Taraxacum officinale
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Taraxacum officinale |
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| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Cichorioideae |
| Tribù | Cichorieae |
| Sottotribù | Crepidinae |
| Genere | Taraxacum |
| Specie | T. officinale |
| Classificazione APG | |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Tricolpate basali |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi II |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Cichorioideae |
| Tribù | Cichorieae |
| Sottotribù | Crepidinae |
| Nomenclatura binomiale | |
| Taraxacum officinale Weber ex F.H.Wigg., 1780 |
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| Sinonimi | |
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| Nomi comuni | |
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Tarassaco |
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Il taràssaco comune (Taraxacum officinale, Weber ex F.H.Wigg. 1780) è una pianta a fiore (angiosperma) appartenente alla famiglia delle Asteracee.
L'epiteto specifico ne indica le virtù medicamentose, note fin dall'antichità e sfruttate con l'utilizzo delle sue radici e foglie.
È comunemente conosciuto come dente di leone o soffione, o anche con lo storpiamento del nome in taràssacco.
Uno dei nomi comuni del tarassaco è anche piscialletto (nel nord Italia pisalét, pisacàn o pisaca' ) poiché ai bambini viene di solito raccontato che chi lo coglie bagnerà il letto durante la notte. Altri nomi tipici sono pisciacane e polenta del diavolo, quest'ultimo proprio di alcune zone del bresciano.
Indice |
Morfologia [modifica]
È una pianta erbacea e perenne, di altezza compresa tra 3 e 9 cm. Presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei.
Le foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato (da qui il nome di dente di leone) e prive di stipole.
Il fusto, che si evolve in seguito dalle foglie, è uno scapo cavo, glabro e lattiginoso, portante all'apice un'infiorescenza giallo-dorata, detta capolino.
Il capolino è formato da due file di brattee membranose, piegate all'indietro e con funzione di calice, racchiudenti il ricettacolo, sul quale sono inseriti centinaia di fiorellini, detti flosculi.
Ogni fiore è ermafrodita e di forma ligulata, cioè la corolla presenta una porzione inferiore tubolosa dalla quale si estende un prolungamento nastriforme (ligula) composto dai petali. L'androceo è formato da 5 stami con antere saldate a tubo; il gineceo da un ovario infero, bi-carpellare e uniloculare, ciascuno contenente un solo ovulo e collegato, tramite uno stilo emergente dal tubo, a uno stimma bifido.
La fioritura avviene in primavera ma si può prolungare fino all'autunno. L'impollinazione è di norma entomogama, ossia per il tramite di insetti pronubi, ma può avvenire anche grazie al vento (anemogama).
Da ogni fiore si sviluppa un achenio, frutto secco indeiscente, privo di endosperma e provvisto del caratteristico pappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato, che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione del seme, quando questo si stacca dal capolino.
Distribuzione e habitat [modifica]
Il tarassaco cresce spontaneamente nelle zone di pianura fino a un'altitudine di 2000 m e in alcuni casi con carattere infestante. È una pianta tipica del clima temperato e, anche se per crescere non ha bisogno di terreni e di esposizioni particolari, predilige maggiormente un suolo sciolto e gli spazi aperti, soleggiati o a mezzombra. In Italia cresce dovunque e lo si può trovare facilmente nei prati, negli incolti, lungo i sentieri e ai bordi delle strade.
Sostanze bioattive nel Taraxacum officinale [modifica]
La pianta fresca di Taraxacum officinale contiene oltre alla cellulosa una serie di sostanze bioattive. Forse per questo è un gradito mangime dei Mammiferi industriali.
La foglia contiene particolarmente:
- derivati di acido taraxinico (sesquiterpenlactone)
- triterpeni e steroidi
- flavonoidi (glicosidi dell'apigenina e luteolina)
- vitamine (B1, B2, C, E)
La radice è particolarmente ricca di:
- sesquiterpenlactoni
- acido taraxinico e taraxacolide
- triterpeni e steroidi
- taraxacosidi
- acido linolico e linoleico
Usi [modifica]
Il tarassaco viene usato sia dalla cucina sia dalla farmacopea popolare. La terapia a base di foglie o radici di tarassaco è chiamata "tarassacoterapia".
