RMS Lusitania

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Coordinate: 51°25′N 8°33′W / 51.416667°N 8.55°W51.416667; -8.55

RMS Lusitania
RMS Luisitania.jpg
Descrizione generale
British-Merchant-Navy-Ensign.png
Tipo Transatlantico
Proprietario/a Cunard Line
Cantiere John Brown & Co. Ltd, Clydebank, Scozia.
Impostata 16 giugno 1904
Varata 6 giugno 1906
Destino finale Silurata e affondata dal sommergibile tedesco U-20, il 7 maggio 1915.
Caratteristiche generali
Dislocamento 44.767
Stazza lorda 31.550 tsl
Lunghezza 239,87 m
Larghezza 26,67 m
Propulsione 25 caldaie Scotch, 4 turbine ad azione diretta Parsons, 4 assi elica
76.000 CV
4 eliche a tripla pala. Propulsori a quadrupla pala installati nel 1909.
4 fumaioli, 2 alberi
Velocità 25 nodi  (46,3 km/h)
Equipaggio 850
Passeggeri 2.198 posti
  • 552 posti di prima classe
  • 460 di seconda classe
  • 1.186 di terza classe

[senza fonte]

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L'RMS Lusitania è stato un transatlantico britannico in servizio agli inizi del XX secolo, di proprietà della Cunard Line. Era il gemello del Mauretania e fu affondato nel 1915 dal sommergibile tedesco U-20.


Le caratteristiche principali[modifica | modifica wikitesto]

Il Lusitania venne costruito nei cantieri navali della John Brown, in Scozia. Venne varato il 7 giugno del 1906, mentre il gemello Mauretania era ancora in fase di costruzione. Il Lusitania era stato ideato per essere il transatlantico più grande e più veloce mai costruito (fu superato in grandezza dall'Olympic nel 1910). Poteva viaggiare ad una velocità di 27 nodi, era largo 26 metri e lungo 238. Poteva ospitare circa 2.200 persone tra passeggeri ed equipaggio. I suoi interni erano stati disegnati con grande raffinatezza ed erano caratterizzati da stili diversi. Il viaggio inaugurale iniziò il 7 settembre 1907 per concludersi a New York sei giorni dopo, il 13 settembre. Fu stabilito così un nuovo record di velocità.

L'affondamento del Lusitania e il complotto politico[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Consiglio dell'ammiragliato inglese, il 19 febbraio 1913, l'allora Primo Lord dell'ammiragliato Winston Churchill decise di avviare le clausole con le quali la Cunard aveva accettato di mettere le sue navi a disposizione della Marina Militare. Churchill disse che molte navi passeggeri avrebbero subìto questo trattamento in previsione della guerra per un totale di circa 40 unità. Nei 5 mesi successivi, il Lusitania fu quindi dotato di supporti girevoli per cannoni in modo che su ogni ponte potessero essere installati due cannoni da 6 pollici a tiro rapido. I cannoni erano in tutto 12, con proiettili ad alto esplosivo.[1]

All'inizio della guerra, proprio per evitare che le navi partecipassero alle operazioni belliche in funzione ausiliaria o rifornissero la Madre Patria di materie prime, la Germania dispose un blocco navale intorno alle coste dell'Inghilterra. Tuttavia, non volendo intraprendere una guerra contro gli Stati Uniti (che per volontà del presidente Wilson erano rimasti neutrali), l'ambasciata tedesca fece pubblicare un avviso sulla stampa statunitense con il consenso del capo del servizio segreto tedesco, Franz von Papen. L'avviso, datato 22 aprile 1915, recitava così:

«Ai viaggiatori che intendono intraprendere la traversata atlantica si ricorda che tra la Germania e la Gran Bretagna esiste uno Stato di guerra. Si ricorda che la zona di guerra comprende le acque adiacenti alla Gran Bretagna e che, in conformità di un preavviso formale da parte del Governo Tedesco, le imbarcazioni battenti la bandiera della Gran Bretagna o di uno qualsiasi dei suoi alleati sono passabili di distruzione una volta entrati in quelle stesse acque.»

