Deserto del Sahara

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Sahara
Foto satellitare in cui è ben visibile la fascia desertica senza vegetazione
Foto satellitare in cui è ben visibile la fascia desertica senza vegetazione
Stati Marocco, Sahara Occidentale, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Mauritania, Mali, Niger, Ciad, Sudan
Superficie 9 000 000 km²
Abitanti 1 000 000 circa
Densità 0,11 ab./km²
Sahara


Il deserto del Sahara (dalla parola araba الصحراء, sahrāʾ, "deserto") è il più vasto deserto caldo della Terra, con una superficie di 9 000 000 k. Attraversato dal Tropico del Cancro (23° 27′ latitudine nord), si trova nell'Africa settentrionale, tra 16° di longitudine ovest e 35° longitudine est.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si estende dall'Oceano Atlantico al Mar Rosso per una lunghezza di circa 5 000 km, con l'unica interruzione della Valle del Nilo, e per una larghezza 1 500 – 2 000 km dal Mediterraneo fino alle regioni centrali dell'Africa, dove il passaggio da deserto a savana è a volte assai incerto e stabilito da fattori di ordine climatico.

Il Sahara non ha un aspetto uniforme, si identificano infatti diversi tipi di paesaggio:

  • l'hammada, deserto di roccia nuda, liscia, incisa e lavorata dai venti che forma acute e taglienti schegge;
  • il serir, formato da uno strato di ciottoli e ghiaia;
  • l'erg, chiamato anche idean, nel Sahara centrale, formato dalle caratteristiche dune di sabbia.

Nel Sahara mancano totalmente corsi d'acqua e quindi l'idrografia è rappresentata da una rete di valli disseccate e di fiumi fossili (arabo widyān, pl. di wādī, "fiume" o "letto del fiume") orientati verso il Niger, il Ciad, e il Nilo, nei quali scorre l'acqua solo in caso di piogge eccezionalmente abbondanti. Ricchissima è invece la circolazione sotterranea alimentata da numerose falde poste a diverse profondità che danno origine alla grande maggioranza delle oasi.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica fondamentale del Sahara è la forte siccità: le precipitazioni sono ben al di sotto dei 100 mm annui. Rapidissima è l'evaporazione, fortissimo il riscaldamento diurno e intensa l'irradiazione notturna che provocano ampie escursioni termiche (fino a 25 °C – 30 °C).

Le temperature diurne raggiungono punte molto alte, nella stagione estiva comprese tra i 45 °C e i 50 °C di media (nelle zone più interne si stima che questi valori possano essere superati, sebbene non ci siano stazioni meteorologiche che possano confermarlo con certezza),[1] mentre le piogge, soprattutto in alcune regioni, mancano del tutto.

Una particolarità del clima del Sahara sono i venti desertici, che prendono vari nomi: ad esempio simùn, harmattan, khamsin, ghibli.

SAHARA
(1970-2013)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 24 27 30 33 36 41 45 44 40 35 30 26 25,7 33 43,3 35 34,3
T. min. mediaC) 10 12 13 15 16 18 20 20 17 15 13 11 11 14,7 19,3 15 15
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 1 7 15 20 26 30 31 31 30 27 13 2 10 61 92 70 233
Nuvolosità (okta al giorno) 1,8 1,4 1,0 0,7 0,3 0,1 0,0 0,0 0,0 0,4 0,9 1,5 1,6 0,7 0,0 0,4 0,7
Precipitazioni (mm) 19 14 10 6 3 2 0 1 4 10 15 19 52 19 3 29 103
Giorni di pioggia 4 3 2 2 1 0 0 0 1 2 3 4 11 5 0 6 22

Neve e gelo[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 febbraio del 1979 per mezz'ora il Sahara vide la neve.[2] Il 17 e il 18 gennaio 2012 il Sahara ha visto di nuovo la neve, in Algeria (zona di Mecheria), seppur con accumuli scarsi (6 mm a quote superiori a 1000 m).[3] Le gelate sono possibili d'inverno, a causa delle fortissime escursioni termiche tra notte e giorno.

