Radicali liberi
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Questa voce di chimica sembra trattare lo stesso argomento, o comunque argomenti unificabili, della voce Radicale (chimica) .
Puoi contribuire unendo i contenuti in una pagina unica seguendo le linee guida.
|
| Questa voce di medicina sembra trattare lo stesso argomento, o comunque argomenti unificabili, della voce Radicale (chimica) .
Puoi contribuire unendo i contenuti in una pagina unica seguendo le linee guida.
|
| Questa voce o sezione di medicina non riporta fonti o riferimenti.
Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili, secondo le linee guida sull'uso delle fonti.
|
Sono detti radicali liberi i radicali prodotti dal nostro organismo come difesa da agenti eziologici di natura principalmente batterica. Sono frammenti di molecole estremamente reattivi.
Le specie reattive dell'ossigeno possono essere classificate come ROS (da Reacting Oxygen Species) o alternativamente come ROI (da Reacting Oxygen Intermediate). Allo stesso modo, le specie reattive dell'azoto possono essere nominate RNS (Reacting Nitrogen Species) o RNI.
Indice |
[modifica] ROS
I ROS sono le specie reattive a maggior diffusione. Questi possono formarsi spontaneamente per reazione diretta dell'ossigeno molecolare con cationi (generalmente ferro, ma anche zinco e rame) non chelati presenti nel circolo sanguigno, nell'interstizio cellulare o nei fluidi intracellulari, o enzimaticamente, mediante appunto l'enzima NADPH ossidasi, per poi andare incontro ad una serie di reazioni biochimiche. Sono riconoscibili: anione superossido, radicale idroperossido, acqua ossigenata, radicale ossidrilico.
[modifica] RNS
Le specie reattive derivate dall'azoto (RNS) di maggior interesse sono l'ossido nitrico ed il perossinitrito, formato dalla reazione tra ossido nitrico e superossido.
[modifica] ROS, fisiologia e fisiopatologia
Essi sono causa di danni cellulari di varia natura: ad esempio sui globuli rossi arrivano a causare emolisi, ovvero rottura delle cellule) agendo principalmente sugli acidi grassi che formano i lipidi di membrana. La degradazione dei lipidi operata dai radicali liberi è riscontrabile tramite la presenza di prodotti terminali di lipossilazione avanzata (ALEs, Advanced Lipoxylation End-products) quali il 4-idrossi-nonenale (4)HNE) e la malonil-dialdeide (MDA). Sono stati sviluppati dei dosaggi colorimetrici molto sensibili (metodo ELISA) che permettono di rilevare 4-HNE ed MDA a concentrazioni tissutali inferiori al micromolare. Dall'azione degradante dei radicali liberi possono essere colpite anche le proteine cellulari, dando origine ad aminoacidi modificati (diidrossifenilalanina, ditirosina...), come anche gli acidi nucleici -soprattutto nei mitocondri-, formando basi azotate alternative (8-ossiguanina, 5-idrossimetiluracile...). Fortunatamente esistono delle barriere contro il danno ossidativo: sono i sistemi scavenger (lett. Spazzino) che consistono in una serie di enzimi atti all'arresto della cascata di reazioni dei radicali:
- la superossido dismutasi, che converte il superossido in perossido di idrogeno;
- la catalasi, che demolisce l'acqua ossigenata in acqua ed ossigeno molecolare;
- la glutatione perossidasi, che spazza via i perossidi a spese del glutatione.
Le vitamine A (retinolo, prodotto di scissione del β-carotene), la vitamina C (acido ascorbico) e la vitamina E (α- o γ-tocoferolo) sono tra i più efficaci composti organici anti-ossidanti presenti nel corpo umano.
[modifica] Misurazione dello stress ossidativo
| Questa voce o sezione di medicina è ritenuta da controllare. Motivo: Ho cancellato un link ad un sito promozionale. Controllare che la sezione riporti informazioni corrette, imparziali, attendibili e non che non ci sia copyviol
Partecipa alla discussione e/o correggi la voce.
|
| Questa voce o sezione di medicina non è ancora formattata secondo gli standard.
Contribuisci a migliorarla seguendo le convenzioni di Wikipedia.
Specifica la data: {{W|argomento|mese anno}} |
| Questa voce o sezione di medicina non riporta fonti o riferimenti.
Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili, secondo le linee guida sull'uso delle fonti.
|
È possibile misurare sia la concentrazione di sostanze ossidanti (ROS:radicali liberi dell'ossigeno) sia di quelle antiossidanti grazie ad un test di semplice esecuzione, da cui si ottiene un valore detto "indice di stress ossidativo".
Lo stress ossidativo è definito come la mancanza di equilibrio tra lo stato ossidante (danni da radicali liberi) e lo stato antiossidante (difese anti-radicaliche).
A chi può essere utile il test :
- Adulti sani che vogliano fare un "check-up" in chiave preventiva (famigliarità per malattie cardiovascolari, diabete, dislipidemie, malattie atrosiche, ecc.)
- Sportivi, per monitorare l'efficacia di allenamenti e metodologie di scarico e di recupero dopo sforzi od attività agonistica.
- Donne, per migliorare i consigli dermocosmetici di anti-invecchiamento della pelle.
Inoltre,grazie ai parametri del test, è possibile valutare meglio l'azione a livello cellulare e l’eventuale riduzione del danno ossidativo durante:
- Diete
- Attività fisica
- Trattamenti cosmetici e nutrizionali
- Modifiche dello stile di vita (es. riduzione o abolizione del fumo di sigaretta).
[modifica] Modalità di esecuzione
- Il prelievo è sul sangue capillare (puntura del polpastrello)
- E’ preferibile essere riposati e non in fase di stress recente
- E’ consigliabile non aver fumato almeno mezz'ora prima del test.
Il test è basato sul rapporto tra:
- Valutazione della concentrazione di ROS (FORT TEST) e
- Capacità antiossidante totale (FORD TEST)
[modifica] Risultati
Più elevato è il valore del FORT TEST maggiore è il rischio di danni da stress ossidativo. Il risultato è legato al livello delle difese (FORD TEST): più alte sono le difese, minore è il rischio generale. Eventualmente le difese possono essere stimolate e potenziate/integrate qualora risultino sotto i livelli usuali. Naturalmente ogni persona ha un suo valore di partenza riguardo a questi parametri. E' consigliabile eseguire un primo test di controllo per conoscere i propri parametri in un momento in cui si è “sani”. Controlli successivi ci diranno se c'è un miglioramento o peggioramento in termini di Stress Ossidativo con una diminuzione o un aumento potenziale del rischio patologico generale. In tal caso potrebbe essere utile consultare il proprio medico per eventuali controlli diagnostici mirati.
[modifica] Bibliografia
- Muller, F. L., Lustgarten, M. S., Jang, Y., Richardson, A., Van Remmen, H., Trends in oxidative aging theories, Free Radic. Biol. Med. 43, 477-503 (2007)