Nonostante l'avviso, numerosi cittadini statunitensi - più o meno mille - si imbarcarono sul Lusitania in procinto di salpare da New York il 1º maggio.

Nella merce imbarcata per questo viaggio, oltre a normali generi di mercanzia ed a 1638 lingotti di rame, figuravano anche piccoli frammenti metallici per granate a schegge multiple. Sulla distinta di carico redatta dalla Cunard si leggeva semplicemente la definizione di shrapnel, mentre più precisa era la nota di spedizione della Bethlehem Steel Co (la casa fornitrice della merce su richiesta della banca americana Morgan): 1248 cassette di granate Shrapnel da 3 pollici, con 4 granate per ogni cassetta e 250 cassette per ciascun lotto; ogni lotto pesava 51 tonnellate. La franchigia era stata concessa in base alle norme «merci non esplosive alla rinfusa» mentre la bolla doganale non vi faceva alcun cenno. Vi erano inoltre 4927 cassette di cartucce con un peso complessivo di 173 tonnellate, destinate al Royal Arsenal di Woolwich. All'ultimo momento, prima della partenza, altre 2000 casse di munizioni furono trasbordate dalla nave Queen Margaret al Lusitania insieme a 70 passeggeri e 7 marinai, portando così a 1964 il totale delle persone a bordo.[1]

La Cunard aveva informato il comandante William T. Turner che il transatlantico, giunto a circa 40 miglia dalle coste irlandesi, sarebbe stato scortato da alcuni elementi della Squadra incrociatori "E" (si trattava in realtà di un solo incrociatore, il Juno). Tuttavia, per decisione di Churchill e del suo Primo Lord del Mare - John Fisher - il Juno ricevette l'ordine di abbandonare la missione di scorta e di rientrare alla base di Queenstown (oggi Cobh), poco dopo il mezzogiorno del 5 maggio. A quell'ora il Lusitania si trovava ancora al largo nell'oceano, ma non ricevette alcun avvertimento, mentre il sommergibile U-20 stava scendendo lungo la costa occidentale dell'Irlanda dirigendosi verso il faro di Fastnet. Il comandante Kenworthy, membro della sezione politica del servizio informazioni, scrisse in seguito[2] che il transatlantico fu «deliberatamente indirizzato verso un'area in cui era noto che si celasse un U-boot in agguato».[1]

Il Lusitania a New York.
William Thomas Turner, il comandante.
L'affondamento in un dipinto dell'epoca.
Alcuni superstiti del Lusitania ripresi pochi giorni dopo il disastro.

Il 7 maggio Churchill non partecipò alla cena diplomatica organizzata in onore del colonnello House, l'emissario americano sul quale il presidente Wilson aveva fondato le sue speranze di pace. La missione di House era fallita soprattutto a causa dell'ambasciatore inglese Page, che pensò poi di organizzare questa sontuosa cena per addolcire la pillola del rifiuto. Page era infatti convinto che il militarismo tedesco andasse schiacciato una volta per sempre con l'intervento degli Stati Uniti nel conflitto e perfino il ministro degli esteri britannico Edward Grey fu costretto a respingere la missione americana. Questa missione proponeva essenzialmente la "libertà dei mari", ossia la libertà di effettuare qualsiasi scambio commerciale anche in periodo di guerra; in questo modo, le marine militari si sarebbero limitate a combattersi tra di loro senza ostacolare le rotte navali di qualsiasi nazione del mondo.[1]

Va anche detto che, probabilmente, i membri dell'ammiragliato sottovalutarono il pericolo degli U-boot in quanto erano propensi a pensare che i tedeschi fossero dei "gentiluomini". Questa sensazione era motivata dal fatto che tutti gli attacchi degli U-boot si erano attenuti alle norme internazionali, permettendo agli equipaggi nemici di calarsi sulle scialuppe prima dell'affondamento. I capitani Von Rosenberg e Schwieger avevano però dato prova di risparmiare solamente gli equipaggi delle navi nemiche disarmate, come successe per il piroscafo Candidate. Il Centurion fu infatti colpito senza preavviso dopo la scoperta di alcuni mitragliatori di bordo, al cui confronto il Lusitania sfoderava un vero e proprio arsenale.[1]