Le polveri sahariane[modifica | modifica wikitesto]

Il trasferimento di materiale desertico verso l'Europa è uno dei fenomeni più caratteristici del Sahara, e produce effetti facilmente constatabili, come ad esempio la presenza di sabbia in un vento di scirocco oppure le piogge "rosse" o infine l'apporto di elementi come il ferro e il fosforo che inducono la crescita di alghe marine, e persino in grado di apportare alterazioni nell'ambiente.[4]

Dune in movimento nel Tadrart Acacus

Già nell'antichità Aristotele osservò la presenza, nel vento del Sud, di grande quantità di terra (Meteorologia, 358a, 28 ss.), mentre in epoca moderna il primo caso ben documentato fu la cosiddetta "pioggia di sangue", accaduta nel 1901 e che coinvolse anche il territorio della Germania settentrionale.
L'intera Europa è interessata dal fenomeno, che si spinge ben oltre i Paesi mediterranei, per raggiungere anche quelli scandinavi.

Le cause del trasporto di polvere verso l'Europa sono fondamentalmente due: una è diretta e avviene a causa di una bassa pressione sulla Spagna e sulla Francia che spinge l'aria calda e secca dal Nordafrica verso il Mediterraneo; talvolta questa corrente di aria viene sollevata al di sopra di quella mediterranea, più fredda, e riesce in questo modo a raggiungere distanze lontane, fino all'Europa del Nord; il trasferimento indiretto avviene quando in un primo tempo la sabbia viene deviata verso est a causa di una depressione o verso ovest a causa di un anticiclone, e in un secondo tempo ritorna verso il centro del Mediterraneo.[4]

Il fenomeno delle "polveri sahariane" è un campanello di allarme sull'incidenza negativa, anche dell'uomo, sull'ambiente e sul clima, dato che si ipotizza che il 50% delle polveri provenga da territori "alterati" a causa dell'erosione, dello sfruttamento e della deforestazione.[4]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La flora del Sahara non è molto varia; in alcune zone la vita vegetale manca completamente, in altre la vegetazione ha subito alcune variazioni che la hanno resa adatta a sopportare il clima della regione. L'estremità meridionale è ricoperta da savane, quella settentrionale da steppa mediterranea.
Numerose, fra le piante, le artemisie, le chenopodiacee (salsolacee)[5] e qualche graminacea (stipe) e soprattutto cespugli xerofili (Ziziphus, Pistacia, Tamarix, Retama, Calligonum, Acacia, Rhus).
Una voce a parte meritano le oasi in cui crescono palme da dattero, agrumi, miglio, ortaggi, orzo, frutta, erbe aromatiche.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La fauna, al contrario di quanto l'ambiente lascia pensare, è molto numerosa: gli animali hanno sviluppato, col passare del tempo, strategie che li aiutano a conservare acqua e a sopportare il caldo.

L'animale simbolo del Sahara è, senza dubbi, il dromedario, parente del cammello asiatico e del lama. Questo animale è stato molto importante per i beduini ed i Tuareg, che ne utilizzavano tutto: carne, latte, pelle, grasso e veniva anche cavalcato e usato come animale da soma (come il lama nelle Ande).

Tre dromedari che brucano

Un altro mammifero presente in questo deserto è l'addax, un'antilope in pericolo critico di estinzione, che però sta, fortunatamente, aumentando (grazie anche agli zoo). Altre antilopi presenti sono la gazzella dorcas, una piccola gazzella molto veloce (fino a 65 km/h) e l'orice dalle corna a sciabola, un orice estinta in natura, anche se sono in progetto numerosi programmi di reintroduzione in tutto il Sahara.

Sono numerosi i canidi: volpi di Rüppell, volpi pallide e i famosi fennec, che, ultimamente, vengono usati come animali domestici. Nel Sahara, c'è ancora qualche piccola colonia di licaoni, canidi molto socievoli: nella caccia, un ruolo importante è svolto proprio dalla cooperazione e dall'altruismo.
A dicembre 2010, sono stati fotografati alcuni ghepardi dell'Africa nord-occidentale, una sottospecie di ghepardo a rischio d'estinzione.

