [5] . Vive in Asia centrale, Afghanistan, Iran, Iraq, penisola araba, Belucistan ed India nord-occidentale [5] . balcanicus (Brusina, 1892)

caucasica (Kolenati, 1858)
dalmatinus (Wagner, 1841)
hadramauticus (Noack, 1896)
hungaricus (Ehik, 1938)
kola (Wroughton, 1916)
lanka (Wroughton, 1916)
maroccanus (Cabrera, 1921)
typicus (Kolenati, 1858)
vulgaris (Wagner, 1841)

Sciacallo del Serengeti
Canis a. bea

Golden Jackal, Serengeti.jpg

Heller, 1914 Vive in Kenya e Tanzania settentrionale.
Sciacallo siamese
Canis a. cruesemanni

Siamjackals.jpg

Matschie, 1900 Ha dimensioni più piccole di C. a. indicus. Il suo status di sottospecie è stato messo in discussione da vari autori, i quali sostengono che la classificazione di questa razza si basa solamente sull'osservazione di esemplari in cattività [37] . Vive in Thailandia e nelle regioni che vanno dal Myanmar all'India orientale.
Canis a. ecsedensis Kretzoi, 1947 minor (Mojsisovico, 1897)
Sciacallo indiano
Canis a. indicus

Indianjackal.jpg

Hodgson, 1833 Ha il mantello formato da un misto di peli neri e bianchi, con spalle, orecchie e zampe marroni. Gli esemplari che vivono ad altitudini più elevate tendono ad assumere toni di un marrone più pronunciato. I peli neri predominano al centro del dorso e sulla coda. Il ventre, il mento e i lati delle zampe sono bianco crema, mentre la faccia e la parte bassa dei fianchi sono brizzolate di pelo grigio. Gli adulti raggiungono la lunghezza di 100 cm, l'altezza di 35 – 45 cm e il peso di 8 – 11 kg [27] . Forma relazioni commensali con le tigri; le segue allo scopo di nutrirsi delle prede uccise e le avverte della presenza di intrusi o prede con forti grida [39] . Il cariotipo dello sciacallo indiano (2N=78; NF=84) è differente da quello dei cugini eurasiatici e africani (2N=80) [24] . Vive in India e Nepal.
Sciacallo egiziano
Canis a. lupaster

Egyptianjackal.jpg

Hemprich ed Ehrenberg, 1833 È una grande sottospecie simile al lupo, alta al garrese 41 cm e lunga 127 cm [46] . Sembra essere più grande di C. a. moreoticus [34] . Il cranio ha dimensioni quasi indistinguibili da quello del lupo indiano, ma è dotato di denti più deboli [47] . Ha costituzione robusta ed orecchie relativamente brevi. Sulle regioni superiori il mantello è di un grigio giallastro misto a strisce e macchie nere. Il muso, il retro delle orecchie e la superficie esterna delle zampe sono giallo rossastri, i margini della bocca sono bianchi e la metà terminale della coda, che finisce con una punta nera, è più scura del dorso [46] . Vive in Egitto. sacer (Hemprich ed Ehrenberg, 1833)
Sciacallo europeo
Canis a. moreoticus

Turkishjackal.jpg

I. Geoffroy Saint-Hilaire, 1835 È una delle sottospecie più grandi; gli esemplari di ambo i sessi misurano 120 – 125 cm di lunghezza e pesano 10 - 14,9 kg [24][34] . Il mantello è grossolano e generalmente di colori brillanti che assumono una tonalità nerastra sul dorso. Le cosce, la parte superiore delle zampe, le orecchie e la fronte sono marrone rossastro brillante [5] . Vive in Europa sud-orientale, Asia Minore e Caucaso. graecus (Wagner, 1841)
Sciacallo dello Sri Lanka
Canis a. naria
Wroughton, 1916 È lungo 67 – 74 cm e pesa 5 - 8,6 kg. Il mantello invernale è più corto e ruvido e non così ispido come quello di C. a. indicus. Rispetto al manto di quest'ultimo ha inoltre il dorso più scuro, essendo nero e chiazzato di bianco. Le regioni inferiori sono più pigmentate sul mento, sulla parte posteriore della gola, sul petto e sulla parte anteriore del ventre, mentre le zampe sono ocra ruggine o marrone rossastro. La muta avviene prima che in C. a. indicus e generalmente il pelo non schiarisce [48] . Vive in India meridionale e Sri Lanka. lanka (Wroughton, 1838)
Canis a. riparius Hemprich ed Ehrenberg, 1832 È una sottospecie nana che misura solamente 30 centimetri di altezza al garrese. Il colore è generalmente giallo-grigiastro; i peli neri sono molto rari. Il muso e le zampe sono quasi gialli e le regioni inferiori bianche [46] . Vive nel Somaliland e lungo le coste di Etiopia ed Eritrea. hagenbecki (Noack, 1897)

mengesi (Noack, 1897)
somalicus (Lorenz, 1906)

