Magnoliophyta

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Angiosperme
Fiore di Magnolia
Fiore del genere Magnolia
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Cronquist, Takht. & W.Zimm., 1966
Classi

Le Magnoliofite (o Magnoliophyta Cronquist, Takht. & W.Zimm., 1966) sono una vasta divisione di piante note anche sotto il nome di Angiosperme (o Angiospermae Lindl.[1][2]).

Il Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN) permette, per i taxa di rango superiore alla famiglia, di usare indipendentemente nomi descrittivi tradizionali come Angiospermae o regolarmente derivati da un genere "tipo" come Magnoliophyta, che deriva dal genere Magnolia[3].

Sono una sottodivisione delle spermatofite, che comprende piante annue o perenni con il massimo grado di evoluzione, i cui fiori sono più vistosi, più completi o complessi di quelli delle altre piante. A seconda che l’embrione possieda uno o due cotiledoni, le angiosperme si dividono nelle due classi delle monocotiledoni e dicotiledoni.

Fino al 1956, si riteneva che le Angiosperme fossero apparse nel Cretaceo (circa 130 milioni di anni fa), soppiantando rapidamente le felci e le Gimnosperme. Nel 1956, Brown scoprì una foglia fossile della specie Sanmiguelia lewisi[4], una pianta dalle foglie simili alle palme, vissuta nel Triassico superiore (circa 215 milioni di anni fa), i cui resti sono stati ritrovati in Nordamerica (Colorado e Texas); essa è considerata una delle più antiche Angiosperme.

Fanno parte della divisione delle Magnoliofite circa 300.000 specie botaniche, erbacee, arboree, arbustive e lianose. Sono oggi le piante più diffuse ed importanti, sia dal punto di vista ecologico che economico.

Caratteri[modifica | modifica wikitesto]

Le Magnoliofite si distinguono perché i loro semi sono avvolti da un frutto, che li protegge e ne facilita la disseminazione. Il nome descrittivo Angiosperme significa infatti "seme protetto" (dal Greco αγγειον, ricettacolo, e σπερμα, seme).

Il fiore delle Magnoliofite è più complesso di quello delle Pinofite (che, infatti, viene spesso considerato alla stregua di un semplice complesso di sporofilli poiché non presenta nessuna delle strutture specializzate caratteristiche dei fiori convenzionali), che condividono con le prime la riproduzione per mezzo di semi. Le Magnoliofite si distinguono anche per la presenza di trachee vere e proprie unite a canali più grandi e specializzati, gli "elementi dei vasi", che rendono più efficiente il trasporto idrico, e per essere l'unica divisione che comprende piante erbacee in senso proprio. Le angiosperme presentano il fenomeno della "doppia fecondazione", così chiamato perché all'interno dell'ovario avvengono due fecondazioni: uno dei due nuclei spermatici contenuti nel granulo pollinico (trasportati all'interno dell'ovario attraverso il tubetto pollinico) una volta raggiunto l'ovario, feconda la cellula Proendospermatica (diploide, diventerà triploide, dando origine all'endosperma del seme); l'altro nucleo invece feconda l'Oosfera (che darà vita a uno zigote).

Le angiosperme sono nate come piante specializzate nella impollinazione zoofila. Tuttavia nel corso dell’evoluzione, molte di esse sono tornate all'impollinazione ad opera di agenti non biologici, soprattutto il vento. I fiori sono allora diventati piccoli, numerosi e poco appariscenti. L’impollinazione anemofila è apparsa indipendentemente in numerosi gruppi di angiosperme sia monocotiledoni (Poaceae) che dicotiledoni (es. Salicaceae, Fagaceae)

Classificazione tradizionale di Cronquist[modifica | modifica wikitesto]

Dicotiledoni (Magnoliopsida)[modifica | modifica wikitesto]

Monocotiledoni (Liliopsida)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J Lindley, Introduction to the Natural System of Botany, London, Longman, Rees, Orme, Brown, and Green, 1830, xxxvi.
  2. ^ Philip D. Cantino, James A. Doyle, Sean W. Graham, Walter S. Judd, Richard G. Olmstead, Douglas E. Soltis, Pamela S. Soltis, & Michael J. Donoghue, Towards a phylogenetic nomenclature of Tracheophyta in Taxon, vol. 56, nº 3, 2007, pp. E1–E44.
  3. ^ J. McNeill & al. (a cura di), International Code of Nomenclature for algae, fungi, and plants (Melbourne Code), Koeltz Scientific Books, 2012, ISBN 978-3-87429-425-6, Art. 16.1.
  4. ^ (EN) Sidney Ash, Occurrence of the Controversial Plant Fossil Sanmiguelia cf. S. lewisi Brown in the Upper Triassic of Utah in Journal of Paleontology - SEPM Society for Sedimentary Geology, vol. 56, nº 3, maggio 1982, pp. 751-754. URL consultato il 3 febbraio 2012.
    «Sanmiguelia».

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