Artide

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Artide
Artide
Stati nessuno
Superficie (minima registrata)[1] 4 240 000 km²
Mappa dell'Artide
Mappa dell'Artide
La linea rossa indica l'isoterma di 10 °C di luglio, usata comunemente per definire i confini dell'Artide

L'Artide è la regione della Terra circostante il polo nord e contrapposta all'Antartide, caratterizzata dalla presenza della calotta artica. Non ha di fatto un'estensione definita perché non è uno Stato unico in quanto formata da varie parti di altri stati come Canada o Russia e dal Mar Glaciale Artico. Convenzionalmente, da un punto di vista geografico, viene considerata Artide l'area situata a nord del Circolo polare artico, cioè della latitudine 66° 33' 44" Nord.[2] A volte vengono considerate confini della regione artica il limite settentrionale della linea degli alberi o l'isoterma di 10 °C (50 °F) di luglio.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Questa regione include l'Oceano Artico, le estreme terre settentrionali di Russia, Alaska, Canada, Groenlandia, Islanda, Finlandia, Svezia, Norvegia e le isole che le fronteggiano tra le quali le isole Svalbard, l'arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe, Novaja Zemlja, Severnaja Zemlja, le isole della Nuova Siberia, l'isola di Wrangel, le isole lungo la costa dell'Alaska e l'arcipelago artico canadese.

Non è di fatto un continente come lo è invece l'Antartide in quanto gran parte del territorio è identificabile con il mar glaciale artico e con la banchisa artica su esso presente, cioè non poggia su terraferma con l'esclusione della Groenlandia e delle zone più settentrionali di Russia, Canada, Norvegia, Svezia e Finlandia.

Nell'Artide si verifica il fenomeno del Sole di Mezzanotte: nel Circolo polare artico, durante la stagione estiva boreale, cioè da aprile a luglio, il sole tramonta verso mezzanotte e rimane nella linea dell'orizzonte. Il nome Artide proviene dal greco άρκτος, àrktos, "orso", e si riferisce alle costellazioni dell'Orsa Maggiore e dell'Orsa Minore, che dall'area mediterranea sono visibili giacere in quelle direzioni nel cielo notturno: addirittura contenendone una, Polaris, stabilmente fissa al nord geografico, secondo la percezione umana.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

La parola Artide viene dal greco ἀρκτικός (arktikos), "vicino all'Orsa, settentrionale"[3] poiché la parola ἄρκτος (arktos), significa proprio orso.[4] Il nome si riferisce sia alla costellazione dell'orsa maggiore, che si staglia nell'emisfero settentrionale della volta celeste, che alla costellazione orsa minore che contiene Polaris, la stella polare.[5]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Immagine dell'Artide ripresa dal satellite Suomi NPP
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima subartico e clima polare.

Il clima è caratterizzato da lunghi inverni freddi e brevi estati fresche. Esistono una varietà di climi all'interno della regione, la quale si mantiene ai margini della zona interessata dalle radiazioni solari sia in inverno che in estate.

Alcune zone dell'Artico sono coperte da ghiacciai per tutto l'arco dell'anno, il resto della regione è comunque caratterizzato dalla presenza di qualche forma di ghiaccio per periodi considerevolmente lunghi.

Le temperature nel periodo invernale possono scendere sotto i −58 °C per alcune zone, mentre nel periodo estivo oscillano dai −10 ai 10 °C.

Essendo l'Artico sostanzialmente un oceano circondato da terre, il clima è mitigato dall'acqua che non ha mai una temperatura inferiore a −2 °C. In inverno la presenza dell'acqua mantiene il clima rigido seppure sia sempre più mite rispetto a quello dell'Antartide. Questa è sostanzialmente la ragione per cui il clima dell'Antartide è ben più rigido dell'Artico. Nella stagione estiva il mare contribuisce invece a mantenere le zone costiere più calde rispetto all'entroterra, così come avviene per le regioni temperate con clima marittimo.

Estensione dei ghiacci artici[modifica | modifica sorgente]

Dalle osservazioni satellitari e da altri studi si registra, negli ultimi 40 anni, una marcata diminuzione dei ghiacci artici.[senza fonte] L'estate 2012 è ricordata per la minima estensione mai raggiunta della superficie ghiacciata. Il 2011 fa segnare estensioni di superficie ghiacciata molto basse, in linea col 2007, vanificando il sogno di un possibile recupero dei ghiacci che invece sembrava possibile dai dati positivi del 2008 e 2009.[6]

Flora[modifica | modifica sorgente]

Man mano che si sale verso nord la luce e il calore disponibile per la crescita e la riproduzione diminuisce rapidamente, e nelle zone più settentrionali dell'artide le piante si trovano al limite delle loro possibilità metaboliche. Gli alberi non possono crescere, e le piante vascolari attecchiscono soltanto nelle zone meno fredde, crescendo molto vicine al suolo sotto forma di cespugli; l'erba è molto rara e le specie non vascolari, come muschi e licheni, formano spessi strati. La flora artica comprende circa 400 specie di angiosperme, piccoli arbusti nani, piante erbacee, licheni e muschi, che formano vaste distese di tundra. Ai suoi estremi settentrionali resistono solo muschi e licheni, le uniche forne vegetali in grado di sopravvivere a un clima così duro e freddo.[7]

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Orso polare

Un gran numero di specie animali, sia marine sia terrestri, si sono adattate alle rigide temperature di questo territorio.
Fra i mammiferi terrestri vi sono l'orso polare (Ursus maritimus), la volpe artica (Alopex lagopus), il caribù (Rangifer tarandus), il bue muschiato (Ovibos moschatus), l'ermellino (Mustela erminea) e la lepre artica (Lepus arcticus); tra le specie marine vi sono diverse foche (Pagophilus groenlandicus, Pusa hispida e Histriophoca fasciata), il tricheco (Odobenus rosmarus) e diverse specie di cetacei tra cui la balena della Groenlandia (Balaena mysticetus), il calamaro gigante (Architeuthis), il narvalo (Monodon monoceros) e il beluga (Delphinapterus leucas).
Molto ricca anche l'avifauna, come ad esempio la sterna artica e la fregata, e la fauna ittica comprendente, ad esempio, il grande squalo della groenlandia e il piccolo capelin.

Esplorazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esplorazione dell'Artide.

Dal 1937, l'intera regione artica è stata ampiamente esplorata da stazioni sul ghiaccio alla deriva presidiate da russi e americani. Tra il 1937 e il 1991, 88 equipaggi polari internazionali hanno costituito e occupato insediamenti scientifici sul ghiaccio alla deriva e sono stati così trasportati per migliaia di chilometri.[8]

Popolazioni[modifica | modifica sorgente]

L'Artide è prevalentemente abitata da due popolazioni:

  • Inuit: sono gli originari abitanti delle regioni costiere artiche e subartiche dell'America settentrionale e della punta nord orientale della Siberia. Il loro territorio è principalmente composto dalla tundra, pianure basse e prive di alberi dove vi è perennemente uno strato di permafrost, salvo pochi centimetri in superficie durante la breve stagione estiva.
  • Yupik: popolo dell'Alaska centrale, sono decisamente il gruppo più numeroso[senza fonte]. Quelli residenti nell'isola di Nunivak si chiamano Cup’ig. Coloro che vivono nel villaggio di Chevak vengono chiamati Cup’ik.

Giurisdizione[modifica | modifica sorgente]

L'Artide non è mai stata sotto il dominio politico di alcuna nazione, nonostante su di esso sian state rivolte le attenzioni militari da parte di qualche stato.

Negli anni cinquanta e sessanta, l'Artide fu usata dai sottomarini per test di nuove armi, dell'equipaggiamento sonar e di profondità.

Durante la guerra fredda questa regione è stata intensamente controllata dall'esercito statunitense in quanto si temeva che i primi segni di un attacco nucleare sovietico sarebbero stati un attacco di missili ICBM lanciati oltre il Polo Nord verso gli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti diedero così tanta importanza a questa questione che vennero istituite due onorificenze per meriti: l'Arctic Service Ribbon – Nastro per il Servizio Artico – e la Coast Guard Arctic Service Medal – Medaglia per il Servizio Guardacoste Artico.

Lo scioglimento dei ghiacciai artici potrebbe aprire la possibilità di rotte commerciali che raggiungono l'Asia attraverso il circolo polare, senza dover circumnavigare le coste americane. Attualmente, questa rotta è tecnicamente percorribile per le costose navi rompighiaccio.

2007: spedizione politico-scientifica russa

A inizio agosto 2007 ha destato scalpore la missione politico-scientifica Arktika 2007 organizzata dalla Russia - che rivendica sovranità su parte del territorio artico - nelle acque del Polo Nord: un mini-sommergibile - il Mir-1 - ha raggiunto la profondità di 4 261 m sul fondo dell'Oceano Artico, ovvero al di sotto del Polo Nord geografico,[9] fissando sul fondale il vessillo nazionale.

Secondo le autorità di Mosca, la Russia (che negli anni settanta e anni ottanta aveva inviato nella zona rompighiaccio a propulsione nucleare) sarebbe in possesso di elementi comprovanti che il territorio del quale viene reclamata la sovranità è un'estensione geologica sommersa del cosiddetto Scudo siberiano.

In altre parole, costituirebbe una parte integrante della piattaforma continentale russa delimitata da quella che viene chiamata dorsale di Lomonosov.[10]

Contrariamente a quanto molti pensano la fusione dei ghiacci che galleggiano sul Mare glaciale artico non contribuiranno all'innalzamento del livello del mare, questo fenomeno è provocato solo dalla fusione dei ghiacciai che sovrastano zone di terra (come la Groenlandia) e dal conseguente riversarsi delle relative enormi masse di acqua negli oceani.
Perciò, solo parte dei ghiacciai artici darebbe luogo all'innalzamento del livello del mare, contribuendo alla cancellazione dalle mappe di parecchie città costiere e di interi paesi e nazioni che hanno la maggior parte del loro territorio al livello del mare.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Artide coperta dal ghiaccio al minimo storico. URL consultato il 6 novembre 2012.
  2. ^ a b (EN) National Snow adn Ice Data Center: What is the Arctic? sito consultato il 11 agosto 2010
  3. ^ Henry George Liddell and Robert Scott. "Arktikos." A Greek-English Lexicon. Perseus Digital Library.
  4. ^ Henry George Liddell and Robert Scott. "Arktos." A Greek-English Lexicon. Perseus Digital Library.
  5. ^ The Great Bear Constellation Ursa Major. URL consultato il 10 novembre 2010 (archiviato il 30 novembre 2010).
  6. ^ Artico monitoring
  7. ^ Artide: flora e fauna in Viaggi in Artide. URL consultato il 10 agosto 2010.
  8. ^ North Pole drifting stations (1930s–1980s), Woods Hole Oceanographic Institution. URL consultato il 07 settembre, 2012.
  9. ^ Fonte: Repubblica.it.
  10. ^ Fonte: Diritto-oggi.it.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Apparences trompeuses Sananguaq. Au coeur de la pensée inuit (prefazione Jean Malaurie, postfazione Romolo Santoni),Latitude Humaine, Yvelinédition, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Regioni polari
LocationPolarRegions.png Artide · Antartide · Polo nord · Polo sud