Hotan

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Coordinate: 37°06′N 80°01′E / 37.1°N 80.016667°E37.1; 80.016667

Mappa dell'Asia centrale (1878) che mostra Khotan (vicino all'angolo alto destro) ed il passo Sanju, l'Hindutash e l'Ilchi, dai monti Kunlun fino a Leh in Ladakh. Il precedente confine dell'Raj Britannico è quello viola-rosa

La città-oasi di Hotan o Hetian (uiguro: خوتەن, Xoten, Hotǝn; cinese: 和田, Hétián, ex 和阗,和闐 , Hétián; scritto anche Khotan)[1] è il capoluogo della prefettura di Hotan, Xinjiang, Cina. Era precedentemente nota in cinese come 于窴 (pinyin: Yutian).

Con una popolazione di 114 000 abitanti (2006), Hotan si trova nel bacino del Tarim, poco a nord dei monti Kunlun, attraversati dai passi Sanju, Hindutash ed Ilchi.

La città, situata a sud-est della contea di Yarkent e popolata quasi esclusivamente da Uiguri, è un piccolo centro agricolo. Fu in passato un'importante sosta sulla via della seta meridionale, e da sempre dipende dai due fiumi che la bagnano (Karakash e Yurungkash), i quali le forniscono l'acqua necessaria per sopravvivere sul lato sud-occidentale del vasto deserto di Taklamakan. Lo Yurungkash ancora oggi fornisce acqua e irrigazione per città ed oasi.[2][3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Rovine di Khotan Melikawat

L'oasi di Hotan è strategicamente situata sulla congiunzione della via della seta (che univa Cina ed Occidente) con una delle rotte che univano India e Tibet all'Asia centrale. In questo luogo le varie culture si scambiavano beni, ma anche tecnologie, filosofie e religioni.

A Sampul, ad est di Hotan, c'è una grande serie di cimiteri sparsi su un'area di circa un chilometro di larghezza e 23 km di lunghezza. I siti scavati si riferiscono al periodo compreso tra il 300 a.C. ed il 100 d.C. Le tombe hanno fornito numerosi oggetti in feltro, lana, seta e cotone, ed anche buoni tessuti che raffigurano uomini caucasici. Gli studi antropologici hanno dimostrato che 56 corpi sono di razza caucasica "simili alle sepolture Saka del Pamir meridionale".[4][5] Recenti test del DNA sulle mummie hanno svelato che questi uomini erano legati ai popoli centro-asiatici e indiani piuttosto che a quelli dell'estremo oriente.

Esistono numerose fonti di informazione per lo studio di Hotan. Le principali sono i racconti cinesi (particolarmente dettagliati durante la dinastia Han[6] ed all'inizio della dinastia Tang), i racconti dei monaci pellegrini cinesi, alcune storie buddhiste in tibetano e numerosi documenti in Khotanese ed in altre lingue locali del bacino del Tarim. Altre storie sono state trovate nella biblioteca nascosta delle Grotte di Mogao vicino a Dunhuang.

L'antico regno di Khotan era uno dei primi stati buddhisti del mondo, e fu un ponte culturale tramite il quale la cultura e la conoscenza buddhista furono esportate dall'India alla Cina.[7]

Fine della Khotan buddhista[modifica | modifica sorgente]

