Saccharum officinarum

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Canna da zucchero
Sugarcane field.jpg
Saccharum officinarum
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Panicoideae
Tribù Andropogoneae
Genere Saccharum
Specie S. officinarum
Nomenclatura binomiale
Saccharum officinarum
L.

Saccharum officinarum L., comunemente nota come canna da zucchero o cannamele,[1] è una pianta tropicale, originaria delle regioni indomalesi, appartenente alla famiglia delle Poaceae (Graminacee). Può essere usata come alimento immediato, estraendone il succo attraverso spremitura, oppure nella produzione del dolcificante più diffuso: lo zucchero.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Saccharum officinarum è una pianta tropicale perenne, a portamento cespuglioso, che raggiunge in media i 4-5 metri d'altezza, anche se alcune specie superano i 6 metri. La pianta presenta un rizoma duro ed angoloso, dal quale spuntano numerosi steli legnosi intervallati da nodi. Più che di fusti, nella canna da zucchero si parla di culmi, tipicamente cavi, paragonabili a quelli del bambù: ogni pianta è costituita da un fusto principale ramificato in numerosi culmi aerei. Il culmo presenta un diametro variabile dai 3 ai 5 centimetri, in grado di raggiungere – od oltrepassare – anche i 10 chili di peso. Il colore, variabile a seconda della specie e della varietà, può essere giallo, violaceo, verde o rossiccio. Gli steli sono rivestiti da foglie molto lunghe e verdi, lanceolate ed incastrate su nodi con una guaina che avvolge il culmo. I fiori, molto simili a quelli di avena e frumento, sono riuniti in infiorescenze chiamate pannocchie, che possono raggiungere anche dimensioni piuttosto consistenti (90 cm). Lo zucchero è ricavato da un fluido sciropposo presente all'interno del fusto.

La coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

La canna da zucchero è una pianta tropicale perenne che ha bisogno di un clima umido e caldo, ha portamento cespuglioso e raggiunge in media i 4-5 metri d'altezza, anche se alcune specie superano i 6 metri. Lo zucchero si accumula nel midollo che riempie il fusto chiamato culmo tipicamente cavo, paragonabile a quello del bambù: ogni pianta è costituita da un fusto principale ramificato in numerosi culmi aerei. Il culmo presenta un diametro variabile dai 3 ai 5 centimetri, in grado di raggiungere e oltrepassare anche i 10 chili di peso. Il colore, variabile a seconda della specie e della varietà, può essere giallo, violaceo, verde o rossiccio. Gli steli sono rivestiti da foglie molto lunghe e verdi, lanceolate ed incastrate su nodi con una guaina che avvolge il culmo. I fiori, molto simili a quelli di avena e frumento, sono riuniti in infiorescenze chiamate pannocchie, che possono raggiungere anche dimensioni piuttosto consistenti (90 cm). Lo zucchero è ricavato da un fluido sciropposo presente all'interno del fusto.

Canna da zucchero a Bacolod nell'isola di Negros nelle Filippine.

La riproduzione della pianta avviene generalmente per talee, prelevate dalla sommità dei fusti, quasi contemporaneamente al raccolto e messe a dimora in buche distanti tra loro circa un metro e mezzo per facilitare la sarchiatura. Il trapianto deve avvenire a metà primavera e necessita un'abbondante quantità idrica cosicché, nei mesi successivi, si possa accumulare una cospicua quantità di zucchero all'interno della linfa. È doveroso puntualizzare che, al momento della raccolta per la successiva estrazione dello zucchero, il culmo non dev'essere strappato, ma reciso in basso, lasciando indenne la radice: in questo modo, il fusto è in grado nuovamente di crescere e di svilupparsi e, l'anno successivo, è pronto per una nuova raccolta. Infatti, alla canna da zucchero sono necessari 12 mesi per raggiungere la completa maturazione; non mancano certo le eccezioni: in alcune zone, la pianta impiega 24 mesi per maturare completamente, mentre in altre 6 mesi sono sufficienti.

Dove si può coltivare[modifica | modifica wikitesto]

Il clima preferito dalla canna da zucchero è quello caldo-umido e perciò viene coltivata soprattutto nei caldi paesi tropicali, dove vi è anche una notevole abbondanza di piogge e una temperatura non inferiore ai 20°. Quanto al terreno, deve essere di natura argilloso-silicea. In Italia, solo alcune zone della Sicilia sono favorevoli alla coltivazione di questa pianta.

I maggiori produttori di canna da zucchero sono ubicati in America Centrale e in America meridionale nonché in Asia:

Primi dieci Paesi produttori di canna da zucchero — 2009
Paese Produzione
(Ton.)
Note
Brasile Brasile 672.157.000
India India 285.029.000
Cina Cina 116.221.272
Thailandia Thailandia 66.816.400
Pakistan Pakistan 50.045.400
Messico Messico 49.492.700
Colombia Colombia 38.500.000 F
Filippine Filippine 32.500.000 F
Australia Australia 30.284.000
Argentina Argentina 29.000.000 F
 Mondo 1.743.068.525 F.A
P = Fonte governativa, F = Stima FAO, * = Altra fonte, C = Calcolata
A = Somma da diverse fonti;

Fonte: Food And Agricultural Organization of United Nations: Economic And Social Department: The Statistical Division

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Trasporto della canna da zucchero in Bolivia

La canna da zucchero è una pianta originaria della Nuova Guinea. Venne introdotta in Europa dagli Arabi, prima in Spagna[2](700 d.C.) e poi in Sicilia (900 d.C.); i Conquistadores spagnoli la diffusero in tutte le Indie occidentali dopo la scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo. Oggi la canna da zucchero è coltivata in quasi tutti i paesi dell’Asia, dell’America, in Africa e Australia. In Europa la coltivazione è limitata alla sola Spagna nella zona tra Malaga e Motril in Andalusia[3].

Lavorazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zucchero (produzione).

Per la produzione dello zucchero di canna, le canne da zucchero vengono pulite e spremute. Dalla spremitura si ottiene un liquido che viene bollito e che, appena diventa più denso, viene versato in un recipiente più largo dove si raffredda. Infine si procede alla raffinazione.

Bagassa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bagassa.

Un sottoprodotto della lavorazione è costituito dalla bagassa, un residuo di scorze e fibre che costituisce il 25/30% della massa iniziale della canna lavorata. La bagassa conosce diversi usi come materia seconda, compreso quello di combustibile negli stessi zuccherifici.

Erboristeria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cannamele nella 4ª edizione (1729-1738) del Vocabolario degli accademici della Crusca dell'Accademia della Crusca
  2. ^ Canna da zucchero in breve: schema riassuntivo Canna da zucchero
  3. ^ Ruta de la caña de azucar

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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