Arabia Saudita

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Arabia Saudita (KSA)
Arabia Saudita - Bandiera
Arabia Saudita - Stemma
(dettagli)
Motto: 

Informazioni
Nome completo: Regno arabo saudita
Nome ufficiale: المملكة العربيّة السّعوديّة
Lingua ufficiale: Arabo
Capitale: Riyāḍ  (3.500.000 ab. /  )
Politica
Governo: Monarchia assoluta
Re: ʿAbd Allāh bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Capo di governo:
Indipendenza: Unificazione nel 1932 fra regno (conquistato) del Hijaz e Sultanato del Najd
Ingresso nell'ONU: 24 ottobre 1945 1
Superficie
Totale: 2.218.000 km²  (14º)
 % delle acque: 0 %
Popolazione
Totale (2003): 24.293.844 ab.  (45º)
Densità: 12 ab./km²  
Geografia
Continente: Asia
Fuso orario: UTC +3
Economia
Valuta: Riyāl
PIL (PPA)  (2006): 391.126 milioni di $  (27º)
PIL procapite (PPA)  (2005): 15.229 $  (46º)
ISU  (2005): 0,812 (alto)  (61º)
Energia: 0,63  kW/ab.
Varie
TLD: .sa
Prefisso tel.: +966
Sigla autom.:  
Inno nazionale: ʿĀsha al-Malik (Viva il Re)
Festa nazionale: 23 settembre 

1È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all'ONU nel 1945.
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L'Arabia Saudita arabo:المملكة العربيّة السّعوديّة, al-Mamlaka al-ʿArabiyya al-Saʿūdiyya , ovvero "Regno Arabo Saudita" è uno Stato della Penisola araba.

Confina con l'Iraq, la Giordania, il Kuwait, l'Oman, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen. È bagnato dal Golfo Persico a nord-est e dal Mar Rosso ad ovest.

Indice

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia dell'Arabia Saudita.

Un'entità statale saudita nacque nell'Arabia centrale circa nel 1750 quando il Sultano del Najd, Muhammad bin Saʿūd, unì le sue forze sotto la spinta ideale fornita da un riformatore islamico neo-hanbalita, Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb, con lo scopo di creare una nuova realtà politica e statuale. Nei centocinquanta anni successivi, le fortune della famiglia dei Sa‘ūd sono cresciute e decadute molte volte, poiché la famiglia contendeva il potere e il territorio sulla Penisola araba all'Egitto, all'Impero ottomano e ad altre famiglie arabe. Il moderno Stato della famiglia Saʿūd ( Āl Saʿūd ) fu fondato dal re ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd (spesso noto internazionalmente come Abdul Aziz Ibn Saud).

Nel 1902 ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd conquistò la città di Riyāḍ, la capitale ancestrale della dinastia degli Āl Saʿūd, sottraendola alla famiglia rivale degli Āl Rashīd. Successivamente ʿAbd al-ʿAzīz sottomise al-Ahsa, al-Qaṭīf, il resto di Najd e lo Ḥijāz fra il 1913 ed il 1926. L'8 gennaio 1926 ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd diventò il re del Ḥijāz, strappandolo all'hascemita re ʿAlī ibn al-Ḥusayn, figlio dello Sharīf di Mecca al-Ḥusayn b. ʿAlī che aveva proclamato nel corso della Prima guerra mondiale la Rivolta Araba contro l'Impero Ottomano e che era stato compensato con l'attribuzione ai suoi figli di varie entità arabe erette a monarchia (Transgiordania, Iraq e, appunto, Ḥijāz).

Il 29 gennaio 1927 ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd assunse il titolo di re del Najd (il suo titolo precedente era sultano). Dal trattato di Jedda, firmato il 20 maggio 1927, la Gran Bretagna riconobbe l'indipendenza del regno di ʿAbd al-ʿAzīz (allora conosciuto come il regno di Ḥijāz e Najd). Il 23 settembre 1932 queste regioni furono unificate sotto la dizione di Regno dell'Arabia Saudita (al-Mamlakat al-ʿarabiyya al-Saʿūdiyya ).

