National Geographic Society

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Coordinate: 38°54′18.13″N 77°02′11.51″W / 38.905037°N 77.036531°W38.905037; -77.036531

National Geographic Society
National Geographic Society
Abbreviazione NGS
Tipo promozione e ricerca nel campo delle scienze naturali
Fondazione 1888
Fondatore Gardiner Greene Hubbard
Sede centrale Stati Uniti Washington
Presidente Stati Uniti John M. Fahey, Jr.
Lingua ufficiale inglese
Motto Inspiring people to care about the planet.
Sito web

La National Geographic Society (NGS) è una delle più grandi istituzioni scientifiche ed educative non profit al mondo, la cui sede si trova a Washington, D.C., negli Stati Uniti.

I suoi interessi comprendono svariate discipline quali la geografia, l'archeologia e le scienze naturali, ma anche la cura per la conservazione dell'ambiente e dei patrimoni storici, e la divulgazione dello studio delle civiltà e della loro storia.

Visione d'insieme[modifica | modifica wikitesto]

L'obiettivo storico della National Geographic Society è da sempre quello di «incrementare e diffondere la conoscenza geografica e allo stesso tempo di promuovere la protezione della cultura dell'umanità, della storia e delle risorse naturali».[1] Il suo stesso presidente e direttore generale dal marzo 1998, John M. Fahey, Jr., afferma che lo scopo della NGS è soprattutto stimolare le persone a prendersi cura del proprio pianeta.

La società è gestita da ventitré membri del consiglio degli amministratori fiduciari, costituito da un gruppo di esimi educatori, uomini d'affari, importanti funzionari governativi e conservazionisti. L'organizzazione sponsorizza e promuove l'esplorazione e la ricerca scientifica, e pubblica inoltre una sua rivista, il National Geographic Magazine, e diverse altre riviste, libri, pubblicazioni scolastiche, mappe, filmati e inserti web in numerose lingue e paesi di tutto il mondo. La NGS ha un fondamento educativo attraverso il quale dona concessioni alle organizzazioni a fine didattico con lo scopo di valorizzare l'educazione geografica.[2] Lo stesso Comitato per la Ricerca e l'Esplorazione ha offerto concessioni per la ricerca scientifica, e recentemente le ha conferito la sua nove millesima donazione; le varie proprietà comprendono una fascia di 360 milioni di persone al mese in tutto il mondo.[3]

La National Geographic Society mantiene un museo aperto al pubblico nella propria sede di Washington, D.C., ed ha aiutato la sponsorizzazione di importanti esposizioni itineranti come la King Tut, mostra che ha esposto meravigliosi reperti provenienti dalla tomba del giovane faraone Tutankhamon e che coinvolse numerose città americane, concludendosi con l'esposizione al Franklin Institute di Filadelfia. La mostra King Tut è attualmente presente a Londra. La National Geographic Society ha inoltre contribuito alla mostra dei «Tesori culturali dell'Afghanistan», inaugurata nel maggio 2008 alla National Gallery of Art di Washington D.C., e spostatasi nei seguenti diciotto mesi all'Houston Museum of Fine Arts, all'Asian Art Museum di San Francisco, e infine al Metropolitan Museum di New York City.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A dancer of the cafes, Algeria, 1917. Fotografia tratta da un numero del National Geographic Magazine

Il 13 gennaio 1888 un gruppo di 33 persone composto da scienziati ed esploratori si riunì al Cosmos Club, un club privato situato in Lafayette Square a Washington, D.C., con l'obiettivo di creare una società «per migliorare e diffondere le conoscenze geografiche». Dopo aver stabilito un regolamento e un piano per l'organizzazione, il 27 gennaio venne fondata la National Geographic Society.

Gardiner Greene Hubbard ne fu il primo presidente e nel 1897, dopo la sua morte, gli succedette alla guida il genero, Alexander Graham Bell. Il genero di Bell, Gilbert Hovey Grosvenor, fu nominato editore a tempo pieno del National Geographic Magazine e servì l'organizzazione per 55 anni; altri membri della famiglia Grosvenor ricoprirono importanti ruoli nella società. Bell e suo genero elaborarono il concetto di marketing all'interno della società ed incoraggiarono un uso sempre più ampio di materiale fotografico a corredo dei reportage.

L'attuale presidente dell'organizzazione è Gilbert Melville Grosvenor, che ha ricevuto nel 2005 la Medaglia presidenziale della libertà per la sua guida della società all'educazione geografica. Nel 2004, il quartier generale della NGS a Washington, D.C. fu una delle prime costruzioni a ricevere la certificazione Green.[4] dalla Global Green USA.[5] Nell'ottobre del 2006 la società National Geographic ha ottenuto il Premio Principe delle Asturie di Oviedo, in Spagna, nel campo della Comunicazione ed umanistica.

Progetti e spedizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni la Società ha sponsorizzato molte spedizioni e progetti di ricerca in tutto il mondo:

La Società sostiene inoltre molti progetti sociali tra cui l'AINA: un'organizzazione con base a Kabul che si dedica allo sviluppo del giornalismo locale, fondata da Reza Deghati, uno dei più famosi fotografi della Società.

Hubbard Medal[modifica | modifica wikitesto]

La medeglia personalizzata di Anne Morrow Lindbergh che mostra la sua rotta di volo.

La Medaglia Hubbard è un premio della National Geographic Society per chi si è distinto nell'esplorazione, nelle scoperte e nella ricerca. La medaglia prende il nome da Gardiner Greene Hubbard, il primo presidente della Società. Questo riconoscimento finora (2010) è stato assegnato 35 volte.

National Geographic Kids[modifica | modifica wikitesto]

Rivista pubblicata dal settembre 1975, è una versione per ragazzi della più famosa National Geographic Magazine[7].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica (Spagna)
— 2006

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «To increase and diffuse geographic knowledge while promoting the conservation of the world's cultural, historical, and natural resources». National Geographic Online, National Geographic Society
  2. ^ National Geographic Education Foundation, National Geographic Society.
  3. ^ National Geographic Society, U.S. Department of State.
  4. ^ http://news.nationalgeographic.com/kids/2004/04/greenbuilding.html
  5. ^ Global Green
  6. ^ Explorer-in-Residence
  7. ^ National Geographic Kids, Kids.nationalgeographic.com. URL consultato il 12 settembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Robert M. Poole, Explorers House: National Geographic and the World it Made. Penguin, New York, 2004. ISBN 1-59420-032-7.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]