Sciacallo variegato
Canis a. soudanicus

Paintedthousdog.jpg

Thomas, 1903 Più piccolo e leggero di C. a. lupaster, misura 38 cm di altezza al garrese e 102 cm di lunghezza. Rispetto a C. a. lupaster, più simile al lupo, C. a. soudanicus ricorda maggiormente un levriero. Le orecchie sono un po' più grandi che in C. a. lupaster e il colore è generalmente marroncino chiaro, con chiazze di nero [46] . Vive in Sudan e Somaliland. doederleini (Hilzheimer, 1906)

nubianus (Cabrera, 1921)
thooides (Hilzheimer, 1906)
variegatus (Cretzschmar, 1826)

Sciacallo della Siria
Canis a. syriacus

Canis aureus revivim2.JPG

Hemprich ed Ehrenberg, 1833 Pesa 5 – 12 kg ed è lungo 60 – 90 cm [20] . Si caratterizza dalle altre sottospecie per le orecchie marroni. Ogni pelo del dorso consiste di quattro distinti colori: bianco alla radice, nero, rosso volpe e di nuovo nero sulla punta [45] . Vive in Israele e Giordania occidentale.

Malattie e parassiti[modifica | modifica sorgente]

La testa di uno sciacallo dorato prima di essere preparata per esaminare un'infezione di rabbia nel cervello

Gli sciacalli dorati possono trasmettere malattie e parassiti dannosi per la salute umana; tra essi vi sono la rabbia e la leishmania di Donovan (che sebbene innocua per gli sciacalli può causare la leishmaniosi nell'uomo). Negli sciacalli del Tagikistan sud-occidentale è stata riscontrata la presenza di 16 specie di cestodi, nematodi ed acantocefali (Sparganum mansoni, Diphyllobothrium mansonoides, Taenia hydatigena, T. pisiformis, T. ovis, Hydatigera taeniaeformis, Diphylidium caninum, Mesocestoides lineatus, Ancylostoma caninum, Uncinaria stenocephala, Dioctophyma renale, Toxocara canis, Toxascaris leonina, Dracunculus medinensis, Filariata e Macracanthorhynchus catulinum). Gli sciacalli infettati da D. medinensis possono infettare le fonti d'acqua con le uova e causare la dracunculiasi negli uomini che bevono queste acque. Gli sciacalli giocano anche un ruolo importante nella diffusione della cenurosi in ovini e bovini e del cimurro nel cane [5] . Gli sciacalli del Serengeti possono trasmettere il parvovirus canino, l'herpesvirus canino, il coronavirus canino e l'adenovirus canino [8] . Nel luglio del 2006 in uno sciacallo rumeno è stata riscontrata la presenza di Trichinella britovi [49] . Gli sciacalli che si nutrono di pesci e molluschi possono essere affetti da metagominiasi, che è stata recentemente accertata in un esemplare maschio dell'Italia nord-orientale [3] . In Tagikistan sugli sciacalli dorati sono state trovate almeno dodici specie di zecche (tra cui Ixodes, Rhipicephalus turanicus, R. leporis, R. rossicus, R. sanguineus, R. pumilio, R. schulzei, Hyalomma anatolicum, H. scupense e H. asiaticum), quattro specie di pulci (Pulex irritans, Xenopsylla nesokiae, Ctenocephalides canis e C. felis) e una specie di pidocchio (Trichodectes canis) [5] . In Italia nord-orientale questa specie è portatrice di una specie di zecca, Ixodes ricinus, e di Dermacentor reticulatus [3] .

