Acetone

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Acetone
formula di struttura
modello molecolare tipo space-filling modello molecolare a sfere e molle
Nome IUPAC
propanone
Nomi alternativi
dimetilchetone
β-chetopropano
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C3H6O
Massa molecolare (u) 58,08
Aspetto liquido incolore
Numero CAS 67-64-1
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 0,79
Solubilità in acqua completamente miscibile
Temperatura di fusione (K) 177,8 (-95,4 °C)
ΔfusH0 (kJ·mol-1) 5,7
ΔfusS0 (J·K-1mol-1) 32,3
Temperatura di ebollizione (K) 329,4 (56,2 °C)
ΔebH0 (kJ·mol-1) 31,3
ΔebS0 (J·K-1mol-1) --
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol-1) -248,4
S0m(J·K-1mol-1) 199,8
C0p,m(J·K-1mol-1) 126,3
Indicazioni di sicurezza
Flash point (K) < 293 (< 20 °C)
Limiti di esplosione 2,6 - 13%
Temperatura di autoignizione (K) 831 (540 °C)
Simboli di rischio chimico

Facilmente infiammabile Irritante   


frasi R: R 11-36-66-67
frasi S: S 9-16-26

L'acetone (anche chiamato dimetil chetone, propanone e beta-chetopropano) è il chetone più semplice esistente. Il suo numero CAS è 67-64-1.

La sua formula chimica è CH3-CO-CH3; l'atomo di carbonio cui è legato l'atomo di ossigeno ha ibridazione sp2 ed è pertanto al centro di un triangolo grossomodo equilatero ai cui vertici stanno l'atomo di ossigeno e gli altri due atomi di carbonio.

L'acetone è un liquido incolore e infiammabile con un odore caratteristico (fruttato); è miscibile con acqua, etanolo e etere e trova principalmente impiego come solvente.

Il principale processo industriale per ottenere acetone è l'idrolisi dell'idroperossido di cumene. In presenza di catalizzatori, il cumene addiziona ossigeno e forma un idroperossido; dal riarrangiamento e successiva decomposizione di questo si originano acetone e fenolo.

Una bottiglia in vetro ambrato di acetone, di uso comune in un laboratorio chimico.

L'acetone viene anche utilizzato in cosmetica per rimuovere lo smalto e le impurità dalle unghie. Basta versarne una minima parte su un pezzetto di cotone idrofilo e si può eliminare con molta facilità il colore. Come solvente fortemente polare, ha anche una certa efficacia nel rimuovere i residui di adesivi cianoacrilici[1].

Viene anche utilizzato in laboratorio come solvente organico e come coadiuvante all'asciugatura della vetreria di laboratorio, dopo averla lavata (soprattutto in laboratorio di chimica organica).

Sicuramente, però il maggiore impiego di questo solvente è per la produzione di polimeri. Diversi milioni di tonnellate l'anno vengono prodotti per indirizzarli verso la sintesi dei polimeri acrilici (plexiglas) e delle resine epossidiche[senza fonte]. Dalla condensazione di acetone e fenolo si ottiene inoltre il bisfenolo A, intermedio essenziale per la produzione dei policarbonati (plastiche anti-urto, come per esempio quelle per caschi motociclistici).

Dalla condensazione di due molecole di acetone in ambiente alcalino si origina il diaceton-alcole, buon solvente della gomma e di alcune vernici. La condensazione di tre molecole in ambiente disidratante e termico (200 °C), invece, porta alla formazione del solvente isoforone risultato assai efficace come additivo per vernici, pitture, adesivi e per discogliere alcune plastiche.

[modifica] Note

  1. ^ Un nome commerciale degli adesivi cianoacrilici è "Attak".

[modifica] Collegamenti esterni

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