Panarabismo

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Mondo arabo

Il panarabismo è sia un movimento politico sia un'ideologia: lo scopo principale è la visibilità sulla scena mondiale come soggetto politico autonomo dell'insieme dei popoli arabofoni.

Questo movimento è stato partorito dalle menti di alcuni intellettuali nel decennio compreso tra il 1870 - 1880 nella zona allora occupata dall'Impero ottomano ed abitata da arabi ed arabofoni. Nacque in primo luogo come reazione contro il comunitarismo islamico turco con l'esigenza di riscoprire una nuova identità, diversa dalla semplice caratterizzazione religiosa. Tanto è vero è che il suo più celebre manifesto (Le Réveil de la nation arabe dans l'Asie turque), è stato scritto nel 1905 da un intellettuale arabo libanese di fede cristiano maronita: Negib Azoury.

Il panarabismo è stato a lungo un'ideologia utopistica a causa delle profonde divergenze interpretative sia della scena politica sia delle parole stesse del Profeta: essendo diverse e divergenti le interpretazioni della fede islamica, ed essendo la politica diretta conseguenza di questa, le differenze religiose si sono trasformate col tempo in divergenze politiche. Queste a loro volta hanno dato luogo a guerre sanguinarie come il conflitto Iran-Iraq o le lotte per la conquista del potere in Arabia Saudita, nazione che contiene le principali risorse petrolifere del pianeta.

Paradossalmente la più compiuta espressione partitica del panarabismo è stata costituita negli anni '80 dal Ba'th, il partito formalmente al potere in Iraq durante la dittatura di Saddam Hussein. La ragione di questo risiede nel fatto che i principali vettori sociali di diffusione della cultura panaraba, nella seconda metà del secolo scorso, si sono trovati principalmente tra i sunniti iracheni, le popolazioni giordano-palestinesi e la piccola borghesia siriana. Infatti se è corretto asserire che i primi sostenitori del panarabismo siano state le gerarchie ecclesiastiche della Mecca, da queste discesero poi le dinastie regnanti in Iraq (fino al 1958) e in Giordania (sino ad oggi): gli Hascemiti.

Nella sua storia il panarabismo ha avuto molteplici aspetti: dopo la prima guerra mondiale si trasformò in una "bandiera" dell'irredentismo anti-francese e anti-britannico. Infatti in quegli anni la Francia e la Gran Bretagna si erano sostituiti alla dominazione turca dopo il dissolvimento dell'Impero ottomano.

Sempre il Panarabismo, dopo il secondo conflitto mondiale, fu la base ideale su cui si fondò nel 1945 la Lega araba al Cairo e su cui per due volte fu fondata la RAU (Repubblica Araba Unita) nata il 1º febbraio 1958 su ispirazione di Gamāl ʿAbd el-Nāṣer che federò fino al 1961 Egitto e Siria (la Siria ne uscì in seguito a un colpo di Stato). La RAU continuò solo con la presenza dell'Egitto ed ebbe successivamente l'adesione dello Yemen del nord. In risposta alla RAU nacque anche l'Unione araba, federazione fra Giordania ed Iraq costituita due settimane dopo.

Più recentemente la Libia ha dato luogo a intese e trattati per rafforzare l'unione tra i paesi magrebini dell'Africa Occidentale, più vicini all'Occidente e di origine etnica non araba.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Laroui, L'ideologia araba contemporanea, Mondadori, Milano 1969
  • P. Minganti, I movimenti politici arabi, Ubaldini, Roma 1971
  • A. Abdel-Malek, Il pensiero politico arabo, Editori riuniti, Roma 1973

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]