Caracal caracal

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Caracal
Caracal001.jpg
Caracal caracal
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Felidae
Sottofamiglia Felinae
Genere Caracal
Specie C. caracal
Nomenclatura binomiale
Caracal caracal
(Schreber, 1776)
Sinonimi

Felis caracal

Specie tipo
Caracal melanotis
Gray, 1843 (= Felis caracal Schreber,
1776) dal monotipo

Areale
Caracal distribution.png

Il caracal (Caracal caracal, Schreber 1776) è un felide di media grandezza.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome caracal deriva dalla parola turca karakulak, che significa "orecchio nero"[2]. Nel Nord dell'India e del Pakistan, il caracal è conosciuto con il nome syahgosh (स्याहगोष / سیاه گوش) o shyahgosh, termine persiano che significa "dalle orecchie nere"[3]. In afrikaans si chiama rooikat, "gatto rosso".

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Un caracal a caccia nel Serengeti

Alto da 45 a 50 cm, pesa da 8 a 18 kg. È robusto, abbastanza basso sulle zampe ed ha una coda relativamente lunga. La testa, piccola, porta orecchie molto lunghe, appuntite e che terminano con pennelli di peli neri lunghi fino ad 8 cm (al colore di questi pennelli è dovuto anche il suo nome). È più scuro sul dorso che sui fianchi. Il ventre, il petto, e l'interno delle membra è grigio chiaro, quasi bianco, a volte picchiettato di punti rossastri o bruni. Sulla testa, il caracal è segnato da due strisce scure sotto gli occhi e da una macchia scura che circonda il muso. Come quasi tutti i felidi, il caracal è dicromatico, cioè esiste sotto due varietà: grigio o rosso-bruno. Nel 1970, due piccoli sono stati presi insieme in una grotta, nel sud della Nigeria. Uno era grigio scuro, l'altro bruno. Questi piccoli caracal sono stati allevati nello zoo d'Ibadan. Nella Karamoja, in Uganda, sono stati catturati dei caracal del tutto neri. Come le linci, il caracal ha occhi con pupille circolari, che si contraggono in forma di punti rotondi. Il cranio è arrotondato e il secondo premolare superiore manca. Questo solo dettaglio permette di distinguere il cranio del caracal da quello del serval (gattopardo) che gli somiglia del tutto.

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

La distribuzione geografica del caracal copre l'Africa e una parte dell'Asia. Esso esiste in Turkmenistan (deserto del Karakum), nel Turkestan, nel Pakistan, nell'Afghanistan, in Iran, Iraq, India, e secondo Prakash (1960) non è raro nel Rajasthan. Lo si trova in parecchie regioni dell'Arabia Saudita, così come nelle zone molto secche dell'Africa. Hufnagel ha scritto nel 1972 che esso non è raro in Libia. Il caracal abita inoltre l'Asia minore, l'Anatolia e la regione dell'Izimir e del Fethiye, dove un esemplare è stato catturato nel 1957. A sud del Sahara, questo felide si trova in Somalia, dove è comune dappertutto. U. Funaioli e A. M. Simonetta (1966) segnalano che gli indigeni lo cacciano pochissimo a causa dell'insignificante valore della pelle.

Esso è molto raro nella Repubblica Centrafricana, ma lo si trova nel Ciad, nel Tibesti e nel nord del Camerun. La sua presenza nel Gabon non è confermata. A. Dupuy l'ha segnalato nel 1969 nel parco nazionale di Niokolo-Koba, nel Senegal orientale.

In Africa del sud, il caracal abbonda nel Botswana e nel distretto di Gobabis, nel sud-ovest africano. Lo si trova ugualmente in Angola, nel Medio Congo, nel Sudan, così come nel sud della Mauritania e nell'Aïr.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Primo piano di un Caracal

Il caracal ama le regioni secche, aride e semidesertiche. Preferisce i terreni scoperti ai luoghi boscosi. In India lo si trova molto frequentemente in pieno deserto del Rajasthan. Esso va a caccia ugualmente nelle boscaglie spinose e L. Azzaroli afferma che, in Somalia, è stato visto molto lontano dai punti d'acqua. In Africa del sud sta nelle pianure sabbiose, ma lo si trova in tutti gli altri ambienti naturali tranne che nelle foreste. Sembrerebbe che in Asia il caracal sia più amante del deserto che in Africa. Lo zoologo russo Y. Sapozhenkov, che ha studiato la sua biologia nel Transcaspio, scrive che questo felide è caratteristico dei deserti e degli ambienti semidesertici della pianura.

Un feroce cacciatore notturno[modifica | modifica sorgente]

Il caracal è principalmente notturno. La sua biologia non è ancora ben conosciuta. È un felide solitario che non si accoppia che nella stagione degli amori. Di giorno si nasconde nelle tane delle volpi e del porcospino. Quando il tempo è coperto il caracal a volte esce in pieno giorno per la caccia. Allora lo si può scorgere camminare trotterellando furtivamente per un sentiero indigeno. Gli autori sono d'accordo nel dire che esso è aggressivo. Edey (1968) afferma che è il solo felide piccolo africano che attacca l'uomo quando è disturbato nel suo riposo. Quando è inseguito dai cani, cerca rifugio su di un albero.