La scoperta del petrolio nel marzo del 1938 ha trasformato economicamente il paese e ha dato al Regno l'autorevolezza di cui gode, malgrado la struttura integralistica delle sue istituzioni giuridiche e sociali (l'Arabia Saudita è ufficialmente wahhabita) e il suo gigantesco finanziamento per l'edificazione, nel mondo islamico e non, di moschee e centri culturali di orientamento fondamentalista e di partiti e movimenti politici che al Wahhabismo direttamente o indirettamente si richiamano (il caso più vistoso è la Fratellanza Musulmana). Diversi miliardi di dollari che non hanno impedito all'Arabia Saudita di mantenere strette relazioni con le molte nazioni occidentali che comprano il suo petrolio e, in particolare, con gli Stati Uniti d'America, alla cui politica estera il Regno è da sempre fedelmente allineato.

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi la voce Geografia dell'Arabia Saudita.

Il regno saudita occupa circa l'ottanta per cento della Penisola araba. La maggior parte dei confini con gli Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen non è definita, così come la dimensione esatta del paese. Il governo saudita stima la superficie del suo stato tra i 2.217.949 e i 2.240.000 chilometri quadrati.

Meno dell'1% dell'area è adatto alla coltivazione agricola.
All'inizio degli anni novanta la distribuzione della popolazione variava notevolmente fra le città delle zone costiere ad est e ad ovest del paese, le oasi interne densamente abitate e la maggioranza delle aree interne desertiche e, quindi, quasi totalmente disabitate.

Si veda anche:

[modifica] Clima

Il clima è asciutto, ma desertico. con grandi sbalzi di temperature. Il regime delle precipitazioni rende il paese arido o semi-arido, col terreno principalmente stepposo e, talora, a prevalenza sabbiosa. Nella maggior parte del regno la vegetazione è spontanea e arbustiva. La zona costiera del mar Rosso, specialmente le barriere coralline, ha una fauna marina molto ricca.

La Penisola arabica, specialmente nelle regioni meridionali yemenite, è considerata una delle quindici aree del pianeta in cui si è organizzata la società umana ed è per questo motivo che la zona è definita "culla dell'umanità ".

[modifica] Popolazione

La popolazione saudita nel 2003 è stimata essere circa 24,3 milioni, includendo circa 6,4 milioni di stranieri residenti. Fino agli anni sessanta, la maggior parte della popolazione era nomade o semi-nomade. A causa del rapido sviluppo economico ed urbano, più del 95% della popolazione ora è sedentarizzato. Il tasso di natalità è di 29,74 nascite per 1.000 abitanti. Il tasso di mortalità è di soli 2,66 morti ogni 1.000 abitanti.
Alcune oasi hanno una densità di popolazione di più di 1.000 abitanti per chilometro quadrato.

[modifica] Demografia

Per approfondire, vedi la voce Demografia dell'Arabia Saudita.

[modifica] Etnie

La maggior parte dei Sauditi è di etnia araba. Alcuni hanno un'origine etnica mista e sono discendenti di Turchi, Iraniani, Indonesiani, Indiani, Africani e di altre etnie, la maggioranza delle quali immigrò come pellegrina del hajj, fissando la propria residenza nella regione del Ḥijāz, lungo il litorale del mar Rosso. Molti Arabi dei paesi vicini lavorano nel regno saudita. Ci sono inoltre numerosi asiatici, immigrati per lavoro principalmente dall'India, dal Pakistan, dal Bangladesh, dall'Indonesia e dalle Filippine. Gli occidentali sono meno di 100.000 in tutta l'Arabia Saudita.