Relazioni con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Ruolo in mitologia e letteratura[modifica | modifica sorgente]

Statua di Anubi a grandezza naturale proveniente dalla Tomba di Tutankhamon (Museo del Cairo)
Tabaqui (a sinistra) tormenta Babbo Lupo e la sua famiglia in un'illustrazione a pagina 5 dell'edizione del 1895 dei Due Libri della Giungla di Rudyard Kipling

Nell'Antico Egitto il dio dell'imbalsamazione, Anubi, veniva raffigurato come un uomo dalla testa di sciacallo o come uno sciacallo con un nastro attorno al collo e un flagello. Anubi veniva sempre rappresentato come uno sciacallo o un cane di colore nero, il colore della rigenerazione, della morte e della notte. È inoltre il colore che assume il corpo durante la mummificazione. Il motivo per cui Anubi veniva raffigurato con fattezze canine è dovuto all'osservazione diretta di cani e sciacalli da parte degli antichi egizi; questi animali spesso infestavano i margini del deserto, soprattutto le zone vicine ai cimiteri dove venivano trasportati i morti. Si pensa, infatti, che gli egizi iniziarono a progettare loculi e tombe elaborate proprio allo scopo di proteggere i defunti dalla profanazione degli sciacalli. Anche Duamutef, uno dei Quattro Figli di Horus, dèi che proteggevano i vasi canopi, era ritratto con l'aspetto di sciacallo.

La Versione Autorizzata di Re Giacomo della Bibbia non menziona mai gli sciacalli, ma ciò potrebbe essere dovuto ad un errore di traduzione. Nei Libri di Isaia, Michea, Giobbe e Malachia vengono menzionate «bestie selvatiche» e «draghi» che gridano nelle case e nei palazzi disabitati. Le parole ebraiche originali sono rispettivamente lyim (urlatore) e tan. Secondo il biologo Michael Bright, tan è un termine che si riferisce più propriamente allo sciacallo che al drago, dato che la parola è utilizzata in tutta la Bibbia per descrivere un animale urlatore associato alla desolazione e alle abitazioni abbandonate; lo sciacallo dorato, infatti, ha un vasto repertorio vocale e l'abitudine occasionale di vivere in edifici abbandonati. Nel Libro di Geremia si fanno frequenti riferimenti agli sciacalli, usando la parola shu'al, che può significare sia sciacallo che volpe. Sebbene nelle traduzioni della Bibbia tale termine venga sempre tradotto con volpe, il comportamento descritto ricorda molto più quello dello sciacallo: nei Libri delle Lamentazioni e dei Salmi, ad esempio, si fa riferimento all'abitudine degli shu'al di nutrirsi dei morti sui campi di battaglia [50] . David W. Macdonald ipotizza che, a causa della generale rarità ed elusività delle volpi in Israele, l'autore del Libro dei Giudici potrebbe aver descritto i più comuni sciacalli dorati quando racconta di come Sansone legò delle torce alle code di 300 volpi affinché distruggessero i vigneti dei Filistei [51] . Secondo un'antica leggenda etiope gli sciacalli e gli uomini divennero per la prima volta nemici poco prima del Diluvio universale, quando Noè rifiutò di accogliere questi animali sull'arca, pensando che non fossero degni di essere salvati; solo un successivo intervento divino lo fece desistere da questo proposito [52] .

Lo sciacallo dorato è molto frequente nel folklore indiano, dove è spesso ritratto in contesti di frode e inganno. Nella storia dello Sciacallo Azzurro, questo animale si tinge di azzurro come Neelaakanth, il guardiano di tutti gli animali, e costringe gli altri animali a procurargli del cibo, in maniera che potesse continuare a proteggerli. Alla fine viene scacciato quando le acque dei monsoni lavano via la vernice [53][54][55] . Nelle storie di Mowgli di Rudyard Kipling, raccolte nel Libro della Giungla, Tabaqui è uno sciacallo disprezzato dal branco dei lupi di Sehonee a causa della sua finta cordialità, delle abitudini necrofaghe e del suo asservimento a Shere Khan. Appare all'inizio del libro, quando fa visita ai genitori adottivi di Mowgli, Mamma e Babbo Lupo; essi sono molto irritati della sua presenza, dato che Tabaqui annuncia loro che Shere Khan, la tigre, è a caccia nel loro territorio. In seguito Tabaqui viene ucciso da uno dei «fratelli» di Mowgli, Fratel Bigio, che gli spezza la schiena.

Degli sciacalli dorati parlanti compaiono in Sciacalli e arabi di Franz Kafka; nel racconto questi animali convincono un viaggiatore europeo a porre fine a una faida tra loro e il popolo arabo.

