Metano

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Metano
struttura modello molecolare
Nome IUPAC
metano
Nomi alternativi
tetraidruro di carbonio
gas di palude
grisou
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare CH4
Massa molecolare (u) 16,04
Aspetto gas incolore
Numero CAS 74-82-8
Numero EINECS 200-812-7
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g·cm-3, in c.s.) 0,00071682
Solubilità in acqua 0,024 g/l a c.n.
Temperatura di fusione (K) 90,8 (-182,7 °C)
ΔfusH0 (kJ·mol-1) 1,1
Temperatura di ebollizione (K) 111,8 (-161,4 °C)
ΔebH0 (kJ·mol-1) 8,17
Punto triplo 90,67 K (-182,48 °C)
1,17 × 104 Pa
Punto critico 190,6 K (-82,6 °C)
4,6 × MPa
Viscosità dinamica (mPa.s a 0 °C e 100 °C) 10,3
13,7
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol-1) -74,6
ΔfG0 (kJ·mol-1) -50,5
S0m(J·K-1mol-1) 186,3
C0p,m(J·K-1mol-1) 35,7
Indicazioni di sicurezza
Flash point (K) 85 (-188 °C)
Limiti di esplosione 5,3 - 14% vol.
Temperatura di autoignizione (K) 873 (600 °C)
Simboli di rischio chimico

Estremamente infiammabile    


frasi R: R 12
frasi S: S 2-9-16-33

Modello 3D del metano (CH4). In figura è riportata la distanza (in angstrom) tra carbonio ed idrogeno

Il metano è un idrocarburo semplice (alcano) formato da un atomo di carbonio e 4 di idrogeno; la sua formula chimica è CH4, e si trova in natura sotto forma di gas.

La molecola ha forma tetraedrica; l'atomo di carbonio è al centro di un tetraedro regolare ai cui vertici si trovano gli atomi di idrogeno.

Il metano è il principale componente del gas naturale, ed è un eccellente combustibile poiché produce il maggior quantitativo di calore per massa unitaria. Bruciando una molecola di metano in presenza di ossigeno si forma una molecola di CO2 (anidride carbonica), due molecole di H2O (acqua) e si libera una quantità di calore:

CH4 + 2O2 → CO2 + 2H2O [+ 891 kJ/mol]

Dalla combustione di un metro cubo standard di metano si ottengono circa 36 MJ (8940 Kcal)

Il legame covalente carbonio-idrogeno nel metano è uno dei più forti tra tutti gli idrocarburi, per questo motivo il suo uso come materia prima in chimica è limitato. La ricerca di un catalizzatore che possa facilitare l'attivazione del legame C-H nel metano e negli altri alcani leggeri è un'area di ricerca con importanti risvolti industriali.

Il metano è un gas serra presente in atmosfera in concentrazioni molto inferiori a quelle della CO2 ma con un potenziale di riscaldamento globale ben 23 volte superiore.

La sua concentrazione in atmosfera è aumentata da 700 ppb (parti per miliardo) nel periodo 1000-1750 a 1.750 ppb nel 2000, con un incremento del 150%. Il metano è responsabile del 20% dell'incremento dell'effetto serra.

Il metano è il risultato della decomposizione di alcune sostanze organiche in assenza di ossigeno. È quindi classificato anche come biogas.

Le principali fonti di emissione di metano nell'atmosfera sono:

Dal 60% all'80% delle emissioni mondiali è di origine umana. Esse derivano principalmente da miniere di carbone, discariche, attività petrolifere e gasdotti e agricoltura.[1]

Per rimozione di un atomo di idrogeno il metano forma il corrispondente radicale, il metile (CH3·) mentre se gli idrogeni rimossi invece siano due il radicale formatosi prenderà il nome di metilene (·CH2·)

Il metano è inodore, incolore ed insapore, quindi per essere distribuito nelle reti domestiche deve essere "odorizzato" mediante un processo di lambimento di un liquido dal caratteristico "odore di gas" - spesso si tratta del tetraidrotiofene. Questo procedimento si rende indispensabile in modo da rendere avvertibile la presenza di gas nell'ambiente e diminuirne la pericolosità.

Indice

[modifica] Reazioni

Eccetto per la combustione, le reazioni del metano sono perlopiù condotte a pressioni e/o temperature elevate, comunque quasi sempre in presenza di catalizzatori.

Una ossidazione del metano con acido solforico e diclorobipirimidilplatino come catalizzatore, converte a 220 °C e 34 atm di pressione circa il 90% del metano in idrogenosolfato di metile; per idrolisi si riottiene il metano e l'acido solforico di partenza[2].

