Euphrasia rostkoviana

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Eufrasia officinale
Euphrasia rostkoviana ENBLA01.jpeg
Euphrasia rostkoviana
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Scrophulariales
Famiglia Scrophulariaceae
Genere Euphrasia
Specie E. rostkoviana
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Orobanchaceae
Nomenclatura binomiale
Euphrasia rostkoviana
Hayne, 1825
Nomi comuni

Spezza-occhiali
Eufrasia di Rostkov

La Eufrasia officinale (nome scientifico Euphrasia rostkoviana Friedrich Gottlob Hayne, 1825) è una piccola pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle Orobanchaceae.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia delle Orobanchaceae è abbastanza numerosa con circa 60 - 90 generi e oltre 1700 - 2000 specie[1]; mentre il genere Euphrasia comprende circa 400-500 specie distribuite in Europa, Asia settentrionale e Nord America, preferendo climi freddi e temperati delle regioni extratropicali, di cui almeno 18 sono presenti nella flora spontanea italiana.

La classificazione tassonomica del Euphrasia rostkoviana è in via di definizione in quanto fino a poco tempo fa il suo genere apparteneva alla famiglia delle Scophulariaceae (secondo la classificazione ormai classica di Cronquist), mentre ora con i nuovi sistemi di classificazione filogenetica (classificazione APG) è stata assegnata alla famiglia delle Orobanchaceae[2]; anche i livelli superiori sono cambiati (vedi box tassonomico a destra).

Sandro Pignatti nella sua “Flora d'Italia” divide il genere in due “gruppi” (con capsula cigliata al margine – primo gruppo; e con capsula glabra – secondo gruppo); la specie di questa scheda appartiene al primo gruppo (sezione CILIATAE) insieme alle altre seguenti specie spontanee del territorio italiano:

Quasi tutte queste specie frequentano il nord Italia e la zona alpina (a parte Euphrasia liburnica) per cui facilmente si creano degli ibridi; inoltre sono specie molto simili, per cui a volte risulta difficile la separazione in specie diverse.

Variabilità[modifica | modifica sorgente]

Il genere di questa specie viene definito “genere critico” (vedi il paragrafo precedente). In effetti l'Euphrasia rostkoviana è una specie caratterizzata da un grande polimorfismo che può essere sintetizzato nei seguenti caratteri:

  • la forma variabile delle foglie: ovale, lineare, oblunga oppure ottusa;
  • la diversa lunghezza della capsula rispetto al calice;
  • la capsula può essere cigliata oppure no;
  • il colore del fiore varia facilmente;
  • il grado di pubescenza della pianta fino ad essere setolosa o anche ghiandolosa.

Per determinare con un certo grado di sicurezza l'appartenenza di un individuo ad una data specie si consiglia di verificare i caratteri più significativi su campioni di popolazioni (5 – 10 individui) piuttosto che sul singolo fiore.

A complicare la situazione in questa specie sono presenti oltre alle frequenti ibridazioni, anche delle forme più o meno stagionali (dimorfismo dovuto a due fioriture successive nello stesso anno) :

Queste forme stagionali hanno indotto vari studiosi a distinguere due sottospecie ben separate:

  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. montana (Jordan) Ronniger[3] a fioritura primaverile-estiva;
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. rostkoviana a fioritura estivo-autunnale;

che però secondo altri autori[3] non hanno alcun significato tassonomico.

Nell'elenco che segue sono indicate alcune varietà e sottospecie (l'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale o anche di altre specie):