Sebbene presenti in Europa, gli sciacalli compaiono molto raramente nel folklore e nella letteratura di questo continente. Testimonianze raccolte nell'entroterra alto-adriatico indicano che tutte le persone che ebbero a che fare con questi animali (cacciatori, guardiacaccia e abitanti locali) scambiarono regolarmente volpi rosse affette da rogna sarcoptica (o volpi in un particolare periodo della muta) per sciacalli dorati. Quando invece veniva avvistato un vero sciacallo dorato, quest'ultimo era spesso scambiato per un lupo o un lupacchiotto. La presenza di questi animali è stata in seguito accertata sia con trappole fotografiche che con un accurato studio delle impronte, le quali hanno confermato le precedenti osservazioni. Questa erronea e controversa percezione dello sciacallo dorato potrebbe essere dovuta al fatto che questo animale non compare nel folklore italiano e sloveno e nemmeno nelle tradizioni venatorie di tali Paesi [3] .

Danni a bestiame, selvaggina e raccolti[modifica | modifica sorgente]

Gli sciacalli dorati possono essere molto nocivi per le attività umane; essi attaccano animali domestici come tacchini, agnelli, pecore, capre e, in un caso documentato, perfino un piccolo bufalo d'acqua domestico. Distruggono molti vigneti e mangiano cocomeri, meloni e noci [5] . In Grecia, gli sciacalli non tendono ad attaccare il bestiame come i lupi e le volpi rosse, ma quando sono in gran numero possono divenire una seria minaccia per gli ovi-caprini [34] . In Bulgaria meridionale, nel 1982-87 furono registrati 1053 attacchi ad ovi-caprini, soprattutto pecore e agnelli, oltre a varie uccisioni di cerbiatti nelle riserve di caccia [34] . In Israele, circa l'1,5 – 1,9% dei vitelli che nascono sulle Alture del Golan muoiono a causa degli attacchi dei predatori, soprattutto sciacalli dorati. In entrambi i casi, si ritiene che l'elevato tasso di predazioni sia dovuto ad un incremento della popolazione degli sciacalli causato da una maggiore disponibilità di cibo fornita dalle discariche abusive [56] . In queste aree sono anche state prese misure di prevenzione. Tuttavia, perfino senza di esse, in Bulgaria i danni provocati dagli sciacalli sono irrilevanti rispetto a quelli causati dai lupi [34] . Gli sciacalli dorati sono estremamente dannosi anche per i roditori da pelliccia, come le nutrie e i topi muschiati. In molte aree dove vivono gli sciacalli le nutrie sono quasi completamente scomparse; durante l'inverno 1948-49, lungo l'Amu Darya, i topi muschiati costituivano il 12,3% dei contenuti fecali degli sciacalli e il 71% delle loro dimore andò distrutto a opera di questi Canidi (il 16% di esse congelò completamente e divenne inutilizzabile per i roditori). Gli sciacalli arrecano molti danni anche all'industria delle pellicce, divorando i topi muschiati presi in trappola e portando via le pelli stese fuori ad asciugare [5] .

Caccia[modifica | modifica sorgente]

Caccia agli sciacalli di Samuel Howitt; un gruppo di sciacalli corre in aiuto di un membro del branco catturato dai cani
Pelle di sciacallo dorato

Durante il Raj Britannico, i cacciatori britannici residenti in India andavano a caccia di sciacalli a cavallo e con i cani, proprio come nelle nativa Inghilterra erano soliti andare a caccia di volpi. A differenza delle volpi, gli sciacalli dorati sono molto protettivi nei confronti dei membri del proprio branco e potevano infliggere serie ferite ai cani [57] .

« Secondo il dottor Jerdon, lo sciacallo viene facilmente raggiunto dai levrieri, ma corre molto più veloce dei foxhound. Egli aggiunge anche che è molto attaccato alla vita e si «finge morto» così bene da ingannare anche gli sportivi più esperti. Una volta uno sciacallo corse in aiuto di un altro esemplare, forse il suo compagno, che era stato raggiunto dai levrieri, attaccandoli furiosamente nonostante il dottor Jerdon fosse lì vicino a cavallo. »
(Monografia sui Canidi di St. George Mivart, F.R.S, pubblicata da Alere Flammam. 1890)

Gli sciacalli non sono stati cacciati spesso in questo modo, poiché non sono lenti quanto le volpi e dopo 200 metri possono facilmente distanziare i levrieri [58] .

