Dryas recente

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Oscillazioni della temperatura in tre diverse regioni del globo ricavate in base alla variazione isotopica dell'ossigeno: la sequenza GRIP (rossa) ottenuta dalle carote di ghiaccio della Groenlandia, mostra l'evento del Dryas recente intorno all' 11.000 BP.

Lo stadiale del Dryas recente, chiamato così dal fiore selvatico alpino/della tundra Dryas octopetala, riferito anche come il Grande Congelamento,[1] fu un periodo geologicamente breve di clima freddo (approssimativamente 1.300 ± 70 anni) seguente l'interstadiale di Bølling-Allerød alla fine del Pleistocene, approssimativamente compreso tra 12.800 e 11.500 anni fa,[2] e precedente il Preboreale del primo Olocene. In Irlanda, il periodo è stato conosciuto come lo Stadiale di Nahanagan, mentre nel Regno Unito è stato chiamato lo Stadiale di Loch Lomond e più recentemente 1º Stadiale della Groenlandia (GS1, Greenland Stadial 1).[3]

Il Dryas recente (GS1) è anche un periodo climatico Blytt-Sernander rilevato negli strati delle torbiere del Nord Europa. Esso viene datato approssimativamente 12.900-11.500 BP calibrato, o 11.000-10.000 BP non-calibrato (datazione del radiocarbonio). Uno stadiale del Dryas antico ebbe a precedere l'Allerød, approssimativamente 1.000 anni prima del Dryas recente; esso durò 300 anni.[4]

Repentino mutamento climatico[modifica | modifica sorgente]

Il Dryas recente vide un rapido ritorno alle condizioni glaciali alle latitudini più alte dell'Emisfero Settentrionale tra i 12.900–11.500 anni Prima del Presente (BP)[5] in netto contrasto con il riscaldamento della precedente deglaciazione dell'interstadiale. Ogni transizione accadeva oltre il periodo di circa una decade.[6] Termicamente i dati dell'azoto frazionato e dell'isotopo dell'argon proveniente dalle carote di ghiaccio GISP2 della Groenlandia indicano che il culmine della Groenlandia fosse ~15 °C più freddo durante il Dryas recente [6] rispetto ad oggi.

Nel Regno Unito, l'attestazione di un coleottero (fossile) suggerisce che la temperatura media annuale si fosse abbassata approssimativamente di 5 °C,[7] e che le condizioni periglaciali prevalessero nelle zone pianeggianti, mentre le banchise e i ghiacciai si formavano nelle aree montuose.[8] Niente della dimensione, estensione, o rapidità di questo periodo di cambiamento climatico brusco è stato d'allora in poi esperito.[5]

Il Dryas recente fu globale?[modifica | modifica sorgente]

In mancanza di una precisa definizione di "Dryas recente" questa domanda è difficile da affrontare. Nell'Europa occidentale e Groenlandia, il Dryas recente è un periodo freddo simultaneo ben definito.[9] Ma il raffreddamento nel Nord Atlantico tropicale può aver preceduto questo di alcune centinaia di anni; il Sud America mostra un inizio meno ben definito, ma una netta conclusione. L'inversione del freddo antartico sembra essere iniziata alcune migliaia di anni prima del Dryas recente, e non definisce nessun inizio o fine chiaramente; Huybers ha argomentato che c'è una chiara fiducia nell'assenza del Dryas recente nella regione antartica, in Nuova Zelanda e in parte dell'Oceania. [senza fonte] La durata (timing) dell'equivalente tropicale del Dryas recente – l'inversione del clima della deglaciazione (Deglaciation Climate Reversal, DCR) – è difficile da stabilire, poiché le registrazioni delle carote di ghiaccio a bassa latitudine generalmente mancano di datazione autonoma su questo intervallo. Un esempio di ciò è la carota di ghiaccio del Sajama (Bolivia), per cui la durata del DCR è stata appuntata a quella della registrazione della carota di ghiaccio GISP2 (Groenlandia centrale). Il mutamento climatico nelle Ande centrali durante il DCR, tuttavia, fu significativo e caratterizzato da uno spostamento verso condizioni molto più umide e probabilmente più fredde.[10] L'importanza e rapidità di questi mutamenti suggerirebbero che il clima a bassa latitudine non risponde passivamente durante lo YD/DCR.

Nel Nord America occidentale è probabile che gli effetti del Dryas recente fossero meno intensi che in Europa; comunque, la prova di un ri-avanzamento glaciale [11] indica che si verificò il raffreddamento del Dryas recente nel Pacifico Nord-occidentale.

