Stachys officinalis
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| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteride |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Genere | Stachys |
| Specie | S. officinalis |
| Classificazione APG | |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi I |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Nomenclatura binomiale | |
| Stachys officinalis (L.) Trevisan |
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| Sinonimi | |
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Betonica officinalis L. |
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| Nomi comuni | |
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Erba betonica |
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Betonica comune (nome scientifico Stachys officinalis (L.) Trevisan) è una piccola ma vivace pianta perenne, eretta, pelosa e dai delicati fiori colorati di rosa profumati di citrato, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.
Indice |
[modifica] Sistematica
Il genere Stachys si compone di una sessantina di specie, metà delle quali vive in Italia alcune delle quali sono addirittura endemiche delle isole dell'arcipelago sardo.
Nelle classificazioni più vecchie la famiglia del genere Stachys è chiamata Labiatae.
Specie simili:
- Stachys officinalis (L.) subsp. serotina (Host) Murb. : rispetto alla nostra pianta preferisce terreni a matrice calcarea e la sostituisce sul carso Triestino (segnalata anche nelle province di Bolzano e Torino). Dal punto di vista morfologico si differenzia per l'avere una spiga più povera di fiori e comunque ha dimensioni più ridotte.
- Betonica officinalis (L.) subsp. serotina (Host) Murb. : (sinonimo della specie precedente)
[modifica] Etimologia
Il nome del genere Stachys deriva dal greco (= spiga). Significato dovuto ovviamente dalla disposizione dell'infiorescenza lungo il fusto.
I nomi comuni (Betonica e Vettonica) potrebbero derivare (secondo Plinio) dalla tribù dei Vettoni (di origine Iberica).
Nel Medioevo, e prima ancora in Egitto, si attribuivano alla nostra pianta poteri magici e si usava per curare qualunque male.
La pianta (data la sua popolarità) ha originato nel tempo diversi modi di dire; nel Veneto, ad esempio si usa la frase "Conosciuti come la betonica" per indicare qualcosa che è sulla bocca di tutti. Oppure il proverbio "Utile come l'erba betonica" per indicare qualcosa impiegabile per parecchi usi.
[modifica] Morfologia
La forma biologica della pianta è definita come emicriptofita scaposa (H scap): quindi è una pianta perennante per mezzo di gemme al livello del terreno e con asse fiorale di tipo eretto con poche foglie.
[modifica] Radici
Radici secondarie da rizoma.
[modifica] Fusto
- Parte ipogea: piccolo rizoma; può presentarsi obliquo.
- Parte epigea: fusto gracile, pubescente a sezione quadrata (tetragono) alto fino a 60 cm (minimo 20 cm). Il fusto è semplice, raramente ramificato, ma irsuto.
[modifica] Foglie
In generale le foglie sono intere, strettamente ovate, cuoriformi alla base ed ellittiche all'apice, carenata con marcate nervature, dentate grossolanamente e pelose (rugose sulla pagina superiore).
- Foglie basali: la rosetta basale è sterile; le foglie sono persistenti e lungamente picciolate. Dimensioni: lunghezza del picciolo 8-12 cm; mentre la lamina misura 2 - 2,5 cm di larghezza e 6 - 7 cm di lunghezza.
- Foglie cauline: sono brevemente e progressivamente sempre di meno picciolate. Infatti quelle superiori sono sessili (sub - sessili) e trasformate quasi in brattee. Dimensione delle foglie cauline: 1 - 1,5 cm di larghezza e 5 - 6 cm di lunghezza. Queste foglie sono inserite nei nodi del fusto a coppie opposte e si trovano anche alla base di ciascun verticillo dell'infiorescenza (foglie bratteali).
[modifica] Infiorescenza
I fiori sono riuniti in glomeruli verticillati (verticillastro apicale). L'aspetto è quello di una spiga terminale.
[modifica] Fiori
- Calice: è gamosepalo, attinomorfo, tubuloso, peloso, campanulato (allargato alla base), lungo 3,5 mm, e accompagnato da una breve bratteola ovale - acuminata di 5 - 12 mm, ed è diviso in 5 sepali sottili.
- Corolla: è gamopetala, zigomorfa pelosa esternamente, rosata (o anche rosso - violacea, raramente bianca), lunga 1 - 1,5 cm, ha la forma di un tubo lievemente ricurvo. È divisa in 2 labbra ben sviluppate e divergenti ad angolo retto: quello superiore è arcuato verso l'alto e bidentato; quello inferiore è diviso in 3 lobi (quello centrale è più grande e dentato; mentre i due laterali sono arrotondati).
- Stami: sono 4 interni al tubo corallino ma sporgenti e dritti, portano antere bruno - viola. Dopo la fecondazione divergono.
- Pistillo: è rosato e lo stimma (parte terminale) è diviso (stilo bifido - terminante in 2 lacinie uguali).
- Ovario: è semi-infero arrotondato all'apice.
- Fioritura: da luglio a settembre.
- Propagazione tramite divisione dei cespi (in febbraio - aprile), mentre l'impollinazione avviene tramite ditteri e imenotteri
[modifica] Frutti
Il frutto è un schizocarpo tetrachenio, formato da 4 acheni ovoidali scuri (altri autori lo dicono formato da 3 acheni).
[modifica] Distribuzione e habitat
La nostra pianta appartiene al geoelemento Europ.-Caucas. Si trova in quindi in Europa (fino al Caucaso), Asia occidentale e Africa settentrionale.
In Italia è comune e si trova nei prati poveri, boschi radi (boschi montani di latifoglie). Preferisce il suolo acido-siliceo. È assente nella pianura Padana e nelle isole.
Altitudine: dal piano fino a 1800 m s.l.m..
[modifica] Usi
[modifica] Farmacia
Si utilizzano le foglie e le sostanze presenti sono: tannino, stachidrina, colina, betaina, betonicina.
Proprietà medicinali:astringenti, digestive, anticefaliche, vulnerarie e sedative in generale.
Si prepara come infuso o estratto fluido ed è utile per raffreddori di testa (la polvere di betonica se aspirata fa starnutire). Ha una azione specifica nelle cefalee. Inoltre è cicatrizzante. È valido anche per chi ha problemi di eliminazione degli acidi urici.
[modifica] Cucina
La radice non è da usare in cucina: il rizoma può provocare facilmente vomito e diarrea. Le foglie vengono a volte usate per aromatizzare il tabacco, ma anche per preparare bevande e tè.
[modifica] Galleria di foto
[modifica] Bibliografia
- Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori , TN Tuttonatura, 1980.
- Roberto Chej, Piante medicinali , Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1982.
- Maria Teresa della Beffa, Fiori di campo , Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2002.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta , Milano, Federico Motta Editore, 1960.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag.464. ISBN 88-506-2449-2
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Stachys officinalis
Wikispecies contiene informazioni su Stachys officinalis
[modifica] Collegamenti esterni
- Flora delle Alpi Marittime. URL consultato il 26-11-2007.
- Fungoceva.it. URL consultato il 26-11-2007.
- Catalogazione floristica - Università di Udine. URL consultato il 26-11-2007.
- Botanica Sistematica. URL consultato il 26-11-2007.
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