Tra i rettili, numerosi sono i serpenti, tra cui vanno ricordati la ceraste cornuta, che si muove in modo inconfondibile, strisciando lateralmente per diminuire il contatto con la sabbia rovente, e il cobra egiziano, serpente velenoso lungo fino a 3 metri. Sono presenti anche dei varani, come quello del deserto, e nelle oasi della Mauritania anche qualche coccodrillo. Infine, tra le dune infuocate, si può trovare la scinco delle sabbie, una lucertola che "nuota" come un pesce nella sabbia; viene infatti talvolta definito come "il pesce delle sabbie".

Altri animali sono lo struzzo e alcuni scorpioni, come lo scorpione giallo.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

L'antica città di Ghadames in Libia è progettata per combattere le terribili temperature del Sahara. Le case sono costruite in fango, calce e tronchi di palma con passaggi coperti tra loro per offrire un buon riparo contro il calore estivo

Da un punto di vista etnico, il Sahara rappresenta la zona di separazione tra la etnia bianca dell'area mediterranea e quella nera dell'Africa centrale, che tuttavia, con continue correnti migratorie, si sono spesso fuse fra loro.

Popoli caratteristici del Sahara sono i Tebu, assai ridotti numericamente e stanziati nel Sahara centrale, dall'oasi di Cufra fino al Tibesti, e i Tuareg, nomadi, dell'Algeria meridionale e del Fezzan libico. Nelle oasi settentrionali vivono Berberi e Arabo-Berberi sedentari e in quelle meridionali anche gruppi di Sudanesi.

La densità della popolazione del Sahara è molto varia e mentre vastissime aree sono disabitate, nelle oasi si raggiungono i massimi valori. La religione prevalente è quella islamica.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La scoperta nel sottosuolo del Sahara di ingenti ricchezze minerarie ha cambiato radicalmente l'economia dei paesi sahariani.

I principali prodotti sono: minerali di fosfati, ferro e rame nel Sahara occidentale, giacimenti petroliferi e metaniferi nel Sahara centrale, e infine, cromo, manganese, platino, diamanti e sodio.

La scoperta di idrocarburi ha portato alla costruzione di numerosi oleodotti per il loro trasporto fino ai centri di raffinazione e di imbarco, ponendo al fianco dei tradizionali prodotti dell'agricoltura (datteri) e della pastorizia (pelli) quelli del sottosuolo.

I trasporti attraverso il deserto, un tempo molto ardui e faticosi, affidati unicamente alle carovane che portavano ai paesi mediterranei prodotti ricercatissimi provenienti dall'Africa centrale (avorio, penne di struzzo, schiavi), sono ora risolti grazie alle linee aeree, mentre poco sviluppate sono le comunicazioni ferroviarie e quelle stradali che seguono le antiche carovane.

Preistoria e arte rupestre[modifica | modifica wikitesto]

Incisione rupestre nella regione libica del Tadrart Acacus.

Il Sahara fu abitato fin dalla preistoria come dimostrano i resti di industria litica del Paleolitico, Neolitico, Pleistocene, Olocene e persino del periodo acheuleano, anche se il tipo di industria predominante appartiene al periodo ateriano.

Numerose sono le pitture e le incisioni rupestri che danno una interessante testimonianza sulla fauna e sulle genti che un tempo abitarono il deserto. Il nascere della pittura rupestre si può collocare nel Neolitico e si può distinguere in due fasi, l'una pre-camelica (anteriore all'introduzione del dromedario), naturalistica e assai raffinata, l'altra di epoca camelina schematica e scadente.

Anticamente, il Sahara non era un deserto: circa 30 000 anni fa, le sue montagne erano coperte di rigogliose foreste, la sua fauna era molto ricca, e i popoli che vi abitavano si dedicavano alla caccia e all'allevamento del bestiame.

