Uiguri

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Ragazza uigura

Gli Uiguri (turco: Uygur; 维吾尔|t=維吾爾=Wéiwú'ěr) sono un'etnia turcofona e minoranza islamica che vive nel nord-ovest della Cina, soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang, insieme ai cinesi Han; gli uiguri costituiscono la maggioranza relativa della popolazione della regione (46%).[1] Un altro gruppo di uiguri vive nella contea di Taoyuan della provincia di Hunan (Cina centro-meridionale). Gli uiguri formano uno dei 56 gruppi etnici ufficialmente riconosciuti in Cina.

Dal vecchio popolo degli uiguri, inoltre, discende un'altra minoranza etnica cinese, gli iuguri.

Indice

[modifica] Origini

Storicamente, il termine "uiguri" (che significa "alleati", "uniti") venne applicato a un gruppo di tribù di lingua turca che viveva nell'odierna Mongolia, generalmente identificati con i Tie-le (a loro volta spesso collegati con i Ting-ling) delle cronache cinesi. Insieme ai turchi Gok (celesti), gli uiguri furono dunque uno dei maggiori e più importanti gruppi di lingua turca ad abitare l'Asia Centrale. Essi formarono una federazione tribale retta dal Juan Juan dal 460 al 545 e dagli Eftaliti dal 541 al 565; per poi essere sottomessi dal khanato dei turchi Gok.

Mappa dei Gokturk khaganidi occidentali (magenta) e orientali (blu) verso il 600 d.C. Le aree in colore più tenue mostrano il loro dominio diretto; quelle più scure mostrano le loro aree d'influenza.

Noti alle fonti cinesi come Huihe (回纥|t=回紇=huíhé) o Huihu, gli uiguri sotto la guida di Khutlugh Bilge Kul nell'VIII secolo si sostituirono ai gokturchi alla guida del khanato.

[modifica] Indipendentismo uiguro

L'attività indipendentista uigura ebbe origine nella prima metà del 1900 e si proponeva come alternativa all'egemonia dei signori della guerra dello Xinjiang. Durante la guerra civile cinese, si tentò per due volte di istituire uno stato indipendente: dapprima nel 1934, con la creazione della Prima Repubblica del Turkestan orientale, poi con la Seconda Repubblica del Turkestan, istituita dieci anni dopo. La Seconda Repubblica venne tuttavia annessa alla Repubblica Popolare Cinese nel 1949.[1]

Bandiera del "Movimento Indipendentista del Turkestan orientale" (Kökbayraq); l'uso di tale bandiera è proibito dalle autorità cinesi

Attualmente a livello nazionale la lotta politica per l'indipendenza uiguri è supportata sia dai gruppi panturchi, tra cui il Partito del Turkestan Orientale, sia da altri movimenti estremisti mussulmani, quali il Movimento islamico del Turkestan orientale e l'Organizzazione di liberazione del Turkestan orientale; quest'ultimi, sono attualmente presenti nella black list statunitense dei gruppi terroristi internazionali e sono responsabili di attacchi alla popolazione Han, all'esercito cinese e alle strutture governative presenti nello Xinjiang.[1] Dal 2001, la lotta su scala mondiale al terrorismo islamico ha coinvolto anche alcuni dei gruppi politici d'ispirazione islamica più vicini agli uiguri; a seguito di ciò, si è intensificata la repressione da parte cinese dei movimenti indipendentisti.[1] Molti uiguri in esilio denunciano la sistematica violazione dei diritti umani da parte delle autorità cinesi che reprimono ogni forma di espressione culturale del popolo uiguro.

In opposizione all'indipendentismo uiguro, il governo cinese ha rafforzato gli incentivi per l'inserimento di gruppi cinesi d'etnia Han nella regione, continuando una pratica già intrapresa dalla Cina fra il 1960 ed il 1970.[1] Stando a quanto dichiarato da alcune ONG, le autorità cinesi sono responsabili della repressione delle tradizioni culturali uigure e di violazione dei diritti umani nei confronti degli appartenenti a quest'etnia.[1]

[modifica] La repressione del luglio 2009

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sommosse del luglio 2009 a Ürümqi.

A seguito della morte di due uiguri in uno scontro fra han ed uiguri verificatosi il 26 giugno 2009 a Shaoguan, una manifestazione uiguri presso Ürümqi, nello Stato dello Xinjiang, organizzata in onore delle due vittime di Shaoguan è degenerata in una serie di scontri etnici;[2] gli scontri hanno coinvolto sia le due etnie, sia gli uiguri stessi e la polizia cinese[3], per un bilancio finale di 184 morti, di cui 137 di etnia Han e 46 uiguri, [4] oltre che l'arresto di 1.434 persone [5] - delle quali 200 sono sotto processo e rischiano la pena di morte.[6] Si sono verificate ripercussioni anche a livello internazionale: parallelamente agli scontri nello Xinjiang, proteste si sono verificate in Olanda e Germania presso le sedi diplomatiche cinesi.[5] Il perpetrarsi della protesta ha costretto al rientro anticipato il presidente cinese Hu Jintao in patria dal G8 italiano del luglio 2009.[7]

Fra i responsabili degli scontri etnici, il governo cinese ha indicato Rebiya Kadeer, imprenditrice ed attivista uiguri esule negli Stati Uniti, la quale ha tuttavia negato ogni responsabilità circa quanto accaduto.[5][8]

In Italia, le misure prese dalle autorità cinesi, viste dalla senatrice Emma Bonino e dal senatore Marco Perduca come particolarmente violente da poter essere definite come una vera repressione, ne hanno suscitato le proteste.[9][10].

[modifica] Note

  1. ^ a b c d e f Chi sono gli uiguri dello Xinjiang?, F.Moscatelli, La Stampa. URL consultato il 02-09-2009.
  2. ^ L’urlo di Huang, eroina per sbaglio, M.Del Corona, Corriere della Sera. URL consultato il 02-09-2009.
  3. ^ Video degli scontri tra Uiguri e il Regime Cinese, Sergio Bianchi, Tempi. URL consultato il 09-06-2011.
  4. ^ Cina, sale il bilancio degli scontri etnici nello Xinjiang: 184 morti, Corriere della Sera. URL consultato il 02-09-2009.
  5. ^ a b c Cina, nuova protesta degli uiguri. Imposto il coprifuoco a Urumqi, Corriere della Sera. URL consultato il 02-09-2009.
  6. ^ 200 uiguri a processo per le violenze etniche, Corriere della Sera
  7. ^ G8, il presidente Hu Jintao torna in Cina, Corriere della Sera. URL consultato il 02-09-2009.
  8. ^ Rebiya Kadeer, la regina degli uiguri. La nuova Dalai Lama che Pechino teme, V.Nigro, la Repubblica
  9. ^ EmmaBonino.it -La repressione rischia di radicalizzare le frange autonomiste
  10. ^ Paesi UE convochino ambasciatori Pechino

Video degli scontri tra il Regime Cinese e gli Uiguri

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