Paracadutismo
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Con il termine paracadutismo si intende l'attività, sportiva o militare, del saltare nel vuoto da quote ragguardevoli, solitamente da un aereo o un elicottero, utilizzando poi un paracadute come strumento per rallentare la caduta e consentire un atterraggio sicuro. Impiegato inizialmente in ambiti esclusivamente militari per il lancio delle truppe in zone non adatte all'atterraggio di velivoli, il paracadutismo si è poi diffuso ampiamente come pratica sportiva in seguito all'introduzione del paracadute a profilo alare che, oltre a migliorare drasticamente le garanzie di sicurezza, ne ha esaltato le doti di manovrabilità.
Indice |
[modifica] Storia del Paracadutismo
Dall'idea di Leonardo da Vinci che per primo pensò ad un cono rovesciato in grado di rallentare la caduta di un corpo immerso in un fluido, sul finire della prima guerra mondiale compaiono i primi pionieri del paracadutismo. La prima scuola di paracadutismo militare nasce a Castel Benito (Libia) a metà degli anni ‘30, da allora le tecniche di volo umano abbinate al paracadute e le tecnologie dei materiali impiegati, insieme allo sviluppo del paracadutismo sportivo, hanno subito una evoluzione paragonabile a quella che ha originato i telefonini cellulari dall’idea di Marconi.VOLARE ? aereo ? mongolfiera ? elicottero ? o niente di tutto questo ?Caduta libera, velocità allo stato puro, questo è il paracadutismo, il corpo umano immerso nell’aria diventa il vettore di se stesso e sul piano tridimensionale riesce a compiere qualsiasi evoluzione negata alla vita quotidiana che ci costringe a tenere i piedi per terra... La differenza che c’è nel volare utilizzando una macchina, che rimane un mezzo tra se stessi e l’aria, e la sensazione che si prova nel volare utilizzando solo il proprio corpo, non è solo una questione fisica, ma una esperienza che coinvolge la mente nella maniera più totale, amplificando ed approfondendo la conoscenza e la consapevolezza di se stessi.
[modifica] Paracadutismo militare
Il paracadutismo militare è utilizzato per gli impieghi strategici e tattici da tutti i corpi militari, prevalentemente dell'esercito, di ogni stato. In Italia la scuola nazionale è istituita presso la caserma Gamerra di Pisa dove è operativo il Centro Addestramento di Paracadutismo, ex SMIPAR. Presso il centro vengono svolti tutti i corsi di base per lancio vincolato, prevalentemente per gli allievi della Brigata paracadutisti "Folgore", ma anche per tutte le forze armate dello stato italiano, quindi Alpini, Carabinieri, Polizia, piloti dell'Aeronautica e della Marina, Incursori e corpi speciali, e talvolta per corpi di forze armate straniere. Per i lanci vengono utilizzati i velivoli della 46ª Brigata Aerea di stanza nel vicino aeroporto di Pisa San Giusto, con gli aerei FIAT G-222 e Lockeed C-130 ed in seguito, una volta brevettati, si utilizzano gli elicotteri dell'esercito Bell UH-1 Iroquois e CH-47 Chinook per l'addestramento in missioni e operazioni militari. Solitamente si salta da una altezza di ca 400 mt presso il campo di volo di Tassignano vicino a Lucca.
[modifica] Paracadutismo sportivo
Nella pratica sportiva del paracadutismo (in inglese skydiving) si è soliti saltare da una quota di 4500 metri circa per poi aprire il paracadute normalmente ad una quota consigliata di 1000-1100 metri, o 1500 metri per i lanci di addestramento ed i lanci in tandem, dopo una caduta libera di circa un minuto. La quota minima di apertura del paracadute è fissata in 750 metri. In ambito agonistico si distinguono diverse specialità:
1. Stile (in inglese “Style” in francese “Voltige”). È la prima vera disciplina sportiva del paracadutismo moderno ed è prettamente individuale. Consiste in un lancio da una quota di 2200 metri (approssimativamente 7000 piedi) con a disposizione circa una trentina di secondi di caduta libera. In questo frangente si deve eseguire una concatenazione di 6 evoluzioni, volteggi, nel minor tempo possibile che consistono in: un giro sull’orizzonte di 360 gradi, l’inversione di esso, una giravolta (looping) all’indietro e la ripetizione di essi . Per ogni lancio ci sono 4 combinazioni d’esecuzione che vengono sorteggiate in precedenza. Simultaneamente ogni concorrente viene ripreso da terra da una postazione video e successivamente giudicato da una giuria. Detta giuria deve aggiungere delle frazioni di secondo di penalità al tempo effettivo di esecuzione asseconda se ogni singola figura non viene effettuata correttamente nel beccheggio (pitch), rollio (roll) e giro di 360 gradi. Vince chi a fine gara, dopo più lanci ha totalizzato un tempo totale inferiore.
