Fungo allucinogeno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Con il termine generico di funghi allucinogeni si indicano le specie di funghi dalle caratteristiche psicoattive (in particolar modo psichedeliche). Ne esistono circa duecento specie, diffuse in tutto il mondo, e ogni anno i micologi ne classificano di nuove.
Evidenze storiche e archeologiche dimostrano che una pluralità di culti e tradizioni, sia a scopo religioso sia terapeutico, si è sviluppata intorno ad essi.

I cactus e i funghi psichedelici erano e sono tuttora tradizionalmente diffusi presso le popolazioni indigene di diverse zone dell'America e il loro uso, legato a riti sacri e fatto risalire al 2000 a.C., si è perpetuato presso le culture degli Inca, degli Aztechi e dei Maya.

L'uso di funghi psichedelici si è sviluppato presso diverse popolazioni antiche delle Americhe e ancora oggi è perpetuato presso popolazioni tradizionali del Messico centrale.

Pare che il loro uso non fosse estraneo anche alle culture europee, africane e asiatiche fin dall'età della pietra.

Psilocibina[modifica | modifica wikitesto]

La struttura chimica della psilocibina.
La struttura chimica della psilocina.

I funghi del genere Psilocybe, con le loro 80 varietà (tra cui il teonanacatl), fanno parte della famiglia delle Strophariaceae e contengono principi attivi quali psilocibina e derivati. A causa della loro struttura chimica simile, la psilocibina e la psilocina sono imparentate con DMT e con l'LSD ed hanno un effetto psicoattivo del tutto simile a queste, anche se differenti per durata ed intensità. Il più consumato tra questi funghi è probabilmente il Psilocybe cubensis, comunemente detto "messicano". Questa specie è diffusa in tutta la fascia tropicale del globo e il suo habitat è stercorale, cioè cresce sugli sterchi di numerosi quadrupedi; è il fungo psilocibinico più coltivato indoor in tutto il mondo. Un altro fungo molto commercializzato è il Panaeolus cyanescens detto "hawaiano" dagli effetti molto prolungati nel tempo (10-12 ore) e che pare generare allucinazioni molto vivide.

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

In alcuni paesi, come ad esempio l'Paesi Bassi, era consentita la vendita dei funghi psichedelici. Erano, infatti, commercializzati nella zona libera di Christiania a Copenaghen e negli "smart shop" di tutti i Paesi Bassi; addirittura ad Amsterdam era possibile partecipare in alcune discoteche a mushroom party perfettamente legali. Da luglio 2009 la loro vendita è stata, tuttavia, vietata nei Paesi Bassi, come anche in Danimarca. È ancora comunque possibile reperirli negli smart shop olandesi che oggi commercializzano anche un prodotto con effetti simili che è ancora legale e che consiste in piccoli tuberi psichedelici chiamati truffles (tartufi). In rete la vendita è oggi effettuata in modo irregolare e ci sono dei siti specializzati che ancora oggi spediscono anche in Italia. È invece legale la commercializzazione delle spore (in quanto prive di sostanza psicoattiva) con le quali è possibile procedere all'autocoltivazione (illegale anche in Italia). In molti paesi tropicali come Laos, Cambogia, Indonesia oppure Thailandia, dove sono illegali, vengono venduti ai turisti sotto forma di frittatine o frullati. In Italia la normativa vigente vieta la commercializzazione di specie appartenenti ai generi Psilocybe e Stropharia, equiparandoli penalmente a qualsiasi altra droga.

Effetti[modifica | modifica wikitesto]

In seguito all'ingestione i funghi psichedelici possono inizialmente determinare disturbi gastrici, nausea, vomito, vertigini, arrossamento cutaneo, aumento della temperatura corporea.

Questi sintomi in genere hanno breve durata (seppure possano essere alquanto fastidiosi) e sono lentamente sostituiti dagli effetti psichedelici delle sostanze che, come l'acido lisergico, oltre alle ripercussioni sulle percezioni possono avere effetti "enteogenici" (sensazioni di contatto profondo con la realtà interiore ed esterna, atteggiamento contemplativo, disposizione alla pace interiore).

Spesso i consumatori riferiscono di provare una sensazione di totale controllo della mente e di riuscire ad avere una immagine di sé e della propria personalità da un'ottica esterna, ciò può rivelarsi piacevole per alcuni individui o viceversa creare forte disagio con conseguenti disturbi psichici. Bisogna rilevare che le allucinazioni ricercate dai consumatori sono solo la punta dell'iceberg di uno stato mentale altamente alterato che può virare verso reazioni di tipo psicotico e determinare conseguenze tutt'altro che positive, sia in relazione allo stato allucinatorio di intossicazione acuta che riguardo ai postumi.[senza fonte]

Una ricerca del 2011 della Johns Hopkins University ha dimostrato che l'uso occasionale di funghi psichedelici porta a duraturi miglioramenti della personalità, con un considerevole ampliamento dell'apertura mentale anche in età adulta.[1]

Sovradosaggio: non sembra che il sovradosaggio di psilocibina sia in grado di provocare danni permanenti, almeno a breve termine; uno studio del 2012 della National Academy of Sciences inglese, pubblicato sul British Journal of Psychiatry ha dimostrato che anzi l'uso di psilocibina migliora le facoltà mnemoniche.[2]

Usi terapeutici[modifica | modifica wikitesto]

Secondo uno studio del 2010, I funghi psilocibinici, così come l'LSD, mostrano un grande potenziale nella cura della cefalea a grappolo.[3]

Uno studio dell'Università dell'Arizona (2011) ha testato la psilocibina su nove pazienti affetti da disordine ossessivo-compulsivo, riscontrando miglioramenti in tutti loro.[4]

Uno studio effettuato nel 2011 dagli scienziati della Johns Hopkins university di Baltimora ha dimostrato che i funghi psilocibinici inducono "positivi cambiamenti" nella personalità degli assuntori. Più della metà dei partecipanti allo studio (60%) ha mostrato una decisa trasformazione in termini di 'apertura mentale e creativa'. I tratti che si sono rafforzati sono quelli dell'immaginazione, delle idee astratte, dei sentimenti, del senso estetico e tali cambiamenti sono durati almeno per i 14 mesi in cui i soggetti sono stati sottoposti a controlli.[5]

Uno studio del 2014 pubblicato dal Journal of Pharmacology ha evidenziato buoni risultati nell'uso di funghi psichedelici come terapia dalla dipendenza da tabacco nei fumatori forti[6][7].

