Mangifera indica

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Mango
Mango and cross section edit.jpg
Frutto di mango
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Sapindales
Famiglia Anacardiaceae
Genere Mangifera
Specie M. indica
Nomenclatura binomiale
Mangifera indica
L., 1753

Il mango (Mangifera indica L., 1753), è un albero appartenente alla famiglia delle Anacardiacee, originario dell'India e coltivato in tutte le zone tropicali.

Storia e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

La parola "mango" deriva dalla parola Tamil maangai e poi attraverso il Malayalam fino al portoghese manga[1]. La prima attestazione della parola in una lingua europea si trova nel 1510 in un testo di Ludovico de Varthema in italiano come Manga.
È di origine indiana e fin da tempi remoti ha avuto una rilevante importanza: appare in molte leggende indiane e tutt'oggi viene considerato sacro agli Indù, e usato come ornamento per i loro templi.

Fu introdotto nel IV secolo a.C. nell'est asiatico[2] e, a partire dal X secolo d.C., diffuso nell'Africa orientale[2]. Il viaggiatore marocchino del quattordicesimo secolo Ibn Battuta lo riporta come presente a Mogadiscio[3]. Nel Seicento i portoghesi lo esportarono in America del Sud[2]. Oggi viene coltivato in quasi tutti i paesi tropicali e nei paesi subtropicali, nelle zone non soggette a gelo, come ad esempio in Spagna[4] (Andalusia, principalmente nella provincia di Malaga)[5].
Esistono delle coltivazioni di mango anche in Italia, a Caronia[4], a Fiumefreddo di Sicilia, a Balestrate - Provincia di Palermo, ad Alcamo, nella valle del Niceto[6] ed in Calabria[7]. La diffusione globale delle coltivazioni nell'area intertropicale fa sì che il frutto sia presente tutto l'anno sui mercati. La produzione siciliana, per quanto limitata nel tempo a causa della stagionalità della fruttificazione del mango in Italia, è risultata di qualità eccellente, ottenendo un grande successo anche sui mercati nel Nord Europa[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Albero di mango
Germoglio di mango: come è possibile vedere la nuova vegetazione presenta un colore caratteristico prima di assumere la colorazione verde

L'albero del mango è sempreverde, ramoso, alto fino a 35-40 metri e con una chioma di anche 10 metri di diametro. La corteccia è resinosa; il legno duro e ruvido, di color rosso. Le sue foglie sono alternate, semplici, lunghe 15-35 centimetri e larghe da 6 a 16. Quando sono giovani sono di colore variabile, arancio/rosa, che diviene rapidamente vinaccia per cambiare finalmente al verde quando sono mature. I fiori sono prodotti in pannocchie terminali lunghe 10-40 centimetri. Il colore del fiore è bianco rosato, con un odore che ricorda il mughetto. La fioritura è indotta da un prolungato (4-5 mesi) riposo della gemma terminale di ogni ramo.[8] Tale riposo può avvenire indipendentemente per siccità, ridotta vigoria vegetativa o basse temperature. Se tale riposo non avviene all'apertura la gemma presenterà uno sviluppo vegetativo e non floreale. Pochissimi dei fiori sviluppano il frutto, che presenta anche una cascola elevata. Il frutto richiede da tre a sei mesi per maturare, a seconda delle cultivar.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Frutti acerbi ed infiorescenza di mango
Mango sezionato per mostrare il nocciolo

