Paracadute
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Si definisce paracadute il dispositivo atto a permettere la discesa a velocità controllata di un corpo in aria, generalmente da grandi altezze. La pratica del lancio con paracadute si definisce paracadutismo.
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[modifica] Il primo paracadute
Leonardo da Vinci ideò un paracadute formato da 4 corde legate ad un'imbracatura (a cui erano appese delle sacche d'aria che funzionavano come Airbag), che tenevano legata la struttura frenante, costituita da 4 aste di legno legate (con inserti metallici) tra loro con un tessuto di juta come a formare una piramide. Il progetto non venne mai realizzato da Leonardo, ma in epoca moderna una università statunitense lo ha realizzato nei minimi dettagli. Il paracadute ha funzionato ma è risultato poco stabile e non c'è possibilità di manovrarlo; se c'è vento infatti risulta poco efficace.
Una versione particolare del paracadute è il cosiddetto paracadute balistico: un paracadute a calotta di grandi dimensioni assicurato ai velivoli ultraleggeri la cui espulsione avviene mediante il lancio di un razzo o l'immissione di aria compressa ed è azionabile dal pilota in caso di avaria del velivolo, permettendo un atterraggio di fortuna.
Il primo uomo a lanciarsi con un paracadute fu il francese André-Jacques Garnerin, inventore del paracadute con calotta semisferica.
[modifica] Composizione
Generalmente un paracadute si compone di una superficie frenante (vela) alla quale viene collegata tramite numerose "funicelle" una imbragatura atta ad assicurare il corpo trasportato. Il paracadute è completato dalla sacca di contenimento, dal sistema di apertura e dalla presenza eventuale di sistemi di sicurezza sempre riguardanti il dispositivo di apertura. Il materiale utilizzato per la costruzione del paracadute e dei suoi accessori quali funi, sacca ed imbragatura, è generalmente il poliammide. Dalle origini al periodo post bellico le vele erano realizzate generalmente in seta e le sacche ed imbragature in cotone. Il paracadute è anche dotato di un sistema di sicurezza chiamato "one shot" che consente di sganciare velocemente le bretelle ed evitare di essere trascinati dal paracadute dopo l'atterraggio, oppure quando si atterra in acqua dove bisogna sganciarsi prima per evitare che la vela, più pesante, ti trascini a fondo.
[modifica] Tipologia
I paracadute si differenziano principalmente in base alla forma della vela (che ne determina in buona parte anche la direzionalità) e in base al sistema di apertura di cui sono dotati.
[modifica] Vele
Per quanto riguarda le vele si suddividono in:
- paracadute a calotta emisferica
- paracadute a calotta rientrante
- paracadute ad ala
Il paracadute ad ala è di tipo "planante" e per questo permette una notevole manovrabilità, che lo ha fatto preferire nell'impiego ludico o sportivo a quello a calotta emisferica ed a calotta rientrante. Il paracadute a calotta emisferica è invece di tipo "frenante" e dispone di una manovrabilità nulla o fortemente ridotta; per questi motivi il suo impiego è ristretto all'ambito militare (lanci a bassa quota) o al lancio di materiali. Il paracadute a calotta rientrante è una variante di quello a calotta emesferica. Si tratta di una velatura piuttosto complessa ed assai difficile da ripiegare a causa delle numerose aperture ricavate nel tessuto. Questa fu studiata alcuni decenni fa per i lanci sportivi. Essa infatti garantiva una maggior spinta della calotte tonde modificate con "tagli" posteriori ed una riduzione della sezione maestra tramite un abbassamento dell'apice della calotta, ma fu presto sostituita dal paracadute ad ala che aveva prestazioni notevolmente superiori.
[modifica] Sistemi di apertura
In base al sistema di apertura troviamo:
- paracadute ad apertura automatica
- paracadute ad apertura manuale ( comandata )
Il sistema di apertura automatica consiste in un nastro di cotone e nylon antibruciatura,lungo circa 4 m (detto "fune di vincolo") collegato ad una estremità all'apice della vela tramite un aggancio con nastro a rottura programmata e all'altra ad un moschettone da assicurare al vettore dal quale viene effettuato il lancio del paracadutista o del materiale. Al momento del lancio la fune di vincolo estrae il paracadute dalla sacca e se ne separa quando questo viene completamente estratto (rimanendo agganciata al vettore), mentre il flusso dell'aria fa aprire il paracadute. I paracadute militari hanno all'estremità della fune di vincolo una sacca contenitrice dalla quale fuoriesce la velatura con un ciclo d'apertura obbligato per una sicurezza maggiore.
Per l'apertura manuale esistono principalmente due sistemi:
- a maniglia ( Spring Deploy ), in cui la sacca contenente il paracadute è tenuta chiusa da un fermo collegato tramite un cavetto ad una maniglia posizionata o sulla parte frontale destra dell'imbragatura (solitamente nei materiali di qualche anno fa o sui materiali militari) o nella parte laterale inferiore della sacca. Tirando la maniglia la sacca si apre, ne esce un pilotino grazie ad una molla contenuta in esso ed una volta inseritosi nel flusso d'aria questo estrae la vela del paracadute.
- mediante estrattore Hand Deploy, ( Throw out o Pull Out ) in cui, come per il paracadute ad apertura automatica, all'apice della vela è assicurato tramite una fune di lunghezza adeguata ( Bridle ) un paracadute più piccolo (detto "pilotino") che viene accuratamente ripiegato e riposto all'esterno della sacca, generalmente nella parte inferiore della saccas (Throw out) o all'interno ( Pull Out ). Questo viene estratto manualmente ed esposto al flusso d'aria nel momento in cui si deve aprire il paracadute e, grazie al flusso d'aria che lo investe, il nastro va in trazione e libera una spina che consente l'apertura della sacca dorsale ed estrae completamente la sacchetta contenente la vela permettendone poi l'apertura (Valido per il Throw Out). Nel caso di utilizzo di paracadute ad ala di elevate prestazioni (piccoli e veloci, tipo Stiletto o Velocity) si usa un particolare pilotino estrattore di tipo collassabile, che ha la caratteristica di richiudersi automaticamente per evitare di fare da freno aerodinamco.
[modifica] Come si manovra
La direzionalità (ove richiesta) del paracadute si ottiene tramite dei comandi a trazione che, modificando la forma o l'inclinazione della vela, permettono di influenzarne la deriva (per i paracadute a calotta) o la planata (per quelli ad ala).
[modifica] Sistemi di sicurezza
Tra i sistemi di sicurezza più comuni vanno ricordati il paracadute secondario (o di emergenza), dotato di meccanismi che ne facilitano l'apertura a bassa velocità, e la capsula vario-barometrica (un esempio commerciale ne è Cypres [1]), dispositivo atto ad azionare il meccanismo di apertura nei paracadute ad apertura manuale al raggiungimento di una quota minima di sicurezza nel caso in cui questa venga attraversata ad una velocità troppo elevata (segno di mancata apertura del paracadute).
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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