Cambogia
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| Cambogia | |||||||||
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| Motto: Nazione, Religione, Re | |||||||||
| Generalità | |||||||||
| Nome completo: | Regno della Cambogia | ||||||||
| Nome ufficiale: | ព្រះរាជាណាចក្រ កម្ពុជា Preăh Réachéanachâkr Kâmpŭchea |
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| Lingue ufficiali: | khmer | ||||||||
| Capitale: | Phnom Penh[1] (2.009.264 ab. / Maggio 2009) | ||||||||
| Politica | |||||||||
| Forma di governo: | Monarchia costituzionale [1] | ||||||||
| Capo di stato: | Re Norodom Sihamoni[1] | ||||||||
| Capo di governo: | Hun Sen[1] | ||||||||
| Indipendenza: | Dalla Francia, 9 novembre 1953[1] | ||||||||
| Ingresso nell'ONU: | 14 dicembre 1955 | ||||||||
| Superficie | |||||||||
| Totale: | 181,040[1] km² (96º) | ||||||||
| % delle acque: | 2,5 % | ||||||||
| Popolazione | |||||||||
| Totale (stima 2009[1]): | 14.494.293[1] ab. (66º) | ||||||||
| Densità: | 74 ab./km² | ||||||||
| Geografia | |||||||||
| Continente: | Asia | ||||||||
| Fuso orario: | UTC +7 [1] | ||||||||
| Economia | |||||||||
| Valuta: | Riel[1] | ||||||||
| PIL (PPA) (2009[2]): | 28.356[2] milioni di $ (89º) | ||||||||
| PIL procapite (PPA) (2009[2]): | 2.033[2] $ (136º) | ||||||||
| ISU (2005): | 0,598 (medio) (131º) | ||||||||
| Energia: | 0,04 kW/ab. | ||||||||
| Varie | |||||||||
| TLD: | .kh[1] | ||||||||
| Prefisso tel.: | +855 | ||||||||
| Sigla autom.: | K | ||||||||
| Inno nazionale: | Nokoreach | ||||||||
| Festa nazionale: | 9 novembre[1] | ||||||||
| « La Cambogia è un Regno con un Re che regnerà in accordo con la Costituzione e i principi di libera democrazia e del pluralismo. Il regno di Cambogia sarà uno stato indipendente, sovrano, pacifico e permanentemente neutrale e non allineato. » |
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(Costituzione della Cambogia, art.1 [3])
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Il Regno di Cambogia (in lingua khmer: ព្រះរាជាណាចក្រ កម្ពុជា, Preăh Réachéanachâkr Kâmpŭchea) è uno Stato (181.040 km², 14.494.293 abitanti al 30 luglio 2009, capitale Phnom Penh)[1] del Sud-Est asiatico. Confina a nord con Thailandia e Laos, ad est col Vietnam, a sud ancora con Vietnam e il Golfo del Siam, ad ovest ancora con Golfo del Siam e Thailandia. La Cambogia è una monarchia costituzionale, l'attuale capo di stato è il re Norodom Sihamoni e il capo del governo è Hun Sen.[1] La lingua ufficiale è la lingua khmer.[1] La religione ufficiale è il Buddhismo e la stragrande maggioranza della popolazione ne pratica la dottrina Theravada.[4]
Dopo la prosperità dell'Impero khmer, la Cambogia ha subito la dominazione francese entrando a far parte dell'Indocina francese. Ottenuta la totale indipendenza nel 1953, la Cambogia attraversò poi un periodo di instabilità e guerre con il coinvolgimento nel conflitto vietnamita, il colpo di stato di Lon Nol, il regime di terrore degli Khmer Rossi e l'invasione vietnamita. Dal 1993 la Cambogia è tornata una monarchia costituzionale indipendente basata su un sistema democratico multipartito; sempre in quell'anno è stata scritta la nuova costituzione del paese.
Indice |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Cambogia. |
[modifica] Preistoria
Una presenza umana antichissima sul territorio cambogiano pare testimoniata da ciotoli lavorati in quarzo e quarzite rinvenuti in terrazzamenti lungo il Mekong, nelle province di Kratié e Stung Treng, e nella provincia di Kampot. In virtù dell'associazione con fauna del Pleistocene e della somiglianza con reperti rinvenuti in Vietnam, gli scopritori hanno suggerito una datazione anteriore al 500.000 a.C., per quanto inaffidabile e messa in discussione da altri studiosi.[5][6]
Il sito abitato vero e proprio considerato il più antico della Cambogia, l'unico attribuibile al cosiddetto "periodo Hoabinhiano" (dal sito vietnamita di Hòa Bình), è la cava di Laang Spean, nella provincia di Battambang. Nello strato più inferiore sono stati rinvenuti reperti datati tramite carbonio 14 al 6000 a.C.[5] Si trattava di piccole comunità di cacciatori-raccoglitori, spesso situate sulla costa (diverse zone interne a quei tempi erano costiere) o lungo fiumi, dalla dieta assai varia. La transizione al Neolitico è documentata nello stesso sito, in uno strato superiore, dalla presenza dei manufatti in ceramica più antichi rinvenuti finora in Cambogia.[7]
Un altro sito che presenta strati multipli con un'occupazione prolungata, dal Neolitico all'età del bronzo, è Samrong Sen, scavato da studiosi francesi già sul finire dell'Ottocento, mentre oggetto di ricerca archeologica è diventato di recente il sito di Phum Snay, nella provincia settentrionale di Banteay Meanchey.[8] Piccoli manufatti preistorici vengono spesso rinvenuti in scavi minerari nella provincia di Ratanakiri.
La coltivazione del riso venne importata da popolazioni austroasiatiche Mon-Khmer, che attuarono una lenta penetrazione da nord a partire dal 2300 a.C.e costituiranno il nucleo della popolazione cambogiana.[9] Secondo i dati attualmente disponibili, si ritiene che il Neolitico in Cambogia ebbe breve durata, meno di un migliaio di anni.[10] Appartengono al secondo millennio a.C. le datazioni più antiche, per quanto incerte, dei caratteristici terrapieni circolari ("circular earthworks") scoperti a partire dalla fine degli anni Cinquanta nella provincia di Kampong Cham e nell'area adiacente del Vietnam, la cui funzione è ancora discussa.[11]
La transizione all'età del bronzo è ancora poco documentata, sebbene vi siano diversi siti con ritrovamenti ad essa riferibili. Rame e stagno venivano perlopiù importati dal nord-est dell'odierna Thailandia, dove venivano lavorati con modalità che appaiono provenienti dal sud della Cina. Anche in questo periodo i siti abitati rimangono di dimensioni modeste e non ci sono evidenze di autorità od organizzazioni che si estendano aldilà del singolo villaggio.[12]
L'entrata dell'area nell'età del ferro si stima sia avvenuta intorno al V secolo a.C.[13] A differenza del bronzo, il ferro veniva estratto e lavorato anche in loco, ma la maggior parte dei siti finora rinvenuti e studiati di quest'epoca sono situati nell'odierno nord-est della Thailandia, sull'altopiano di Khorat, nelle valli dei fiumi Mun e Chi. Dalle sepolture si evidenzia un aumento della disponibilità alimentare, della ricchezza, del commercio tra le comunità e dell'organizzazione sociale. Nella tarda età del ferro sono documentati i commerci con India e Cina. Spesso i siti rimarranno occupati anche in età storica, ad esempio gli strati preistorici di Non Dua si trovano sotto un templio angkoriano e il sito di Lovea si trova pochi chilometri a nord-ovest di Angkor stessa.[14]
La transizione all'epoca storica avviene in corrispondenza dei primi secoli dell'era cristiana, le evidenze maggiori sono state finora riscontrate nell'area del basso corso e del delta del Mekong, che partecipò all'aumento del commercio marittimo del periodo, mentre i dati sull'area interna attorno al Tonle Sap sono scarsi. Il sito esemplare di questo periodo nell'attuale territorio cambogiano è Angkor Borei, nella provincia di Takéo, correlato all'ancora largamente indefinito regno di Funan.[5]
[modifica] I regni di Funan e Chēn-la
| Per approfondire, vedi le voci Regno del Funan e Regno di Chēn-la. |
Il primo regno a sorgere nell'area indocinese fu il regno del Funan, presso il delta del Mekong; la sua capitale è stata ritenuta per molto tempo Oc-èo, ma probabilmente questo sito era solo uno dei suoi centri più importanti[15].[16] L'area era adatta alla pesca e alla coltivazione del riso, che divenne la base dell'economia del regno.[17] Il regno doveva la sua prosperità al commercio e alla sua posizione nodale per il commercio via mare tra India e Cina; reperti testimoniano che il regno era in contatto anche con la Persia e l'Occidente (sono state trovate monete raffiguranti Antonino Pio e Marco Aurelio, oltre a monili di origine alessandrina).[16] È proprio grazie al commercio con l'India che si deve la diffusione dell'arte e della religione indiana nel regno e probabilmente delle tecniche di irrigazione indiane;[16] una seconda "indianizzazione" è attestata nel V secolo,[16] in cui l'elite culturale indianizzata, la corte, la struttura e l'ordinamento politico fu ispirato ai modelli indiani, la lingua largamente più utilizzata era il sanscrito, furono adottate le Leggi di Manu e fu introdotto un alfabeto basato sulla scrittura indiana.[17] Al suo apice, il Funan esercitava il controllo sul tratto basso del Mekong, il Tonle Sap e piccole aree nel Nord della Cambogia attuale, del Sud del Laos, del Sud della Thailandia e del nordo della penisola malese.[17] Nel VI secolo, mentre la capitale fu spostata più a nord, ad Angkor Borei, sull'altopiano di Phnom Dà, le città thai assunsero sempre più potere nel commercio contribuendo, insieme alle guerre civili e ai contrasti dinastici,[17] al declino del regno del Funan che venne assoggettato dal regno di Chēn-la, un regno a nord del Funan.[16] Col nuovo regno fu fondata una nuova capitale: Isanapura (oggi identificata con Sambor Prei Kuk), dove sono stati ritrovati importanti resti architettonici.[16] Anch'esso composto da un popolo di etnia khmer, la nuova élite regnante si integrò a quella del Funan; le istituzioni, la poitica e la cultura indianizzata fu mantenuta.[18]
[modifica] Impero khmer
| Per approfondire, vedi la voce Impero khmer. |
Nell'VIII secolo le dispute tra fazione interne alla corte portarono alla scissione del regno in Alto e Basso Chēn-la; quest'ultimo subì un costante periodo di instabilità, il re fu ucciso da un monarca di Java e dal seguente conflitto ascese al trono Jayavarman II, che segnò la fine della sottomissione degli khmer da parte di Java e la nascita di uno stato khmer autonomo conosciuto allora come "Angkor".[16][18]