Altre caratteristiche notate includono:

Cause del Dryas recente[modifica | modifica sorgente]

La teoria prevalente ipotizza che il Dryas recente fu causato da una riduzione significativa o interruzione della circolazione termoalina del Nord Atlantico in risposta all'improvviso afflusso di acqua dolce dal Lago Agassiz e alla deglaciazione nel Nord America.[12] Il clima globale sarebbe rimasto allora rinchiuso dentro il nuovo stato fino a che il congelamento non tolse la "copertura" d'acqua dolce dall'Oceano Atlantico occidentale. Questa teoria non spiega perché il Sud America si raffreddasse per prima.

La fine delle glaciazioni probabilmente non possiede eventi simili al Dryas recente, suggerendo che la sua causa abbia una componente fortuita. Ciò nondimeno, esiste la prova che alla fine della II si ebbe un periodo di raffreddamento post-glaciale simile al Dryas recente, ma che durò più a lungo e in modo più intenso. [senza fonte]

C'è l'evidenza che il cosiddetto impatto cosmico del Dryas recente, 12.900 anni fa nel Nord America avrebbe potuto fare iniziare il raffreddamento del Dryas recente e il collo di bottiglia genetico o l'estinzione imminente delle genti di Clovis.[13]

La fine del Dryas recente[modifica | modifica sorgente]

Le misurazioni degli isotopi di ossigeno dalla carota di ghiaccio GISP2 suggeriscono che la fine del Dryas recente ebbe luogo nel giro di 40–50 anni in tre gradini distinti, ognuno di cinque anni. Altri dati proxy, come la concentrazione di polvere e l'accumulo di neve, indicano un evento di transizione più rapido, che richiese un riscaldamento di ~7 °C in pochi anni;[5][6][14][15] il riscaldamento totale fu di 10°±4º.[16]

La fine del Dryas recente è stata datata intorno al 9620 a.C. (11.550 anni calendario BP, 10.000 anni radiocarbonio BP, una "stabilizzazione del radiocarbonio") tramite una varietà di metodi, con risultati per lo più consistenti:

11530±50 BP — carota di ghiaccio GRIP, Groenlandia [17]
11530+40-60 BP — Kråkenes Lake, Norvegia occidentale.[18]
11570 BP — carota del Golfo di Cariaco, Venezuela [19]
11570 BP — dendrocronologia della quercia/pino in Germania [20]
11640±280 BP — carota di ghiaccio GISP2, Groenlandia [14]

Il Dryas recente e l'inizio dell'agricultura[modifica | modifica sorgente]

Il Dryas recente è spesso associato all'adozione dell'agricoltura nel Levante.[21] Si è ipotizzato che il freddo e il secco Dryas recente abbassasse la capacità portante dell'area, forzando la popolazione sedentaria dei primi natufiani dentro un più mobile modello di sussistenza. Si è pensato che ulteriori deterioramenti climatici avessero portato nella zona la coltivazione dei cereali. Mentre esiste un relativo consenso riguardo al ruolo del Dryas recente, i mutevoli modelli di sussistenza durante il natufiano, le sue connessioni con l'inizio dell'agricoltura alla fine del periodo è ancora tema di dibattito.[22] Vedi la Rivoluzione Neolitica, quando i cacciatori raccoglitori si rivolsero all'agricoltura.