Fasi dell'affondamento[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 maggio il Lusitania era dunque in navigazione dopo aver forzato il blocco imposto dai tedeschi e si trovava approssimativamente a 30 miglia da Cape Clear, in Irlanda. Il comandante Turner decise di ridurre la velocità a 18 nodi a causa della nebbia e stava dirigendo per il porto di Queenstown, sempre sicuro di essere scortato dalla squadra incrociatori "E". Alle ore 14:10, quando si trovava a 10 miglia a sud dell'Old Head of Kinsale, incrociò il sommergibile U-20 che lanciò un solo siluro. Dopo l'impatto, a distanza di pochi minuti, a bordo ci fu una seconda esplosione non provocata dal siluro stesso, come recita il rapporto immediato del comandante Schwieger:

«Lo scoppio del siluro dev'essere stato seguito da un secondo (caldaia, carbone, polvere da sparo?). Le sovrastrutture sovrastanti sono squarciate, scoppia un incendio e la nave comincia a capovolgersi verso dritta appruandosi nel contempo.»

Schwieger passò il periscopio al pilota, il quale esclamò: «Dio santo, ma quello è il Lusitania[3]

In merito alle testimonianze dei fuochisti sopravvissuti si seppe che le caldaie rimasero intatte e che quindi la seconda terribile deflagrazione fu provocata dal materiale bellico stivato dietro la paratia che dava sulla sala caldaie n. 1. Lo scoppio del siluro si limitò a provocare lo sbandamento laterale di 15 gradi sul lato destro ed il repentino allagamento dei carbonili, provocando una nuvola di polvere, fumo e gas di carbone che uscì dalle prese d'aria collocate intorno ai fumaioli. Accortosi che la nave aveva continuato a procedere in avanti favorendo l'allagamento, il capitano Turner ordinò l'indietro tutta, ma la pressione esercitata sulle turbine poppiere in quelle condizioni causò una vampata di ritorno che spezzò una delle condotte del vapore, scoperchiando improvvisamente uno dei condensatori sul ponte lance affollato di passeggeri.[3]

Dopo 13 minuti la nave si trovava inclinata sul lato destro di 25 gradi, con gli oblò di prora completamente sommersi e imbarcava acqua al ritmo di circa 3 tonnellate al minuto. Il forte sbandamento laterale si sommava a quello longitudinale, rendendo impossibile calare a mare le scialuppe sul lato sinistro. La n. 2 si sfasciò infatti entrobordo schiacciando i suoi passeggeri contro la plancia. La n. 4 si sfasciò sui rottami della n. 2, mentre il comandante in seconda - Anderson - cercava di convincere donne e bambini a uscire dalla n. 6, per allontanarla il più possibile fuori bordo. Nella confusione generale, i passeggeri maschi furono chiamati ad aiutare l'equipaggio ma anche le lance n. 6, 8 e 10 finirono fracassate una sopra l'altra, in un mucchio informe di rottami e di cadaveri. La n. 12 si capovolse poco prima di toccare il mare, rovesciando in acqua parte dei suoi occupanti per poi cadere sui naufraghi. La n. 14 si schiantò sul relitto della 12, la 16 precipitò sfasciandosi in acqua e la 20 si ruppe contro la fiancata della nave. La n. 18 fu oggetto di un atto di disobbedienza da parte di un passeggero - Isaac Lehmann - che nella fretta di calare la lancia la liberò senza aspettare che questa fosse uscita fuoribordo: la barca si appoggiò sul ponte dove cominciò a rotolare a causa della forte inclinazione, aprendosi varchi sanguinosi nella folla circostante.