Il frutto è ovoidale, ha la polpa gialla/arancio, compatta, molto profumata e gustosa. La sua buccia può assumere diverse tonalità: verde, giallo, rosso, oppure un miscuglio di questi colori. Il peso di un mango può arrivare anche ad 1 kilogrammo, ma solitamente in commercio è possibile trovarli da 300-500 grammi. In genere, quelli commerciati sono lunghi circa 10–14 cm. Se ne distinguono due tipi: la filippina-indonesiana, detta anche Camboya, con forma più allungata e colore giallo-verde, più dolce e meno fibrosa; e l'indiana, detta anche Mulgoba, con forma più grossa e compatta di colore variabile dal verde al rosso fino al viola: quest'ultima è la più presente nei mercati europei, in quanto più serbevole. I frutti di piante selvatiche, non appartenenti ad alcuna cultivar, sono di qualità inferiore e possono presentare vari difetti: dal forte odore di trementina, all'elevata fibrosità, alla mancanza di dolcezza. Nei casi in cui si lasci un frutto di mango maturare troppo, si noterà uno sbiadimento della cromatura interiore: diventerà color bianco sporco, oppure caffelatte, e non potrà vantare alcun sapore significativo.
Il nocciolo occupa buona parte del frutto, ha una forma ovaloide ed ha una lunghezza di 7-8 centimetri. Esso può essere ricoperto da fibre che non permettono di separarlo facilmente dal frutto. Frutti maturi e con la buccia hanno un odore resinoso e caratteristico.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Consumo fresco[modifica | modifica wikitesto]

Frutti provenienti da diverse cultivar di mango in vendita sull'isola di Java

Il mango maturo è generalmente dolce, anche se ovviamente il sapore e la consistenza variano a seconda delle cultivar. Alcune hanno una consistenza morbida e polposa, simile a quella di una prugna molto matura; altre invece hanno una consistenza più solida, come quella di un melone o di un avocado.
Per il consumo di frutti acerbi cotti la buccia del mango può essere lasciata sul frutto, anche se c'è la possibilità che causi dermatiti alle labbra, ai denti e alle gengive nei soggetti sensibili[9]. Nei frutti maturi che debbono essere consumati freschi la buccia può essere dura e amara, per cui generalmente non viene consumata, sebbene in alcune varietà ne sia possibile il consumo.

Il frutto, se acquistato acerbo, si conserva a temperatura ambiente fino a quando non diviene morbido e poi lo si consuma al naturale privandolo della buccia e tagliando due grosse fette in corrispondenza del nocciolo. Il taglio a porcospino è un altro modo in cui viene consumato.

Foto di un mango tagliato a porcospino. In questo taglio la buccia viene lasciata, e poi la polpa viene tagliata a forma di griglia quadrata, senza incidere la buccia stessa. Quando la buccia viene rivoltata verso l'esterno si ottiene dei piccoli parallelepipedi di polpa tenuti insieme dalla buccia, che vengono fuori quasi a formare un porcospino.
Il "taglio a porcospino" è un modo diffuso di consumare i mango freschi (a sinistra). Una sezione trasversale del mango può essere vista a destra; come è possibile notare il frutto non è tagliato perfettamente a metà a causa del nocciolo al centro

Il gusto varia a seconda delle cultivar. In alcune inizialmente è molto dolce, ma diventa gradevolmente acidulo, aromatico, fresco ed esotico. Nella polpa vicino alla buccia, si può arrivare a percepire un aroma pungente, ma sempre delicato. In altre cultivar invece si ha un forte e caratteristico odore di trementina.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

I mango sono ampiamente usati in cucina. Il mango acerbo insieme ad altri ingredienti forma il chutney, condimento molto diffuso in India per accompagnare la carne, oppure può essere mangiato crudo con sale o salsa di soia. Una bibita estiva rinfrescante chiamata panna o panha viene fatta con i mango. Sebbene i frutti maturi vengano principalmente mangiati freschi, essi vengono usati anche in alcune ricette. L'Aamras è una bibita popolare fatta con mango e zucchero o latte, ed è bevuta accompagnata col pane. I mango maturi vengono anche spesso tagliati in fette sottili, disidratati, ripiegati e tagliati di nuovo. Le barrette ottenute sono simili alle barrette di guava disponibili in alcuni paesi. Il frutto maturo è anche aggiunto a prodotti come il muesli. I mango possono anche essere usati per fare succhi, nettari, e per dare sapore o essere il principale ingrediente in sorbetti e gelati. I mango acerbi possono essere mangiati col bagoong (specialmente nelle Filippine), salsa di pesce od un pizzico di sale.

