Naufragio

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Il naufragio del Titanic di Willy Stöwer

Il naufragio è la completa sommersione di un'imbarcazione o di una nave per cause accidentali. Sono pertanto esclusi gli atti di guerra per i quali si usa il termine generico "affondamento"[1].

Cause di naufragio[modifica | modifica wikitesto]

Tra le cause di naufragio si hanno:

Avaria[modifica | modifica wikitesto]

Un cedimento o perdita nello scafo può provocare l'allagamento e quindi il venire a mancare della spinta idrostatica. Il problema è particolarmente rilevante nelle imbarcazioni in legno. Un guasto ai motori o al timone può rendere la nave ingovernabile e quindi indirettamente condurre al naufragio per esempio in seguito a collisione con gli scogli.

Instabilità[modifica | modifica wikitesto]

Se la dislocazione delle masse è tale per cui il centro di massa si porta al di sopra del metacentro, l'imbarcazione può facilmente inclinarsi lateralmente. Se le aperture non a tenuta d'acqua vengono a trovarsi sotto la linea di galleggiamento, può verificarsi un allagamento.

Il rischio era (ed è tuttora) particolarmente presente in quelle imbarcazioni nelle quali lo stivaggio si opera senza l'uso dei container. In tal caso se i materiali depositati nella stiva non sono stati ben rizzati possono spostarsi anche violentemente, in seguito al moto ondoso, e causare l'inclinazione della nave.

Errori di navigazione[modifica | modifica wikitesto]

Molti incidenti sono occorsi in seguito ad errori dell'equipaggio, che hanno causato o non evitato la collisione con rocce, iceberg (famoso è il caso del RMS Titanic) o altre navi. In epoca moderna la presenza di mezzi di navigazione tecnologici come GPS, radiofari, Radar e sonar, uniti al notevole dettaglio sulla stima della posizione degli ostacoli, ha notevolmente aumentato la precisione della navigazione. In passato la navigazione basata sulla triangolazione e sulla bussola magnetica era più esposta al rischio di collisioni. Tuttavia, la navigazione in acque basse è considerata pericolosa anche al giorno d'oggi.

Eventi meteorologici[modifica | modifica wikitesto]

Naufragio (1759) di Soseph Vernet
Olio su tela, 96 x 134,5 cm, Groeninge Museum, Bruges.

Cattive condizioni meteorologiche pericolose per la navigazione possono essere il vento forte, la ridotta visibilità dovuta a nebbia o il freddo intenso. Il vento agisce sollevando le onde, le quali rendono ancora più pericolosa la navigazione in acqua basse e stressano le strutture dello scafo. Per ridurre l'impatto delle onde sulle fiancate la nave deve procedere trasversalmente alle creste delle onde. La spinta del vento sottopone a sforzi anche le strutture superiori delle navi, in particolare le alberature e le vele. Il vento può facilmente portare l'imbarcazione fuori rotta e provocare l'impatto con scogli e altre navi.

Il freddo intenso rende le strutture metalliche più fragili e meno resistenti. La formazione di blocchi di ghiaccio può ridurre la stabilità della nave.

Attacchi marini[modifica | modifica wikitesto]

Anche se rarissimi, vi sono stati casi di affondamenti causati da attacchi da parte della fauna marina, come sembra essere stato quello della baleniera Essex.

I naufragi più famosi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. il lemma "naufragio" sul vocabolario Treccani.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Costa Giancarlo, Dal Titanic all'Andrea Doria. storie di naufragi del xx secolo, Ed. Gribaudo.
  • K.C. Barnaby I più importanti disastri navali Editore Mursia ISBN 9788842536512.
  • Isabella Vincentini, Varianti da un naufragio. Il viaggio marino dai simbolisti ai post-ermetici, Mursia, Milano, 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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