Deserto

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In geografia, il deserto è definito un'area della superficie terrestre quasi o del tutto disabitata, nella quale le precipitazioni difficilmente superano i 250 millimetri l'anno e il terreno è prevalentemente arido, con scarsa o nulla vegetazione[1].

Tra i deserti, in base a questa definizione, vanno annoverate anche le Regioni polari, oltre alle più familiari zone aride che si incontrano alle medie e basse latitudini.

Sotto il profilo geomorfologico il deserto può comprendere montagne, altopiani o pianure ruvidi e aspri, occupando a volte bacini contornati da montagne. La superficie può essere rocciosa, ghiaiosa o sabbiosa: i paesaggi caratteristici con le dune e la sabbia spazzata dal vento sono solo uno dei tanti aspetti con cui può presentarsi un deserto.

Alternativamente la parola deserto viene utilizzata per indicare un luogo non abitato da esseri umani e scarsamente abitato da altre specie viventi: anche in base a questa definizione, i deserti comprendono i luoghi dal clima rigido, come l'Antartide e la tundra o più in generale le Regioni polari.

Distribuzione dei deserti

██ Deserto

██ Savana

██ Tundra

██ Clima glaciale

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

La parola deserto non è solo un sostantivo ma anche un aggettivo col significato di "solo, abbandonato". Il latino desertum deriva dal verbo deserere che significa abbandonare. Deserere, a sua volta, è composto da de, con valore negativo, e serere (legare) quindi non più legato.

Descrizione, estensione e posizionamento[modifica | modifica sorgente]

Un deserto è un ecosistema che riceve pochissima pioggia e di solito si pensa che possegga poca vita, ma questo dipende dal tipo di deserto; in molti la vita è abbondante, la vegetazione si è adattata al basso tasso di umidità e la fauna solitamente si nasconde durante il giorno, il che significa che un deserto è un ecosistema solitamente arido (la sua più grande caratteristica) e che quindi rende difficoltoso, se non talvolta impossibile, l'instaurazione permanente di gruppi sociali. I deserti costituiscono una delle aree emerse più grandi del pianeta: la sua superficie totale è di 50 milioni di chilometri quadrati, circa un terzo della superficie della Terra. Rappresenta il 30% delle terre emerse, (il 16% è costituito da deserti caldi, il 14% da deserti freddi).

Gran parte dei deserti del mondo si trovano in zone caratterizzate da alta pressione costante (cfr.: anticiclone), cioè una condizione che non favorisce la pioggia. Tra i deserti di queste aree vi sono: il deserto del Sahara (il più grande deserto del pianeta Terra), il Kalahari, e il deserto del Namib nell'Africa meridionale; il Gran Deserto Sabbioso, in Australia, il deserto del Gobi (o Chamō), il Karakum, il deserto di Taklamakan in Cina, il Rub' al-Khali in Arabia, il deserto del Negev, il deserto del Mojave, e il deserto di Atacama nelle Americhe solo per citarne alcuni dei più vasti.

Gran parte di deserti sono localizzati all'interno dei continenti, vale a dire distanti dal mare: come ad esempio, il deserto del Gobi e altri deserti dell'Asia centrale, che difficilmente vengono raggiunti dai venti umidi dagli oceani. Un esempio del contrario, tuttavia, si riscontra in piccole zone desertiche del Mediterraneo occidentale in Europa: in Spagna, Francia ed Italia.

I deserti lungo le coste occidentali dell'Africa australe e del Sud America sono influenzati dalla presenza di correnti oceaniche fredde che causano deumidificazione nell'atmosfera.

Tipologie[modifica | modifica sorgente]

Mare di Ross, Antartide

L'unico bioma nel quale la pioggia può mancare per anni è il deserto. Se ne possono distinguere tre tipologie principali:

  • Deserto freddo (chiamato anche, un po' impropriamente, "deserto temperato"), presente nelle regioni temperate più continentali, caratterizzate da fortissima aridità e da notevolissime escursioni termiche annue di temperatura, con estati caldissime e inverni freddissimi; il clima a cui si associa tale ambiente è il clima desertico freddo (secondo la classificazione dei climi di Köppen);

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Deserto in Marocco

I paesaggi desertici possiedono alcune caratteristiche comuni.

Caratteristiche dei deserti[modifica | modifica sorgente]

I deserti per via delle loro condizioni climatiche possono essere classificati come

  • deserti caldi sono spesso composti per la stragrande maggioranza da sabbia, che per l'azione del vento dà luogo alle caratteristiche dune. Anche affioramenti di strutture rocciose sono abbastanza comuni e la vegetazione è molto scarsa.
  • deserti freddi sono spesso composti da rocce.
  • deserti polari sono invece composti soprattutto da ghiaccio e l'assenza di vegetazione è quasi totale.

Deserti caldi e freddi sono accomunati comunque da un fattore preponderante: il vento.

Non è raro che i deserti possano contenere depositi di minerali preziosi formatisi in un ambiente arido, o esposti successivamente a causa dell'erosione dell'ambiente circostante. A causa della siccità, taluni deserti possono essere ideali per la conservazione di manufatti o fossili.

Tipi di deserto[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte delle classificazioni si basano su alcune combinazioni del numero di giorni, di pioggia, il totale della quantità annuale di pioggia, temperatura, umidità o altri fattori.

