Africa orientale

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La Macroregione ONU dell'Africa orientale.

L'Africa orientale è la porzione del continente africano che si estende geograficamente più a est.

In base alla ripartizione del mondo effettuata dalle Nazioni Unite, l'Africa Orientale è una delle macroregioni in cui è divisa l'Africa.

Essa include 17 Stati:

Oltre a questi Stati l'ONU ha incluso anche due dipartimenti francesi d'oltremare: Mayotte e Réunion.

Corno d'Africa[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Africa orientale nel XIX e fino all'inizio del XX secolo, fu terra di conquista e di contrasto per le principali potenze europee dell'epoca. In questa corsa verso l'Africa, tutte le zone del continente, compresa l'Africa orientale, divennero parte degli imperi coloniali europei.

I primi colonizzatori furono i portoghesi che si stabilirono nel sud del Mozambico, espandendosi in seguito anche verso il nord del paese fino ad incontrare gli inglesi presso il lago Malawi che avevano creato un protettorato nella zona dell'attuale stato del Malawi, lasciando ai portoghesi il controllo della costa est del lago.

L'impero britannico conquistò le zone più fertili e promettenti dell'Africa orientale, quelle degli attuali Uganda e Kenia. Queste zone, molto adatte all'agricoltura furono usate dagli inglesi per coltivazioni commerciali e di esportazione come il caffè e il o per l'allevamento di bestiame da carne e da latte. In più la regione aveva le potenzialità per accogliere l'espansione demografica inglese, grazie anche alle condizioni climatiche favorevoli a stanziamenti in stile europeo, come quelli di Nairobi o Entebbe.

I francesi si stanziarono in Madagascar (la più grande isola dell'oceano indiano e la quarta nel mondo) e in altre isole minori come Reunion e le Comore. Il Madagascar fu ceduto ai francesi dagli inglesi in cambio di Zanzibar, un importante base per il commercio delle spezie. Gli inglesi mantennero comunque delle isole minori come le Seychelles e le fertili Mauritius.

Gran parte dell'area era poi in mano dell'impero tedesco sotto il nome di Africa Orientale Tedesca, nella zona dell'attuale Ruanda, Burundi e della parte della Tanzania continentale chiamata Tanganyika. Nel 1922 gli inglesi ottennero dalla Società delle nazioni l'autorità sul Tanganyika, territorio che unirono poi a Zanzibar per formare la Tanzania. L'Africa orientale sotto il dominio tedesco sebbene fosse molto estesa non era strategicamente importante come quella sotto il controllo britannico situata più a nord. Quelle tedesche erano infatti zone dal clima e dalla geomorfologia più inospitale. La parte sud della Somalia divenne colonia italiana (Somalia Italiana), mentre una striscia di terra nel nord del paese rimase sotto il controllo britannico (Somaliland britannica). La costa della parte nord del paese era di fronte alla colonia inglese di Aden nella penisola arabica; insieme questi territori garantivano agli inglesi il controllo del passaggio. Anche i francesi avevano il loro avamposto strategico sulla via dell'Indocina con la piccola colonia di Gibuti anche chiamata Somaliland francese.

L'unica parte della regione indipendente era l'Etiopia che venne occupata solo brevemente dagli italiani (1936-1941). L'occupazione aveva avuto inizio dal piccolo porto di Assab in Eritrea, comprato dagli italiani. Da qui partì la colonizzazione dell'Eritrea e in seguito dell'Etiopia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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