Il Dryas recente nella cultura e scrittura contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Il collasso della circolazione termoalina nel Nord Atlantico viene utilizzato per spiegare il rapido mutamento del clima in alcuni romanzi di Kim Stanley Robinson, particolarmente Fifty Degrees Below. È stato anche puntellato il libro del 1999, The Coming Global Superstorm. Similmente, l'idea di un mutamento climatico causato dallo sconvolgimento delle correnti del Nord Atlantico crea la messa in opera del film apocalittico di fantascienza del 2004 The Day After Tomorrow. Simili improvvisi eventi di raffreddamento vengono caratterizzati in altri racconti, come The World in Winter di John Christopher, sebbene non sempre con gli stessi espliciti collegamenti al Dryas recente come è nel caso dell'opera di Robinson.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ W. H. Berger, The Younger Dryas cold spell — a quest for causes in Global and Planetary Change, vol. 3, 3ª ed., 1990, pp. 219–237. DOI:10.1016/0921-8181(90)90018-8.
  2. ^ Raimund Muscheler, ed altri, Tree rings and ice cores reveal 14C calibration uncertainties during the Younger Dryas in Nature Geoscience, vol. 1, 2008, pp. 263–267. DOI:10.1038/ngeo128.
  3. ^ Vedi il Progetto INTIMATE (Integrazione di Registrazioni di Ghiaccio, Marino e Terrestre), un sottocomitato INQUA del Paleoclima.
  4. ^ (EN) Sequenza dell'Olocene e Blytt-Sernander
  5. ^ a b c (EN) Richard B. Alley, The Younger Dryas cold interval as viewed from central Greenland in Quaternary Science Reviews, vol. 19, 1ª ed., 2000, pp. 213–226. DOI:10.1016/S0277-3791(99)00062-1.
  6. ^ a b c (EN) Richard B. Alley, ed altri, Abrupt accumulation increase at the Younger Dryas termination in the GISP2 ice core in Nature, vol. 362, 1993, pp. 527–529. DOI:10.1038/362527a0.
  7. ^ (EN) Jeffrey P. Severinghaus, ed altri, Misurazione dei tempi del brusco cambiamento climatico alla fine dell'intervallo del Dryas recente tramite i gas termicamente frazionati nel ghiaccio polare in Nature, vol. 391, 1998, pp. 141–146. DOI:10.1038/34346.
  8. ^ (EN) T. C. Atkinson, ed altri, Temperature stagionali nella Britannia durante i passati 22.000 anni, ricostruite usando resti di coleotteri in Nature, vol. 325, 1987, pp. 587–592. DOI:10.1038/325587a0.
  9. ^ (EN) Quanto stabile fu il clima dell'Olocene?
  10. ^ (EN) L. G. Thompson, ed altri, Ice-core palaeoclimate records in tropical South America since the Last Glacial Maximum in Journal of Quaternary Science, vol. 15, 4ª ed., 2000, pp. 377–394. DOI:10.1002/1099-1417(200005)15:4<377::AID-JQS542>3.0.CO;2-L.
  11. ^ P. A. Friele, Clague, J. J., Ri-avanzamento del Dryas recente nella valle del fiume Squamish, montagne della costa meridionale, Columbia Britannica in Quaternary Science Reviews, vol. 21, 2002, pp. 1925–1933. DOI:10.1016/S0277-3791(02)00081-1.
  12. ^ (EN) Wallace S. Broecker, Fu il Dryas recente scatenato da un'inondazione? in Science, vol. 312, 5777ª ed., 2006, pp. 1146–1148. DOI:10.1126/science.1123253, PMID 16728622.
  13. ^ Kennett DJ, Kennett JP, West A, ed altri, Nanodiamanti negli strati sedimentari di confine del dryas recente in Science (journal), vol. 323, 5910ª ed., gennaio 2009, p. 94. DOI:10.1126/science.1162819, PMID 19119227.
  14. ^ a b (EN) J. B. Sissons, Lo stadiale di Loch Lomond nelle Isole Britanniche in Nature, vol. 280, 1979, pp. 199–203. DOI:10.1038/280199a0.
  15. ^ (EN) W. Dansgaard, ed altri, La brusca fine dell'evento climatico del Dryas recente in Nature, vol. 339, 1989, pp. 532–534. DOI:10.1038/339532a0.
  16. ^ (RN) Takuro Kobashia, ed altri, Brusco riscaldamento di 4 ± 1.5 °C, 11.270 anni fa identificato dall'aria intrappolata nel ghiaccio della Groenlandia in Earth and Planetary Science Letters, vol. 268, 3-4, 2008, pp. 397–407. DOI:10.1016/j.epsl.2008.01.032.
  17. ^ (EN) K. C. Taylor, ed altri, La transizione Dryas Recente/Olocene registrata a Summit, Groenlandia in Science, vol. 278, 5339ª ed., 1997, pp. 825–827. DOI:10.1126/science.278.5339.825.
  18. ^ M. Spurk, ed altri, Revisioni ed estensione delle cronologie di querce e pini di Hohenheim: nuova prova riguardo alla durata del Dryas recente/transizione preboreale in Radiocarbon, vol. 40, 3ª ed., 1998, pp. 1107–1116.
  19. ^ Steinar Gulliksen, ed altri, Una stima di tempo di calendario del Dryas recente-limite dell'Olocene boundary a Krakenes, Norvegia occidentale in Holocene, vol. 8, 1998, pp. 249–259. DOI:10.1191/095968398672301347.
  20. ^ Konrad A. Hughen, ed altri, Radiocarbonio sincrono e cambiamenti climatici durante l'ultima deglaciazione in Science, vol. 290, 5498ª ed., 2000, pp. 1951–1954. DOI:10.1126/science.290.5498.1951, PMID 11110659.
  21. ^ Bar-Yosef, O. and A. Belfer-Cohen: "Fronteggiando la crisi ambientale. I mutamenti sociali e culturali durante la transizione dal Dryas recente all'Olocene nel Levante". In: l'alba dell'agricoltura nel Vicino Oriente. Curato da R.T.J. Cappers e S. Bottema, pp. 55-66. Studi sulla produzione nel Vicino Oriente, sussistenza e ambiente 6. Berlin: Ex oriente.
  22. ^ N. D. Munro, Small game, the younger dryas, and the transition to agriculture in the southern levant in Mitteilungen der Gesellschaft für Urgeschichte, vol. 12, 2003, pp. 47–64.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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