Sul lato di dritta, al contrario, le scialuppe pencolavano ad una distanza enorme dallo scafo, ma si riuscì a calarne alcune con successo. Le barche semivuote tornarono indietro a raccogliere decine di naufraghi che, dopo essersi buttati in acqua, nuotarono per raggiungere le lance. Fu il 3° ufficiale subalterno Albert Bestic a meravigliarsi dell'acqua inaspettatamente tiepida, raccontando di essersi recato nel salone-atrio di prima classe dove vide parecchi uomini agganciare le cinture di salvataggio ad alcune ceste di vimini contenenti bambini; le ceste affondarono tutte nel risucchio provocato dal rapido affondamento.[3]

Intanto il sole aveva diradato la nebbia. La nave drizzava la poppa verso il cielo, con le eliche fuori dall'acqua e la prua sommersa fino a toccare il fondo marino. Mentre lo scafo cominciava a ridiscendere in orizzontale facendo perno sulla prua, la caldaia n. 3 esplose distruggendo il terzo fumaiolo. Il Lusitania affondò completamente appena 18 minuti dopo il siluramento; delle sue 48 scialuppe soltanto 6 raggiunsero Queenstown portando a termine la loro opera di salvataggio.

« Il mare era pieno di rottami d'ogni genere , di morti di tutte le età, molti con indosso il salvagente. Il signor Lauriat, due marinai ed io ci dirigemmo a nuoto verso una zattera pieghevole e ci salimmo sopra, cominciando a raccogliere naufraghi finché non ne salvammo 34. Arrancammo verso la costa e due ore dopo fummo presi a bordo da un peschereccio che era la sola vela in vista.[4] »

Successe infatti che, dopo l'SOS spedito alle ore 14.15, l'ammiraglio Coke ordinò all'incrociatore Juno (che avrebbe dovuto scortare il transatlantico) di portarsi sul luogo del disastro, ma per ordini immediatamente successivi dell'ammiraglio Oliver e del braccio destro di Churchill, Fisher, il Juno rientrò ancora una volta a Queenstown nel timore di venir affondato dagli U-boot.

Molti cadaveri vennero trascinati dalle correnti sulle coste irlandesi, specie a Garretstown Strand e a Courtmacsherry Bay, dove le squadre di ricerca ricevettero un premio in denaro da parte della Cunard: una sterlina per un cadavere "normale", due sterline per un cadavere americano. Gl'inglesi contarono esattamente 1198 vittime, tra cui 123 statunitensi, mentre in realtà i morti furono 1201: vennero infatti omessi i tre corpi dei tedeschi inviati sul Lusitania dall' attaché militare tedesco a Washington di allora, von Papen allo scopo di fotografare eventuali materiali sospetti. I tre furono subito scoperti e tenuti a bordo come prigionieri. In seguito, il segretario personale del presidente Wilson - Joseph Tumulty - fece credere a Washington, che le spie fossero in possesso di un ordigno esplosivo mentre invece si trattava di una semplice macchina fotografica.[5]

Conseguenze politiche[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente Wilson.

La notizia del disastro giunse a Londra la sera stessa durante un pranzo di gala all'ambasciata americana, dove il colonnello House - lo stesso che era stato inviato dal presidente Wilson come emissario di pace - auspicò che gli Stati Uniti sarebbero entrati in guerra entro la fine di maggio. Come prima reazione, l'ambasciatore U.S.A. a Berlino cominciò i preparativi per chiudere l'ambasciata senza nemmeno attendere istruzioni dal Dipartimento di Stato, mentre Wilson diede ordine di accertarsi se il Lusitania trasportasse o meno materiale esplosivo. La risposta che ricevette tramite lispettore della dogana fu che la nave trasportava "materiale di contrabbando di qualche tipo", elencando grossi quantitativi di munizionamento.[6]