Nel 2010 Peveril Meigs divise il deserto in tre categorie secondo la quantità di precipitazioni che riceve:

  • Terreno estremamente arido: può mancare anche per 12 mesi consecutivi la pioggia
  • Paesaggio arido: meno di 250 mm per anno di piovosità
  • Paesaggio semiarido: media annuale di precipitazioni tra 250 e 500 mm.

I deserti interni vengono suddivisi in:

I paesaggi aridi e estremamente aridi sono deserti e le praterie semiaride sono da riferimento alle steppe. Phoenix, Arizona riceve meno di 250 mm di precipitazioni all'anno, ed è riconosciuta come una città a clima desertico.

Anche il nord di un pendio dell'Alaska riceve meno di 250 mm di precipitazioni per anno, ma non è generalmente riconosciuto come deserto.

In alcune regioni la scarsità di acqua è caratterizzata dalla presenza in superficie di distese di sale che ricoprono interamente la superficie desertica; spesso queste regioni sono il risultato di fondali di antichi laghi o fondali marini, dove il vento può essere fattore rilevante nel plasmare il, paesaggio.

Desertificazione[modifica | modifica sorgente]

La desertificazione è il processo di degradazione del suolo, causato da attività solitamente umane che lo porta a diventare un deserto, questo processo, generalmente irreversibile interessa tutti i continenti con delle variazioni di intensità

Fattori predisponenti

  • Ecosistemi delicati
  • Litologia
  • Idrologia
  • Morfologia
  • Scarsa copertura vegetale

Le cause umane principali sono:

  • cattive pratiche di salinizzazione dei suoli

Le cause naturali invece sono:

I luoghi più a rischio sono:

Abitanti[modifica | modifica sorgente]

Umani[modifica | modifica sorgente]

Esistono popolazioni nomadi come i Tuareg, che vivono nel deserto in tribù formate da poche persone, all'incirca 30 o 40 membri. Essi si dedicano soprattutto alla pastorizia e all'agricoltura, sviluppata nelle oasi (formatesi quando l'acqua sotterranea affiora solo in zone ristrette). Per proteggersi dagli intensi raggi del sole, i Tuareg devono coprirsi completamente lasciando liberi solo occhi e bocca. Usano indossare il caffettano, una lunga veste coperta a sua volta da numerosi teli. Inoltre nel deserto vi sono presenti anche tribù di boscimani.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Animali tipici dei deserti sono il cammello (in Asia) ed il dromedario (in Nordafrica e nei deserti dell'Arabia), utilizzati dalle popolazioni locali come animali da soma e come cavalcatura. Hanno entrambi zampe piatte, adatte a camminare sulla sabbia, un mantello molto folto per proteggersi dai raggi solari ed una (il dromedario), o due (il cammello) caratteristiche gobbe, il cui grasso, mediante un complesso processo metabolico, serve a produrre liquidi necessari a questi animali per sopravvivere in condizione di grave disidratazione, rendendoli particolarmente adatti alle difficili condizioni ambientali. Tra gli animali desertici, vi sono: i suricati che vivono in grandi colonie. Per sopravvivere alla scarsità di cibo si nutrono di una dieta varia. Anche varie specie di uccelli abitano il deserto, così come molti rettili, tra cui serpenti e lucertole. Molti animali hanno una livrea mimetica. Il cammello può resistere un anno intero senza mangiare ecco perché nei deserti si usa sempre come mezzo di trasporto.Esistono vari tipi di deserti e come tali hanno animali e vegetazioni diverse. Generalmente, in essi sono presenti anche il fennec (volpe del deserto), alcune gazzelle, il coyote, lo scarabeo nero e la vipera dal corno.

Deserti nel mondo[modifica | modifica sorgente]

(In corsivo i deserti polari)

Nome Area (km²) Localizzazione
Antartide 14.500.000 Antartide
Sahara 7.800.000 Africa settentrionale
Groenlandia 2.166.086 America settentrionale-Europa
Libico-Nubiano 1.770.000 Libia-Egitto-Sudan
Gran Deserto Australiano 1.520.000 Australia
Gobi 1.500.000 Cina-Mongolia
Kalahari 750.000 Namibia-Botswana-Sudafrica-Zimbabwe
Rub' al-Khali 700.000 Arabia Saudita
Deserto patagonico 670.000 Argentina
Deserto di Simpson o di Arunta 584.000 Australia
Gran Deserto Sabbioso 400.000 Australia
Taklamakan 400.000 Cina
Deserto siriano 330.000 Siria
Gran Deserto Victoria 320.000 Australia
Deserto di Sonora 311.000 USA- Messico
Arabico 300.000 Egitto
Karakum 300.000 Turkmenistan
Kizilkum 300.000 Uzbekistan-Kazakistan
Deserto di Thar o Gran Deserto 260.000 India-Pakistan
Deserto di Gibson 220.000 Australia
Deserto di Sechura 185.000 Perù
Atacama 132.000 Cile
Deserto del Nafūd 72.000 Arabia Saudita
Deserto del Namib 50.000 Namibia-Angola
Deserto del Mojave 38.000 USA
Deserto del Negev 17.300 Israele
Deserto Dipinto 19.400 USA
Los Médanos de Coro 912 Venezuela

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo Cos'è un deserto?. URL consultato il 1º settembre 2010., questa definizione è dovuta a Peveril Meigs

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John Cloudsley-Thompson, I deserti, Novara, Istituto geografico De Agostini, 1977, ISBN non esistente.
  • Folco Quilici, I grandi deserti, Milano, Rizzoli, 1969, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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