Oria (piroscafo)

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Oria
Descrizione generale
Flag of Norway.svg
Tipo piroscafo
Proprietario/a Fearnley & Eger
Costruttori Osbourne, Graham & Co di Sunderland
Varata 1920
Destino finale affondata nell'inverno 1944 con oltre 4000 prigionieri di guerra a bordo
Caratteristiche generali
Stazza lorda 2127 tsl
Lunghezza 86,9 m
Larghezza 13,3 m
Velocità 10 nodi

dati tratti da [1]

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L'Oria[2] è stato un piroscafo norvegese affondato nella seconda guerra mondiale, provocando la morte di oltre 4000 prigionieri italiani. Si tratta di uno dei peggiori disastri navali della storia dell'umanità, il peggiore del Mediterraneo.

La nave[modifica | modifica sorgente]

L'Oria fu costruito nel 1920 nei cantieri Osbourne, Graham & Co di Sunderland. Era un piroscafo da carico norvegese, della stazza di 2127 tsl, di proprietà della compagnia di navigazione Fearnley & Eger di Oslo[1]. All'inizio della seconda guerra mondiale fece parte di alcuni convogli inviati in Nord Africa, e fu lì, a Casablanca, che fu internato nel giugno del 1940, poco dopo l'occupazione tedesca della Norvegia. Un anno dopo la nave fu requisita dalla Francia di Vichy, ribattezzata Sainte Julienne e data in gestione alla Société Nationale d’Affrètements di Rouen; passò poi in Mediterraneo. Nel novembre del 1942 fu formalmente restituito al proprietario e perciò ribattezzato Oria; ma subito dopo fu affidato alla compagnia tedesca Mittelmeer Reederei GmbH di Amburgo[3].

Il naufragio[modifica | modifica sorgente]

Nell'autunno del 1943, dopo la resa delle truppe italiane in Grecia, i tedeschi decisero di trasferire le decine di migliaia di prigionieri italiani via mare. Questi trasferimenti vennero effettuati usando spesso carrette del mare, stipando i prigionieri oltre ogni limite consentito, e senza nessuna norma di sicurezza. Diverse navi affondarono, per attacco degli Alleati o per incidente, con la morte di migliaia di prigionieri. L'Oria fu tra le navi scelte per il trasporto dei prigionieri italiani. L'11 febbraio del 1944 partì da Rodi diretto al Pireo, con a bordo 4046 prigionieri (43 ufficiali, 118 sottufficiali, 3885 soldati)[4][5], 90 tedeschi di guardia o di passaggio[1], e l'equipaggio, ma l'indomani, colto da una tempesta, affondò presso Capo Sunio. Alcuni rimorchiatori, accorsi il giorno seguente, non poterono salvare che 21 italiani, 6 tedeschi ed un greco[4][6]. Tutti gli altri persero la vita[7] [8] .

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c D/S Oria - Norwegian Merchant Fleet 1939-1945
  2. ^ Conosciuto anche, erroneamente, come Orion.
  3. ^ Tragedia Piroscafo Oria 13-2-44. 4.200 Italiani Morti - Betasom - XI Gruppo Sommergibili Atlantici
  4. ^ a b Egeo in guerra
  5. ^ secondo altre fonti [1], 4033, 4073 o 4115
  6. ^ altre fonti [2] parlano di 49 prigionieri italiani salvati su 4200, più 6 tedeschi e 5 greci dell'equipaggio
  7. ^ alcune fonti [3] precisano il numero dei prigionieri italiani deceduti in 4062
  8. ^ Il naufragio del Piroscafo Oria - 12 febbraio 1944

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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