Il giorno dopo, 8 maggio, l'ambasciatore Page telegrafò alla Casa Bianca dicendo che l'Inghilterra era pronta a chiedere l'intervento armato americano, ma Wilson lo respinse accusandolo di essersi lasciato trasportare "dalla pubblica opinione". In effetti, il complotto politico che permise l'affondamento della nave non auspicava l'intervento bellico ma desiderava che Washington rimanesse neutrale, diventando una ricca fonte di crediti e approvvigionamenti, specie da parte delle potenti banche americane Morgan and Co. e National City, le quali - oltre a detenere le azioni di gran parte delle Compagnie di navigazione europee - erano sempre impazienti nel fornire crediti ai paesi alleati contro la Germania in virtù di utili tornaconti finanziari.
Il mantenimento della neutralità statunitense era anche influenzato dalla potente aristocrazia inglese che - in quanto reazionaria - non era propensa ad accettare dal punto di vista ideologico una probabile vittoria delle istituzioni democratiche americane. Come scrisse via telegrafo lo stesso Page, «...si vorrebbe che gli U.S.A. avessero nel mondo la minima influenza possibile.»[6]

Page si fece anche portavoce di alcuni dei più influenti liberali inglesi affermando che la vittoria della Germania avrebbe mandato l'Inghilterra in bancarotta, facendo fallire i floridissimi scambi commerciali tra Londra e Washington, e che quindi gli Stati Uniti non potevano certamente permettere all'Inghilterra di perdere la guerra. Il momento politico opportuno per scendere in campo contro la Germania sarebbe stato quello successivo alle presidenziali del 1916. Intanto, per tacitare l'accusa da parte dell'opinione pubblica inglese di essere un "codardo" o di nutrire simpatie filo-tedesche, lo stesso Wilson - che pure aveva strenuamente difeso le proprie idee pacifiste e aveva capito che il Lusitania trasportava materiale bellico - durante il Congresso dell'11 maggio fu portato ad ammettere ufficialmente che il transatlantico fosse "inerme", discutendo la possibile rottura dei rapporti diplomatici con la Germania. Da parte loro i tedeschi, per bocca del giornale Vossische Zeitung di Berlino[7], si chiedevano per quale motivo invece di prendersela con l'Inghilterra Wilson cominciasse a prendersela col Reich:

«Il governo statunitense non doveva ammettere che cittadini americani servissero da scudo al contrabbando inglese. In questo senso, l'America si è lasciata sfruttare indegnamente e luttuosamente dall'Inghilterra. Adesso, invece di chiamare alla resa dei conti l'Inghilterra, invia una protesta al governo germanico.»[6]

Gl'inglesi fecero di tutto per presentare il disastro come un incidente dovuto ai tedeschi e al comandante della nave, William Turner. Il 9 maggio Churchill si era rifiutato di tenere una dichiarazione pubblica su invito dell'ammiraglio Oliver, il quale - dopo essersi accorto che anche John Fisher non gli era di alcun aiuto - preparò insieme al capitano Webb un rapporto da sottoporre all'ammiragliato. In questo rapporto, Webb si servì della direttiva secondo cui in tempo di guerra le navi non dovevano seguire le normali rotte di linea e sapeva bene che il giorno del siluramento il Lusitania si era attenuto a questa direttiva passando a non meno di 15 miglia dalla costa; omettendo il fatto che la rotta tenuta dal Lusitania in tempo di pace passava a sole due miglia dallo Scoglio di Fastnet, Webb fece credere che il comandante Turner avesse clamorosamente sbagliato rotta. Omise poi di dire che la velocità era stata ridotta a causa della nebbia. Insomma, il rapporto decretava che il comandante aveva dimostrato una negligenza tale da farlo credere un incompetente o un rinnegato al soldo dei tedeschi. Anche Fisher fu dello stesso avviso, inviando una nota indirizzata a Churchill che diceva: «Sono certo che il comandante Turner sia un briccone corrotto per denaro.»
Churchill acconsentì e volle che fosse proprio Webb a testimoniare contro Turner al processo:
«Ritengo opportuno sollecitare l'ammiragliato contro il comandante tramite un bravo legale; ritengo che il capitano Webb deva essere chiamato a testimoniare e patrocinare la causa dell'ammiragliato.»[6]