Funghi allucinogeni italiani[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei funghi allucinogeni producono psilocibina e psilocina. In Italia la specie più diffusa, più nota e più potente è Psilocybe semilanceata, che cresce in habitat erbosi sulle Alpi e sull'Appennino tosco-emiliano; è presente anche sui massicci montuosi dell'Italia centrale. In quasi tutte le regioni, sia nelle zone di pianura che in quelle montuose, si incontrano altre specie allucinogene meno note o meno frequenti, quali ad esempio Psilocybe cyanescens o Panaeolus subbalteatus. Diverse specie sono considerate psilocibinico-latenti, cioè producono i principi attivi in maniera incostante e, spesso, quando li producono, a basse concentrazioni. Alcune specie, in particolare quelle appartenenti al genere Panaeolus, hanno un habitat coprofilo, per cui sono presenti sopra o in prossimità di sterco animale, per lo più bovino ed equino. Quasi tutti i funghi che producono significativa quantità di psilocibina e psilocina, sono caratterizzati da un fenomeno di bluificazione del gambo, o anche del cappello, che si presenta alcuni minuti dopo la raccolta. Amanita muscaria e Amanita pantherina, che producono differenti principi attivi, sono presenti in buona parte dell'Italia.

Specie ad alto potenziale allucinogeno[modifica | modifica wikitesto]

Nuvola apps important.svg = specie velenosa/molto velenosa

Specie a basso potenziale allucinogeno[modifica | modifica wikitesto]

Specie con potenziale allucinogeno sospetto[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Time: magic mushrooms make you feel younger and more open [1]
  2. ^ British Journal of Psychiatry: Magic mushrooms enhance memory [2]
  3. ^ Halker R, Vargas B, Dodick DW. (2010). "Cluster headache: diagnosis and treatment". Seminars in Neurology 30 (2): 175–85
  4. ^ Moreno FA, Wiegand CB, Taitano EK, Delgado PL. (2006). "Safety, tolerability, and efficacy of psilocybin in 9 patients with obsessive-compulsive disorder". Journal of Clinical Psychiatry 67 (11): 1735–40
  5. ^ ADUC - Droghe - Notizia - USA - Funghi allucinogeni. Uso terapeutico contro depressione e ansia. Studio
  6. ^ http://www.washingtonpost.com/news/to-your-health/wp/2014/09/12/hallucinogen-in-magic-mushrooms-might-have-helped-smokers-quit/
  7. ^ http://www.medicaldaily.com/are-magic-mushrooms-key-quitting-smoking-recent-study-found-12-out-15-volunteers-found-302706

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gartz Jochen, Giorgio Samorini & Francesco Festi, 1996, “Sul presunto caso francese di fatalità per ingestione di funghetti”, Ed. Eleusis, n. 6, pp. 3-13.
  • Samorini G., 2001, “Funghi allucinogeni. Studi etnomicologici”, Ed. Telesterion, Dozza BO, pag. 248
  • Samorini G., 2002, “Funghi psicoattivi dell'arco alpino”, Erboristeria Domani, n. vol. 265 (12), pp. 48-57.
  • Wasson R. Gordon, 1998, “La ricerca di Persefone: enteogeni e le origini della religione”, in: E. Zolla (cur.), “Il dio dell'ebbrezza. Antologia dei moderni Dionisiaci”, Ed. Einaudi, Torino, pp. 224-253.
  • Baccini C, 1998, “Caleidoscopio, Allucinogeni e nuove droghe”, Cap 2: “Allucinogeni indolici o serotonino-simili”, pp. 55-61
  • Henry David Abraham,1996, Neuropsychopharmacology, vol 14, n. 4, pp. 290-294.69
  • Samorini G., 2001, “New Data from the Ethnomycology of Psychoactive Mushrooms”, International Journal of Medicinal Mushrooms, vol. 3, pp. 257-278
  • Samorini G., 1993, “Funghi allucinogeni italiani”, in: Atti 2º Convegno Nazionale sugli Avvelenamenti da Funghi, Rovereto, 3-4 aprile 1992, Ann. Mus. Civ. Rovereto, Suppl. al vol. 8, pp. 125-149
  • Riva Alfredo, 2002, “I funghi in dogana - curiosando fra i funghi sequestrati”, Schweitzerische Zeitschrift für Pilzkunde, vol. 80 (2), pp. 66-72.
  • Vinot Alexandre, 2002-03, “La "psilofagia", una pratica moderna di ingestione di funghi allucinogeni nel nord-est della Francia”, Ed. Eleusis, vol. 6/7, pp. 57-70.
  • Altrove, numero 1
  • Camilla, Gilberto, 2003, Psicofunghi italiani, Stampa Alternativa, Viterbo,102 p.
  • Albert Hofmann ,Lsd il mio bambino difficile (riflessioni su droghe sacre misticismo e scienza)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

micologia Portale Micologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di micologia