È una pianta di rilevante interesse in apicoltura, che fornisce alle api sia polline sia nettare.
Uso culinario [modifica]
Il tarassaco è usato per preparare un'apprezzata insalata primaverile depurativa, sia da solo che con altre verdure. In Piemonte, dove viene chiamato "girasole", è tradizione consumarlo con uova sode durante le scampagnate di Pasquetta.
Anche i petali dei fiori possono contribuire a dare sapore e colore a insalate miste. I boccioli sono apprezzabili se preparati sott'olio. I fiori si possono preparare in pastella e quindi friggere. Le tenere rosette basali si possono consumare con soddisfazione sia lessate e quindi condite con olio extravergine di oliva, sia saltate in padella con aglio (o ancor meglio con aglio orsino).
In molte regioni medioeuropee veniva preparata la marmellata di fiori di tarassaco nel seguente modo:
- Rp. Marmellata Denti di leone
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Fl. Taraxaci 1 litro Acqua 2 litri
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- bollire a pentola aperta per ca. 20 minuti; filtrare e mantenere il liquido; aggiungere 1 kg di zucchero
- bollire a pentola aperta fino alla densità desiderata; versare (bollente) in vasi puliti e chiudere ermeticamente.
Con le radici tostate di tarassaco si può preparare il caffè di tarassaco, un surrogato del caffè che ne mantiene in certa misura il gusto e le proprietà digestive, in modo simile al caffè d'orzo e al caffè di cicoria.[1]
In orticoltura si coltivano diverse varietà mutate, da consumare come insalata e verdura.
Uso in medicina popolare [modifica]
In medicina popolare il tarassaco viene usato per diverse indicazioni e composizioni con altri fitorimedi come:
- epatico / biliare
- antireumatico spasmolitico, anaflogistico, diuretico
- antidiscratico
- Rp. Epatico / biliare
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Tinct. Taraxaci 15 Tinct. Cnicus Benedicti 35 Tinct. Cardui Mariae 25 Tinct. Cynarae 25 Aeth. Rosmarini gtt. 5
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- D.S. 3 ml/dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista. (vedi anche Ricetta medica magistrale)
- Rp. Antireumatico
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Tinct. Taraxaci 150 Tinct. Urticae 150 Tinct. Betullae ad 500
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- D.S. 6 ml/dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.
- Rp. Antidiscratico
- (p. e. dopo ectomia della cistifellea o debolezza digestiva in senescenza)
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Taraxaci rad. ex liqu. 500
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- D.S. 2 cl/dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.
Tra le sue molte azioni vi è anche quella di blando lassativo, collegata all'incremento della produzione di bile.[2]
Uso in fitoterapia [modifica]
In fitoterapia si usa ancora la droga pura, in infusione o decotto, per disappetenza e disturbi dispeptici.
- Rp. Dispeptico
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Rad. cum Hb. Taraxaci 100
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- D.S.f. decoct. 3 g/tazza; 2/dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.
Note [modifica]
- ^ (EN) Dandelion coffee
- ^ "Le piante della buona digestione", di Roberta Pasero, pubbl. su "Sapere&Salute" - Anno VI, N. 34, sett. 2001, pag. 17
Bibliografia [modifica]
- Della Loggia, R (cur) Piante officinali per infusi e tisane. Manuale per farmacisti e medici, OEMF 1993; ISBN 88-7076-132-0
- (DE) Fintelman V. Weiss R. Lehrbuch der Phytotherapie, Hippokrates 2002 ISBN 3-8304-5243-8
- (DE) Karl Hiller, Matthias F. Melzig. Lexikon der Arzneipflanzen und Drogen. Spektrum akademischer Verlag, 2009. ISBN 978-3-8274-2053-4
- Jose L. Panero and Vicki A. Funk. Toward a phylogenetic subfamilial classification for the Compositae (Asteraceae). Proceeding of the biological society of Washington. 115(a):760 – 773. 2002.
- Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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