2. Precisione in atterraggio, disciplina nata in concomitanza allo “Stile” ed anch’essa consiste in una prestazione individuale. I lanci avvengono da circa 1200 metri se a squadra e 800 metri se individuale. L'obiettivo è centrare in atterraggio con un piede (generalmente con il tallone) un bersaglio che, agli albori era un disco rosso di 10 cm. Di diametro, poi divenuto di 5 cm. Attualmente è di 3 cm di diametro situato all’interno di un apparato elettronico che misura fino a 15 cm. Di errore dal centro. Vince la squadra o l’atleta che facendo la sommatoria dei lanci, totalizza un minor numero di cm. Di errore dal centro.
3. Combinata e cioè la combinata delle due precedenti discipline. Vince l’atleta o la squadra o la nazione (nelle gare internazionali) che facendo la somma numerica della classifica di ogni singola disciplina totalizza un numero inferiore es: chi è arrivato terzo (3) in Stile e quarto (4) in Precisione, vince su chi è arrivato primo (1) in Stile e settimo (7) in Precisione.
4. Paraski, nata dalla necessità di sviluppare il soccorso alpino. Consiste nella combinata di una gara di sci di slalom gigante, ed una gara di precisione in atterraggio in montagna su piano e su pendio. Essendo una gada che combina 2 differenti discipline, la classifica viene stilata con metodi analoghi alla competizione citata precedentemente.
5. Formazioni in Caduta Libera (FCL) o Relative Work (RW). Nel 'lavoro relativo', squadre da 2 o più paracadutisti compongono durante la caduta libera più figure prefissate seguendo dei criteri di velocità, precisione o stile a seconda delle categorie di gara. Solitamente a 4 e 8 elementi.
6. Canopy Relative Work . Squadre di 2 o più paracadutisti s'impegnano dopo brevissima caduta (1 secondo o poco più) nel costituire formazioni a paracadute aperto con prese di mani e piedi sulla velatura e sulle bretelle. Costituita una formazione a 4 il primo in alto molla le prese, e con varie metodiche ruota verso il basso e riaggancia la formazione (rotazione ), oppue vengono costruite formazioni predeterminata ( sequential ) , od ancora 8 paracadutisti chiudono una formazione verticale nel più breve tempo possibile. Altamente spettacolare per la visibilità da terra, è tuttavia pericolosa per la possibilità di collisioni con avviluppo.
7. Free style. In questa disciplina i paracadutisti, durante la caduta libera, si esibiscono in figure a corpo libero che ricordano esercizi di danza o ginnastica artistica.
8. Skysurf. Disciplina resa celebre da Patrick de Gayardon, lo skysurf consiste nell'affrontare la caduta libera con una versione ridotta della tavola da snowboard agganciata stabilmente ai piedi. La tavola consente di 'scivolare' sull'aria traslando e girando su se stessi a grande velocità. La tavola viene poi sganciata immediatamente prima di atterrare.
9. Speed skydiving. È la pratica estrema del paracadutismo dove l'atleta, con un lancio da quota ordinaria (4500 metri) o superiore, si pone in posizione verticale a testa in giù per raggiungere la massima velocità possibile (superiore ai 350 km/h) entro i 1700 metri di quota dopo i quali si pone di nuovo in posizione orizzontale al fine di rallentare per poi procedere all'apertura del paracadute.