Nel 1006 Khotan era in mano al musulmano Yūsuf Qadr Khān, fratello o cugino del re musulmano di Kāshgar e Balāsāghūn. Tra il 1006 ed il 1165, dopo la caduta sotto Kara Khitay, divenne parte del Khanato di Kara-Khanid. La città soffrì molto durante la rivolta di Dungan contro la dinastia Qing nel 1864-1875, ed ancora pochi anni dopo quando Yaqub Beg di Kashgar si autonominò signore del Turkestan orientale.[8][9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La scrittura ufficiale è "Hotan" secondo lo Zhōngguó dìmínglù 中国地名录 (Pechino, Zhōngguó dìtú chūbǎnshè 中国地图出版社 1997); ISBN 7-5031-1718-4; p. 312
  2. ^ Marc Aurel Stein. (1907) Ancient Khotan: Detailed Report of Archaeological Explorations in Eastern Turkestan. Oxford. Pag. 123-126.
  3. ^ Bonavia, Judy. The Silk Road: Xi'an to Kashgar. Christopher Baumer (2004), pp. 306-319. Odyssey Publications. ISBN 962-217-741-7.
  4. ^ Mallory, J. P. e Mair, Victor H. 2000. The Tarim Mummies: Ancient China and the Mystery of the Earliest Peoples from the West, pp. 132, 155-156. Thames & Hudson. Londra. ISBN 0-500-05101-1.
  5. ^ Bonavia, Judy. The Silk Road: Xi'an to Kashgar. Christopher Baumer (2004), p. 317. Odyssey Publications. ISBN 962-217-741-7.
  6. ^ Hill (2009), "The Kingdom of Yutian 于窴 (Khotan)", pp. 17-19 e nn.
  7. ^ Khotan - Britannica Online
  8. ^ Stein, Aurel M. 1907. Ancient Khotan: Detailed report of archaeological explorations in Chinese Turkestan, 2 vol., p. 180. Clarendon Press. Oxford.
  9. ^ Bonavia, Judy. The Silk Road: Xi'an to Kashgar. Christopher Baumer (2004), p. 309. Odyssey Publications. ISBN 962-217-741-7.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John E. Hill, “Notes on the Dating of Khotanese History”, Indo-Iranian Journal, 31, 1988, pp. 179-190
  • John E. Hill, Through the Jade Gate to Rome: A Study of the Silk Routes during the Later Han Dynasty, 1st to 2nd Centuries CE, 2009, BookSurge, Charleston (Carolina del Sud), ISBN 978-1-4392-2134-1
  • John E. Hill, The Peoples of the West from the Weilüe 魏略 by Yu Huan 魚豢: A Third Century Chinese Account Composed between 239 and 265 CE, 2004
  • A. F. P. Hulsewé e M. A. N. Loewe, China in Central Asia: The Early Stage 125 BC – AD 23: an annotated translation of chapters 61 and 96 of the History of the Former Han Dynasty., 1979, E. J. Brill, Leiden
  • James Legge, A Record of Buddhistic Kingdoms: Being an account by the Chinese Monk Fa-Hien of his travels in India and Ceylon (A.D. 399-414) in search of the Buddhist Books of Discipline, 1886, Oxford, Clarendon Press
  • J. P. Mallory e Victor H. Mair, The Tarim Mummies: Ancient China and the Mystery of the Earliest Peoples from the West, 2000, Thames & Hudson, Londra
  • Gösta Montell, Sven Hedin’s Archaeological Collections from Khotan: Terra-cottas from Yotkan and Dandan-Uiliq, The Bulletin of the Museum of Far Eastern Antiquities 7 (1936), pp. 145-221
  • Gösta Montell, Sven Hedin’s Archaeological Collections from Khotan II, The Bulletin of the Museum of Far Eastern Antiquities 10 (1938), pp. 83-113
  • B. N. Puri, Buddhism in Central Asia, Motilal Banarsidass Publishers Private Limited, Delhi, 1987
  • Aurel M. Stein, Ancient Khotan: Detailed report of archaeological explorations in Chinese Turkestan, 1907, 2 vol., Clarendon Press, Oxford
  • Aurel M. Stein, Detailed report of explorations in Central Asia and westernmost China, 1921, 5 vol., Londra e Oxford, Clarendon Press
  • Thomas Watters, On Yuan Chwang’s Travels in India, 1904-1905, Londra, Royal Asiatic Society
  • Taishan Yu, A History of the Relationships between the Western and Eastern Han, Wei, Jin, Northern and Southern Dynasties and the Western Regions, 2004, Sino-Platonic Papers, No. 131 marzo 2004, Dept. of East Asian Languages and Civilizations, University of Pennsylvania

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