Crocodylus niloticus

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Coccodrillo del Nilo
Alligatore
Crocodylus niloticus
Stato di conservazione
Status iucn2.3 LC it.svg
Basso rischio (lc)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Reptilia
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Archosauromorpha
Superordine Crocodylomorpha
Ordine Crocodylia
Famiglia Crocodylidae
Genere Crocodylus
Specie C. niloticus
Nomenclatura binomiale
Crocodylus niloticus
Laurenti, 1768
Areale

Crocodylus niloticus Distribution.png

Il coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus Laurenti, 1768) è un grosso rettile acquatico, diffuso in Africa.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il coccodrillo del Nilo è un pericolo mortale per gli animali che vivono nel suo stesso ambiente.
Possiede robuste zampe dotate di artigli con le quali si arrampica sugli argini dei fiumi con agilità. La femmina grazie agli artigli scava una fossa in cui verranno deposte le uova.

Le narici permettono al coccodrillo di respirare anche quando è sott'acqua perché sono poste nella parte alta del muso. Uno strato di pelle impedisce all'acqua di entrare nelle narici.

I suoi denti sono robusti consentendo così all'animale di strappare grandi brani di carne dalla preda. La forza del morso del coccodrillo del Nilo è dell'ordine di 2.267 chilogrammi forza[1]. I denti crescono in continuazione e vengono sostituiti da altri sempre nuovi. La curiosità è che il coccodrillo non può masticare.

Gli occhi sono situati nella parte più alta della testa per permettere al coccodrillo di individuare e sorvegliare prede quando è sommerso.
La coda ha la funzione di timone e funge anche da arma contro le prede. La coda di un coccodrillo è abbastanza forte da poter azzoppare un cervo.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Siccome i rettili, al contrario dei mammiferi e degli uccelli, non hanno il sangue caldo, il coccodrillo per riscaldarsi deve costantemente crogiolarsi al sole.
Per evitare che il suo corpo si surriscaldi troppo, il coccodrillo del Nilo si rifugia all'ombra o si tuffa nell'acqua. Il coccodrillo del Nilo morde ma non può masticare.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

La fauna disponibile è il fattore che determina la taglia del coccodrillo: nelle zone più ricche può raggiungere la lunghezza di 6 metri.

I suoi lunghi denti non riescono a tagliare il cibo e a masticare, perciò si limita a staccare la carne dalla preda in grosse quantità.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Un giovane esemplare di coccodrillo del Nilo

La stagione secca è il periodo in cui i coccodrilli si riproducono. La stagione delle piogge è il periodo in cui le uova si schiudono.

Ogni maschio si accoppia con più femmine possibili, quindi, a volte, si verificano combattimenti tra rivali. Il nido è una buca scavata nel terreno vicino alle rive dei fiumi. Fino alla schiusura delle uova il nido viene sorvegliato.

La femmina può deporre da 25 a 100 uova dal guscio molle. Una volta nati i piccoli vengono protetti per 4 settimane dall'attacco dei predatori. Il sesso dei coccodrilli è determinato dalla temperatura dell'ambiente. Se la temperatura è inferiore ai 29 °C, tutti gli individui saranno femmine.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il coccodrillo del Nilo si trova in Africa presso molti specchi d'acqua: fiumi, laghi, bacini idrici e pozze. Non è presente nel Nilo a nord del Lago Nasser.

Durante i periodi di siccità può vagare anche per 25 chilometri in cerca d'acqua. Può anche vivere in acque salate, infatti è stato avvistato nel canale che divide il Madagascar dall'Africa.

peso fino a 1200 kg
lunghezza fino a 6 metri
maturità sessuale 7-15 anni
riproduzione varia secondo la latitudine e coincide con la stagione secca
periodo di gestazione 95-100 giorni
numero di cuccioli da 25 a 100
intervallo fra le nascite probabilmente annuale
vita media 70-100 anni

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Brady Barr, Bite Force, National Geographic Channel.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Crocodile Specialist Group 1996, Crocodylus niloticus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.

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