[modifica] Scoperta del metano

Nell'autunno del 1776 Alessandro Volta studiò un fenomeno noto anche in epoche più lontane, segnalatogli da Carlo Giuseppe Campi: in un'ansa stagnante del fiume Lambro, avvicinando una fiamma alla superficie si accendevano delle fiammelle azzurrine.

Questo fenomeno era già stato studiato separatamente da Pringle, Lavoisier, Franklin e Priestley pochi anni prima ma lo classificarono semplicemente come un'esalazione di aria infiammabile, di origine minerale.

Volta volle andare più a fondo della questione. Mentre era ospite ad Angera nella casa dell'amica Teresa Castiglioni (Angera 1750 - Como 1821), Alessandro Volta scoprì l’aria infiammabile nella palude dell’isolino Partegora, in località Bruschera. Provando a smuovere il fondo con l'aiuto di un bastone vide che risalivano delle bolle di gas e le raccolse in bottiglie. Diede a questo gas il nome di aria infiammabile di palude e scoprì che poteva essere incendiato sia per mezzo di una candela accesa che mediante una scarica elettrica; dedusse che il gas si formava nella decomposizione di sostanze animali e vegetali[3]. Pensando immediatamente a un suo utilizzo pratico costruì dapprima una pistola elettrico-flogo pneumatica in legno, metallo e vetro, il cui scopo sarebbe stato la trasmissione di un segnale a distanza[4], e in seguito realizzò una lucerna ad aria infiammabile[5] e perfezionò l’eudiometro per la misura e l’analisi dei gas.

Per ulteriore conferma della sua tesi, si recò nel 1780 a Pietramala, sull'Appennino toscano, dove vi erano dei celebri fuochi fatui. La corretta composizione del gas fu determinata da Thomas Henry nel 1805.

Agli esperti è noto che circa due terzi del metano estratto non viene utilizzato perché il costo del trasporto del gas naturale nei gasdotti è quattro volte superiore a quello del petrolio, perché la densità del gas è molto minore. Il metano è presente normalmente nei giacimenti di petrolio (ma esistono anche immensi giacimenti di solo metano). Il metano deriva dalle rocce madri, da cui derivano progressivamente (attraverso il cracking del kerogene) tutti gli idrocarburi (dai solidi - bitume, ai liquidi - petrolio, fino ai gassosi, quali il metano stesso).

Quando si estrae il petrolio, risale in superficie anche il metano, in media in quantità pari allo stesso petrolio. Se i giacimenti sono lontani dai luoghi di consumo o situati in mare aperto, risulta quasi impossibile usare quel metano, che pertanto viene bruciato all'uscita dei pozzi senza essere utilizzato in alcun modo, oppure viene ripompato nei giacimenti di petrolio, mediante l'uso di turbine a gas, favorendo ulteriormente l'uscita del greggio grazie alla pressione.

[modifica] Estrazione del metano in Italia

Metanodotto nei pressi di San Giovanni Rotondo(FG)

Nel giugno del 1959 in Italia, presso Lodi, una perforazione dell'ENI (Ente Nazionale Idrocarburi), allora presieduta da Enrico Mattei, scopre il primo giacimento profondo dell'Europa Occidentale.

Successivamente si iniziano i rilevamenti nel Mare Adriatico, ma le prime due perforazioni dettero esito negativo, così l'Eni abbandonò l'idea preferendo destinare le risorse a perforazioni nel Mar Rosso. In attesa delle autorizzazioni da parte del governo egiziano, l'ENI decise di compiere una terza trivellazione al largo di Ravenna, che diede esito positivo. Nel 1959 entrò in funzione la prima piattaforma metanifera.
Al largo di Crotone, attualmente le piattaforme dell'ENI estraggono circa il 15% del consumo nazionale di metano, sia per uso civile che industriale.

[modifica] Utilizzo come combustibile per autotrazione

Per approfondire, vedi la voce veicoli a gas naturale.

Il gas naturale, molto spesso denominato "metano" anche se in realtà è composto da metano e altri gas, è utilizzato in Italia come combustibile per autotrazione sin dagli anni '30, quando la politica dell'autarchia spinse la tecnologia nazionale del momento a cercare nuove soluzioni per l'utilizzo di carburanti alternativi come il gasogeno ed il gas naturale.

[modifica] Note

  1. ^ (EN) methanetomarkets.org
  2. ^ Science, 280, 24 aprile 1998, 525
  3. ^ Fonte: Angera.biz
  4. ^ Pistola ad aria infiammabile
  5. ^ Lucerna ad aria infiammabile

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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