Deserto di Taklamakan

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Coordinate: 38°53′28″N 82°10′40″E / 38.891111°N 82.177778°E38.891111; 82.177778

Ubicazione in Asia centrale del deserto di Taklamakan
Immagine del Taklamakan della NASA

Il deserto di Taklamakan (Takelamagan Shamo, 塔克拉玛干沙漠; uiguro: تەكلىماكان قۇملۇقى), anche conosciuto come Taklimakan, è un deserto dell'Asia centrale, nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang nella parte occidentale della Repubblica Popolare Cinese.

È la propaggine occidentale del deserto di Gobi; è delimitato a sud dalle montagne Kunlun, a sud e ovest dal Pamir e a nord dalle Tien Shan. In lingua uigura il termine significa: se ci vai, non ne esci più.

Copre un'area di 270.000 km² sul bacino del Tarim, estendendosi fra circa i 78° e gli 88° di longitudine est e fra i 37° e i 40° di latitudine nord.

Oasi[modifica | modifica wikitesto]

Due rotte della Via della seta percorrevano i suoi confini settentrionali e meridionali dove si trovano le maggiori città-oasi. Kashgar, Yarkand e Khotan (Hetian) nel sud-ovest; Kuqa e Turfan a nord, e Loulan e Dunhuang ad est.

I tesori archeologici ritrovati sepolti sotto le sue dune puntano ai tocari, e denunciano influenze ellenistiche, indiane e buddiste. Questi tesori e i pericoli del Taklamakan sono vividamente descritti da Aurel Stein, Sven Hedin, Albert von Le Coq e Paul Pelliot. Sono state ritrovate nella regione alcune mummie che risalgono a 4000 anni fa.

Nel 1995 è stata completata la costruzione della Tarim Desert Highway (S165), l'autostrada che attraversa il deserto da nord a sud, dalla città di Luntai a Minfeng (Níyǎ).

Media[modifica | modifica wikitesto]

Nel videogioco per Super Nintendo, Terranigma, che si svolge per gran parte sulla superficie del nostro pianeta, si incontra un deserto situato tra Cina ed Europa dal nome Taklama, nel quale il giocatore deve seguire una certa rotta (suggeritagli da dei mercanti nomadi) per attraversarlo, oppure si perderà. Questo fa fede al significato del nome del deserto.

È nominato in Auto da fé, romanzo di Elias Canetti, dagli avventori (tra i quali uno è nominato come Sven Hedin l'esploratore, geografo e geopolitico che per primo produsse la mappa del deserto) del locale denominato "Babuino" i quali ipotizzano che l'ebreo nano, malvivente e scacchista Fischerle passi di lì per recarsi in Giappone[1]. Cosa che Fischerle racconterà anche al libraio che vivendo, «in tutti i sensi, dei libri d'avventure di Karl May» e «a sentir parlare dei pericoli del deserto di Takla-Makan» gli vendette un libro con le espressioni inglesi più correnti a metà prezzo[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fecero tutti capannello e si misero ad enumerare i pericoli del viaggio in Giappone. Uno calò una manata sul tavolo e ammonì: nel deserto di Takla-Makan un uomo su due muore di sete, sta proprio a metà fra Costantinopoli e il Giappone. Anche l'ex maestro ne aveva sentito parlare e disse: « Sven Hedin, è vero». (Elias Canetti, Auto da fé, traduzione di Luciano e Bianca Zagari, su licenza di Aldo Garzanti editore, Adelphi, 1981, p. 374)
  2. ^ Elias Canetti, Auto da fé, traduzione di Luciano e Bianca Zagari, su licenza di Aldo Garzanti editore, Adelphi, 1981, p. 387

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