L'inchiesta formale fu presieduta da Lord Mersey, alto commissario del Regno Unito per i naufragi, già distintosi tre anni prima per aver condotto l'inchiesta relativa al Titanic. Mersey concluse la disputa elaborando un compromesso: prosciolse il comandante Turner ma attribuì l'affondamento al lancio di due siluri e non al materiale bellico trasportato, di cui per altro non si fece menzione. Due giorni dopo la sentenza definitiva, Mersey diede le dimissioni e, in privato, confessò che il caso del Lusitania fu "una faccenda maledettamente sporca".[6]

Il relitto[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene sin dal momento dell'affondamento fosse nota - a grandi linee - l'area di mare ove avvenne il naufragio, per circa settant'anni le ricerche del relitto non diedero molti risultati. Nel 1993 l'equipe scientifica di Robert Ballard ha identificato ed indagato il relitto del Lusitania nel tratto di Oceano Atlantico a sud dell'Irlanda. Il sito del ritrovamento è in acque territoriali irlandesi, ad 11 miglia (18 km) al largo della Old Head di Kinsale. Il relitto, adagiato su un fianco ad una profondità di 93 metri, è in cattivo stato di conservazione: giace contorto nella sezione prodiera di quasi 45°, avvolto da grandi reti da pesca che rendono praticamente impossibile un'esaustiva ispezione. Presenta un largo squarcio a prua, nella sede in cui esplose il siluro che l'affondò. La presenza delle reti e la gelida temperatura dell'acqua rappresentano, assieme alla profondità, ed alle forti correnti oceaniche, un rischio per le immersioni[8].

Allo stato attuale non è possibile confermare la tesi secondo la quale, il veloce affondamento del Lusitania sarebbe dovuto alla presenza di munizioni illegali presenti nelle stive colpite dal siluro tedesco, sebbene la conformazione del relitto e la rapidità del suo inabissamento (avvenuto in circa 18 minuti) rappresentino un dato molto sospetto.

Il Lusitania in letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Il Lusitania viene citato nel romanzo Cacciatori del Mare di Clive Cussler, nel romanzo "il giardino dei segreti" di kate morton, nel romanzo Avversario segreto di Agatha Christie e nel romanzo la Caduta dei giganti di Ken Follett.

Tesi complottiste[modifica | modifica wikitesto]

L'affondamento del Lusitania, secondo la maggioranza dei siti di complottisti, contribuì a determinare l'intervento degli Stati Uniti d'America nella prima guerra mondiale dandole una motivazione da proporre alla opinione pubblica, al pari di ciò che avvenne molto tempo dopo a seguito dell'attacco a sorpresa subito a Pearl Harbor ad opera dei giapponesi durante la seconda guerra mondiale, dell'incidente del Golfo del Tonchino per la guerra del Vietnam e degli attentati dell'11 settembre 2001 per la guerra in Afghanistan e la guerra d'Iraq, anche se tutto ciò è stato ampiamente smentito tramite i documenti storici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Colin Simpson, Il Lusitania
  2. ^ J. M. Kenworthy, The Freedom of the Seas
  3. ^ a b c Colin Simpson, Il Lusitania
  4. ^ Testimonianza di James Brookes, passeggero. Archivi del Dipartimento di stato, 841857.L97/80. Da: Colin Simpson, Il Lusitania
  5. ^ Archivio del Dipartimento della giustizia americano; copia tra i documenti di L. M. Garrison, Segretario di Stato per la guerra. Da: Colin Simpson, Il Lusitania
  6. ^ a b c d e Riassunto dal libro di Colin Simpson, Il Lusitania,
  7. ^ Edizione pomeridiana del 18 maggio 1915
  8. ^ Il Lusitania, levriero dell'Atlantico

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Colin Simpson, Il Lusitania, Milano, Rizzoli, 1974.
  • (EN) J. M. Kenworthy, The Freedom of the Seas, Hutchinson & Co, 1928.
  • C.L. Droste R. Prinzhofer, Il caso Lusitania, Milano, Mursia, 1974, ISBN 978-88-425-3798-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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