  • Euphrasia rostkoviana Hayne fo. borealis F. Towns. (1917)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. campestris (Jordan) Wettst.
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. campestris (Jordan) P.Fourn. (1837)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. campestris (Jordan) Hayek in Hegi (1913)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. hirtella (Jordan ex Reuter) H. & A. Marcailhou-d'Ayméric (1908)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. kreiselii Rothm. & U. Schneider (1965)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. montana (Jordan) Wettst. (1901)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. rostkoviana
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. rostkoviana forma borealis F.Towns.
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. rostkoviana forma rostkoviana
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subvar. campestris (Jordan) Hartl (1972)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subvar. montana (Jordan) Hartl (1972)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne subvar. versicolor (A.Kern.) Hartl (1972)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne var. campestris (Jordan) Rouy (1909)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne var. fennica (Kihlman) Jalas (1977)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne var. onegensis (Cajander) Jalas (1977)
  • Euphrasia rostkoviana Hayne var. montana (Jordan) Rouy (1909)

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

  • Euphrasia × trikoviana Vitek (1982)

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

La specie di questa scheda ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Euphrasia alpina Lam. var. rostkoviana Bég. (sinonimo della subsp. rostkoviana)
  • Euphrasia arctica Lange ex Rostr. subsp. borealis (F.Towns.) Yeo
  • Euphrasia campestris Jordan (1852) (basionimo della subsp. campestris)
  • Euphrasia hirtella auct. brit., non Jord. ex Reut.
  • Euphrasia montana Jordan (1852) (basionimo della subsp. montana)
  • Euphrasia officinalis L. (1753) (sinonimo della subsp. rostkoviana)
  • Euphrasia officinalis L. subsp. campestris (Jordan) Kerguélen & Lambinon in Lambinon & al. (1993) (sinonimo della subsp. campestris)
  • Euphrasia officinalis L. subsp. montana (Jordan) Berher in L. Louis (1887) (sinonimo della subsp. montana)
  • Euphrasia officinalis L. subsp. monticola Silverside (1991) (sinonimo della subsp. montana)
  • Euphrasia officinalis L. subsp. pratensis Schübler & Martens (1834)
  • Euphrasia praerostkoviana Chitr.
  • Euphrasia pratensis Fr.

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

La forma della corolla (labiata) del fiore avvicina la pianta di questa scheda ai generi della famiglia delle Lamiceae che tuttavia si distinguono in quanto il calice delle Lamiaceae è a cinque denti (pentamero) e il frutto è un tetrachenio.
Nell'ambito dello stesso genere una specie molto vicina è l'Euphrasia alpina Lam. (Eufrasia delle Alpi); questo è dovuto anche al fatto che le specie di questo genere nelle zone alpine uniscono facile ibridabilità ad elevata variabilità[4]. Quest'ultimo fiore si distingue comunque per le brattee la cui zona più larga è a metà del corpo (e non a 1/3 dalla base), ed inoltre hanno la base cuneata. Inoltre la corolla è più decisamente violetta.
Altre specie simili (elencate brevemente) sono:

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico (Eupharsia) venne introdotto nella classificazione scientifica delle piante da Linneo nel 1735 ed è derivato da un vocabolo greco il cui significato è pressappoco “ilarità” oppure “diletto, gioia”[5].
Il nome specifico scientifico (rostkoviana) è in ricordo del medico e naturalista prussiano Rostokov (1740 – 1840). Il nome specifico comune (“officinale”) fa riferimento alle sue presunte proprietà medicinali (in particolare alla cura della vista) .
Il binomio scientifico attualmente accettato (Euphrasia rostkoviana) è stato proposto dal botanico Friedrich Gottlob Hayne (1763-1832) in una pubblicazione del 1825.
In lingua tedesca questa pianta si chiama Wiesen-Augentrost oppure Echter Augentrost oppure Großer Augentrost; in francese si chiama Euphrasie de Rostkov oppure Casse-lunettes.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta

È una pianta “emiparassita” : vive sulle radici di altre piante per prelevare acqua e sali minerali, mentre è capace di svolgere la funzione clorofilliana (al contrario delle piante “parassite assolute”). Il portamento è eretto-prostrato e comunque con minime altezze: 10 – 30 cm (minimo 5 cm; massimo 40 cm). La pianta può essere sia glabra che pelosa. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme, sono inoltre munite di asse fiorale eretto con poche foglie.