[modifica] Religione

La religione ufficiale dell'Arabia Saudita è la setta sunnita wahabita, diramazione dell'islam.Tuttavia vi sono dei lavoratori immigrati di religione cristiana. In Arabia Saudita i cristiani possono essere arrestati e fustigati per la pratica della loro fede in pubblico o per il possesso di "materiale propagandistico", incluse Bibbie. A nessun non-musulmano è permesso diventare cittadino saudita. Gli incontri di preghiera dei cristiani vengono interrotti dalla polizia e le persone che si convertono al Cristianesimo possono ufficialmente venire giustiziate, anche se in realtà ciò non avviene da molti anni (cfr. US State Department).


[modifica] Ordinamento dello stato

[modifica] Suddivisione amministrativa

L'Arabia Saudita è divisa in 13 province (manātiq, al singolare mintaqa).

Province dell'Arabia Saudita
  1. Al Bahah
  2. Al Hudud ash Shamaliyah
  3. Al Jawf
  4. Al Madinah
  5. Al Qasim
  6. Ar Riyad
  7. Ash Sharqiyah (Provincia Orientale)
  8. 'Asir
  9. Ha'il
  10. Jizan
  11. Makkah (Provincia Occidentale)
  12. Najran
  13. Tabuk


[modifica] Istituzioni

Re ʿAbd Allāh
Re ʿAbd Allāh

La forma di governo dell'Arabia Saudita è la monarchia, il nome ufficiale dello stato è Regno arabo saudita (المملكة العربيّة السّعوديّة).

Le leggi fondamentali del Regno furono promulgate nel 1992 con la dichiarazione secondo la quale l'Arabia Saudita è una monarchia governata dai discendenti del sultano del Najd ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, primo re dell'Arabia Saudita.

Tali leggi si basano su quella islamica (Sharīʿa), composta dal Corano, dalla Sunna del profeta Muḥammad). Non è dato invece grande spazio all' Ijmāʿ e al Qiyāṣ che, pur non facendo parte in senso stretto della Sharīʿa, sono da molti madhhab (ma non da quello hanbalita) riconosciuti come fonti del diritto islamico.

Non esistono elezioni parlamentari né esistono partiti politici nel paese. Nel 2005 si sono tuttavia organizzate elezioni locali.

[modifica] Politica

[modifica] Politica interna

Per approfondire, vedi le voci Politica dell'Arabia Saudita e Diritti umani in Arabia Saudita.

[modifica] L'Islam in Arabia Saudita

Il Wahhabismo di Stato in Arabia Saudita comporta una serie di misure ufficiali miranti a garantire la rigorosa osservanza delle prescrizioni giuridiche e sociali islamiche degli abitanti del Regno, musulmani o meno che siano. Il fatto più appariscente è la separazione esistente a livello pubblico e privato dell'elemento femminile, inserita a pieno titolo in ambito educativo e lavorativo nel tessuto istituzionale ma tenuta a una rigida separazione dall'elemento maschile e a una sorveglianza da parte parentale. Una donna non potrà guidare un'autovettura, fosse anche una diplomatica non musulmana, né potrà fare shopping da sola qualora le manchi un accompagnamento da parte di un componente della sua famiglia.

Un altro fatto che spesso suscita reazioni negative e polemiche nell'ambito del mondo occidentale è la mancanza di edifici di culto non-islamici (sinagoghe, chiese, templi di varia natura religiosa), salvo quanto è garantito all'interno dei compounds dell'Aramco, la società petrolifera statunitense presente in modo privilegiato sul territorio saudita).

La norma non deriva da una rigorosa prescrizione coranica ma dal decreto emesso dal secondo califfo ʿUmar b. al-Khaṭṭāb (reg. 634-644) che stabilì la sacertà dell'intera Jazīrat al-ʿArab (Penisola Araba) come estensione del principio di sacralità (ḥaram ) garantito al territorio di Mecca.

Occorre chiarire tuttavia che questa assenza di luoghi di culto non-islamici riguarda solo ed esclusivamente l'Arabia Saudita che, a causa della sua intrinseca natura istituzionale, è paragonabile non già a uno Stato laico del pianeta ma a uno Stato strutturalmente definibile come teocratico, come poteva essere un tempo il Tibet prima dell'annessione cinese e come è attualmente lo Stato della Città del Vaticano, all'interno dei quali infatti non erano e non sono permesse presenze estranee al culto religioso dominante e qualificante.