Jayavarman II si fece consacrare "sovrano universale"; le sue azioni da re e quelle di tutti gli altri sovrani khmer ci sono note grazie alle iscrizioni murarie incise nella pietra.[16] La seconda figura di rilievo nella storia del regno è Indravarman I (il cui regno va dal 877 al 889): è a lui che si deve la realizzazione del grande bacino di Lolei, sul fiume Roluos; quest'ultima fu un'opera importantissima, frutto dell'unione delle tecniche Funan e Chēn-la, che permetteva di raccogliere l'acqua del fiume e delle pioggie e quindi di irrigare i campi indipendentemente dal regime del fiume o dalla stagione.[16] Il sistema di bacini che si creò aveva però bisogno di continua manutenzione e vigilanza, possibile solo con la presenza di un potere centrale forte e di una buona organizzazione amministrativa.[16] Indravarman inoltre, facendo costruire un tempio in onore agli antenati di Preah Ko e il tempio-montagna di Bakong, il primo tempio-montagna nella storia del regno,[19] ha dato inizio ad un ritmo di costruzione continuato da tutti i suoi successori: ogni sovrano infatti costruirà durante il suo regno un tempio degli antenati ed un tempio-montagna.[16] L'evoluzione architettonica arriva al suo apice nel XII secolo con la costruzione di Angkor Wat da parte del re Suryavarman II, sovrano celebrato per le sue vittorie, soprattutto sul Champa, e fervente visnuita.[16] I sovrani khmer sono prevalentemente shivaisti; il primo re buddhista fu Dharanindravarman, a cui succede il figlio Jayavarman VII, che edifica una rete di ospedali e di stazioni di sosta e templi di chiaro culto Mahayana.[16] È durante il regno di questo sovrano che l'impero raggiunge l'apice politico,controllando la maggior parte dell'area del Sud-Est asiatico: parte dell'odierno Vietnam, Laos, Thailandia, Myanmar e penisola malese, inoltre il regno riceveva tributi da piccoli regni del Nord, dell'Est e dell'Ovest,[20] e culturale, a cui seguirà il lento declino del regno e il potenziamento dell'emergente regno thai.[21] Alla sua morte vi è una violenta reazione dei brahmini che porterà alla distruzione di molte immagini di culto buddhista; fra la popolazione andava invece diffondendosi il Buddhismo Theravada.[16] All'apice della sua potenza il regno controllando la maggior parte dell'area del Sud-Est asiatico: parte dell'odierno Vietnam, Laos, Thailandia, Myanmar e penisola malese, inoltre il regno riceveva tributi da piccoli regni del Nord, dell'Est e dell'Ovest e conduceva commerci con la Cina.[20] Per molteplici cause ancora da approfondire, si verificò un indebolimento del potere centrale; di conseguenza il sistema di irrigazione saltò.[16] Ne approfittarono della situazione i Thai, che per ben tre volte conquistarono e distrussero Angkor (nel 1335, nel 1353 e nel 1431). Alla terza distruzione di Angkor il centro politico si sposterà a sud, negli antichi territori dove si trovava il regno di Chēn-la.[16]
Dalla metà del XV secolo fino alla dominazione francese nel 1863, il regno khmer attraversò un periodo di stagnazione economica, sociale e politica e passò sempre più sotto l'influenza dei regni vicini di Thailandia e Vietnam; questi quattro secoli di declino sono chiamati dagli storici "anni bui".[22]
[modifica] Dominazione francese ed età moderna
| Per approfondire, vedi la voce Indocina francese. |
La dominazione francese inizia nel 1863: in quell'anno infatti la Francia accetta l'invito del re cambogiano di fare della Cambogia un protettorato così da fermare lo smembramento del paese da parte dei Thai e dei Vietnamiti.[20] Per i successivi 90 anni la Cambogia fu praticamente sotto il controllo francese, che mantenne le istituzioni, tra cui la monarchia, il Buddhismo e ritmi della vita rurale indisturbati e inoltre sviluppò gradualmente una pubblica amministrazione sulla traccia di quella francese.[20] L'amministrazione francese trascurò l'educazione, ma in compenso costruì strade, ponti, strutture portuali e altre opere pubbliche; inoltre restaurarono il complesso di Angkor e ne decifrarono le scritture.[20] L'amministrazione francese investì relativamente poco in Cambogia rispetto che in Vietnam, comunque svilupparono la coltura degli alberi della gomma nella Cambogia orientale e sotto il loro controllo il regno esportò quantità abbastanza grandi di riso.[20] Con un trattato tra il governatore francese della Cochinchina e il re Norodom nel giugno 1884 fu abolita la schiavitù, ci fu l'istituzione di terre a proprietà privata e l'establishment dei résident nelle città di provincia; le élite locali si ribellarono alla firma del trattato, soprattutto per l'abolizione della schiavitù, ma furono debellate.[23]
Durante la seconda guerra mondiale, i giapponesi invasero l'Indocina Francese, ma acconsentirono che il regime di Vichy partecipasse alla gestione del territorio.[24] Nel 1941 morì il re fantoccio cambogiano Sisowath Monivong; al suo posto i francesi fecero re suo nipote: Norodom Sihanouk, ritenuto il più adatto dai francesi a causa della sua giovane età, la mancanza di esperienza e la sua malleabilità.[24]
Il 9 marzo 1945, negli ultimi mesi della guerra, nel tentativo di convincere la popolazione favorevole al Giappone, quest'ultimo sciolse l'amministrazione coloniale francese e spinse il paese a dichiarare la sua indipendenza dentro la "Grande area di prosperità dell'Asia orientale"; il 13 marzo il re Norodom Sihanouk dichiarò l'indipendenza della "Kâmpŭchea"; il 5 agosto 1945, il giorno della resa giapponese, fu fondato un nuovo governo con Son Ngoc Thanh primo ministro; in ottobre una forza Alleta occupò Phnom Penh e arrestò Thanh per collaborazione con i giapponesi e lo trasferirono in Francia agli arresti domiciliari; i suoi sostenitori si trasferirono nel Nord-Ovest del paese, allora ancora sotto il controllo thailandese, e con il sostegno di quest'ultimi costituirono la fazione degli Khmer Issarak.[24]
La Francia di De Gaulle voleva ripristinare l'Indocina Francese, sebbene avessero offerto alla Cambogia e ad altri paesi del Sud-Est asiatico una limitata forma di auto-governo, ma né la popolazione urbana né quella comune era attratta da questo accordo.[25] Il re Sihanouk era in una situazione delicata, impegnato a negoziare con la Francia, a difendersi dalle accuse di collaborazionismo con i francesi da parte dei Khmer Issarak e dei Viet Minh ed a confrontarsi continuamente con i democratici, che gli si opponevano in tutto.[25] Alla fine del 1948 Sihanouk concluse un accordo con la Francia ed ottenne un'indipendenza parziale della Cambogia; nel 1951 invece, nel tentativo di ottenere approvazione dal popolo, chiese ed ottenne il rilascio di Son Ngoc Thanh, che poi fuggì per unirsi ai Khmer Issarak.[25] Nel giugno 1952 Sihnouk abdicò, sospese la costituzione, sciolse l'Assemblea Nazionale, assunse la carica di primo ministro, proclamò re suo padre, Norodom Suramarit, e mise in vigore la legge marziale, governando direttamente il paese per 3 anni fino al febbraio 1955.[25] Nel frattempo, nel marzo del 1953 Sihanouk si recò in Francia per trattare l'indipendenza totale della Cambogia, altrimenti il favore del popolo sarebbe andato a Son Ngoc Thanh ed ai Khmer Issarak; non avendo ottenuto nulla, denunciò la triste situazione della Cambogia ai media internazionali, dichiarando di restare in esilio finché la Francia non avrebbe garantito l'indipendenza del paese e non avrebbe compiuto quella che lui chiamava "crociata monarchica per l'indipendenza"; si ritirò quindi prima a Bangkok, poi nella zona militare autonoma comandata dal colonnello Lon Nol, presso la propria villa ad Angkor, organizzando la resistenza contro la Francia se questa non avesse concesso l'indipendenza.[25]
[modifica] Il governo di Norodom Sihanouk
| Per approfondire, vedi la voce La Cambogia sotto il regime di Sihanouk. |
La Francia avrebbe potuto sostituire Norodom Sihanouk con un'altra figura più malleabile, ma, essendo l'esercito francese in difficoltà per tutto l'Indocina, il governo francese stesso concesse l'indipendenza a Cambogia, Laos e Vietnam.[25] Norodom Sihanouk fece ritorno a Phnom Penh accolto in trionfo e considerato come un eroe; il giorno dell'indipendenza fu fissato al 9 novembre 1953.[25] Le fazioni non comuniste degli Khmer Issarak si unirono al nuovo governo, ma i comunisti Viet Minh attraversarono il confine cambogiano; le forze reali li fronteggiarono, ma non riuscirono a farli ritirare completamente.[26] Gli accordi di Ginevra stabilirono il ritiro delle truppe francesi e Viet Minh dal territorio cambogiano e che la Cambogia avesse un atteggiamento neutrale, giurando di non chiedere aiuto militare fino a quando la sua sicurezza non fosse stata minacciata.[26]
L'obiettivo di Sihanouk era battere i democratici e per farlo fondò un nuovo partito: il "Sangkum Reastr Niyum", o "Sangkum", che dominò la scena politica cambogiana fino al colpo di stato del generale Lon Nol del 1970.[27] In politica estera, Sihanouk si mantenne non allineato.[28]
Dalla metà degli anni sessanta la situazione per Sihanouk peggiorò: la presenza di basi Nord Vietnamite e Viet Cong e i sempre più continui voli dell'aviazioni statunitensi e del Vietnam del Sud avevano reso la promessa di neutralità della Cambogia disonorata e dal 1966 al 1969 vi furono violenti focolai di insurrezione a carattere comunista che vennero repressi duramente e con difficoltà;[29] il 18 marzo 1970 l'Assemblea Nazionale vota ad unanimità la deposizione da capo dello Stato verso Sihanouk, che nel frattempo è all'estero, e affida poteri d'emergenza al primo ministro Lon Nol, sostenuto dalla classe media ed istruita di Phnom Penh, ma avverso alla popolazione rurale, ancora fedele a Shianouk e che viene incoraggiata da quest'ultimo a resistere all'usurpatore.[30]
[modifica] Coinvolgimento nel conflitto vietnamita e regime degli Khmer Rossi
| Per approfondire, vedi le voci Guerra civile cambogiana e Kampuchea Democratica. |
Da Pechino, Sihanouk forma il Fronte Nazionale Unito Khmer che si allea con i Khmer Rossi di Pol Pot, alleati a loro volta con i Viet Cong; essendo i Viet Cong in guerra con gli Stati Uniti, la Cambogia viene coinvolta nel conflitto vietnamita; l'aviazione americana bombarda vaste zone del paese, uccidendo un numero imprecisato di vittime; le stime vanno dai 30000 ai 500000 morti.[31] Quando Vietnam del Nord e Stati Uniti firmarono gli Accordi di pace di Parigi nel 1973, gli Khmer Rossi non parteciparono al trattato e perciò lo scontro con gli Stati Uniti continuò.[31] Il 17 aprile 1975, nonostante gli aiuti statunitensi, gli Khmer Rossi prendono Phnom Penh; Lon Nol e i diplomatici statunitensi abbandonano il paese.[32] Con i Khmer Rossi al potere, iniziò un periodo di terrore che durò 4 anni, fino alla conquista del paese da parte del Vietnam nel 1979; le stime del numero delle vittime del regime va dal milione e 200 mila morti del Dipartimento di Stato americano ai 2 milioni e 300 mila stimati da Padre François Ponchaud.[33] I Khmer Rossi chiamarono il nuovo stato "Kampuchea Democratica".[34] La politica estera degli Khmer Rossi nell'area del Sud-Est asiatico fu a carattere belligerante: all'inizio vi furono delle schermaglie con le truppe nordvietnamite, poi altri scontri si verificarono ai confini di Thailandia e Laos, con le truppe della Kampuchea impegnate a saccheggiare villaggi.[35] Dopo un miglioramento tra i rapporti tra Vietnam e Kampuchea, le truppe degli Khmer Rossi ripresero gli scontri al confine vietnamita e Hanoi decise infine di ricorrere alla soluzione miltare: il 7 gennaio 1979 Phnom Penh cede all'avanzata dell'esercito vietnamita; Pol Pot e gli altri gerarchi Khmer Rossi radunano gli uomini, effettuano una nuova chiamata alle armi e si ritirano continundo il conflitto e lasciando il paese ancora per molti anni in uno stato di insicurezza.[35]
[modifica] Il ripristino del Regno di Cambogia
