Urina

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Rappresentazione di una donna all'atto dell'urinare

L'urina è il prodotto finale della escrezione del rene attraverso la quale vengono eliminati dall'organismo i prodotti metabolici (scorie dannose, soprattutto urea) presenti nel sangue. Essa fluisce nella pelvi renale, quindi nell'uretere e si raccoglie nella vescica, organo cavo preposto al suo accumulo. L'emissione di urina avviene poi attraverso l'uretra, e viene definita minzione. Nel linguaggio medico le urine emesse in un definito arco temporale prendono il nome di diuresi.

Medicina[modifica | modifica wikitesto]

Campione di urina umana

Nell'uomo sano l'urina è un liquido limpido, atossico, sterile, incolore in condizioni normali, giallo paglierino nelle urine concentrate (la colorazione è dovuta all'urocromo, pigmento derivato probabilmente dalla degradazione delle proteine tissutali). Il valore del pH è variabile tra 4,4 e 8, anche se normalmente vicino a 6: al di sopra dei valori medi di pH, (per esempio con pH = 8) si è in presenza di alcalosi, oppure tale valore può essere osservato in individui che seguono una dieta con poche proteine. Al di sotto, invece, si verifica acidosi, pericolosa perché l’epitelio di transizione delle vie urinarie non è protetto dagli insulti acidi. La densità è pari a 1015–1025 kg/m³. La quantità di urina prodotta è estremamente variabile, in quanto la percentuale di acqua dipende dalla somma dei processi di filtrazione, che avvengono nei glomeruli renali, e di riassorbimento, che avvengono invece nei tubuli renali; in una persona sana l'eliminazione di acqua con le urine dipende dalla quantità di liquidi introdotti (con alimenti e bevande) e persi (sudorazione, feci, vapore acqueo nell'aria espirata, ecc.). Una persona adulta produce giornalmente, in media, una quantità di urine compresa fra di 500 ml e 2500 ml. Sebbene anche in persone sane sia possibile osservare valori esterni a questo range, per convenzione si parla di oliguria ("poche urine") per quantità giornaliere inferiori al limite minimo e analogamente di poliuria ("molte urine") per quantità superiori al limite massimo. L'espulsione di urea consente di eliminare le scorie in modo da comportare una perdita d'acqua molto piccola. Se l'ammoniaca fosse mandata ai nefroni direttamente, per non produrre gravi danni essa dovrebbe essere molto più diluita.

L'espulsione di urina non è l'unico mezzo con cui perdiamo liquidi corporei: oltre al sudore, infatti, circa mezzo litro viene disperso con la ventilazione (fino a 500 ml senza attività fisica), mentre in media 250 cm³ di acqua al giorno vengono espulsi con le feci. Viceversa, all'incirca mezzo litro d'acqua viene prodotto quotidianamente grazie alle reazioni biochimiche(H2O endogena), per esempio dalla beta ossidazione dei lipidi.


Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Formula di struttura dell'urea

Un litro di urina è composto da:

Soglia renale[modifica | modifica wikitesto]

È la concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia) massima alla quale il rene è in grado di riassorbire totalmente il glucosio, pari a 180 mg/dl (glicemia normale = 70–120 mg/dl). Sopra questa concentrazione il glucosio passa nelle urine (glicosuria), richiamando acqua; questo richiamo massivo d'acqua determina poliuria e possibile disidratazione. La comparsa di poliuria, specie se accompagnata da un aumento della sete (polidipsia), deve indurre ad indagare sulla possibile presenza di diabete.

Percorso dell'urina[modifica | modifica wikitesto]

L'urina, dopo essere stata filtrata attraverso i reni, si presenta come sostanza liquida nella vescica urinaria, per poi essere espulsa dall'uretra.

Patologia[modifica | modifica wikitesto]

Un campione di un soggetto affetto da ematuria

Alterazioni della composizione[modifica | modifica wikitesto]

Alterazioni del colore[modifica | modifica wikitesto]

Le urine possono assumere molte colorazioni a seconda dello stato patologico in cui riversa il paziente[1]:

Alterazioni nella produzione e nell'emissione dell'urina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Minzione#Tipo di minzione e Diuresi#Tipi di diuresi patologiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Joan Liebmann-Smith, Jacqueline Nardi Egan, Urine pigmentate in Come stai? Leggere i segnali del corpo per riconoscere gli indicatori di disturbi e malattie e distinguerli dai falsi allarmi, 1ª ed., Apogeo Editore, 2008, p. 258, ISBN 978-88-503-2792-8. URL consultato il 2012.
  2. ^ Urina: dal colore della pipì la spia di tante malattie

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]