Cotone (tessuto)

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Cotone (tessuto)
Seersucker01.jpg
Codice di riciclaggio
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Una fase della lavorazione del cotone in una moderna cotton gin.

Il tessuto di cotone si ricava tessendo filati di cotone ricavati dalla peluria che ricopre i semi di una pianta della specie Gossypium.

Con il termine tessuto di cotone generalmente si intende indicare non solo tessuti fatti a telaio ma anche magline e jersey.

Proprietà[modifica | modifica sorgente]

  • La fibra di cotone ha comportamento anelastico. La resistenza meccanica è influenzata dalla presenza dell'acqua: le fibre umide sono più tenaci di quelle secche.
  • All'aria presenta buona stabilità,
  • A contatto con la fiamma brucia molto facilmente lasciando della cenere bianca.
  • Lascia sulla pelle una sensazione di freschezza

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il cotone si otteneva in passato mediante lavorazione con strumenti di legno o a mano. Dopo aver preso la capsula del cotone dalla pianta omonima si ricavava un "gomitolo" di filamenti che veniva trattato e lavorato prima di essere inviato alle industrie tessili. Il cotone, il cui termine deriva dall'arabo Katun ovvero "terra di conquista" già presente prima del secondo millennio a.C. in India ed anche in Perù, fu introdotto prima in Sicilia nel IX secolo e poi in tutta l'Europa. Le prime testimonianze dell’esistenza di questa fibra risalgono a cinquemila anni fa e sono state trovate in Pakistan e a Tehaucan in Messico, ma tracce più recenti le abbiamo anche nei geroglifici egiziani e nelle cronache di Erodoto (V secolo a.C.).

Nel IV sec. a.C. Alessandro Magno aveva fatto di Alessandria il più importante centro di smistamento verso l’Europa del cotone indiano di pregiatissima qualità. Con la conquista della Spagna da parte degli Arabi vennero introdotte anche in Europa le tecniche di filatura e tessitura, oltre alla coltivazione del cotone che però si interruppe agli inizi del Seicento a seguito della cacciata dei Mori. A quel punto fu il Portogallo che si prese lo scettro di importatore principale del nobile cotone indiano.

Intanto i secoli passano e in Inghilterra, fra il 1700 e il 1800, inizia la rivoluzione industriale che vede concentrarsi nel Regno Unito la produzione di tessuti e filati. Da qui all’esportazione di tecnologie di coltivazione e di lavorazione verso le Americhe il passo è breve.

Abbiamo detto infatti che fin dall’antichità il cotone era conosciuto in Messico e con la “scoperta” dell’America da parte degli Spagnoli e la successiva conquista da parte di altri Paesi europei delle terre oltreoceano, la coltivazione di questa pianta divenne intensiva e scrisse alcune delle sue pagine più nere: quelle dello schiavismo.

Le navi dei negrieri partivano da ogni dove per andare in Africa a rapire interi villaggi. Uomini, donne e bambini presi, incatenati, trasportati come carne da macello fino alle rive americane dove solo un terzo circa arrivava vivo.

E poi la vendita, la marchiatura e il lavoro nei campi, i soprusi.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

I tessuti di cotone sono ampiamente utilizzati sia nel campo dell'abbigliamento che in quello dell'arredamento.

Il cotone viene anche utilizzato nella realizzazione delle banconote dell'Euro[1]

Lavaggio[modifica | modifica sorgente]

Esempio di etichettatura di manutenzione di un capo in cotone

I capi di cotone bianco si lavano preferibilmente a 60°, (in caso di necessità per motivi igienici si può arrivare a 90° i tessuti colorati a temperature più basse). Il cotone può essere lavato a mano o in lavatrice senza particolari problemi in quanto allo stato umido migliora la sua resistenza; occorre evitare l'asciugatura alla luce diretta del sole perché indebolisce e ingiallisce la fibra.

Lavorazione del cotone[modifica | modifica sorgente]

Seguiva poi il torcitoio , macchina simile al filatoio ma sprovvista della parte stiro, che conferisce al filo svolto dalla rocca la torsione richiesta e confeziona il prodotto su di un fuso. Il prodotto finale, ormai confezionato a andava poi regolarizzato e controllato. Ciò avveniva con la gasatrice, che attraverso il passaggio del filo su di una fiammella, eliminava la peluria in eccesso e rendeva il filo più lucido.Se le ditte committenti necessitavano di matassed si utilizzava l’aspatrice, se invece si voleva il filo confezionato in rocche, si utilizzava la roccatrice.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Da Super Quark ( link al video )

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]