Nell'ex Unione Sovietica gli sciacalli non vengono catturati in gran numero e quando capita si tratta solitamente di esemplari rimasti in trappole destinate ad altri animali o abbattuti accidentalmente durante le battute di caccia. In Transcaucasia, gli sciacalli vengono catturati con grandi uncini da pesca collocati in pezzi di carne sospesi a 75 – 100 cm dal suolo con dei fili. L'unico modo che lo sciacallo ha di raggiungere la carne è quello di saltare: così facendo l'uncino penetra profondamente nel labbro o nella mascella [5] .

Fino al 1981 il Ministero Greco dell'Agricoltura organizzava ogni anno campagne di abbattimento e avvelenamento degli sciacalli, sui quali era stata messa una taglia. Ogni anno venivano uccisi in media 1000 esemplari. Nel 1990 lo sciacallo è stato il primo Canide ad essere rimosso dalla lista greca degli animali nocivi, seguito nel 1993 dal lupo e dalla volpe, ma diversamente da queste due specie non è più stato in grado di ricolonizzare in pieno l'areale passato. Sebbene in Grecia venga cacciato solo molto raramente, talvolta rimane ucciso nel corso di battute di caccia ad altri animali, come i cinghiali [34] .

In Italia la specie è stata recentemente protetta dalla Legge Nazionale 157/1992, ma qualche esemplare viene comunque ucciso illegalmente nel corso di battute di caccia alla volpe. Questo sembra essere l'unico problema per la sopravvivenza degli esemplari italiani [3] .

In Vietnam gli sciacalli vengono cacciati per il naso, a cui vengono attribuite presunte qualità curative [59] .

Utilizzo della pelliccia[modifica | modifica sorgente]

In Russia e in altri Paesi dell'ex Unione Sovietica gli sciacalli dorati sono considerati animali da pelliccia, benché di scarsa qualità a causa del mantello rado, grossolano e di tinta uniforme [5] . Gli sciacalli asiatici e del Vicino Oriente danno pellicce più grossolane, ma tale problema può essere risolto durante le fasi di lavorazione. Dal momento che i peli di sciacallo sono molto poveri di fibra, le pelli che se ne ricavano hanno un aspetto appiattito. Le pellicce più soffici provengono dall'Elburz, nell'Iran settentrionale [25] . Gli sciacalli venivano cacciati in gran numero per la pelliccia soprattutto nel XIX secolo: negli anni ottanta del XIX secolo a Mervsk venivano uccisi ogni anno circa 200 sciacalli. Nella regione di Zakatal, in Transcaucasia, nel 1896 vennero catturati 300 sciacalli. Durante questo periodo in Russia vennero uccisi in tutto 10.000 sciacalli, le cui pelli finirono quasi tutte sui mercati di Nizhegorod. All'inizio degli anni trenta, in Unione Sovietica venivano conciate ogni anno 20 - 25.000 pelli di sciacallo, ma il numero di questi animali era così numeroso da poter sostenere la cattura di un numero triplo di esemplari. Prima del 1949 e agli inizi della Guerra Fredda, la maggior parte delle pelli venivano esportate negli Stati Uniti. Nonostante esistano variazioni geografiche, le pelli di sciacallo non vengono valutate secondo degli standard e sono utilizzate soprattutto per confezionare colletti, cappotti da donna e pellicce di poco prezzo [5] . La pelliccia di sciacallo viene ancora considerata di gran valore dai Kazaki delle coste del Caspio, dato che è più leggera e più calda delle pelli di pecora [60] .

Addomesticabilità[modifica | modifica sorgente]

Gli sciacalli dorati si addomesticano facilmente e, se presi da giovani, può essere insegnato loro a seguire il padrone e a ubbidirgli, proprio come dei cani. Quando vengono catturati da adulti sono molto meno trattabili, essendo timidi, sospettosi e pronti a mordere senza avviso. Gli sciacalli addomesticati, in proporzione al periodo di cattività, perdono sempre più il loro odore distintivo [61] . Theodore Roosevelt scrisse riguardo ad alcuni sciacalli addomesticati che incontrò in India, descrivendone uno, meticolosamente pulito, che correva incontro al padrone quando veniva chiamato per nome. Invece di sedersi sulle anche alla maniera dei cani, si stendeva completamente per terra con il naso tra le zampe davanti [62] .