Pianta ornamentale[modifica | modifica wikitesto]

Alcune cultivar di scarsa vigoria vegetativa vengono commercializzate come piante ornamentali da vaso, pur mantenendo la capacità di produrre frutti di buone qualità organolettiche.

Valore nutrizionale[modifica | modifica wikitesto]

Il mango è ricco di nutrienti[10]. La polpa del frutto è ricca in fibre, vitamina C, polifenoli e carotenoidi[11].LE vitamine antiossidanti A, C ed E sono presenti in una porzione da 165 grammi per il 25%, 76% e 9% della dose giornaliera consigliata. La vitamina B6, la vitamina K, le altre vitamine del gruppo B ed altri nutrienti come il potassio, il rame, e 17 amminoacidi sono a un buon livello. La polpa e la buccia del mango contengono altri nutrienti, come i pigmenti antiossidanti - carotenoidi e polifenoli - e omega-3 e acidi grassi 6-polinsaturi.
La buccia del mango contiene pigmenti che possono avere proprietà antiossidanti[10][12], inclusi carotenoidi, come la provitamina A, il beta-carotene, la luteina e l'alfa-carotene[13], polifenoli[14][15], come la quercetina, il kaempferolo, l'acido gallico, l'acido caffeico, catechine, tannini e lo xantone che si trova solo nel mango, la mangiferina[16], ognuno dei quali può contrastare l'azione dei radicali liberi in vari processi patologici, come è dimostrato dalla ricerca[17][18]. Il contenuto in nutrienti e sostanze chimiche sembra variare a seconda delle cultivar[19]. Fino a 25 diversi carotenoidi sono stati isolati dalla polpa del mango, il più presente dei quali è il beta-carotene, il quale è il responsabile della pigmentazione giallo-arancio dei frutti di molte specie di mango[20]. La buccia e le foglie hanno anch'esse un significativo contenuto in polifenoli, inclusi gli xantoni, la mangiferina e l'acido gallico[21]. Il triterpene del mango, il lupeolo[22] in laboratorio è un efficace inibitore del cancro alla prostata e alla pelle[23][24][25]. Un estratto di corteccia proveniente dai rami del mango, chiamato Vimang, isolato da scienziati cubani, contiene numerosi polifenoli con proprietà antiossidanti in vitro[26].
Il pigmento euxantina, noto anche come giallo indiano, è generalmente ritenuto prodotto partendo dall'urina di bovini nutriti a foglie di mango; la pratica viene descritta come proibita nel 1908 a causa della malnutrizione del bestiame e forse anche avvelenamente da urushiol[27]. Questa supposta origine dell'euxantina appare appoggiarsi su un'unica fonte, probabilmente di tipo aneddotico, e i registri legali indiani non riportano il divieto di tale pratica[28].

Importanza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionali forme a mango sull'orlo di una sari di cotone, viste da entrambi i lati del tessuto

Il mango è il frutto nazionale dell'India[29] del Pakistan e delle Filippine[30].
Nell'induismo un frutto di mango perfettamente maturo è tenuto in mano da Ganesha come simbolo di perfezione. Le infiorescenze di mango sono anche usate nei riti della dea Saraswati.
Le foglie di mango sono anche usate per decorare le architravi e le porte durante i matrimonio e le celebrazione come il Ganesh Chaturthi. Motivi a forma di mango sono ampiamente diffusi in diversi stili indiani di tessitura.

Produzione e consumo[modifica | modifica wikitesto]

Frutto di mango di cultivar Kesar

I mango rappresentano circa la metà della produzione complessiva mondiale di frutta tropicale. Le 10 nazioni con la maggiore produzione coprono l'80% della produzione mondiale. Le cultivar Alphonso, Benishaan o Benisha (Banganapalli in Telugu e Tamil) e Kesar sono considerate tra le varietà migliori negli stati indiani del sud, mentre Dussehri e Langda sono le più popolari negli stati del nord.
Generalmente i mango maturi hanno una buccia giallo-arancione e sono succosi al momento del consumo, mentre i frutti esportati sono spesso raccolti quando sono ancora acerbi e l'epidermide è ancora verde. Sebbene producano etilene durante la maturazione i frutti così raccolti non hanno lo stesso profumo e succosità dei frutti freschi.