Predatore pericoloso[modifica | modifica sorgente]

Tutti gli animali piccoli possono essere attaccati dal caracal. Esso si nutre di antilopi piccole e fa dei disastri negli ovili, quando ne ha l'occasione. Secondo H. Copley, esso attacca i dendroiraci, gli oribi, i dik-dik, le giovani gazzelle e gli uccelli gallinacei. R. E. Drake-Brockman pensa che i dik-dik sono le sue principali vittime in Somalia, cosa confermata da L. Azzaroli nel 1966. In effetti, due caracal uccisi dalla missione scientifica italiana contenevano resti di dik-dik di Phillips (Madoqua phillipsi) e del dik-dik di Kirk (Rhynchotragus kirki); un terzo aveva divorato degli scoiattoli terrestri (Xerus rutilus). Lo stomaco di un caracal della Tanzania conteneva un uccello, un altro una mangusta. In Africa del Sud, si nutre di lepri e di lepri saltatrici (Pedetes cafer).

Secondo G. C. Shortridge (1934) si sarebbero osservati dei caracal ammazzare delle femmine di antilopi sudafricane incinte e perfino di giovani cudù. Stevenson-Hamilton ha segnalato un attacco di caracal su una femmina adulta di struzzo rannicchiata sul suo nido. Il felide l'ha uccisa con un morso al collo. A volte, i caracal divorano serpenti e altri rettili. Nei deserti transcaucasici essi si nutrono di lepri, di dipi e di scincidi; in India le pernici sono le sue prede favorite.

Il caracal è dotato di un fiuto senza pari nella cattura degli uccelli. Si avvicina strisciando ad un raggruppamento di pernici, di francolini o di piccioni poi salta e abbatte gli uccelli di slancio a colpi di zampe. È stato detto che esso era capace di abbatterne una dozzina per volta, ciò è molto esagerato. Il caracal è soddisfatto quando riesce a procurarsi uno o due, forse tre volatili, ma non di più. Non di meno esso resta un campione di salto in alto, capace di colpire con un colpo di zampa una pernice che vola a tre metri dal suolo.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Cucciolo di Caracal

Si conoscono pochi dettagli relativi alla riproduzione del caracal in natura. Secondo Roberts, la femmina dà alla luce da due a tre piccoli. In Africa del sud è stata scoperta una figliata di cinque piccoli in un albero cavo. G. C. Shortridge segnala figliate di quattro piccoli, H. Copley scrive che il caracal alleva i suoi nati nelle tane dei facoceri e dei porcospini, oppure in mezzo agli ammassi di rocce.

Nello zoo del Bronx, S. Kralik ha osservato, dal 1964 al 1966, che le femmine facevano una specie di nido raccogliendo i peli e le penne delle loro prede. L'accoppiamento dura una decina di minuti. Dopo una gestazione di 69-78 giorni, i piccoli nascono ciechi, ma coperti di pelo simile a quello degli adulti, ma più scuro. Essi aprono gli occhi tra il sesto e il decimo giorno. La maturità sessuale è raggiunta verso i due anni. La longevità del caracal è considerevole. Due caracal, custoditi allo zoo di Dublino, sono morti alla rispettabile età di sedici e diciassette anni.

Animale per la caccia[modifica | modifica sorgente]

Il caracal è stato addomesticato sin dall'antichità. Gli egiziani l'hanno raffigurato negli affreschi di Beni-Hasan in alcune scene di caccia. Alcuni naturalisti affermano tuttavia che i piccoli caracal sono molto difficili se non impossibili da addomesticare; altri, invece, dicono che questi felidi diventano molto docili.

In India, si ammaestra il caracal per la caccia all'antilope cervicapra. In Iran e nell'Afghanistan lo si ammaestra a volte per la caccia agli uccelli in virtù della sua straordinaria attitudine al salto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Breitenmoser-Wursten, C., Henschel, P. & Sogbohossou, E. 2008, Caracal caracal in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ SCI recordbook -Caracal, Safari Club International. URL consultato l'11 ottobre 2011.
  3. ^ D.L. Drake-Brockman e Drake-Brockman, D.L, Volume 1 of District Gazetteers of the United Provinces of Agra and Oudh, Government Press, United Provinces, India, 1909, p. 552.
    «... The caracal (felia caracal) or syahgosh is also found in the Dun ...».

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Wozencraft, W. C. (16 December 2005). in Wilson, D. E., and Reeder, D. M. (eds): Mammal Species of the World, 3rd edition, Johns Hopkins University Press, 542-543. ISBN 0-8018-8221-4.
  • Kusminych, I, and Pawlowa, A (1998). "Ein Bastard von Karakal Hauskatze im Moskauer Zoo". Der Zoologische Garten 68 (4).

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