Somniosus microcephalus

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Squalo della Groenlandia
Somniosus microcephalus okeanos.jpg

Somniosus microcephalus.jpg

Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchii
Ordine Squaliformes
Famiglia Somniosidae
Genere Somniosus
Specie S. microcephalus
Nomenclatura binomiale
Somniosus microcephalus
Bloch e Schneider, 1801
Sinonimi

Squalus squatina (non Linnaeus, 1758)
Squalus carcharis (Gunnerus, 1776)
Somniosus brevipinna (Lesueur, 1818)
Squalus borealis (Scoresby, 1820)
Squalus norvegianus (Blainville, 1825)
Scymnus gunneri (Thienemann, 1828)
Scymnus glacialis (Faber, 1829)
Scymnus micropterus (Valenciennes, 1832)
Leiodon echinatum (Wood, 1846)
Somniosus antarcticus (Whitley, 1939)

Areale

Somniosus microcephalus distmap.png

Lo squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus; Eqalussuaq, come lo chiamano gli Inuit) è un grosso squalo originario delle acque prospicienti le coste della Groenlandia e dell'Islanda, nel Nordatlantico. Si spinge più a nord di qualsiasi altra specie di squalo. È imparentato molto da vicino con il lemargo del Pacifico[1]. È una delle più grandi specie di squalo e le sue dimensioni sono paragonabili solamente a quelle dello squalo bianco: gli esemplari più grandi misurano 6,4 metri di lunghezza e pesano 1000 kg[2] ed alcuni di essi possono raggiungere anche i 7,3 metri[3]. Insieme al lemargo del Pacifico (che può raggiungere i 7 metri) è la più grande specie della famiglia dei Somniosidi. Vive anche molto più a lungo di altri squali.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Lo squalo della Groenlandia si nutre soprattutto di pesci, ma può catturare anche mammiferi marini come le foche. Nello stomaco di alcuni esemplari sono stati ritrovati anche resti di orsi polari e renne. Lo squalo stesso è colonizzato da copepodi parassiti che attaccano la cornea, ma che però consentono anche allo squalo di attrarre le prede grazie alla loro bioluminescenza[4].

Lo squalo della Groenlandia come fonte alimentare[modifica | modifica wikitesto]

Le carne dello squalo della Groenlandia è velenosa, a causa della presenza in essa di una tossina, l'ossido di trimetilammina, che, se digerita, si scinde in trimetilammina, una sostanza che provoca effetti pari a quelli di una grandissima sbronza. A causa di questa neurotossina, i cani da slitta che si sono nutriti della carne di questo squalo non riescono più a stare in piedi. Tuttavia, se essa viene bollita cambiando spesso l'acqua o se viene seccata e messa a fermentare per alcuni mesi per produrre il cosiddetto Kæstur Hákarl, detto anche semplicemente Hákarl, può essere consumata. Tradizionalmente la preparazione di quest'ultimo viene effettuata seppellendo lo squalo in terreni boreali e lasciandolo esposto a vari cicli di congelamento e scongelamento. Ciò che ne viene fuori è considerato una prelibatezza in Islanda e Groenlandia.

Simili effetti tossici sono dati anche dalle carni del lemargo del Pacifico, ma non da quelle della maggioranza degli squali, le cui carni sono spesso consumate fresche[5].

Leggende inuit[modifica | modifica wikitesto]

Lo squalo della Groenlandia non è ritenuto pericoloso per l'uomo, ma alcune leggende inuit parlano di squali che attaccano i kayak[6].

Le sue carni velenose, dall'elevato contenuto di urea, sono alla base della leggenda di Skalugsuak, il primo squalo della Groenlandia[7]. Secondo tale leggenda, una vecchia si lavò i capelli con la propria urina e li asciugò con uno straccio. Da questo straccio, gettato nell'oceano, ebbe origine Skalugsuak[8].

Un'altra leggenda è quella di Sedna, una ragazza a cui il padre tagliò le dita mentre stava annegando. Si racconta che ogni dito reciso dette origine ad una creatura del mare, tra cui lo squalo della Groenlandia[8][9].

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2001 il Gruppo di Ricerca e di Educazione sullo Squalo della Groenlandia e altri Elasmobranchi (GEERG), guidato da alcuni ricercatori canadesi, sta studiando lo squalo della Groenlandia nelle acque del fiordo del Saguenay e dell'estuario del San Lorenzo. La presenza di tale specie nell'area (testimoniata da catture o spiaggiamenti) è stata ripetutamente documentata già dal 1888[10]. Le ricerche intraprese dal GEERG comportano lo studio del comportamento dello squalo grazie all'impiego sia di sommozzatori muniti di telecamere che di apparecchiature segnaletiche acustiche e satellitari posizionate sugli squali stessi; malgrado tutti gli studi effettuati, però, questo gigante del mare rimane tuttora quasi sconosciuto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ O'Donnell, Jacinth. Jurassic Shark documentary (2000); broadcast on Discovery Channel, August 5, 2006
  2. ^ ADW: Somniosus microcephalus: INFORMATION
  3. ^ FLMNH Ichthyology Department: Greenland Shark
  4. ^ "Greenland Shark" by discovery.com
  5. ^ http://www.sportfishingmag.com/species/fish-facts/shark-eating-35284.html (Accessed 3/20/08)
  6. ^ Skipper Uses Knife To Kill 600-Kilo Shark
  7. ^ O’Reilly, Lindsay. "The Greenland Shark", Canadian Geographic, March/April 2004. (accessed 1 July 2007)
  8. ^ a b Greenland Shark and Elasmobranch Education and Research Group
  9. ^ Idrobo Masters Thesis, February 2009.
  10. ^ "GEERG: The Greenland Shark" http://www.geerg.ca/gshark1.htm (Accessed 7/5/08)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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