L'islamicità del Regno trova una sua appariscente sottolineatura nell'istituzione dei mutawwīn, incorporati nel servizio civile della burocrazia saudita fin dagli anni ottanta. Con maniere talora assai spicce e ricorrendo talora anche a repressioni di tipo fisico, essi sono incaricati ufficialmente di sorvegliare che siano osservati alcuni precetti islamici di natura tanto giuridica quanto sociale, quali il controllo dell'osservanza dell'obbligo delle cinque preghiere giornaliere (salat|ṣalāt]] ) da parte dei musulmani, la loro astinenza da cibo, bevande e fumo nel corso delle fasi diurne del mese di ramadan. I mutawwīn - definiti come "Commissari per la Propagazione delle Virtù e la Prevenzione del Vizio" (esiste in proposito un ministero statale con tale nome), o "Commissari per la Pubblica Morale") - sono anche responsabili del controllo della chiusura degli esercizi commerciali nel corso dei "momenti di elezione" (awqāt ) delle preghiere obbligatorie e vigilano che un abbigliamento consono per modestia sia ostentato in pubblico. Le donne straniere subiscono pressioni crescenti perché indossino abiti che coprano braccia e gambe e misure repressive possono essere adottate verso persone di ambo i sessi per il fatto di viaggiare insieme in autovettura.


[modifica] Economia

Per approfondire, vedi la voce Economia dell'Arabia Saudita.

L'Arabia Saudita ha un'economia basata sul petrolio, con forti controlli statali sulle attività economiche più importanti. L'Arabia Saudita possiede il 24% del totale stimato delle riserve del petrolio mondiale; figura come la più grande esportatrice di petrolio e svolge un ruolo principale nell'OPEC.
Il settore del petrolio rappresenta approssimativamente il 75% delle entrate del bilancio, il 40% del PIL ed il 90% degli incassi dovuti all'esportazione. Circa il 35% del PIL viene dal settore privato.
Nel 1999 l'Arabia Saudita fu decisiva nello sforzo dell'OPEC e di altri paesi, di realizzare con successo l'aumento del prezzo del petrolio, portandolo ai livelli più alti dall'epoca della guerra del Golfo tra Iraq e Alleati degli USA. Questo intento venne concretizzato riducendo la produzione. Anche se i prezzi del petrolio rimangono elevati, Riyāḍ ha grandi disavanzi di bilancio, in parte causati dagli aumenti della spesa per la formazione ed altri programmi sociali.
L'Arabia Saudita ha annunciato il varo di programmi per avviare la privatizzazione delle aziende produttrici di elettricità nel 1999, preceduta dalla privatizzazione delle aziende impegnate nel settore delle telecomunicazioni.
Il governo spera di continuare a sviluppare il settore privato per diminuire la dipendenza del regno dal petrolio e per poter così anche aumentare le possibilità d'impiego per la popolazione saudita che sta aumentando costantemente. La scarsità d'acqua e la veloce crescita della popolazione obbligheranno il governo a modificare i propri sforzi per aumentare l'autosufficienza nella produzione di prodotti agricoli.

Negli anni recenti, l'Arabia Saudita ha sperimentato una significativa contrazione dei proventi dal petrolio, combinata con un un elevato tasso di crescita della popolazione. Queste cause hanno fatto precipitare il reddito pro capite da 25.000 US$ nel 1980 a 8.000 US$ nel 2003; nel 1999 era di circa 7.000 US$.
Il declino registrato tra il 1980 ed il 1999 ha segnato un record mondiale negativo di cui non si conoscono precedenti nella storia delle nazioni in periodo di pace.