Maggiori Produttori di Mango, Mangostano e Guava, 2008
Paese Produzione in tonnellate
India India
13.649.400
Cina Cina
3.976.716
Thailandia Thailandia
2.374.165
Indonesia Indonesia
2.013.123
Messico Messico
1.855.359
Pakistan Pakistan
1.753.686
Brasile Brasile
1.154.649
 Totale
26.777.098

Fonte: Food And Agricultural Organization of United Nations: Economic And Social Department: The Statistical Division

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista delle cultivar di mango.

Esistono molte centinaia di varietà di mango censite. Nelle piantagioni di mango diverse varietà vengono spesso cresciute assieme per migliorare l'impollinazione reciproca.

Mango della cultivar "Alphonso" (nome locale Haphoos) coltivato principalmente dei distretti Devgad, Sindhudurg e Ratnagiri di Maharashtra, India

Molte cultivar dalle caratterische pregevoli sono monoembrioniche e devono essere propagate per innesto, altrimenti la pianta figlia differisce dal genitore. Una cultivar monoembrionica molto diffusa è la Alphonso, un importante prodotto da esportazione.

Cultivar eccellenti in un clima possono crescere malissimo in un altro. Ad esempio alcune cultivar indiane come la Julie, una cultivar estremamente produttiva in Jamaica, in Florida richiede un trattamento annuale col fungicida per superare l'antracnosi.

Frutti di mango di cultivar Tommy Atkins


Il mercato mondiale al momento è dominato dalla cultivar Tommy Atkins, un semenzale della Haden, che fruttificò per la prima volta nella Florida del sud nel 1940. Inizialmente fu rifiutato dai ricercatori della Florida come cultivar commercialmente valida[31]. Al momento l'80% dei mango che sono in vendita in Gran Bretagna appartengono alla cultivar Tommy Atkins. Nonostante la sua polpa sia fibrosa e il suo gusto insipido, i coltivatori di tutto il mondo hanno adottato questa cultivar per la sua eccezionale produttività e resistenza ai patogeni, conservabilità, trasportabilità e ottimo colore. Tommy Atkins è predominante anche negli Stati Uniti sebbene là siano ampiamente diffuse anche altre cultivar come la Kent, la Keitt, l'haitiana Madame Francis e la messicana Champagne.

Nelle aree urbane della Florida del sud i piccoli giardini (o la loro mancanza) hanno favorito il desiderio di possedere cultivar nane di mango. Il Giardino Botanico Tropicale Fairchild ha diffuso i cosiddetti "condo mango", come la varietà Fairchild che produce ad un'altezza inferiore a 2-2,5 metri.

Frutti di mango di cultivar Kensington Pride

"Condo Mango" è un termine che è divenuto popolare in Florida del sud, dove viene utilizzato da qualche anno. La parola "condo" deriva dal termine "condominio" perché il "condo mango" essendo piccolo e potendo essere coltivato in contenitori, era adatto anche a chi non avesse terreno, come chi abitasse in un condominio. Essenzialmente "condo" significa un albero di una varietà ad accrescimento ridotto che è naturalmente nana o semi-nana, come la Ice cream, o innestato per ottenere caratteristiche nanizzanti, che possa essere mantenuta di certe dimensioni con un'attenta potatura della parte aerea o radicale, se necessario.
Esiste una varietà australiana di mango nota come R2E2, un nome basato sulla posizione nel reticolo della piantagione della pianta originale. Questa varietà produce grossi (fino ad un kilogrammo) frutti giallorossi che spuntano un ottimo prezzo nel mercato Australiano.
In Italia la Kensington Pride è la varietà che si è dimostrata più resistente nel clima mediterraneo[4], ed è tra le più coltivate nella frutticultura italiana del mango, assieme alla Glenn (che si sta recentemente dimostrando addirittura superiore alla Kensington Pride[4] sia per produttività che per caratteristiche organolettiche del frutto), e, in misura minore, alla Tommy Atkins, Keitt, Maya, Van Dyke, Osteen e Kent[4].

