Deserto del Namib

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Coordinate: 24°45′07″S 15°16′35″E / 24.751944°S 15.276389°E-24.751944; 15.276389

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Erg del Namib
(EN) Namib Sand Sea
Tipo naturalistico
Criterio C (vii)(viii)(ix)(x)
Pericolo No
Riconosciuto dal 2013
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Il deserto visto dal satellite

Il deserto del Namib è una regione desertica della Namibia, con un breve tratto anche in Angola e nella Repubblica Sudafricana.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Arido da oltre 80 milioni di anni, si ritiene che sia uno dei deserti più antichi del mondo. Rappresenta una ecoregione di grandissimo interesse per geologi e biologi, con una fauna e una flora costituita in gran parte di specie endemiche altamente adattate a questo ambiente particolarmente ostile. Il territorio del Namib è in gran parte incluso in aree naturali protette, la più importante della quale è il Namib-Naukluft National Park, il parco nazionale più esteso dell'Africa.

Il nome "Namib" (da cui "Namibia") deriva dalla lingua del popolo Nama che abita la regione, e significa "luogo vasto".

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La Duna 45, nell'area di Sossusvlei
La Moon Valley, Namib centro-settentrionale
La costa oceanica del Namib, con dune che arrivano fino al mare.

Il deserto del Namib occupa la parte costiera della Namibia occidentale, affacciata sull'Oceano Atlantico. Si estende dal fiume Uniab a nord fino alla città di Luderitz a sud, e dall'Oceano a ovest fino ai piedi della Scarpata del Namib a est. Da nord a sud l'estensione complessiva è di circa 1300 km; da est a ovest varia fra 80 e 200 km. La superficie complessiva si aggira intorno ai 55.000 km². A nord, il deserto del Namib sbocca nel Kaokoveld; la linea di demarcazione fra le due regioni si colloca grosso modo all'altezza della città portuale di Walvis Bay, ed è costituita da una striscia di terra (circa 50 km di larghezza) in cui si raggiunge la massima aridità dell'Africa meridionale. A sud, il Namib si congiunge all'estremità nordoccidentale del Karoo sudafricano.

Il Namib meridionale (fra Luderitz e il fiume Kuiseb) è costituito da una cintura di dune fra le più alte e spettacolari al mondo, spesso caratterizzate da colori molto intensi, di tonalità comprese fra il rosa e l'arancione. Particolarmente nota è la destinazione turistica di Sossusvlei, presso cui si trovano la Duna 45 (spesso definita "la più fotografata del mondo") e la Big Daddy, la più alta del mondo (305 m).

Procedendo da sud verso nord, la sabbia cede il posto al deserto sassoso e roccioso, che caratterizza quasi tutta l'area di altopiano compresa fra Sossusvlei e il fiume Swakop, situata a cavallo del Tropico del Capricorno. Il terreno in quest'area è in gran parte pianeggiante, ma non mancano formazioni montuose e canyon anche importanti, come il complesso sistema della Moon Valley. Sebbene il suolo sia in gran parte sassoso, le dune riappaiono in diversi luoghi, e sono particolarmente note quelle che si affacciano sull'oceano fra Walvis Bay e Swakopmund.

Soprattutto nella parte settentrionale del deserto, l'interazione fra gli umidi e freddi venti oceanici, legati alla corrente del Benguela, e l'aria più calda e secca proveniente dal deserto provoca nebbie intense. Tali nebbie sono state in passato responsabili di molti naufragi; la parte nord del deserto viene chiamata skeleton coast ("costa degli scheletri") proprio a causa dei numerosi relitti di navi insabbiatesi qui. Alcuni di tali relitti si trovano oggi a poche decine di metri dalla costa, a testimonianza del fatto che il deserto (e quindi la costa) sta lentamente espandendosi verso ovest avanzando in mare.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il suolo arido di Sossusvlei

Dal punto di vista climatico, la caratteristica primaria del Namib è la estrema scarsità di precipitazioni, oltretutto caratterizzate da un andamento stagionale poco prevedibile. Nella parte occidentale, la media annuale è inferiore ai 5 mm, mentre nella fascia più orientale arriva al massimo a 85 mm. Questa aridità si deve a diversi fattori. I venti provenienti dall'Oceano Indiano perdono gran parte della loro umidità nel passaggio sopra i monti Drakensberg, e arrivano alla Scarpata del Namib asciutti, scendendo sul deserto. I venti provenienti dall'Atlantico, raffreddati dalla Corrente del Benguela, si trovano schiacciati dall'aria più calda e leggera proveniente da est. Di conseguenza, l'umidità non riesce a salire in quota e formare nuvole; tuttavia, per lo stesso motivo, la nebbia è un fenomeno frequente, soprattutto nelle zone costiere.

La scarsità delle precipitazioni si riflette nella quasi totale assenza di acqua superficiale. I pochi corsi d'acqua sono quasi sempre secchi, e anche quando raccolgono acqua il loro corso è bloccato dalle dune. Solo lo Swakop e l'Omaruru riescono, ma solo occasionalmente, a raggiungere l'Oceano.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Pianta femminile di Welwitschia mirabilis
Un orice nel Namib

Nonostante l'estrema aridità, il deserto del Namib ospita numerose specie vegetali e animali. La principale fonte di acqua per tutte queste specie è costituita dalla nebbia che sporadicamente si spinge dall'Oceano Atlantico verso l'entroterra.

Fra le specie vegetali più insolite si deve citare la Welwitschia mirabilis, dotata solo di due foglie, che possono arrivare a diversi metri di lunghezza, perché crescono durante tutta la vita della pianta, che in alcuni esemplari si ritiene possa superare i 2000 anni. A causa delle loro caratteristiche uniche, le Welwitschia furono citate da Charles Darwin come "l'ornitorinco del regno vegetale". Una zona particolarmente ricca di esemplari di questa specie è la Moon Valley, un complesso di formazioni rocciose modellate dal corso del fiume Swakop.

La fauna è costituita principalmente da artropodi, piccoli mammiferi e rettili, ma comprende anche uccelli (per esempio lo struzzo) e alcuni mammiferi di grossa taglia come gli orici e persino (in alcune aree) gli elefanti. Molte di queste specie sono endemiche, e presentano caratteristiche uniche di adattamento all'ambiente. I coleotteri tenebrionidi come l'Onymacris unguicularis, per esempio, hanno sviluppato arti posteriori estremamente lunghi; l'inclinazione in avanti del corpo, infatti, fa sì che le gocce di nebbia che si formano sull'addome possano scivolare in avanti verso la bocca. Un altro coleottero, il Lepidochora discoidalis, utilizza frammenti di vegetazione per costruire reti in cui l'umidità viene "catturata". Anche mammiferi di taglia più grande hanno sviluppato tecniche specifiche per sopravvivere in questo ambiente; gli sciacalli dalla gualdrappa, per esempio, leccano l'umidità dalle pietre. Gli orici hanno un sistema di termoregolazione che consente loro di innalzare la propria temperatura corporea oltre i 40 °C, per resistere meglio nelle ore più calde del giorno.

Insediamenti umani[modifica | modifica sorgente]

Il deserto è in gran parte disabitato, ma vi sono alcuni insediamenti umani specialmente nella zona di Sesriem, nei pressi della famosa valle di Sossusvlei (per esempio Swakopmund, Luderitz e Walvis Bay).

Gli insediamenti umani nella zona sono alimentati in parte dal turismo (Sossusvlei è una destinazione turistica molto apprezzata) e in parte dal commercio di materie prime estratte nella zona, soprattutto diamanti, tungsteno e sale.

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