Tra i soggetti rappresentati si notano spesso animali tipici della fauna tropicale (antilopi, bovini, dromedari, elefanti, ippopotamo e quindi corsi d'acqua) da cui si deduce che anticamente il Sahara ebbe un clima diverso. Le migliori iscrizioni si trovano a Zenaga (Grande Atlante) e presso l'uadi Geràt (Tassili n'Ajjer), nel Tibesti, nel Tassili e nell'Ahaggar (Hoggar).

Gli uomini sono rappresentati con la testa rotonda, e vennero quindi chiamati "marziani"; esiste anche una figura umana alta più di tre metri: un dio.

Fra le pitture rupestri del Sahara si sono scoperte le più antiche rappresentazioni oggi note di funghi allucinogeni, allora molto probabilmente assunti dalle popolazioni locali in rituali sacri.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il clima del Sahara ha subito enormi variazioni tra umido e secco negli ultimi 100 mila anni[7]. Ciò è dovuto ad un ciclo di 41 mila anni in cui l'inclinazione della terra cambia tra 22° e 24,5°[8]. Allo stato attuale (anno 2000), siamo in un periodo secco, ma si prevede che il Sahara diventerà di nuovo verde in 15 mila anni (17000 d.C.).

Durante l'ultimo periodo glaciale, il Sahara era ancora più grande di quello che è oggi, estendendosi a sud oltre i suoi confini attuali[9]. La fine del periodo glaciale ha portato più pioggia nel Sahara, circa dall'8000 al 6000 a.C., probabilmente a causa delle aree di bassa pressione sopra le lastre di ghiaccio in rottura a nord[10].

Scomparse le ultime lastre di ghiaccio il Sahara ha iniziato ad asciugarsi al nord, mentre nel sud il fenomeno è stato contrastato dai monsoni, che spingevano le piogge più a nord di quando non avvenga oggi[11]. Solo verso il 4200 a.C., con il ritiro a sud del monsone, la situazione è diventata progressivamente quella attuale[12].

Segnali recenti indicano che il Sahara e le regioni circostanti si stanno "rinverdendo" a causa di un aumento delle precipitazioni. Immagini satellitari mostrano un vasto "rinverdimento" del Sahel tra il 1982 e il 2002 e l'aumento delle aree di pascolo è stato osservato dallo scienziato del clima Stefan Kröpelin[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chris Burt, Weather extremes : Hottest air temperatures reported on Earth. URL consultato il 13 gennaio 2013.
  2. ^ Think It's Cold Here? It Snowed on Sahara! – Article – Nytimes.com. URL consultato il 13 gennaio 2013.
  3. ^ History – Weather Underground – Mecheria. URL consultato il 13 gennaio 2013.
  4. ^ a b c "Le polveri sahariane", di Stefano Guerzoni ed Emanuela Marinaroli, pubbl. su "Le Scienze (American Scientific)", n. 341, genn. 1997, pagg. 68-75
  5. ^ Salsolaceae information from NPGS/GRIN. URL consultato il 13 gennaio 2013.
  6. ^ Altrove, pubblicazione periodica della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza (SISSC), 1, Torino, Nautilus, 1994
  7. ^ Kevin White and David J. Mattingly (2006). Ancient Lakes of the Sahara 94 (1). American Scientist. pp. 58–65
  8. ^ Orbit: Earth's Extraordinary Journey documentary
  9. ^ Christopher Ehret. The Civilizations of Africa. University Press of Virginia, 2002.
  10. ^ Fezzan Project — Palaeoclimate and environment. Retrieved March 15, 2006
  11. ^ "Geophysical Research Letters" Simulation of an abrupt change in Saharan vegetation in the mid-Holocene - July 15, 1999
  12. ^ Sahara's Abrupt Desertification Started by Changes in Earth's Orbit, Accelerated by Atmospheric and Vegetation Feedbacks
  13. ^ "Sahara Desert Greening Due to Climate Change?". News.nationalgeographic.com. Retrieved 2010-06-12

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]