Dopo la cacciata dal potere degli Khmer Rossi, il 10 gennaio 1979 il Vietnam mise Heng Samrin a capo della neonata Repubblica Popolare di Kampuchea, suo stato satellite.[36] L'occupazione vietnamita del paese durò fino al settembre 1989, ma essa trova resistenza; le truppe del regime di Heng Samrin furono afflitte da una vasta diserzione e dal morale basso; il resto delle truppe Khmer Rossi elusero l'esercito vietnamita e si rifugiarono nelle regioni di confine.[36] Il ritiro delle truppe vietnamite iniziò nel 1986 e finì nel settembre 1989. Le successive trattative di pace stabilirono il ritiro completo delle truppe vietnamite dal suolo cambogiano, l'intervento delle Nazioni Unite a visionare il cessate il fuoco e la presa di contromisure verso i Khmer Rossi.[36] Sotto l'egida dell'ONU si svolsero nel Marzo 1993 le elezioni e parteciparono al voto più di 4 milioni di persone (ovvero più del 90% degli aventi diritto di voto) nonostante le forze degli Khmer Rossi cercassero di impedire alla popolazione di andare a votare.[36] Il 24 settembre 1993 fu promulgata la nuova costituzione che faceva della Cambogia una monarchia costituzionale a struttura democratica multipartito e di Norodom Sihanouk re.[36] Nel 1997 gran parte dei guerriglieri Khmer Rossi accettarono l'amnistia e deposero le armi, ponendo fine a trent'anni di guerra civile.[36]
Nel 2004 Norodom Sihanouk ha abdicato per problemi di salute.[36] Il Concilio reale del trono il 14 ottobre[37] ha nominato nuovo re all'unanimità Norodom Sihamoni, uno dei figli di Sihanouk, che è stato incoronato il 29 ottobre di quell'anno.[38]
[modifica] Geografia
La Cambogia ha una superficie di 181.035 km² e si estende a Sud-Est dell'Indocina.[39] Fisicamente corrisponde al basso bacino del Mekong e alla depressione del Tonle Sap, una vasta regione di colmamento fluviale delimitata verso la Thailandia e verso il golfo del Siam da bassi rilievi, ovvero i Monti Dângrêk e i Monti Cardamomi, mentre ad Est le ultimi propaggini della Catena Annamita lo separano dal Mar Cinese Meridionale.[39] Confina a Nord-Ovest con la Thailandia per circa 800 km, a Nord-Est con il Laos per circa 541 km e ad Est e Sud-Est con il Vietnam per circa 1.228 km; ha inoltre 443 km di costa affacciate sul Golfo di Thailandia.[40]
[modifica] Geologia
Il territorio della Cambogia si può dividere geologicamente in due sezioni: la bassa pianura centrale e gli altipiani periferici.[41]
L’ampia regione pianeggiante, che occupa buona parte del paese, è stata creata dal Mekong, il cui corso è stato orientato dalla geomorfologia del territorio, caratterizzata appunto dall’esistenza in origine di un’ampia sinclinale.[41]
Nei rilievi che circondano la pianura affiorano le antiche formazioni paleolitiche, sovrastate da lembi di terreni del Mesozoico, che costituiscono i resti delle depositazioni sedimentarie accumulatesi quando la depressione cambogiana era occupata dal mare. In particolare, i Cardamomi e i Dângrêk fanno parte del più antico zoccolo paleozoico dell’Indocina; la catena del Khorat è composta di roccia arenaria; gli altipiani del Moi sono costituiti da un basamento molto antico.[41]
[modifica] Morfologia
La Cambogia è una regione prevalentemente pianeggiante, con circa il 75% del territorio che si trova a meno di 100 m s.l.m., e presenta catene montuose relativamente basse.[40]
La caratteristica peculiare è la depressione lacustre del lago Tonle Sap; quest'ampia pianura, densamente popolata, è in gran parte coperta da coltivazioni di riso.[40] Complessivamente la pianura centrale occupa i ¾ dell’intero territorio cambogiano ed è alta pochi metri sul livello del mare e depressa al centro in corrispondenza del lago Tonle Sap.[42] La pianura è totalmente drenata dal Mekong ma, causa il pendio troppo lieve, il drenaggio si effettua con difficoltà, per cui essa è soggetta una volta l’anno ad inondazione.[42] Il resto del paese è costituito dagli altopiani che circondano la pianura centrale: a Nord la scarpata composta di arenaria del Khorat (alta dai 150 ai 400 m), sempre nella sezione settentrionale verso il confine thailandese i monti Dângrêk (altezza media di 500 metri)[40], ad Est gli altipiani del Moi (che raggiungono i 1200 metri), ad Ovest , a Sud-Ovest i Cardamomi (che culminano a 1813 m) e nella sezione meridionale vi è la catena dei monti dell’Elefante (alta dai 500 ai 1000 metri)[40].[42]
[modifica] Idrografia
L’idrografia cambogiana si riduce in pratica al Mekong (uno dei fiumi più lunghi dell’Asia con i suoi 4500 km).[42] Esso drena il bacino di alimentazione interamente soggetto al ritmo monsonico. Il suo regime è molto ineguale: nella stagione secca la portata è di 15.000 m3 al secondo, mentre nella piena annuale (giugno-febbraio con picco in ottobre) di 60.000 m3 al secondo all'altezza di Phnom Penh.[42] Il livello del fiume si alza di 12 metri al di sopra del livello di magra, provocando l’inondazione di tutta la conca cambogiana.[42] Il deflusso delle acque è maggiore a quanto possono smaltire i bracci del delta e perciò viene smaltito da un altro del Mekong, Tonle Sap, che sfocia finisce nel Tonle Sap; il lago, che ha una superficie nella stagione secca di appena 250 km², raggiunge quindi i 10.000 km² di estensione ed una profondità massima i 15 metri.[42] La lenta crescita delle acque prosegue per tutta l’estate e il rientro nei limiti normali termina durante l’inverno, lasciando allo scoperto grandi quantità di limo.[42]
Nel Tonle Sap si pescano circa 80 000 tonnellate di pesce ogni anno, che insieme alla pesca nel Golfo del Siam servono come alimento base della popolazione cambogiana.[43] Il Tonle Sap, riserva della biosfera dell'UNESCO dal 1997, presenta gravi problemi di inquinamento dovuti ai pesticidi usati nelle risaie poste intorno al bacino, al carburante di vecchi modelli di barche ancora utilizzate e, in generale, all'aumento dell'inquinamento delle acque; inoltre sia la fauna ittica che volatile sono in pericolo per la pesca e la caccia indiscriminata e la distruzione dell'habitat.[43] Lungo le sue coste vi sono una sessantina di insediamenti galleggianti costituiti da abitazioni, in parte palafitte, in parte galleggianti; si possono trovare addirittura villaggi galleggianti con templi, moschee, negozi e ristoranti.[43] Nell'antichità il Tonle Sap era la base del sostenimento di Angkor, l'antica capitale dell'Impero khmer: esso forniva alla città cibo, acqua per l'irrigazione e limo; inoltre rappresentava l'"Oceano Sacro" della cosmologia induista.[43]
[modifica] Clima
La Cambogia rientra nell’area monsonica, ma sul clima del paese risentono alcuni fattori locali come la vicinanza all’equatore, che tende a prolungare il periodo piovoso, e la presenza periferica di alteterre che riparano alquanto la depressione centrale, dove si hanno valori pluviometrici moderati, inferiori a 1500 mm annui (media annuale di Phnom Penh: 1125 mm).[42] La stagione delle piogge va da maggio a ottobre (cielo coperto, temperature moderatamente elevate); il massimo delle precipitazioni si concentra in ottobre, quando cadono i 2/3 delle piogge.[42] La stagione secca va da novembre a febbraio, con un minimo di precipitazioni in febbraio.[42] Vi è bel tempo e temperature relativamente fresche, che tendono ad aumentare in misura notevole fino alla seconda metà di maggio in cui, avvicinandosi la stagione piovosa, si vanno facendo torride.[42] Gli altopiani periferici hanno condizioni climatiche diverse: temperature più fresche e soprattutto un’umidità più diffusa ed abbondante, con precipitazioni superiori ai 2000 mm, ed una stagione secca ridotta a 3 mesi.[42] I monti Cardamomi, direttamente esposti al monsone di sud-ovest, ricevono sui loro versanti marittimi precipitazioni superiori a 5000 mm, tra i più alti valori della zona monsonica.[42]
Di seguito un grafico delle precipitazioni e delle temperature medie a Phnom Penh:[44]
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura media (°C) | 31 | 33 | 34 | 35 | 34 | 33 | 32 | 32 | 31 | 31 | 30 | 30 | 32,17 |
| Piogge (mm) | 7,6 | 10,2 | 35,6 | 78,2 | 144,8 | 147,2 | 152,4 | 154,2 | 226,1 | 251,5 | 139,7 | 43,2 | 1390,7 |
[modifica] Copertura vegetale e suoli agrari
Oltre il 70% del territorio cambogiano è coperto dalla grande foresta monsonica; la sua relativa conservazione si deve alla tenue espansione demografica del paese: si calcola infatti che solo il 10% della superficie della Cambogia sia effettivamente coltivato, mentre il resto è costituito da regioni del tutto disabitate.[42] La foresta tropicale decidua ospita specie vegetali tipiche, come il teak, adatto ad un clima in cui una stagione piovosa si alterna ad una secca.[42] Sui versanti dei Cardamomi si passa invece alla foresta sempreverde, dove però l’intervento dell’uomo praticante da secoli la coltura itinerante, ha causato una larga degradazione che lascia sempre più spazio alla savana.[42] Infine nelle parti incolte della depressione cambogiana si estende la foresta paludosa.[42] Nella maggior parte dei casi il suolo delle zone periferiche del paese sono lateritici, ovvero provenienti dalla decomposizione superficiale delle rocce: trattasi quindi di suoli poveri, che non hanno mai favorito l’insediamento agrario.[42] Al contrario, i suoli di decomposizione basaltica che si estendono sugli altipiani del Sud-Est sono particolarmente fertili e si prestano alle piantagioni di albero della gomma.[42] La regione vitale della Cambogia è la depressione del Tonle Sap dove si estendono i suoli alluvionali, arricchiti ogni anno dalle inondazioni.[42]
[modifica] Popolazione
[modifica] Demografia
Il 90% della popolazione è di etnia khmer; le altre etnie minori sono Vietnamiti (5% della popolazione) e Cinesi (1%) più altre etnie tra cui le piccole tribù delle colline, i Lao e i Chăm (quest'ultimi concentrati soprattutto nelle città e villaggi rurali e di pescatori situati sulle rive del Mekong o del Tonle Sap e nella provincia di Kampot)[4] che compongono il restante 4% della popolazione.[1]
I dati stimati del 2009 indicano che la speranza di vita media è di 64.27 anni per le donne e 60,03 anni per gli uomini mentre l'età media della popolazione è di 22,1 anni, in particolare 21,4 per gli uomini e 22,8 per le donne. Sempre secondo le stime del 2009 la media della mortalità infantile è di 54,79 morti su 1000 nati, in particolare per i neonati maschi è 61,84 morti e per le femmine 47,42.[1] Proprio la riduzione della mortalità infantile è uno degli obiettivi primari del governo cambogiano, che da 124 morti ogni 1000 nascite nel 1998 è passato alle cifre attuali, ma la crisi economica del 2009 sta rendendo vani gli sforzi dello stato poiché ha aumentato i prezzi degli alimenti causando un aumento della malnutrizione acuta tra i bambini al di sotto dei 5 anni.[45]
[modifica] Lingua