[modifica] Arte

[modifica] Architettura

[modifica] Pittura e scultura

[modifica] Letteratura

[modifica] Poesia

[modifica] Romanzo

[modifica] Teatro

I teatri e i cinema pubblici sono proibiti, perché ritenuti incompatibili con l'Islam. In ogni caso, in alcune città come Dhahran, Ras Tanura, Abqaiq, e Udhayliya i teatri e i cinema pubblici non sono proibiti.

[modifica] Musica

Per approfondire, vedi la voce Musica dell'Arabia Saudita.

[modifica] Sport

[modifica] Tradizioni

Il patrimonio culturale è celebrato nella festività annuale, chiamata Jenadriya.

La cultura saudita ruota quasi interamente in funzione dell'Islam. I due luoghi più sacri dell'Islam (Mecca e Medina) sono nel Regno, sul cui territorio nel VII secolo d.C. si espresse la religione islamica.

Per approfondire, vedi la voce Islam.

Uno dei rituali folcloristici più rappresentativi dell'Arabia Saudita è l' Ardha, il ballo nazionale del paese. Questo ballo della spada è basato sulle tradizioni antiche dei beduini: i suonatori di tamburi tengono un ritmo sostenuto e un poeta canta i versi mentre gli uomini che portano la spada ballano spalla a spalla. La musica ha origini nella Spagna musulmana (al-Andalus). A Mecca, a Medina e a Jedda il ballo e la canzone sono eseguite al suono del mizmar, uno strumento di legno simile all'oboe.

Il vestito saudita è fortemente simbolico, rappresenta i legami della gente alla terra, il passato e l'Islam. Gli indumenti sono principalmente larghi ed ondeggianti, riflettono la praticità della vita in un paese desertico così come l'enfasi conservatrice islamica. Tradizionalmente, gli uomini portano solitamente una camicia lunga fino alla caviglia, tessuta con fibre di lana o cotone (conosciuto come thawb), con una ghutra (un grande quadrato di cotone tenuto fermo da una corda) portata sulla testa. Per i rari giorni freddi, gli uomini sauditi portano un mantello di pelo di dromedario indossato sopra i vestiti.
I vestiti delle donne sono decorati con motivi tribali, monete, lustrini, fili metallici e paramenti. Tuttavia, alle donne saudite è imposto di portare un cappotto nero lungo (abaya) e il velo (niqāb) quando lasciano la casa, al fine di "proteggere il loro pudore".

[modifica] Gastronomia

La legge islamica proibisce il consumo della carne suina e delle bevande alcoliche; questa legge è seguita in modo rigoroso nell'Arabia Saudita. Il pane arabo, detto khobz, è mangiato durante quasi tutti i pasti. Altre generi di consumo principale includono il pollo alla griglia, i felāfel (ceci bolliti e fritti dopo essere stati impastati con prezzemolo e cumino), la shawārma (agnello arrostito con uno spiedo verticale e quindi affettato) ed il fūl (fave bollite, aglio e limone).


[modifica] Festività

23 settembre

[modifica] Bibliografia

(in ordine alfabetico)

  • ʿAbd al-Raḥmān ʿAbd al-Raḥīm, al-Dawla al-saʿūdiyya al-ūlā (Il primo Stato saudita), Il Cairo, 1969.
  • A. Al-Yassini, Religion and State in the Kingdom of Saudi Arabia, Londra, Boulder, 1986.
  • Wahba Ḥāfiẓ, Jazīrat al-ʿArab fī l-qarn al-ʿishrīn (La Penisola Araba nel XX secolo), Il Cairo, 1961.
  • J. Kostiner, The Making of Saudi Arabia: from Chieftaincy to monarchical State, Oxford, 1993.
  • Carlo Alfonso Nallino, L'Arabia Saʿudiana, I volume dei suoi Scritti editi e inediti (a cura di Maria Nallino), Roma, Istituto per l'Oriente, 1939.
  • James P. Piscatory, "The Role of Islam in Saudi Arabia's political Development", in (John L. Esposito ed.), Islam and Development. Religion and socio-political Change, Syracuse, 1980 (pp. 123-38).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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