Solubilità

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Solubilità
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In chimica si definisce solubilità (o miscibilità) di un soluto in un solvente, a determinate condizioni di temperatura e pressione, la massima quantità di un soluto che in tali condizioni si scioglie in una data quantità di solvente, formando in tal modo un'unica fase con esso.[1]

Il rapporto tra soluto e solvente per unità di soluzione è espressa dalla concentrazione.
La solubilità di un certo soluto in un certo solvente dipende, oltre che dalle caratteristiche delle due sostanze, anche dalla temperatura e dalla pressione.

Una soluzione si dice "satura" quando ha raggiunto la massima concentrazione di soluto che può contenere alle condizioni di equilibrio. Aggiungendo ulteriore soluto ad una soluzione satura, tale soluzione diventerà "sovrassatura", ma tale condizione non è di equilibrio, per cui l'eccesso di soluto tenderà a separarsi dalla soluzione costituendo una fase separata, in modo da riportare la soluzione alle condizioni di saturazione.

La solubilità \alpha si esprime come:

\alpha = \frac{c}{c_s} = 1 + \frac{\Delta c}{c_s} = 1 + s

in cui c e c_{s} sono le concentrazioni attuale e a saturazione, e s è la frazione di sovrassaturazione.

La solubilità in genere viene espressa come grammi di soluto disciolti in 100 grammi di solvente a una data temperatura.[2][3]

Regole di solubilità di alcuni soluti solidi[modifica | modifica sorgente]

Le regole di solubilità ci permettono di sapere quali composti sono solubili in acqua e le loro eccezioni (casi in cui non si sciolgono).

Le regole di solubilità sono utili per determinare quale prodotto di una reazione di doppio scambio (a cui è associato un fenomeno di precipitazione), con i reagenti in soluzione acquosa, non è solubile in acqua e quindi formerà un precipitato solido dentro la soluzione stessa.

Sono solubili in acqua:

Regole di solubilità degli alcoli[modifica | modifica sorgente]

La solubilità degli alcoli in acqua (o altri solventi polari) varia in base alla lunghezza della catena di atomi di carbonio presenti. Ad esempio il metanolo (che contiene un solo atomo di carbonio) è molto solubile in acqua, mentre l'alcool propilico (che contiene tre atomi di carbonio) impiega più tempo. La solubilità degli alcoli che contengono più di 6 atomi di carbonio è pressoché nulla, in quanto il legame idrogeno che si forma tra l'ossidrile (OH) dell'alcol e i dipoli dell'acqua diventa sempre meno influente in presenza di lunghe catene di atomi di carbonio (che costituiscono la parte apolare della molecola).

Sistemi a solubilità diretta e a solubilità inversa[modifica | modifica sorgente]

Curve di solubilità per sistemi a solubilità diretta e inversa.

La curva di saturazione esprime il valore della concentrazione del soluto in condizioni di saturazione (ovvero la sua solubilità in funzione della temperatura). Se la solubilità cresce con la temperatura il sistema solvente-soluto è detto a solubilità diretta, mentre se al crescere della temperatura la solubilità diminuisce, il sistema è detto a solubilità inversa.

In generale all'aumento della temperatura aumenta la solubilità delle sostanze solide (ad esempio il cloruro di sodio[2]), mentre diminuisce quella delle sostanze gassose.

È però da rilevare che non tutte le sostanze hanno comportamenti analoghi riguardo alla dipendenza della solubilità dalla temperatura ad esempio la solubilità del carbonato di litio in acqua diminuisce con l'aumentare della temperatura.

Le tabelle seguenti indicano la solubilità di alcune sostanze in acqua:[3]

Solubilità del cloruro di sodio in acqua
(grammi di soluto in 100 grammi di acqua)
Temperatura (°C) 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Solubilità 35,7 35,8 36,0 36,3 36,6 37,0 37,3 37,8 38,4 39,0 39,8
Solubilità del diossido di zolfo in acqua
(grammi di soluto in 100 cm3 di soluzione H2O-SO2, a P = 1 atm)
Temperatura (°C) 0 10 20 30 40 50
Solubilità 22,83 16,21 11,29 7,81 5,41 4,5

Si può notare dalle tabelle precedenti che la solubilità del cloruro di sodio (solido) aumenta con la temperatura, mentre quella del diossido di zolfo (gas) diminuisce.

Anche l'aumento di pressione provoca un aumento della solubilità. Esempio di ciò è la solubilità dell'anidride carbonica nelle bevande gassate: fino a quando la bottiglia è sigillata la maggior pressione interna permette all'anidride di rimanere in soluzione, quando la bottiglia viene aperta la diminuzione di pressione comporta la rapida gassificazione dell'anidride disciolta con la conseguente formazione delle bollicine. La solubilità dei gas in acqua è ben descritta la legge di Henry p=k*C ove p è la pressione parziale del gas sulla soluzione, C è la concentrazione del gas nella soluzione e k è una costante tipica di ciascun gas che correla la pressione del gas sulla soluzione e la sua concentrazione; K come tutte le costanti di equilibrio dipende dalla temperatura. Si deve considerare però che CO2, SO2 ed NH3, per quanto siano spesso indicate, non sono degli esempi ottimali in quanto queste specie chimiche formano dei composti con il solvente e quindi presentano delle solubilità anomale.

L'aumento della solubilità dipendentemente dalla pressione è un fenomeno apprezzabile solamente nei gas.

Solubilità nello stato solido[modifica | modifica sorgente]

La solubilità in fase solida è fondamentale per capire il comportamento di alcune leghe. Alcuni materiali metallici (per esempio Au e Cu o, entro certi limiti, Fe e Cr) quando solidificano formano una sola fase, in cui un elemento è indistinguibile dall'altro. In questo caso si dice che i due metalli formano una soluzione solida. La solubilità degli elementi nella matrice cristallina dell'elemento base può essere totale (vedi i casi indicati sopra), in generale in questo caso si ha una lega di sostituzione, cioè gli atomi di un materiale sostituiscono quelli dell'altro nel reticolo cristallino, ne consegue che, per avere questo tipo di lega, i due materiali devono avere lo stesso reticolo cristallino.

In altri casi la solubilità non è totale, ma solo parziale: quando la percentuale del materiale soluto nella matrice del materiale solvente (per soluto si intende il materiale in percentuale atomica più bassa e solvente quello con percentuale atomica più alta) supera un certo valore, si forma una fase diversa formata solo dal soluto. Il caso più noto è quello del C nel Fe (vedi Diagramma ferro-carbonio), in cui il C è solubile nel Fe per un massimo di circa il 2% a 1150 °C, mentre a temperatura ambiente è praticamente insolubile. In genere questa solubilità forma leghe interstiziali, in cui gli atomi del soluto (che devono avere un raggio atomico molto più basso di quello del solvente) occupano gli spazi lasciati liberi dentro il reticolo dagli atomi di dimensioni maggiori. Naturalmente la presenza di corpi estranei modifica sensibilmente i parametri reticolari.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) IUPAC Gold Book, "miscibility"
  2. ^ a b Chemistry 30 Solution Chemistry - Solubility Curves
  3. ^ a b Perry's Chemical Engineers' Handbook, cap.2, p.120

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]