La lingua ufficiale è la lingua khmer, parlata dal 95% della popolazione.[36] Il francese, che i Khmer rossi condannavano durante il loro regime,[46] è ancora parlato nelle aree urbane; l'inglese sta diventando nel frattempo la seconda lingua del paese.[36] Tuttavia l'apprendimento della lingua francese presso le giovani generazioni ha ricevuto un nuovo slancio in seguito all'adesione della Cambogia all'Organizzazione Internazionale della Francofonia, anche attraverso la creazione, in costante progresso, di percorsi di educazione francofoni (specie in campo scientifico) che vanno dalla scuola primaria all'università.[47]
[modifica] Religione
La religione di stato è il Buddhismo e il 93% della popolazione ne pratica la dottrina Theravada.[4] La Costituzione cambogiana concede la libertà di religione e ne condanna la discriminazione; le relazioni amichevoli tra i vari culti nella società ne contribuiscono al mantenimento.[4]
La radicata e antica tradizione buddhista ha inoltre il merito di aver fatto sì che l'alfabetizzazione è nel paese sia sempre stata relativamente elevata.[48]
La tradizione Theravada è diffusa e radicata in tutte le province con ben 4100 pagode diffuse in tutto il paese. Dato che la maggior parte dei cambogiani di etnia Khmer è buddhista, c'è uno stretto legame tra Buddhismo, tradizione e cultura khmer e vita quotidiana. L'aderenza al Buddhismo è generalmente considerata intrinseca all'etnia e all'identità culturale del paese. Il ramo mahayana del Buddhismo è praticato da 150.000 seguaci ed ha 63 templi diffusi per tutto il paese.[4] Approssimativamente vi sono 700.000 musulmani in Cambogia, ovvero il 5% della popolazione, prevalentemente di etnia Chăm; nel paese vi sono 2207 moschee appartenenti ai 4 rami dell'Islam presenti in Cambogia: il ramo Shafi'ita, influenzato dai Malay e che costituisce l'88% dell'etnia Chăm, quello Salafi, che rappresenta il 6% dell'intera popolazione musulmana, quello Iman-San e quello Kadiani, che rappresentano il 3% a testa. La comunità cristiana rappresenta il 2% dei fedeli, benché sia in crescita.[4]
Per professare, le varie confessioni devono sottoporre la richiesta al Ministero degli Affari di Culto e Religione cambogiano.[4]
[modifica] Istruzione
Il tasso di alfabetizzazione della popolazione totale adulta dai 15 anni in avanti è del 74%: esattamente 85% per gli uomini e 64,1% per le donne.[36] Importante è stata l'antica tradizione buddhista del paese, che ha sempre fatto sì che la Cambogia, anche attualmente, avesse un basso tasso di analfabetismo rispetto alle altre aree della regione.[48] Molti bambini però lavorano invece di andare a scuola.[49] Ai docenti mancano invece adeguate qualificazioni; poiché le classi istruite e colte furono giudicate sovversive e quindi eliminate; ciò ha portato anche alla mancanza di un tessuto socio-culturale a cui i giovani possano ispirarsi.[50] Il tasso di studenti universitari è del 2%, contro una media del 20% nel resto dei membri dell'Asean.[50]
[modifica] Ordinamento dello stato
[modifica] Ordinamento statale
| Per approfondire, vedi la voce Divisioni amministrative della Cambogia. |
La Cambogia è suddivisa amministrativamente ad un primo livello in 23 province (khet) e nella capitale. A loro volta le province sono ulteriormente suddivise in municipalità (krong) e distretti (srok), mentre la capitale è suddivisa in 8 khan. I distretti presentano una suddivisione di terzo livello in comuni (khum) e quartieri sangkat. Le municipalità e i khan sono suddivisi in quartieri. Le entità amministrative e geografiche di base sono i villaggi (phum).
| Province | Nome khmer | Capoluogo | Codice |
|---|---|---|---|
| Bântéay Méanchey | បន្ទាយមានជ | Sisophon | KH-1 |
| Băttâmbâng | បាត់ដំបង | Battambang | KH-2 |
| Kâmpóng Cham | កំពង់ចាម | Kampong Cham | KH-3 |
| Kâmpóng Chhnăng | កំពង់ឆ្នាំង | Kampong Chhnang | KH-4 |
| Kâmpóng Speu | កំពង់ស្ពឺ | Kampong Speu | KH-5 |
| Kâmpóng Thom | កំពង់ធំ | Kampong Thom | KH-6 |
| Kâmpôt | កំពត | Kampot | KH -7 |
| Kândal | កណ្ដាល | Ta Khmau | KH-8 |
| Koh Kŏng | កោះកុង | Koh Kong | KH-9 |
| Kep | កែប | Kep | KH-23 |
| Kratié | ក្រចេះ | Kratié | KH-10 |
| Mondulkiri | មណ្ឌលគីរី | Sen Monorom | KH-11 |
| Oddar Méancheay | ឧត្ដរមានជ័យ | Samraong | KH-22 |
| Pailin | ប៉ៃលិន | Pailin | KH-24 |
| Phnom Penh | ភ្នំពេញ់ | Phnom Penh | KH-12 |
| Sihanoukville | ព្រះសីហនុ | Sihanoukville | KH-18 |
| Preăh Vihéar | ព្រះវិហារ | Tbeng Meanchey | KH-13 |
| Pursat | ពោធិ៍សាត់ | Pursat | KH-15 |
| Prey Vêng | ព្រៃវែង | Prey Veng | KH-14 |
| Ratanakiri | រតនគីរី | Banlung | KH-16 |
| Siem Reap | សៀមរាប | Siem Reap | KH-17 |
| Stung Treng | ស្ទឹងត្រែង | Stung Treng | KH-19 |
| Svay Rieng | ស្វាយរៀង | Svay Rieng | KH-20 |
| Takéo | តាកែវ | Takéo | KH-21 |
| (*)= Indice delle province e dei capoluoghi | |||
Il 22 dicembre 2008, re Norodom Sihamoni ha firmato un decreto reale che ha trasformato le municipalità di Kep, Pailin e Sihanoukville in province e apportato modifiche a diversi confini provinciali.[51]
[modifica] Rivendicazioni territoriali
La Cambogia è attualmente in disputa con la Thailandia per il possesso dell'area del tempio di Preah Vihear, al confine tra i due stati, e per alcune zone non di confine non marcate, mentre col Vietnam è in disputa per il possesso di alcune isole vicino alla costa sul confine marittimo tra i due stati.[1]
In particolare, la disputa per il territorio di Preah Vihear è diventata ormai una questione politica all'interno dei due paesi: in Thailandia il premier è stato accusato dai nazionalisti, che vogliono rovesciare il governo, di svendere un pezzo della storia del paese, mentre in Cambogia il premier Hun Sen l'ha strumentalizzata a proprio favore nella propria campagna elettorale.[52][53]
| Per approfondire, vedi la voce Tempio di Preah Vihear#Nuovo conflitto per la proprietà. |
[modifica] Città principali
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[modifica] Istituzioni
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[modifica] Ordinamento scolastico
L’istruzione, gratuita e obbligatoria, prevede nove anni di scuola dell'obbligo;[36] l'istruzione superiore è data dalle università e dagli istituti superiori, che danno soprattutto un'educazione tecnica e professionale.[48] Il sistema, a causa di problematiche come la mancanza di qualificazione ed i salari bassi dei docenti o i bambini che preferiscono andare a lavorare, riesce a malapena a sopravvivere; le scuole private invece nascono ovunque finanziate da donatori e organizzazioni non governative.[50] Attualmente sono in atto forme di cooperazione tra la Cambogia e i paesi francofoni occidentali al fine di creare percorsi di studio in lingua francese, soprattutto in campo scientifico e tecnico.[54]
[modifica] Sistema sanitario
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[modifica] Forze armate
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L'esercito cambogiano è il più grande al mondo rispetto al numero degli abitanti e le spese per il suo mantenimento coprono quasi la metà del bilancio di spesa annuo.[55] Il servizio di leva è obbligatorio per gli uomini dai 18 ai 30 anni, con l'obbligo di 18 mesi di servizio.[1][55]
[modifica] Politica
[modifica] Politica interna
La Cambogia è una monarchia costituzionale, la cui costituzione prevede un sistema democratico multipartito.[36]
Il potere legislativo è bicamerale, ovvero esercitato da due camere: l'Assemblea Nazionale, composta da 123 membri eletti dal popolo con mandato di 5 anni, ed il Senato, composto da 61 di cui 2 scelti eletti dal re, 2 dall'Assemblea Nazionale ed i restanti eletti dai parlamentari a seduta comune.[1] Il re è nominato dal Concilio reale del trono, il Primo Ministro è nominato dal presidente dell'Assemblea Nazionale tra i membri del partito o coalizione maggiore e poi incaricato dal re e i membri del consiglio dei ministri sono nominati dal Primo Ministro e incaricati dal re.[1] Il re, il Primo Ministro e il consiglio dei Ministri costituiscono il ramo esecutivo del governo.[1] La magistratura è composta da un Consiglio Supremo, previsto dalla costituzione e formato nel 1997), da una Corte Suprema, corti inferiori e da una corte internazionale con giurisdizione sui crimini dell'era degli Khmer rossi.[1][36]
La costituzione riconosce e rispetta un'ampia gamma di diritti umani riconosciuti dalla comunità internazionale, tra cui la libertà di stampa e di religione;[4][36] l'articolo n°1 afferma infatti che il paese sarà governato rispettando i principi della libera democrazia e del pluralismo.[56]
[modifica] Politica estera
La Cambogia è membro delle maggiori organizzazioni internazionali incluso dell'ONU e dell'UNESCO;[1] dal 1998 è membro dell'ASEAN; è inoltre membro della Banca Mondiale, dell'Asian Development Bank e del Fondo Monetario Internazionale; dal 30 ottobre 2004 la Cambogia è diventata il 148°membro dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.[36]
La Cambogia ha ambasciate in 21 paesi tra cui Francia, Stati Uniti, Cina, Russia, Germania e Cuba,[57] mentre in Cambogia ne sono presenti presenti 20.[58]
[modifica] Critiche
[modifica] Corruzione
Nelle classifiche redatte da Transparency International che indicano gli stati dal meno al più corrotto, la Cambogia negli ultimi anni si è posizionata 151° su 163 stati nel 2006,[59] 162° su 179 stati nel 2007[60] e 166° su 180 nel 2008[61]. In accordo con questa lista, nel 2008 la Cambogia è stato il secondo paese più corrotto del Sud-Est Asiatico, superato solo dal Myanmar, penultimo.[61] Nel 2005 la BBC riporta che la corruzione è dilagante nel mondo politico, nell'esercito e nella magistratura cambogiana;[56] sempre nel 2005, la banca mondiale ha minacciato addirittura di sospendere i milioni di dollari di aiuto umanitario verso la Cambogia poiché tali soldi vengono illegalmente trasferiti in conti privati.[62]
Nonostante l'operato dell'UNTAC, rislante al 1992, per trasformare la Cambogia in un regime democratico, nel paese dilagano corruzione e mafia politica.[55] La notte prima delle elezioni è chiamata "Notte dei cani che abbaiano", durante la quale i politici ed i loro portaborse fanno gli ultimi giri di visite elargendo favori o facendo minacce, conquistandosi voti con promesse e paura.[55] Il Cpp, il partito governato da Hun Sen, è diventato inattaccabile grazie a questi metodi, conquistandosi il 98% dei voti nelle elezioni locali del 1 aprile 2007; l'unico altro paese in cui un partito abbia ricevuto tale maggioranza è stato l'Iraq di Saddam Hussein.[55] Il Cpp e il suo leader inoltre non esitano a manipolare la legge per mantenere i loro scopi, riuscendo prima a far esiliare nel 2005 Sam Rainsy, capo dell'opposizione (poi riammesso nel paese solamente grazie al perdono del re), quindi anche l'ex leader democratico della Cambogia, il principe Ranariddh; inoltre Hun Sen esercita interferenze sul Comfrel, ovvero un organo indipendente con funzione di controllo sulle elezioni.[55]
Esponenti del governo e dell'esercito e della polizia sono coinvolti o corrotti nell'ambito del traffico di narcotici e nel riciclaggio del denaro sporco.[1]