Radici[modifica | modifica sorgente]

La radice è piccola e legnosa.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto è eretto, semplice o poco ramoso in basso. La sezione è cilindrica, mentre la superficie è rossastra e pubescente. Nella parte alta può essere ghiandoloso.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono sessili e sono disposte in modo alternato nella parte bassa del fusto, mentre sono disposte in modo opposto nei pressi dell'infiorescenza. Hanno il margine dentato (4 - 6 denti per lato, lunghi 1 – 2 mm, più uno apicale). I denti sono brevemente aristati. La forma è molto variabile (vedi paragrafo “Variabilità”), comunque normalmente è ovale (con la massima larghezza verso la parte basale; più esattamente a 1/3 dalla base). La pagina inferiore è percorsa da grossolane nervature. Entrambe le pagine sono verdi, quindi svolgono la normale funzione clorofilliana. Dimensione delle foglie: larghezza 2,5 – 6 mm; lunghezza 6 – 14 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

L'infiorescenza è formata da fogliose spighe terminali di pochi fiori bianchi screziati di altri colori. I fiori, nell'infiorescenza, sono disposti in modo sessile all'ascella di brattee poco differenziate dalle foglie. Queste foglie-brattee hanno un rapporto lunghezza/larghezza di circa 1 – 2,5. Sono dentate (4 – 8 denti per lato) e il dente apicale è acuto (con un angolo minore di 90º), mentre i denti laterali hanno un angolo ancora più acuto (minore di 45º). La base è sempre arrotondata. Le foglie-brattee più grandi si trovano a circa 1/3 dell'infiorescenza e sono leggermente più larghe delle foglie vere e proprie. Sono inoltre provviste di peli ghiandolosi.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi e tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calicecorollaandroceogineceo). Il colore è bianco o lillacino con striature longitudinali violacee e una macchia gialla al centro del lobo inferiore.

K (4), C (2+3), A 2+2, G (2) (supero)[6]
  • Corolla: la corolla, pentamera (a cinque lobi), simpetala, è bilabiata; il labbro superiore ha una forma che ricorda un elmo squadrato dal bordo smarginato o anche bilobo con un orlo rovesciato all'indietro; il labbro inferiore è a tre lobi anch'essi con i bordi smarginati e a loro volta divisi in due lobi. La corolla è priva di sperone, sacco o gozzo. I due labbri formano un angolo retto. Durante la fioritura il tubo corollino si allunga superando così alla fine il calice. Lunghezza della corolla : 9 – 14 mm.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è del tipo a capsula deiscente. La forma è oblunga, cavato-compressa e contiene diversi piccoli semi striati. La capsula può essere cigliata oppure glabra ed è più o meno marginata all'apice. La lunghezza della capsula è come il calice (o un po' meno) : 4 – 8 mm.

Descrizione delle sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Vengono indicate solamente le caratteristiche diverse dalla specie di riferimento.

Subsp. campestris[modifica | modifica sorgente]

  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. campestris (Jordan) Wettst. (1896).
  • I fusti sono molto ramosi e le foglie sono più distribuite lungo il fusto.
  • Le foglie hanno una dimensione massima di 9 mm.
  • Diametro del fiore: 8 – 11 mm.
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Circumboreale - Europeo.
  • Diffusione: sulle Alpi questa sottospecie è diffusa nelle zone occidentali e in Italia si può trovare al confine delle provincie di CN TO e AO. Sui rilievi europei è presente solamente nelle seguenti zone: Massiccio Centrale, Massiccio del Giura e Vosgi.
  • Habitat: è una pianta abitatrice dei prati e pascoli igrofili e mesofili. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro e bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.
  • Diffusione altitudinale: sui rilievi queste piante frequentano il seguente piano vegetazionale: montano.
  • Fitosociologia[7]:
Formazione : delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche
Classe : Festuco-Brometea
Ordine : Brometalia erecti
Alleanza : Mesobromion

Subsp. montana[modifica | modifica sorgente]

