Pagophilus groenlandicus

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Foca dalla sella
Blanchon-idlm2006.jpg
Pagophilus groenlandicus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Phocidae
Genere Pagophilus
Specie P. groenlandicus
Nomenclatura binomiale
Pagophilus groenlandicus
Erxleben, 1777
Sinonimi

Phoca groenlandica

Areale

Sattelrobbe-Phoca groenlandica-World.png

La foca dalla sella o foca della Groenlandia è un carnivoro appartenente alla famiglia Phocidae.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Questo focide misura fino a 1,8-2 metri, per un peso di 140-190 kg; il maschio è più grande della femmina. Presenta una livrea grigio-brunastra con testa grigia scura o nera. Sulla schiena, gli adulti hanno una grande chiazza scura a forma di arpa, da cui deriva il nome italiano e quello inglese harp seal. Macchie più piccole sono presenti sul collo e sui fianchi. I cuccioli sono di colore giallo-bianco alla nascita, poi diventano bianchi rimanendo tali per 12 giorni. In questa fase, vengono chiamati in inglese whitecoat, per sottolineare il mantello bianco. Tra il tredicesimo giorno ed il mese di età, il pelo bianco cade a ciuffi mostrando la pelliccia sottostante, simile a quella degli adulti, macchiata di scuro ma senza il disegno ad arpa, che compare dopo 4 anni circa.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Vive nei mari dell'Artico, in cui si trattiene durante l'estate, trascorrendo poco tempo a terra.[1] Tra febbraio e marzo si dirige verso le coste della Groenlandia meridionale, della Scandinavia settentrionale e dell'Asia settentrionale, su cui avvengono i parti. Al di fuori della stagione riproduttiva, può spostarsi di 4.000 km in mare aperto. Può così comparire in luoghi dove non vive abitualmente, in Gran Bretagna, ad esempio, sono state trovate 31 foche dalla sella dal 1.800 al 1988 .[2]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

La foca dalla sella è una specie gregaria e vive in gruppi numerosi. Tra febbraio e marzo si dirige in una delle tre aree di riproduzione sopra citate. In questo periodo le femmine combattono per un pezzo di territorio in cui avrà luogo il parto, mentre i maschi combattono per il diritto di accoppiarsi. Il corteggiamento può iniziare sul ghiaccio, ma l'accoppiamento avviene di solito in acqua. Può stare in apnea fino a mezz'ora. La durata massima della vita è di circa 30 anni.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di pesci, quali capelin, aringa, merluzzo polare, merluzzo artico, merluzzo dell'Atlantico, sgombro, e di calamari e crostacei.

Predatori[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è predata da orche, orsi polari e alcune specie di squali, come lo squalo della Groenlandia.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La maturità sessuale è raggiunta a 5-6 anni nelle femmine. I cuccioli, uno per parto, nascono su lastre di ghiaccio e vengono allattati per dodici giorni. Il latte della foca contiene fino al 48% di grassi ed il cucciolo aumenta circa due chili al giorno, mentre la madre, che durante l'allattamento non si nutre, può perdere tre chili giornalmente. Il cucciolo è abbandonato dalla madre allo scadere dei dodici giorni e impara a nuotate autonomamente dopo 7-8 settimane, durante le quali muta il pelo e sopravvive con il grasso accumulato durante l'allattamento.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La foca dalla sella è considerata a rischio minimo di estinzione ed è cacciata in modo commerciale per la pelliccia in Canada, Norvegia, Russia e Groenlandia. In Canada, la caccia è permessa dal 15 novembre al 15 maggio secondo quote fissate dal governo, che stabiliscono quanti animali possano essere uccisi. La caccia ai cuccioli è vietata dal 1987, anno in cui le pellicce dei whitecoat sono state dichiarate illegali, ma i piccoli possono essere uccisi dopo la prima muta.[3] E' permessa una caccia di sussistenza per gli Inuit, che uccidono le foche come cibo e in misura minore, per scopi commerciali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nationalgeographic.com, Animals.nationalgeographic.com. URL consultato il 7 settembre 2012.
  2. ^ Corbet, G. B., & Harris, S., eds. (1991). The Handbook of British Mammals, 3rd. ed. Blackwell, Oxford.
  3. ^ Myths and Facts: The Truth about Canada's Commercial Seal Hunt, Human Society International: Canada, 4 febbraio 2011. URL consultato il 26 maggio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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