[modifica] Speculazione straniera
La Cambogia è diventata negli ultimi anni il luogo ideale per gli speculatori, in fuga dai mercati europei paralizzati e in crisi ed attirati dal boom turistico del paese.[63] Molti speculatori fondiari, la maggior parte britannici, francesi e svizzeri, sono arrivati nel paese con l'obiettivo di comprare grandi aree per poi aspettare che il loro prezzo salga grazie all'aumento del turismo.[63]
La Cambogia permette alle aziende di poter formare società con il 100% di capitale straniero, di poter comprare terra e proprietà immobiliari e di poter essere titolari di contratti di concessione d'uso validi per duecento anni; nessun altro paese al mondo offre tali condizioni, nemmeno gli stati vicini di Thailandia e Vietnam, dove spuculazioni edili e finanziarie sono all'ordine del giorno.[63] Nel luglio 2007 il primo ministro Hun Sen, contando sull'esile legame che lega i cambogiani alla loro terra e alla possibilità di poter sfidare la Thailandia come calamita turistica, ha dato il via ad una vendita intensiva di spiagge sulla terraferma e già nel marzo 2008 tutta la costa accessibile e sabbiosa era di proprietà privata.[63] Il governo ha venduto le terre dei contadini e dei pescatori a società straniere senza il consenso dei residenti; tutte le persone che vi abitavano o lavoravano sono state cacciate, alcuni sono stati picchiati perché non volevano lasciare le rovine delle proprie abitazioni, alcuni sono finiti in prigione; nessuno ha avuto un'adeguata indennità.[63] Gli accordi privati tra Hun Sen e queste società erano privati, non sono mai state fatte gare d'appalto e tutti i progetti erano segreti.[63] Secondo la Banca mondiale ed Amnesty International, con questi accordi privati Hun Sen ha favorito la disgregazione sociale a scapito del benessere della popolzione.[63] Nell'agosto 2008 150.000 persone rischiavano lo sfratto, invece il 45% del territorio cambogiano era stato venduto.[63]
Le prime regioni ad essere state oggetto di queste speculazioni sono state le isole sulla costa, quindi è toccato alle spiagge sulla terraferma ed infine alle zone ad interesse turistico dell'entroterra, come Phnom Penh e le aree intorno al tempio di Angkor Wat.[63]
[modifica] Diritti umani
Amnesty International afferma che un diritto inadeguato e le gravi deficienze nel sistema giudiziario fanno sì che in Cambogia vi sia una sistematica mancanza di protezione dei diritti umani: i partiti di opposizione a quello di Hun Sen, attivisti per i diritti umani e giornalisti hanno subìto minacce e intimidazioni; il Rappresentante speciale del Segretario generale per i diritti umani in Cambogia si è dimesso denunciando la mancanza di collaborazione del governo; migliaia di persone vengono forzatamente sgomberate dai terreni espropriategli a causa di dispute e progetti di riqualificazione industriale e urbana; la polizia effettua raid arrestando senza rispettare il codice di procedura penale della Cambogia e violando il diritto internazionale.[64]
Hun Sen in passato ha dovuto compiere alcune riforme e garantire maggior rispetto per i diritti umani per avere accesso ai finanziamenti di donatori esteri; con la scoperta dei nuovi giacimenti nel golfo di Thailandia e i profitti che ne ricaverà, alcuni esperti temono che il capo del governo possa fare a meno di tali finanziamenti e che quindi non garantisca rispetto per i diritti umani che prima era obbligato a garantire.[65]
[modifica] Minori
Secondo l'Unicef la Cambogia è uno dei paesi con i peggiori problemi di traffico di bambini al mondo.[66]
Spesso sono gli stessi genitori (o i parenti in caso di orfani) che vendono i bambini spinti dalla povertà, dalla fame, dal degrado e dall'ignoranza.[66] I bambini oggetto di sfruttamento vengono obbligati a vendere per strada, a prostituirsi (sono 100 mila le prostitute minorenni e il 42% di esse ha contratto il virus dell'HIV) o vengono storpiati per costringerli ad elimosinare; altri vengono venduti dai propri genitori alle coppie sterili occidentali, che arrivano a pagare 2000 dollari per un bambino (il numero di adozioni è aumentato da 59 nel 1995 a 600 nel 2001, ma i numeri reali sono sconosciuti e le agenzie intermediarie sono moltissime).[66] Poiché molte nascite non vengono registrate all'anagrafe è impossibile stabilire il numero di minori venduti dai propri genitori.[66] Il 70% del traffico di bambini passa da Poipet, città al confine tra Cambogia e Thailandia.[66] Le organizzazioni non governative si stanno occupando del reinserimento nelle famiglie dei bambini venduti e poi fuggiti dai loro sfruttatori.[66]
Solo nella capitale Phnom Penh le organizzazioni umanitarie hanno contato 23 mila bambini che vivono in strada, nell'intero paese invece vi sono circa 380 mila orfani i cui parenti non possono mantenere.[66]
A causa della crisi economica del 2008 e al seguente aumento dei prezzi del cibo, i casi di malnutrizione acuta tra i bambini al di sotto dei 5 anni sono cresciuti dal 9,6% del 2005 al 15,9% nel 2008, colpendo soprattutto i bambini delle aree urbane.[45]
[modifica] Economia
Dal 2004 al 2007 l'economia del paese è cresciuta circa del 10% grazie all'espansione del settore vestiario, del turismo, del settore edile e dell'agricoltura, ma ha subito un calo del 7% nel 2008 a causa della crisi economica globale,[1] portando l'inflazione al 22% nel Luglio 2008, il picco massimo degli ultimi dieci anni;[45] negli ultimi mesi del 2008 la situazione è leggermente migliorata[45] con l'inflazione abbassata secondo l'Istituto Economico di Cambogia al 13,5%[67]. Inoltre la crisi economica mondiale ha inoltre diminuito le esportazioni.[1] La sfida più grande per la Cambogia nei prossimi dieci anni sarà creare un ambiente economico in cui il settore privato possa offrire abbastanza posti di lavoro per aiutare lo squilibrio demografico del paese.[1]
L'Istituto Economico di Cambogia riporta che il PIL della Cambogia al 26 novembre 2009 era pari a 10,923 miliardi di dollari statunitensi con una crescita del 2,0%[67] mentre le previsioni del Fondo Monetario Internazionale stimano per il 2009 un PIL di 11,892 miliardi di dollari.[68] Secondo l'Istituto Economico di Cambogia il PIL pro capite della Cambogia al 26 novembre 2009 era pari a 732 dollari,[67] mentre le previsioni del Fondo Monteraio Internazionale stimano per il 2009 un PIL pro capite di 853,026 dollari.[68]
I principali prodotti del settore primario sono riso, gomma, grano, ortaggi, anacardi, tapioca e seta.[1] Le principali industrie sono tessili, turistiche, vestiarie, macinazione del riso, lignee e lavorazione del legno, produzione di gomma, edilizie e minerarie.[1] L'industria vestiaria, che occupa più di 320000 persone, dopo la scadenza del Accordo multifibre il primo gennaio 2005, è costretta a competere con i bassi prezzi di Cina, India, Vietnam e Bangladesh.[1] Il turismo è una delle risorse principali per l’economia cambogiana, ma, dopo l'incremento degli ultimi anni (2 milioni di turisti all'anno hanno visitato la Cambogia nel 2007 e nel 2008)[1], quest'industria ha risentito degli effetti della crisi economica mondiale e nella prima metà del 2009 si è contratta del 15%.[36] Anche il mercato dell'industria edilizia è in calo.[1]
Nel 2005 sono stati trovati giacimenti sfruttabili di petrolio entro le acque territoriali della Cambogia;[1] se attuabili, le estrazioni inizieranno probabilmente all'inizio della prossima decade,[36] mentre le autorità cambogiane sperano di iniziare a sfruttarle entro il 2009.[69] Secondo le previsioni dell'ONU, della Banca Mondiale e dell'Università di Harvard, grazie alla scoperta dei giacimenti la Cambogia potrebbe diventare protagonista del mercato mondiale dell'energia a livello regionale, se non mondiale, aumentandone l'importanza geostrategica.[69] Sempre secondo la Banca Mondiale le riserve energetiche complessive del paese ammontano a 2 miliardi di barili di petrolio e 283 miliardi di metri cubi di gas naturale e potrebbero fruttare fino a 1,5 miliardi di euro all'anno.[69] Inter press service riporta nel febbraio 2009 le dichiarazioni della Global WItness che affermano che il petrolio inizierà ad affluire nel 2011 e i ricavi saranno di 174 milioni di dollari in questo primo anno, mentre il picco delle estrazioni sarà nel 2021 e il ricavo arriverà a 1,7 miliardi di dollari.[70] Esperti affermano che gli enormi nuovi introiti derivanti da questi giacimenti possono permettere ad Hun Sen di fare a meno di finanziamenti esterni.[71] Inoltre il governo cambogiano ha accennato di un possibile avvio di un'industria mineraria, soprattutto nel nord del paese, con la possibilità di estrarre bauxite, oro, ferro e gemme preziose.[1]
[modifica] Esportazioni
Il maggior prodotto da esportazione è il riso, altri sono pesce, legna, vestiario, calzature, gomma, tabacco e pepe.[1][36] I maggiori compratori di tali prodotti sono Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Singapore, Giappone e Vietnam.[36] La crisi economica del 2008 ha diminuito le esportazioni del paese; solo le esportazioni della gomma sono diminuite del 15% a causa della caduta mondiale dei prezzi di mercato.[1]
[modifica] Importazioni
I maggiori prodotti di importazione sono i prodotti di derivazione petrolifera, sigarette, oro, materiali per l’edilizia, macchinari, veicoli a motore e prodotti farmaceutici.[1] I maggiori fornitori sono Thailandia, Singapore, Cina, Hong Kong, Vietnam, Taiwan e Stati Uniti.[36]
[modifica] Turismo
Il turismo è una delle risorse principali per l’economia cambogiana ed ha subito un grande incremento degli ultimi anni (2,015 milioni di turisti hanno visitato la Cambogia nel 2007 e 2,125 milioni nel 2008)[72][1], ma l'industria ha risentito degli effetti della crisi economica del 2008 e nella prima metà del 2009 si è contratta del 15%.[36]
Nel 2007 il 55,61% dei visitatori ha visitato la provincia di Siem Reap, dove si trova il sito di Angkor, mentre il restante 44,39% ha visitato Phnom Penh o altre località; nel 2008 invece è stato più bilanciato: 49,87% i visitatori arrivati nella provincia di Siem Reap mentre il restante 50,13% ha visitato Phnom Penh o altri località.[72]
Le destinazioni turistiche principali sono Phnom Penh, la provincia di Siem Reap (che ospita i siti di Angkor), le aree costiere di Sihanoukville, Kampot, Kep e Koh Kong, più altre destinazioni tra cui la Provincia di Battambang e il tempio di Preah Vihear.[73]
Il boom di turisti degli ultimi anni ha attratto molti speculatori stranieri che, abbandonando i mercati occidentali paralizzati dalla crisi, hanno deciso di investire in Cambogia grazie anche alle agevolazioni del governo.[63]
[modifica] Trasporti
La guerra ha influito negativamente sul sistema di trasporti della Cambogia, ma con aiuti internazionali è riuscita a costruire un sistema autostradale che rientra negli standard internazionali.