10. Freefly. nasce nel 1996 diventa l'evoluzioone del volo tridimensionale.le squade sono composte da 2 elementi piu il video e volano insieme creando coreografie. esistono anche squadre a 4 elementi piu il video che lavorano come una squadra di rw4 con figure obbligatorie.
[modifica] Corsi di Paracadutismo AFF
Il corso A.F.F. (accelerated free fall) nasce negli States pochi anni fa e si basa su una moderna metodologia d'insegnamento. È il corso di paracadutismo più moderno, sicuro e divertente per imparare a volare... Dura circa due weekend ed è composto da approfondite lezioni teoriche con supporti multimediali e sette/otto salti in caduta libera da circa 4.300 metri! Ogni livello porta alla fase successiva e l'obiettivo è quello di rendere il paracadutista autonomo nel lancio. L'ultimo salto l'allievo lo effettuerà infatti da solo, uscendo dall'aereo in autonomia, trovando la posizione corretta, aprendo il paracadute alla quota giusta ed atterrando comodamente in zona libera da ostacoli. Nella caduta libera ci saranno due istruttori che voleranno accanto all'allievo e lo sosterranno fino a che non troverà l'equilibrio necessario. Verranno utilizzati paracadute appositamente costruiti per allievi, con facilità d'apertura e morbidi atterraggi
[modifica] Lanci Tandem
Il paracadute Tandem è costruito per sostenere due persone imbracate insieme. Da la possibilità di uscire fuori dall’aereo (in volo stabilizzato da un piccolo paracadute (Pilotino) che servirà poi all'apertura di quello principale) ad oltre 4.300 metri d’altezza imbracato all'istruttore, chi non ha una preparazione specifica, e potrà volare per circa sessanta secondi a 50 m/s, circa 180 km/h, cioè finché l’istruttore non aprirà il paracadute a 1500 metri. Il paracadute tandem è molto più grande di uno normale, sorregge tranquillamente due persone e consente un morbido atterraggio.
[modifica] Caduta libera
La precisione in atterraggio è una categoria in cui il paracadute è utilizzato come mezzo per raggiungere l'obiettivo. Spesso infatti, il paracadute è solo un mezzo per rallentare la caduta libera dove avviene la pratica sportiva principale. Tralasciando le varie specialità agonistiche, nella caduta libera il paracadutista si pone in posizione orizzontale con braccia e gambe leggermente divaricate ed il bacino proteso in basso in modo che il corpo assuma un profilo arcuato che consente di stabilizzare la caduta sia nel senso di seguire un asse verticale di discesa, sia nel senso di evitare rotazioni sull'asse di caduta stesso. In queste condizioni, la velocità limite equivale grossomodo a 180 km/h e corrisponde alla velocità minima che può essere mantenuta in caduta libera e la più adatta quindi all'apertura del paracadute che rallenterà la discesa a velocità trascurabili, dell'ordine dei 3-5 metri al secondo per i paracadute a profilo alare e 7 metri al secondo circa per i paracadute militari a calotta sferica. La pratica di questo sport avviene necessariamente in luoghi attrezzati per il decollo e l'atterraggio del velivolo utilizzato per portare i paracadutisti in quota, luoghi dotati molto spesso di una scuola autorizzata per l'addestramento degli aspiranti skydiver.
Esistono anche altre specialità come lo swoop o che prevedono l'impiego di paracadute (meglio definiti vele) con una breve caduta libera e quindi si gareggia controllando e gestendo dinamicamente vele aperte. Per l'esattezza lo swoop è una multidisciplina con varie specialità spesso consistono in una perdita di quota in breve tempo per aumentare considerevolmente la velocità verticale per poi trsformarla in veloci avanzameti sfiorando il terreno con diverse acrobazie aerodinamiche estremamente spettacolaripoco prima dell'atterraggio. Questa manovra se non eseguita correttamente può essere molto rischiosa ma allo stesso tempo molto divertente in quanto tutta la velocità verticale accumulata, pochi secondi prima di impattarsi con il suolo, si trasforma trazionando in vario modo le bretelle e i comandi (freni) in movimenti orizzontali dando luogo a lunghe "scivolate" sul terreno. Si misura la velocità massima raggiunta, la lunghezza dello swoop (la scivolata), e lo stile.
[modifica] Voci correlate
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