Parentela con il cane[modifica | modifica sorgente]

Ibridizzazione[modifica | modifica sorgente]

Gli sciacalli dorati sono in grado di accoppiarsi con i cani. In La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico, Charles Darwin parla di una femmina nata dall'incrocio tra un cane inglese e uno sciacallo allevato nel Giardino Zoologico di Londra. Quest'ibrido era sterile, ma Darwin sottolineò che si trattava di un caso eccezionale, dato che vi erano numerosi casi di sciacalli ibridi in grado di riprodursi con successo [63] . Robert Armitage Sterndale, nel suo Storia Naturale dei Mammiferi di India e Ceylon cita vari esperimenti condotti su sciacalli ibridi nell'India britannica, aggiungendo che i tratti distintivi dello sciacallo potevano essere presenti anche in ibridi nati dopo tre generazioni di incroci con i cani [10] .

Nel 1975 gli scienziati russi dell'Istituto di Ricerca Scientifica Likhachev per il Patrimonio Culturale e la Protezione Ambientale iniziarono un programma di riproduzione durante il quale vennero fatti incrociare degli sciacalli dorati con alcuni husky allo scopo di creare un ibrido dotato sia dello straordinario olfatto dello sciacallo che della resistenza al freddo dell'husky. In anni recenti, l'Aeroflot ha utilizzato dei particolari ibridi di sciacallo, noti come cani di Sulimov, per localizzare esplosivi difficilmente individuabili con le attrezzature meccaniche [11][12]. Esperimenti condotti in Germania con barboni nani, sciacalli e, successivamente, con ibridi cane-sciacallo hanno dimostrato che, diversamente dai lupi ibridi, gli sciacalli-cani mostrano una diminuzione della fertilità e significativi problemi di comunicazione dovuti all'aumento di disturbi genetici dopo tre generazioni di inincroci. Questo porta alla conclusione che i cani e gli sciacalli non sono strettamente imparentati come si riteneva in passato [64] .

Presunti antenati del cane[modifica | modifica sorgente]

Sciacalli domestici in una comunità umana preistorica

Seguendo l'esempio di Charles Darwin, che sosteneva che il cane si fosse originato da varie specie di Canidi selvatici, Konrad Lorenz ipotizzò che la maggior parte dei cani, soprattutto quelli provenienti dall'Europa centrale, derivasse dagli sciacalli dorati e che il sangue del lupo avesse contribuito unicamente alla creazione dei cani nordici. Lorenz teorizzò che il sangue del lupo si aggiunse a popolazioni derivanti dallo sciacallo già esistenti solo quando l'uomo iniziò a colonizzare le regioni artiche allo scopo di migliorare la resistenza degli animali ai climi freddi. Inoltre egli sottolineò che, ad eccezione dei cani nordici, che trattano i loro padroni umani come capi di un branco simile a quello dei lupi, la maggior parte dei cani considera i loro padroni come consanguinei e mostra un atteggiamento sottomissivo che solitamente non si riscontra nelle razze nordiche; Lorenz riteneva che questa caratteristica derivasse dagli sciacalli dorati, che per procurarsi il cibo e sopravvivere non fanno affidamento sui membri del branco. Essendo capaci di assoluta obbedienza, i presunti cani derivanti dallo sciacallo sarebbero privi dei sentimenti di lealtà e affetto [9] . In seguito Lorenz abbandonò questa visione, dopo aver tenuto conto del complicato repertorio vocale dello sciacallo dorato, comprendente tutta una serie di ululati assente nei cani e nei lupi[65] .

Nonostante il consenso generale tra gli scienziati moderni sia che il cane si sia originato dai lupi asiatici, vi sono ancora alcuni che ipotizzano un possibile contributo parziale dello sciacallo. Il dottor Ian Dunbar, specializzato nello studio dei cani, sottolinea vari casi registrati di sciacalli che si sono accoppiati con cani paria e cani simili al dingo, dando vita a prole fertile, e ritiene quindi possibile che gli sciacalli abbiano influenzato la creazione del cane. Lo studioso Michael Rice ritiene inoltre che lo sciacallo dorato possa aver giocato un ruolo importante nella creazione dei cani da caccia dell'Antico Egitto, evidenziando la caratteristica dei cani dei faraoni di emettere vocalizzi simili a quelli dello sciacallo dorato, compresa anche la capacità di mimare i richiami dei padroni. Tra le altre cose, i cani dei faraoni tendono a «sottomettersi» di fronte a persone che incontrano per la prima volta, ad essere monogami e ad accoppiarsi solo con cani della stessa razza [13] .

Note[modifica | modifica sorgente]

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