Nel 2004 la lunghezza complessiva del sistema stradale arrivava di 38257 km, ma di questi solo 2406 sono asfaltati.[1]
La Cambogia ha due linee ferroviarie, per un totale di 602 km di ferrovia: la prima, costruita dai francesi tra il 1930 e il 1940,
collega la capitale Phnom Penh a Paoy Paet, mentre la seconda, costruita tra il 1960 e il 1969, costruita con l'assistenza di Francia, Germania e Cina, collega Phnom Penh a Sihanoukville.[74]
Le vie d'acqua,costituite dai fiumi Mekong, Tonle Sap, dai loro affluenti e dal lago Tonle Sap, sono sempre state d'importanza fondamentale per il commercio all'interno del paese; infatti per molti villaggi, in assenza di strade e ferrovie, sono le uniche vie di transito.[74]
I due maggiori porti della Cambogia sono Phnom Penh e Sihanoukville, quest'ultimo costruito con l'assistenza della Francia nel 1960; vi sono inoltre altri cinque porti minori; di tutti i porti in Cambogia, Sihanoukville è il solo affacciato sul mare.[75]
Nel 2008 in Cambogia vi erano 17 aereoporti: 6 con piste asfaltate e 11 con piste non asfaltate.[1] L'aeroporto più grande è il Siem Reap-Angkor International Airport, da dove partono e arrivano la maggior parte dei voli internazionali. Il secondo aeroporto del paese è il Pochentong International Airport, a Phnom Penh. Gli altri maggiori aeroporti sono a Sihanoukville e nalla provincia di Battambang.
[modifica] Natura e ambiente
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[modifica] Flora
La flora delle zone più basse del paese è condizionata dall'agricoltura: la caratteristica principale del paesaggio è il riso, oltre ad altri cereali come il tabacco ed il granturco.[76] Nella parte settentrionale del paese, dominata dai rilievi, si trovano foreste di sempreverdi.[76] Nel Sud-Ovest del paese si trovano tratti di "Old-growth forest" e tek.[76] Il tek è un albero molto comune in Cambogia nonostante non sia nativo della regione, ma sia stato importato nel XVII secolo ed è importante e prezioso perché fonte di legno resistente all'acqua.[76] Sempre in questa regione crescono, a temperature più elevate, pini.[76] Lungo i 440 chilometri di costa si trovano foreste di mangrovie, mentre lungo i fiumi dell'entroterra si trova comunemente il loto della Cambogia, che si trova anche in Cina e in India ed è considerato sacro e associato tradizionalmente al Buddha.[76]
[modifica] Fauna
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[modifica] Cultura
La cultura in Cambogia è stata influenzata dalla religione (Buddhismo Theravada e induismo) e dagli avvenimenti storici (era culturale di Angkor, colonizzazione francese, dominio degli khmer rossi, globalizzazione); essa comprende non solo le arti e la tradizione dell'etnia principale, gli khmer, ma anche delle altre tribù che abitano le montagne, chiamati comunemente khmer loeu, termine coniato da Norodom Sihanouk per indicare queste tribù. Il Ministero cambogiano della Cultura e delle Belle Arti è responsabile della promozione dello sviluppo della cultura nel paese.
La cultura khmer, sviluppatasi e prodotta durante l'Impero khmer, ha stili caratteristici di danza, architettura e scultura, che sono stati oggetto di scambi culturali con i vicini Laos e Thailandia attraverso i secoli. Il tempio di Angkor Wat è il migliore esempio di cultura khmer dell'era di Angkor e centinaia di altri templi sono stati scoperti nella regione.
Con il regime degli Khmer Rossi si ferma ogni tipo di arte, la lettura è bandita e punibile con la morte; dopo la dittatura il primo spettacolo a Phnom Penh tenne luogo nel 1980 al Teatro Nazionale con uno spettacolo di danza.[77]
[modifica] Arte
Nella sua storia, l'arte in Cambogia è stata guidata e ispirata dalla storia e dai fondamenti religiosi del paese, quali i culti animistici indigeni, l'induismo e il buddhismo, quest'ultimi arrivati dall'India al Sud-Est asiatico nei primi secoli dopo Cristo portando con se la scrittura in sanscrito e altri elementi.[78] I traffici commerciali misero in contatto la nascente cultura cambogiana con altre culture facendole assorbire influenze culturali Thai, javanesi e cinesi.[78] Tra il nono e il XV secolo si forma l'Impero khmer che si ispira all'India per politica, religione e letteratura; il linguaggio della corte è il sanscrito, ma il popolo parla khmer.[78] La capitale del regno è ad Angkor e i templi di Angkor Wat e Angkor Thom sono i testimoni della sua grandezza; l'arte, l'architettura, la musica e la danza di questo periodo sarebbero poi stati i modelli per il successivo sviluppo della cultura cambogiana.[78] L'arte della Cambogia antica si può dividere in tre periodi, periodo pre-angkoriano, angkoriano e post-angkoriano; all'interno di questi periodi si possono individuare ulteriori stili (o scuole). Per il periodo pre-angkoriano si possono individuare tre stili per l'architettura, di Sambor Prei Kuk e i posteriori di Prei Kmeng e di Kompong Prah, e ulteriori due per la scultura: le scuole di Prasat Andèt e Phnom Dà.[79] Per il periodo angkoriano si possono individuare gli stili del Kulen, del Bakheng, di Koh Ker, di Pre Rup, di Khleang, del Baphuon, il classicismo khmer (o stile di Angkor Wat), lo stile del Bayon e del post-Bayon.[80] Quindi si ha il periodo post-angkoriano, influenzata dall'arte di Ayutthaya e di altre regioni.[81][82] La città di Angkor e i suoi templi caddero in rovina inghiottiti dalla giungla dopo lo spostamento della capitale a Phnom Penh e del sempre minor controllo dei monarchi sul territorio a causa degli attacchi dei Thai; tuttavia uno stato cambogiano con capitale Phnom Penh sopravvisse fino al XIX secolo.[78] Dal XIX secolo inizia la dominazione francese; i francesi riscoprono le rovine dei templi di Angkor e intraprendono lavori per preservarle dagli inizi del XX secolo.[78] La cultura tradizionale della Cambogia e le rovine dei templi di Angkor rischiarono di essere vittime della guerra civile cambogiana e del regime dei Khmer rossi, i quali si erano opposti ad ogni tipo di religione ed educazione e proibirono tutti i tipi di arte della Cambogia e il suo linguaggio scritto.[78] Dal 1991, quando le fazioni in guerra della Cambogia siglarono un accordo di pace, organizzazioni internazionali hanno aiutato il nuovo governo a restaurare i siti archeologici a far rivivere le arti tradizionali del paese.[78] L'arte è rimasta in stasi fino ai nostri giorni, ma la situazione è difficile: esiste solo un indirizzo scolastico specifico e i materiali artistici non sono disponibili; per un artista è praticamente impossibile riuscire ad esporre un proprio lavoro.[83] Fra gli artisti serpeggia un senso di frustrazione e precarietà, giacché le condizioni di vita sono al limite della sopravvivenza; queste problematiche insieme all’esistenza tormentata da lutti e atrocità, come quelle subite sotto il regime dei Khmer Rossi, sono diventate il tema predominante dei loro lavori.[83] Anche gli sforzi legati alla riorganizzazione di una nuova identità dell’istruzione artistica sono promossi e sostenuti solo dall’azione individuale.[83] Inoltre l’isolamento e la conseguente mancanza di informazioni disponibili sulla realtà artistica internazionale e sulla relativa storia dell’arte hanno fatto sì che gli artisti cambogiani non abbiano adottato le tecniche collaudate nel corso di tutto il XX secolo; di conseguenza le uniche forme di arte espressiva praticate attualmente sono derivate dalla debole tradizione francese, ovvero la pittura o la scultura realistica e simbolica.[83] I principali artisti attuali sono Sothy Hout, Phalleang Yim, Radi Yin, Sothy Chhim, Dara Soun Chan e Monorith Chhea per quanto riguarda la pittura con tema guerra, violenza o Khmer Rossi; Sompear Hong Sot e Narath Tan invece dipingono riguardanti la cultura cambogiana che rischi di scomparire; Songnarikum Kim è invece uno dei rari scultori attualmente all'opera ed uno dei pochi ad aver praticato l’arte del restauro prima e durante il regime dei Khmer Rossi).[83]
Le arti tradizionali della cambogia sono la tessitura, la lavorazione dell'argento, l'arte di intagliare e lavorare il legno, la scultura della pietra e la pittura.[78] Con il cotone si tessono i krama e i sampot, elementi di vestiario tradizionali della Cambogia. I capi più pregiati possono essere tessuti in seta e avere finiture in oro e argento; i fabbri e gli argentieri riproducono gli oggetti antichi.[78]
[modifica] Architettura
| Per approfondire, vedi la voce Architettura della Cambogia. |
Il periodo pre-angkoriano permette la definizione di tre stili architettonici: quello di Sambor Prei Kuk, identificabile nell'omonimo tempio, e quelli posteriori di Prei Kmeng e di Kompong Prah.[84] La successione di stili in questo periodo non si è però verificata dappertutto con la stessa cadenza e non è difficile imbattersi in un tempio che presenta caratteristiche di più stili insieme.[84] Sambor Prei Kuk è probabilmente il sito con i più antichi monumenti khmer attualmente conosciuti al giorno d'oggi; con Sambor Prei Kuk si ha una lontana prima configurazione, sia dei canoni di costruzione che simbolico-religiosi, di quello che sarà il tempio-montagna khmer del periodo angkoriano; inoltre, con la costruzione di questo sito, inizia l'uso dei materiali che saranno utilizzati dagli architetti delle successive grandi opere khmer: mattone (preferito in età pre-angkoriana e dal XIII secolo) e la pietra; il laterizio è usato per le parti del complesso meno nobili e l'arenaria per alcune decorazioni.[85]
L'architettura khmer del periodo angkoriano si distingue per la sua opulenza e grandezza ed era soggetta a rigidi, ma non paralizzanti, canoni tecnici e simbolici;[82] per quanto riguarda i materiali, a differenza del periodo pre-angkoriano si ha adesso anche un largo uso dell'arenaria.[86] Il classico tempio khmer è il tempio-montagna, termine nato nel XIX secolo per indicare i templi con cui si materializzava in terra il monte Meru, la dimora delle divinità e asse dell'universo secondo la cosmologia indù; ognuno di questi templi non era uguale all'altro, anche per quanto riguarda il loro valore specificatamente simbolico cui li si attribuiscono.[87] Per quanto riguarda le decorazioni, i templi erano decorati con raffigurazioni di divinità induiste e di Buddha; non a caso sono queste due religioni ad aver influenzato maggiormente l'antica cultura khmer.[78] Anche nel periodo angkoriano si possono distinguere vari stili: stile del Phnom Kulen, del Bakheng, di Koh Ker, di Pre Rup, di Khleang, del Baphuon, il classicismo khmer (o stile di Angkor Wat), lo stile del Bayon e del post-Bayon.[80]