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Piantagione di Mango vicino a Sasan Gir, Gujarat, India

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il mango può essere coltivato in quegli ambienti dove non vi siano gelate. In Italia può quindi essere coltivata (a bassa altitudine e in zone particolari) in Sicilia e Calabria[4]. Più a Nord, anche in Liguria, ogni tentativo di coltivazione all'aperto è sinora fallito. La distribuzione ideale delle piogge, per il mango, sarebbe nella divisione di due stagioni, una calda e piovosa (estiva) e l'altra più fresca e asciutta, con 750-2500 millimetri di pioggia nella stagione piovosa[32]. Piogge fuori stagione incoraggiano i funghi sui fiori e soprattutto stimolano la crescita dell'albero piuttosto che la fioritura. Durante la maturazione i forti venti possono favorire la caduta del frutto[32] per questo la costa nord della Sicilia, meno esposta al vento di scirocco è più adatta alla coltivazione commerciale del mango rispetto alla costa sud, che pure è più calda.

Suolo[modifica | modifica wikitesto]

Il mango non è esigente riguardo al tipo di suolo in cui crescere, sebbene sia fondamentale per la sopravvivenza della pianta che il terreno abbia un ottimo drenaggio. Suoli troppo ricchi, con un alto contenuto in azoto stimolano la crescita vegetativa[8] e quindi possono presentare piante in ottima salute ma poco produttive. Il mango non ama terreni con un elevato contenuto salino[32].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Seme[modifica | modifica wikitesto]

Nocciolo di mango aperto per mostrare l'embrione

La crescita di piante di mango dal seme è veloce e facile, a patto che i semi siano prelevati da frutti maturi che non abbiano subito trattamenti, ed i semi siano freschi(di colore bianco/crema) e non secchi o ammuffiti. Dopo aver aperto con attenzione il nocciolo dalla parte laterale opposta a quella più arcuata, utilizzando un coltello affilato e cercando di non intaccare il seme, se ne preleva l'embrione che esce con facilità.
La rimozione del nocciolo dall'embrione velocizza lo sviluppo della pianta e impedisce che le radici si attorciglino dentro al seme (ma in tal caso è più sicuro ricorrere l'uso di un funghicida per bagnare l'embrione, sebbene possa essere evitato).
Una volta preparato il seme può essere piantato nel letto di coltura adagiandolo di lato. Bisogna assicurarsi che tale letto abbia un fondo solido, perché altrimenti il fittone si sviluppa eccessivamente (40-60 centimenti). E importante ricordare che non bisogna coprire eccessivamente il seme, basta un centimetro e mezzo di terriccio, tenuto umido - ma non fradicio - e tenere il seme a una temperatura adeguata (tra i 20 e i 30 gradi, in posizione luminosa).
Se il clima è adatto in un periodo variabile dagli 8 giorni alle 3 settimane si assiste alla nascita della pianta. Semenzali di questo tipo fruttificano dopo 6 anni dalla semina[32].
Tale forma di riproduzione non assicura comunque che i semenzali assomiglino alla pianta madre. I semenzali che provengono da specie monoembrioniche sono sviluppati da un fenomeno di riproduzione sessuale, per cui essi sono sempre sicuramente diversi dalla pianta madre. Generalmente tali piante presentano caratteristiche "peggiori" da un punto di vista colturale rispetto alla pianta madre. Raramente alcuni di essi sono migliori.
I semi di varietà poliembrioniche (principalmente varietà del sud-est asiatico[32]) hanno, dentro il nocciolo, diversi embrioni, di cui solo uno è di origine sessuale, mentre gli altri, di origine vegetativa (fino a 4)[32], rispecchiano fedelmente la pianta madre. Tali embrioni sono un buon metodo per moltiplicare varietà desiderabili.

