Solfato di bario
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| Solfato di bario | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | BaSO4 |
| Massa molecolare (u) | 233,40 g/mol |
| Aspetto | solido bianco |
| Numero CAS | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 4,5 (20 °C) |
| Solubilità in acqua | < 0,01 g/l (20 °C) |
| Prodotto di solubilità a 298 K | 1,07 · 10-10 |
| Temperatura di fusione (K) | 1.853 (1.580 °C) |
| Indicazioni di sicurezza | |
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Il solfato di bario è il sale di bario dell'acido solforico.
A temperatura ambiente si presenta come un solido finissimo bianco inodore.
Il solfato di bario viene usato nell'industria delle carte fotografiche per produrre le cosiddette carte baritate, sempre meno diffuse per il largo uso di carte fotografiche politenate o RC (resin coated). La produzione di carta fotografica baritata comincia negli anni ottanta del 1800 e faceva uso di diversi metodi di applicazione della barite dispersa in un legante (in genere gelatina) sulla carta; questo strato veniva poi ricoperto con l'emulsione fotografica fotosensibile.
Esso inoltre è pochissimo solubile e opaco ai raggi X. Queste caratteristiche l'hanno reso molto utile nella pratica medica per la diagnosi di occlusioni o perforazioni intestinali attraverso l'ingestione del sale stesso e successiva radiografia dell'addome. A rigore, il solfato di bario è velenoso per l'uomo, ma la sua scarsissima solubilità lo rende di fatto innocuo, ed esso viene espulso senza problemi dal paziente.
Viene utilizzato per lo studio dello stomaco e dell'intestino; l'uso del solfato di bario va evitato in sospetta occlusione intestinale (in quanto può solidificare, andando a formare baritomi - di difficile risoluzione chirurgica) e perforazione (in quanto il solfato di bario risulta irritante per sierosa peritoneale, provocando una delle più gravi specie di peritoniti - la fibroplastica).