  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. montana (Jordan) Wettst.[7] (1896).
  • I fusti sono poco ramosi.
  • Le foglie in genere sono più piccole della specie di riferimento.
  • L'infiorescenza è più allungata in quanto gli internodi sono più lunghi delle brattee.
  • Diametro del fiore: 9 – 12,5 mm.
  • Fioritura: primaverile-estiva.
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Circumboreale - Europeo.
  • Diffusione: sulle Alpi è diffusa solo nelle zone più interne (province: AO NO SO BZ TN BL UD). In parte (zone settentrionali) si trova anche sugli Appennini. Sui rilievi europei è presente nelle seguenti zone: Massiccio Centrale, Massiccio del Giura, Carpazi, e Monti Balcani.
  • Habitat: è una pianta abitatrice delle schiarite boschive, prati e pascoli igrofili e mesofili. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro e bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.
  • Diffusione altitudinale: sui rilievi queste piante frequentano i seguenti piani vegetazionali: montano e subalpino.
  • Fitosociologia[7]:
Formazione : delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe : Molinio-Arrhenatheretea

Subsp. rostkoviana[modifica | modifica sorgente]

  • Euphrasia rostkoviana Hayne subsp. rostkoviana Hayne (1825).
  • È la specie più comune.
  • I fusti sono più ramosi e le foglie-brattee sono addensate sotto l'infiorescenza.
  • Le foglie hanno una dimensione massima di 15 mm.
  • L'infiorescenza è più accorciata in quanto gli internodi sono più brevi.
  • Diametro del fiore: 6,5 – 12 mm.
  • Fioritura: estivo-autunnale.
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Circumboreale.
  • Diffusione: è una pianta comune sulle Alpi (escluse le province di VA CO BG BL) e Appennini settentrionali, rara in altre zone. Sui rilievi europei è presente nelle seguenti zone: Pirenei, Massiccio Centrale, Massiccio del Giura, Vosgi, Carpazi, Alpi Dinariche e Monti Balcani.
  • Habitat: è una pianta comune negli ambienti ruderali e scarpate ghiaiose, schiarite boschive, torbiere, prati e pascoli igrofili e mesofili. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro e bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.
  • Diffusione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare dal piano ai monti sin oltre la vegetazione arborea fino a 2400 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino, ma anche in parte quello alpino.
  • Fitosociologia[7]:
Formazione : delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe : Molinio-Arrhenatheretea

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

Questa pianta ha avuto un lungo uso nell'antica medicina erboristica. Era considerata tonico-risolutiva e fortificatrice della memoria nonché oftalmica[5]. A questo proposito sembra che gli estratti di questa pianta possano alleviare le infiammazioni della congiuntivite e blefarite[8].

  • Sostanze presenti: “rinantina”, tannino, essenze varie e sali.
  • Proprietà curative: tonica (rafforza l'organismo in generale), digestiva, astringente (limita la secrezione dei liquidi), diuretiche (facilita il rilascio dell'urina) e vulneraria (guarisce le ferite).
  • Parti usate: la pianta intera.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Viene usata da qualcuno come insalata per il suo leggero sapore amarognolo.

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

L'“Eufrasia officinale” viene usata, ma raramente, nei giardini rocciosi e alpini per creare dei cuscinetti omogenei e riempitivi.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Vol.2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, pag. 850. ISBN 88-7287-344-4.
  2. ^ Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 21-08-2009.
  3. ^ a b Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 582. ISBN 88-506-2449-2.
  4. ^ Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 580. ISBN 88-506-2449-2.
  5. ^ a b Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 186.
  6. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 22-08-2009.
  7. ^ a b c d AA.VV., Flora Alpina.Vol.2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag.244.
  8. ^ Plants For A Future. URL consultato il 22-08-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
  • Guido Moggi, Fiori di montagna, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1984.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 186.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 582. ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 244.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, pag. 852. ISBN 88-7287-344-4.
  • Schede tecniche - Euphrasia officinalis L. Rivista scientifica Natural1, anno II, dicembre 2002, pag. 72

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