Innesto[modifica | modifica wikitesto]

L'innesto è praticato da migliaia di anni. Generalmente si innesta per approssimazione e a corona o a spacco (per rinnovare vecchie piante, o migliorare piante di cattiva qualità). Altre tecniche come l'innesto a scudo sono possibili, ma necessitano accorgimenti particolari[33] L'innesto su piante già innestate ha mostrato caratteristiche nanizzanti[32]. È possibile innestare diverse varietà su un'unica pianta, ma, per quanto possa essere coltivato con cura, in questo caso finisce sempre che la pianta più vigorosa tra le innestate prima o poi prende il sopravvento e gli altri innesti muoiano[32]. L'utilizzo di portainnesti selvatici ottenuti da seme porta ad una grande variabilità nello sviluppo dell'innesto.

Talea e Margotta[modifica | modifica wikitesto]

Sia la talea che la margotta possono essere utilizzate per riprodurre piante desiderabili. Nel caso di talee tuttavia il mango radica con difficoltà e anche nelle migliori condizioni, utilizzando sostanze radicanti, si può aspettare di avere successo solo nel 40% dei casi[32]. In entrambi i casi difficilmente la pianta ottenuta in questo modo sviluppa un buon apparato radicale[32].

Cure e mantenimento[modifica | modifica wikitesto]

Piantagione di mango in Multan, Pakistan

La potatura generalmente non viene fatta prima del quarto anno dalla messa a dimora. Nei climi "freddi" è consigliato di eliminare le pannocchie floreali dei primi anni per permettere alla pianta di acquisire vigore. Se la pianta deve essere mantenuta ad una dimensione contenuta ovviamente la potatura di formazione è importante.
Fino a che la pianta non entra in produzione la fertilizzazione può essere fatta con concime ad alto contenuto di azoto; in seguito è meglio concimare con prodotti ad alto contenuto di fosforo e potassio, per evitare di favorire la crescita vegetativa.
I mango richiedono irrigazione solo nei primi anni.
La raccolta dei frutti viene fatta, nel caso di coltivazione domestica, a maturità. In tal caso il frutto si stacca facilmente dalla pianta ad una debole trazione. Dal punto di giunzione tra frutto e pianta può emergere un essudato che, macchiando il frutto, ne può provocare l'annerimento, per cui è buona pratica lavare i frutti dopo la raccolta. La raccolta viene fatta anche per evitare che i frutti sugli alberi vengano danneggiati da roditori e uccelli. In tal caso però è meglio provvedere alla raccolta del frutto ancora acerbo.

Patogeni[modifica | modifica wikitesto]

Il mango è soggetto a patologie di tipo fungino, specie in climi che non rispettano l'alternanza tra stagione secca ed umida che sarebbe gradita a questa pianta. Le piante possono subire danni dall'oidio, dall'antracnosi (Colletotrichum gloeosporioides, Colletotrichum acutatum) dalla necrosi fogliare, dalla verticillosi. Trattamenti con rame e zolfo, anche preventivi, sono consigliati. Sono stati segnalati danni ai fiori anche da specie del genere Pachnoda un cetoniino africano.[34]

