Fausto Veranzio

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Fausto Veranzio

Fausto Veranzio (Sebenico, 1551Venezia, 17 gennaio 1617) è stato un umanista, filosofo e storico dalmata, vescovo, che, vissuto sotto la Repubblica di Venezia, si è segnalato anche come lessicografo e inventore[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

particolare dell'"Homo volans", progetto di paracadute

Nato da una famiglia di letterati, fin da giovane Veranzio si interessò alle scienze. Frequentò le scuole a Padova e Venezia studiando matematica, ingegneria e meccanica. Seguì lo zio Antonio Veranzio, scrittore e diplomatico, in viaggi attraverso l'Europa. Nominato cancelliere per l'Ungheria e la Transilvania, Veranzio si trasferì presso la corte dell'imperatore Rodolfo II, sulla collina di Hradcany vicino a Praga, dove entrò in contatto con Giovanni Keplero e Tycho Brahe in un ambiente straordinariamente interessato alle novità scientifiche. Dopo la prematura morte della moglie divenne sacerdote, nel 1594 fu eletto e consacrato Vescovo di Csanàd. Si trasferì in Ungheria e dal 1609 visse a Venezia, presso la confraternita di San Paolo, dove si impegnò nello studio delle Scienze. Morì nel 1617 a Venezia, e fu seppellito sull'isola di Pervicchio (Prvić), di fronte a Sebenico, per sua espressa volontà.

Machinae Novae: le invenzioni[modifica | modifica sorgente]

"Pons ferreus", progetto di ponte strallato con catene ed impalcato ligneo
Illustrazione n.40

Veranzio divenne famoso con la diffusione delle varie invenzioni che presenta nella sua opera più conosciuta. Machinae Novae comprende 49 innovazioni tecnologiche ottimamente illustrate ed accompagnate da una descrizione in cinque lingue (italiano, latino, tedesco, spagnolo, francese)[2]. Non tutte le invenzioni possono dirsi create ex novo da Veranzio che anzi utilizza nell'opera le conoscenze accumulate durante i soggiorni in vari paesi dell'Europa centro-orientale e nello studio degli studiosi rinascimentali. L'opera comprende teleferiche, sistemi di navigazione, sospensioni a balestra[3], mulini, sistemi di dragaggio, mole, orologi ecc. Tuttavia le applicazioni tecnologiche più conosciute tra quelle descritte da Veranzio, sono:

il paracadute;
il ponte sospeso;
il ponte strallato.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Fausti Verantii, Dictionarium Quinque Nobilissimarum Europae linguarum, Latinae, Italicae, Germanicae, Dalmaticae et Ungaricae, Venetiis, 1595. Si tratta di un dizionario comparativo di circa 6000 voci latine tradotte nelle corrispondenti in lingua italiana, tedesca, croata e ungherese, cioè le lingue che Veranzio aveva avuto modo di apprendere nella sua vita
  • Fausti Verantii, Machinae Novae, Venetiis, 1616.
  • Fausti Verantii, Logica Nova, Venetiis, 1616.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Spesso si firmava utilizzando il suo nome in latino, Faustus Verantius
  2. ^ G. Da Pozzo, Storia letteraria d'Italia: il Cinquecento, 2006
  3. ^ Max Terrier, L'invention des ressorts de voiture in "Revue d'histoire des sciences" n. 39-1, 1986

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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