Le sculture mostrano che le costruzioni di tutti i giorni nel periodo angkoriano erano in legno, come quelle della Cambogia odierna;[88] il legno, in generale, è stato il materiale più usato in tutte le epoche, ma il clima tropicale della Cambogia non ha permesso la conservazione di resti lignei.[86]
Durante il periodo post-angkoriano, caratterizzato per la sua visione severa e rigorosa dell'arte, la quasi totalità degli edifici, sia religiosi che non, è costruita in legno, facendo sì che le guerre e il clima tropicale non permettessero la conservazione di questo patrimonio architettonico, mentre i chedi edificati dal XVI al XIX secolo testimoniano un'influenza dell'arte di Ayutthaya.[82]
Molti edifici pubblici attuali, come il Palazzo Reale di Phnom Penh, sono decorati nello stile di architettura khmer; nel caso del palazzo reale, le decorazioni hanno per tema la figura divina indù Garuda.[78]
Attualmente sono patrimonio dell'umanità il sito di Angkor dal 1992[89] e il tempio di Preah Vihear dal 2008[90].[91] Sono candidati a diventare patrimonio dell'umanità i complessi di Banteay Chhmar, Banteay Prei Nokor, Beng Mealea e Preah Khan Kompong Svay, il gruppo di Sambor Prei Kuk, e i siti di Koh Ker, Angkor Borei e Phnom Dà, Oudong e Kulen, tutti candidati dal 1 settembre 1992.[92]
[modifica] Scultura
Peculiarità generali della scultura antica cambogiana è la sua impronta di severità il suo adattamento di volta in volta al contesto politico-religioso del regno.[82] La scultura aveva il compito di narrare storie e miti di viaggi di uomini e gesta eroiche, divine, o del Buddha.[49]
Sono state identificate nel periodo pre-angkoriano cinque scuole di scultura a tutto tondo basandosi sulle modifiche nell'abbigliamento e delle acconciature delle statue nel corso del tempo; le scuole erano: quella di Sambor Prei Kuk (la più antica), quella di Prei Kmeng (caratterizzata da uno snellimento dei corpi e una semplificazione delle vesti e delle capigliature), la scuola di Prasat Andèt (impressività dei volti, qualità del modellato e realismo della veste), quella di Kompong Prah (schematizzazione dello stile di Prasat Andèt) e la scuola di Phnom Dà (isolata dal contesto artistico dell'epoca).[93] Più nota è la statuaria in bronzo di piccole dimensioni, giacché se ne è conservato un maggior numero di esemplari, di cui la maggior parte sono immagini buddhiste, soprattutto di bodhisattva.[93] I pochi esemplari di scultura a tutto tondo in legno pre-angkoriana sono invece tutti rappresentanti il Buddha e tutti ritrovati nel sud della regione.[93] Con un'ulteriore considerazione si deve dire che l'arte della regione ebbe rapporti stretti con l'arte delle regioni vicine e che gli sculturi di questo periodo utilizzano sempre sostegni per le loro opere.[93]
Il periodo angkoriano inizia con lo stile del Kulen, che presenta una statuaria omogenea e un abbandono degli archi di sostegno; la plasticità delle opere dà sensazione di morbidezza e di agilità nelle prime fasi dello stile, mentre nell'ultima fase si ha un modellato più turgido.[95] Nello stile di Prah Ko si ha un'evoluzione radicale delle vesti delle statue, sia a tutto tondo che i rilievi.[96] Della statuaria dell stile del Bakheng, di non minore bellezza dell'architettura, ci sono arrivati pochi esemplari; le caratteristiche principali sono un'accentuazione della geometria del corpo umano; l'abbigliamento, è freddo e rigido, tipico dello stile dell'epoca, mentre i diademi cambiano poco rispetto allo stile di Prah Ko.[97] La statuaria dello stile di Koh Ker presenta un'originalità sotto gli aspetti iconografico, tecnico e decorativo, una grande forza di rappresentazione, dinamismo, aspetto colossale, deciso ammorbidimento del modellato; l'abbigliamento invece non presenta significativi cambiamenti.[98] Lo stile di Pre Rup presenta una scultura arcaicizzante e ripropone le formule elaborate degli stili di Bakheng, ma senza la sua rigorosità e grandezza, e di Koh Ker, senza però il dinamismo e la raffinatezza di quest'ultimo.[99] La scuola di Banteay Srei presenta morbidezza del modellato e dolcezza dei volti.[100] La statuaria dello stile di Khleang presenta pochi sviluppi rispetto a quella di Pre Rup; si ha una perdita della vitalità: la produzione è stereotipata, le statue fredde e i volti delle divinità si addolciscono tanto da divenire insipidi; importante è il rinnovamento della produzione buddhista, soprattutto di committenza mahayana.[101] Lo stile del Baphuon si colloca ai margini dell'arte khmer tradizionale: benché l'iconografia induista non cambia e rimane poco variata, quella buddhista presenta rilevanti cambiamenti: il Buddha è rappresentato seduto a gambe incrociate in atteggiamento di meditazione.[102] La statuaria durante il classicismo khmer (o stile di Angkor Wat) effettua un ritorno al passato: le vesti delle divinità si rifanno a quelle degli stili di Pre Rup, Koh Ker e Bakheng, anche se lo stile di Angkor Wat mantiene un'impronta peculiare; la statuaria di questa scuola presenta una maggiore ricchezza iconografica, morbidezza e una maggiore arditezza tecnica; la piccola statuaria in bronzo è in via di sviluppo.[103] Lo stile del Bayon presenta una rottura totale con gli stili precedenti, un ritorno al naturalismo ed è l'unico in cui si può parlare di ritrattismo; l'eccellenza dei bronzisti khmer continua ad essere costante anche durante questo periodo.[94] La statuaria dello stile del post-Bayon presenta originalità nella produzione, ma mancano ancora approfonditi studi stilistici.[81]
Nel periodo post-angkoriano la statuaria è principalmente in legno, mentre la pietra è utilizzata raramente e le opere in bronzo non si distinguono da quelle thailandesi. Le opere di questo periodo però non perdono il confronto con quelle del periodo angkoriano, da cui si differenziano molto per l'estetica; le più importanti appartengono al XVI secolo.[82]
[modifica] Pittura
La pittura è l'aspetto della cultura khmer meno conosciuta: infatti la maggior parte delle opere, prevalentemente pitture murali, conservatesi fino a tempi recenti hanno subito negli ultimi decenni così tanti danni che non si può praticamente farsene un'idea; la composizione e il cromatismo comunque sono affini alle opere ritrovate in Thailandia, meglio conservate. I soggetti erano la vita del Buddha, gli jataka, il Ramayana o il Reamker (versione khmer del Ramayana)[49].[82]
[modifica] Letteratura
Per molto tempo in Cambogia le storie sono state tramandate senza aver bisogno di trascriverle: queste venivano scolpite sulle pareti dei templi o dipinte su quelle delle pagode e potevano raccontare avventure di uomini, gesta eroiche o ancore le avventure del Buddha.[49] Esempio di opera letteraria cambogiana dell'antichità è il Reamker, versione cambogiana del poema sacro indù del Ramayana; i testi sacri erano sempre custoditi nei templi.[49]
Attualmente la Cambogia non ha una letteratura contemporanea: il regime degli Khmer Rossi, che puniva la lettura con la morte, ha ucciso chi sapeva leggere e scrivere.[49] Al giorno d'oggi i libri sono una rarità in Cambogia e non ci sono biblioteche a parte la Biblioteca Nazionale a Phnom Penh, riaperta nel 1980 e che sopravvive solo grazie alle donazioni.[49] Gli ultimi libri cambogiani sono quelli scritti dai sopravvissuti ai massacri degli Khmer Rossi, ma non esiste una letteratura del periodo successivo a Pol Pot tranne che racconti per bambini o libri su Angkor.[49] I cambogiani stessi non si interessano granché alla letteratura a causa della povertà e della continua lotta per la sopravvivenza.[49]
[modifica] Musica
Assieme al Laos, la Cambogia è il paese musicalmente più interessato dell'Indocina; la musica cambogiana continua in molti aspetti fondamentali la tradizione iniziata durante l'Impero khmer con una serie di prodotti sonori di grande originalità.[104]
La musica del Sud-Est Asiatico è il risultato di vari apporti stilistici: un sostrato indigeno, un primo superstrato indiano e un secondo cinese; questi tre elementi hanno diverso peso tra i vari paesi dell'area indocinese.[104] La base della musica cambogiana è indiana, ma di carattere antico, non dei modi moderni dell’espressività indiana: infatti, con la fine dell’Impero khmer, l’India è stata esclusa dai successivi cambiamenti evolutivi della musica; anche la successiva influenza cinese ha avuto meno risultati che negli altri paesi della zona.[104] L’elemento strutturale della musica cambogiana è quindi di tipo indiano-khmer di tipo arcaico, con segni di origine cinese, poi giavanese e quindi europea.[104]
Come in tutto il Sud-Est Asiatico, la musica è considerata un’offerta alle divinità e ha carattere sacro; è trasmessa per tradizione orale e segue il principio organizzativo della stratificazione polifonica, ovvero il sovrapporre a una melodia di riferimento comune variazioni improvvisate della stessa melodia da parte degli altri strumentisti.[104] La scala musicale utilizza i 7 suoni della scala diatonale; il ritmo è sempre binario e l’accento principale cade sull’ultima pulsazione di ogni unità ritmica.[104]
Le orchestre possono essere di tre tipi: "pinpeat" , "mohori" e "phleng khmer".[104] L'orchestra pinpeat è la principale e presenta xilofoni e carillon di gong di registro grave e acuto, oboe ("sralai"), flauto ("khloi"), tamburo a due membrane ("samphor") e cimbali a mano; è usata per accompagnare cerimonie o opere teatrali e danzate.[104] La mohori, usata soprattutto per l'intrattenimento, presenta rispetto al pinpeat l'aggiunta di cordofoni.[104] La phleng khmer è invece l'orchestra di tipo più arcaico e tradizionale.[104]
Le composizioni si suddivodono in varie sequenze ("choan") che vengono di volta in volta rielaborate e sviluppate musicalmente.