Rischi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

La buccia del mango contiene urushiol, l'olio che si ritrova anche in altre specie come l'edera velenosa e che può causare dermatiti da contatto nei soggetti sensibili[9]. Coloro che abbiano una storia di dermatiti da contatto con l'edera velenosa sono quelli più esposti a questo genere di reazioni[35]. L'urushiol è anche presente nelle foglie e nei fusti del mango. Durante la principale stagione di maturazione del mango questa è la più comune fonte di dermatiti nelle Hawaii[36]. Nel caso di coltivazione casalinga è sconsigliato bruciare rami e foglie del mango, perché l'olio diviene volatile e può essere inalato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oxford English Dictionary Online entry mango, n. 1. (Draft revision Sept. 2010, retrieved 13/10/2010). OED Second Edition 1989 referred to Tamil "mān-kāy".
  2. ^ a b c Ensminger 1994: 1373
  3. ^ Watson, Andrew J. (1983). Agricultural innovation in the early Islamic world: the diffusion of crops and farming techniques, 700–1100. Cambridge, UK: Cambridge University Press. pp. 72–3. ISBN 0-521-24711-X.
  4. ^ a b c d e f g LA COLTIVAZIONE DEL MANGO IN SICILIA_opuscolo_ver def
  5. ^ Spain: Excellent prospects in quality and price for mango
  6. ^ La Sicilia punta su mango e litchi come alternative colturali ad olivo ed agrumi
  7. ^ http://www.freshplaza.it/images/2013/0607/Frutta_esotica.pdf Osservazioni su Mango e Litchi nella costiera messinese
  8. ^ a b www.aalfs.org/descargas/7.pdf
  9. ^ a b Rocha Ribeiro SM, Queiroz JH, Lopes Ribeiro de Queiroz ME, Campos FM, Pinheiro Sant'ana HM (2007). "Antioxidant in mango (Mangifera indica L.) pulp". Plant Foods Hum Nutr 62 (1): 13–7. doi:10.1007/s11130-006-0035-3. PMID 17243011. "However, the mango peel has properties similar to sumac or poison ivy, resulting in allergic rashes around the mouth, eyes, cheeks, and genitalia if the urushiol oil is spread. Washing the affected area five minutes after contact should prevent some of the symptoms. Symptoms can be swelling, formation of yellow sores, redness, and if unmaintained, may be subjected to bacterial infection.".
  10. ^ a b Ajila CM, Prasada Rao UJ (2008). "Protection against hydrogen peroxide induced oxidative damage in rat erythrocytes by Mangifera indica L. peel extract". Food Chem Toxicol 46 (1): 303–9. doi:10.1016/j.fct.2007.08.024. PMID 17919803.
  11. ^ Nutrition Facts and Analysis for Mangos, raw
  12. ^ Berardini N, Fezer R, Conrad J, Beifuss U, Carle R, Schieber A (2005). "Screening of mango (Mangifera indica L.) cultivars for their contents of flavonol O – and xanthone C-glycosides, anthocyanins, and pectin". J Agric Food Chem 53 (5): 1563–70. doi:10.1021/jf0484069. PMID 15740041.
  13. ^ Gouado I, Schweigert FJ, Ejoh RA, Tchouanguep MF, Camp JV (2007). "Systemic levels of carotenoids from mangoes and papaya consumed in three forms (juice, fresh and dry slice)". Eur J Clin Nutr 61 (10): 1180–8. doi:10.1038/sj.ejcn.1602841. PMID 17637601.
  14. ^ Mahattanatawee K, Manthey JA, Luzio G, Talcott ST, Goodner K, Baldwin EA (2006). "Total antioxidant activity and fiber content of select Florida-grown tropical fruits". J Agric Food Chem 54 (19): 7355–63. doi:10.1021/jf060566s. PMID 16968105.
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  16. ^ Andreu GL, Delgado R, Velho JA, Curti C, Vercesi AE (2005). "Mangiferin, a natural occurring glucosyl xanthone, increases susceptibility of rat liver mitochondria to calcium-induced permeability transition". Arch Biochem Biophys 439 (2): 184–93. doi:10.1016/j.abb.2005.05.015. PMID 15979560.
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  18. ^ Rodríguez J, Di Pierro D, Gioia M, et al. (2006). "Effects of a natural extract from Mangifera indica L, and its active compound, mangiferin, on energy state and lipid peroxidation of red blood cells". Biochim Biophys Acta 1760 (9): 1333–42. doi:10.1016/j.bbagen.2006.04.005. PMID 16860486.
  19. ^ Rocha Ribeiro SM, Queiroz JH, Lopes Ribeiro de Queiroz ME, Campos FM, Pinheiro Sant'ana HM (2007). "Antioxidant in mango (Mangifera indica L.) pulp". Plant Foods Hum Nutr 62 (1): 13–7. doi:10.1007/s11130-006-0035-3. PMID 17243011.
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  23. ^ Prasad S, Kalra N, Singh M, Shukla Y (2008). "Protective effects of lupeol and mango extract against androgen induced oxidative stress in Swiss albino mice" (PDF). Asian J Androl 10 (2): 313–8. doi:10.1111/j.1745-7262.2008.00313.x. PMID 18097535. http://www.nature.com/aja/journal/v10/n2/pdf/aja2008241a.pdf.
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