Durante il regime degli Khmer rossi e la soppressione di ogni traccia culturale e artistica del paese tra il 1975 e il 1978, la musica tradizionale è forse la branca artistica che ha resistito di più a questo periodo. Sono poi state istituite alcune istituzioni per salvaguardare e valorizzare il patrimonio musicale della nazione.[104]
Come negli altri paesi dell'Indocina, anche in Cambogia c'è una forte presenza di musica occidentale: in particolare, il jazz si è molto affermato nelle città.[104]
[modifica] Tradizioni
I capi di vestiario tradizionali tipici della Cambogia, tessuti in cotone, sono il krama, una specie di sciarpa rettangolare a motivi quadrati e a strisce colorata vivacemente, e il sampot, veste femminile, i cui modelli più pregiati sono tessuti in seta ed hsnno rifinimenti in oro e argento.[78]
Le festività tradizionali principali in Cambogia sono il Songkran, la festa dell'indipendenza, il compleanno del re padre Norodom Sihanouk, il popolarissimo Water Festival, varie feste religiose, gli anniversari della costituzione e dell'accordo di Parigi più le feste internazionali.[78]
Sport tradizionali sono le arti marziali; tecniche tradzionali del popolo khmer sono il Bokator, da cui deriva la disciplina sportiva Pradal Serey, e il wrestling tradizionale khmer ("Bok Cham Bad" in lingua khmer). Gli alimenti principali sono composti da riso e pesce, essendo questi gli alimenti principali della popolazione.
[modifica] Festività
In Cambogia si festeggiano, oltre alle feste internazionali, anche molte festività tradizionali e tipiche del paese.
In Cambogia si festeggiano due feste di capodanno, una il primo Gennaio ed è il capodanno internazionale, l'altro è il Songkran, ovvero il capodanno solare, che si festeggia il 14 15 e 16 aprile, ed è una delle maggiori feste dell'anno durante la quale gli Khmer puliscono e decorano la propria casa, fanno offerte e giocano a giochi tradizionali.[78] La festa dell'indipendenza, ottenuta dalla Cambogia dalla Francia il 9 novembre 1953, viene appunto festeggiata in quel giorno.[78] Il "Bonn Chroat Preah Nongkoal" è la festa che inaugura l'inizio della stagione di semina e implica un'aratura e seminatura simbolica; viene festeggiata il 19 maggio.[78] Il "Bonn Dak Ben" e il "Bonn Pchoum Ben" sono due parti della stessa festività che si festeggia in Agosto/Settembre; la prima consiste nella commemorazione degli spiriti dei morti, l'altra, attuata 15 giorni dopo, consiste nel portare offerte ai templi.[78] Il "Bonn Kathen" è un'altra festività religiosa, festeggiata in Ottobre, lunga 29 giorni e consiste in un festival religioso e la popolazione marcia in processione verso i templi e i monaci cambiano da loro la loro vecchia roba con della nuova.[78] Il 18 giugno si festeggia il compleanno della regina madre, Norodom Monineath Sihanouk, madre di Norodom Sihanouk.[78] Il 24 settembre si festeggia il giorno della costituzione e il 23 ottobre l'accordo di pace di Parigi.[78] Il 30 e 31 ottobre e il 1º novembre si festeggia il compleanno del re padre Norodom Sihanouk.[78] Il Water Festival cambogiano, in lingua khmer chiamato "Bon Om Touk" o con altre varianti, è un'annuale e tradizionale festa cambogiana che si svolge durante la luna piena del mese di Kadeuk del calendario buddhista, si festeggia il 7, l'8 e il 9 novembre, ovvero durante la luna piena del mese Kadeuk del calendario buddhista; in questa occasione si festeggia per tutto il paese con festival, esibizioni e gare navali, fuochi d'artificio e baldoria generale.[78][105]
[modifica] Danza
| « La danza è l'anima, la storia e la tradizione della Cambogia. » | |
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(Bopha Devi, figlia prediletta di Norodom Sihanouk e responsabile del Balletto Reale Khmer.[77])
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La danza tipica della Cambogia è quella Khmer, tratta dal poema sacro del Rāmāyaṇa e riprodotta sulle pareti dei templi.[77] Le danzatrici in Cambogia erano mantenute nei ginecei dei templi induisti ed erano equiparate alle Apsaras, ovvero figure minori della mitologia indiana; fu Norodom Sihanouk nei suoi primi anni di regno a permettere alle danzatrici di poter danzare anche per la gente comune.[77] Sotto il regime degli Khmer Rossi la maggior parte delle danzatrici era stata uccisa o mutilata; alla fine del regime la danza ha dovuto ripartire da zero, con fretta e fatica; si è dovuto ricucire tutti i costumi, ritrovare le danzatrici, gli artigiani che sapessero tessere le stoffe dei costumi e soprattutto le insegnanti e le coreografe.[77] Una danzatrice si sceglie soprattutto per l'aspetto fisico, per l'espressività del viso e per la lunghezza delle mani; negli spettacoli le ragazze cambiano espressione con lo sguardo o con movimenti del collo, i movimenti non sono plateali, ma minimi e aggraziati, i movimenti delle mani sono delicati e complicati; quando infine le danzatrici diventano troppo robuste gli vengono affidati ruoli maschili.[77]
[modifica] Gastronomia
Il riso, anche sotto forma di tagliolini in zuppa (kyteow), è l'alimento principale della dieta cambogiana e il cibo per antonomasia, tanto che uno dei modi per riferirsi al generico cibarsi lo comprende (nyum bai o nam bai, alla lettera "mangiare riso").[106] Il pesce, di regola proveniente dalle acque del Tonlé Sap e del Mekong, ne è un'altra parte importante, spesso sotto forma di zuppa con erbe varie. La dieta comprende anche i molti frutti tropicali locali, anche in insalata: mango (svay, la varietà cambogiana è assai prelibata), ananas (menoa), durian, banane (chek). I turisti apprezzano molto il mangostano e il rambutan.[107]
La cucina cambogiana è in genere piuttosto povera di grassi. Tra gli ingredienti secondari e gli aromatizzanti più usati vi sono la combava, la citronella, aglio, salsa di pesce, salsa di soia, curry, tamarindo, zenzero, salsa di ostrica, latte di cocco, pepe nero e diverse erbe utilizzate fresche e tradizionalmente raccolte nelle risaie. Buona parte delle ricette tradizionali richiedono l'utilizzo di materie prime fresche e sono di epoca antica, prima dell'introduzione del peperoncino nella regione da parte dei portoghesi nel 1600. Anche per questo la cucina cambogiana è in generale meno piccante e più equilibrata nei sapori di altre della zona.[108]
Uno dei piatti nazionali khmer è l'amok, pesce d'acqua dolce cotto in una foglia di banano con latte e polpa verde di cocco e diversi aromatizzanti, tra cui il kroeung, un impasto speziato peculiare, usato in numerosissimi piatti in diverse varianti, in cui è comunque presente il galangal (il rizoma della "Kaempferia galanga"), spesso servito in un cocco verde scavato.
Prodotto caratteristico è il prahoc, una salsa salata di pesce fermentato dal forte odore. È un antico sistema per conservare le proprietà nutritive del pesce e arricchire così la cucina a base di riso, oggi usato come condimento in molti piatti.[109] Altro piatto diffuso in Cambogia sono delle tagliatelle di riso con salsa di noce di cocco (khao phoune).[110] Esempio dell'influenza francese nella cucina è il consumo di baguette, che vengono tostate, inzuppate nel curry rosso e mangiate. Il curry rosso viene mangiato anche con riso o vermicelli di riso.
[modifica] Sport
I giochi e sport più popolari sono le arti marziali, il combattimento fra galli, il calcio e una sottospecie di footbag giocato con un tipo di pallone chiamato sey. Le corse di Dragonboat sono molto diffuse, soprattutto durante il Water Festival. Tra le arti marziali praticate in Cambogia vi è il Bokator, tecnica di combattimento a mani nude non praticata a livello agonistico dato che un incontro porterebbe probabilmente alla morte di uno dei partecipanti. Dal Bokator è nata una disciplina moderna e praticata a livello di competizione sportiva, il Pradal Serey. Altro stile di combattimento tradizionale khmer è il wrestling tradizionale khmer.
[modifica] Note
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[modifica] Bibliografia
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- Donatella Mazzeo; et al., Le grandi civiltà dell’Asia in Atlante di Archeologia, UTET, 1996. pp.174-175 ISBN 88-02-05021-X
- Matilde Callari Galli, In Cambogia. Una pedagogia del totalitarismo, Meltemi Editore, 1997. ISBN 88-86479-21-2
- Cambogia in Gedea – Il Milione – Terre e Popoli del Mondo – Volume settimo - Asia, Novara, De Agostini, 2001. pp.74-101
- Charles Higham, The Civilization of Angkor , (in inglese) Phoenix, 2001. ISBN 978-1-8421-2584-7
- Nee Meas, Al di là del cielo. La forza di un ragazzo nel dramma cambogiano, Sankara, 2001. ISBN 88-16-28257-6
- Giteau Madeleine, Capolavori della pittura cambogiana nei monasteri buddhisti di epoca post-angkoriana, Abaco, 2003. ISBN 88-87828-02-4
- Maud Girard-Gislan; et al., L'arte dell'Asia del Sud-Est, Milano, Garzanti, 2003. pp.635
- Rithy Panh; Christine Chaumeau, S-21. La macchina di morte dei Khmer rossi, O Barra O Edizioni, 2004. ISBN 88-86437-71-4
- Ong T. Hoeung, Ho creduto nei Khmer rossi. Ripensamento di un'illusione, Guerini e Associati, 2004. ISBN 88-86437-93-5
- Claudio Bussolino, Angkor. Un mondo perso nel tempo, Polaris, 2004. ISBN 88-87510-22-9
- Claudio Bussolino, Cambogia. Angkor e l'Asia dei tempi perduti, Polaris, 2005. ISBN 88-8335-505-9
- Philip Short, Pol Pot. Anatomia di uno sterminio, Rizzoli, 2005. ISBN 88-900572-1-1
- Diego Siragusa; Tho Nguon Bovannrith, Cercate l'Angkar. Il terrore dei Khmer rossi raccontato da un sopravvissuto cambogiano, Jaca Book, 2005. ISBN 88-16-28257-6
- Angelo Baccomo, Il neutralismo cambogiano nel quadro del conflitto vietnamita 1964-1968, Aracne editrice, 2006. pp. 88 ISBN 88-548-0351-0
- Sean Sheehan; Barbara Cooke, Cambodia - Cultures of the World Group 12, 2a edizione, Marshall Cavendish, 2007. pp. 144 ISBN 978-07-614-2071-2
- Tiziano Terzani, Fantasmi, collana Il Cammeo, Longanesi & C., 2008. pp. 367 ISBN 978-88-304-2441-8
[modifica] Voci correlate
[modifica] Storia
- Capi di stato cambogiani
- Storia della Cambogia
- Impero Khmer
- Indocina francese
- La Cambogia sotto il regime di Sihanouk
- Guerra civile cambogiana
- Kampuchea Democratica
- Partito Comunista di Kampuchea
- Khmer Rossi
- Guerra cambogiana-vietnamita
- UNAMIC
- UNTAC
[modifica] Geografia
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[modifica] Persone
[modifica] Altro
[modifica] Note
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito web del governo cambogiano.
- Scheda della Cambogia sul CIA World Factbook.
- Scheda della Cambogia sul sito del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
- Scheda della Cambogia sul Catalogo in linea della Library of Congress.
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