Solfato di alluminio

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Solfato di alluminio
Campione di solfato di alluminio esadecaidrato
Nome IUPAC
Trisolfato di dialluminio
Nomi alternativi
E520
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare Al2(SO4)3
Massa molecolare (u) 342,15 g/mol (anidro)
666,42 g/mol (octadecaidrato)
Aspetto solido cristallino bianco
Numero CAS [10043-01-3] (anidro)
7784-31-8 (octadecaidrato)
Numero EINECS 233-135-0
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 2,672 (anidro)
1,62 (octadecaidrato)
Costante di dissociazione acida a K 2,5–5,0 × 10–4
Solubilità in acqua 31,2 g/100 mL (0 °C)
36,4 g/100 mL (20 °C)
89,0 g/100 mL (100 °C)
Temperatura di fusione 1043 (770 °C, dec., anidro)
360 (86.5 °C, octadecaidrato)
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol−1) −3442
Proprietà tossicologiche
LD50 (mg/kg) > 5000 (rat)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
Corrosivo Nocivo
Frasi R 37/38, 41, 68
Frasi S 26, 36/37/39

Il solfato di alluminio è il composto chimico con formula Al2(SO4)3, dove l'alluminio ha numero di ossidazione +3. In condizioni standard è un solido cristallino bianco, solubile in acqua ed insolubile in alcool. Esiste in forma anidra e in svariate forme idrate. È uno dei principali prodotti della chimica inorganica industriale. Per la maggior parte è usato nell'industria della carta, ma ha altre molteplici applicazioni.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Al2(SO4)3 in forma anidra è poco comune, ma esiste in natura nel raro minerale millosevichite, che si può trovare in prossimità di vulcani o in seguito a combustione in discariche di rifiuti di estrazione di miniere di carbone. Esistono inoltre varie forme idrate; le più comuni sono Al2(SO4)3•16H2O e Al2(SO4)3•18H2O. La forma Al2(SO4)3•17H2O è reperibile in natura nel minerale alunogeno.

Sintesi[modifica | modifica wikitesto]

Al2(SO4)3 è preparato sciogliendo in acido solforico dell'idrossido di alluminio puro, esente da ferro:

2Al(OH)3 + 3H2SO4 → Al2(SO4)3•6H2O

Reattività[modifica | modifica wikitesto]

Il solfato di alluminio si scioglie in acqua con reazione acida e cristallizza a temperatura ambiente come Al2(SO4)3•18H2O monoclino. Scaldandolo al di sopra di 340 °C ha luogo una completa disidratazione del sale, e oltre 770 °C si ha decomposizione in ossido di alluminio Al2O3 e triossido di zolfo SO3.

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Al2(SO4)3 è usato in molteplici applicazioni:[1][2]

  • Circa i due terzi della produzione sono usati nell'industria della carta, dove serve per regolare il pH dei residui della polpa di legno, per il trattamento delle acque di processo, per trattare le fibre di cellulosa ed evitare che l'inchiostro spanda.
  • Nella purificazione dell'acqua serve come flocculante per catturare le impurità, regolare il pH e rimuovere fosfati e batteri.
  • Nella tintura di tessuti serve come mordente, facilitando l'adesione dei coloranti alle fibre. Trova anche impiego come stabilizzante delle soluzioni diazoiche e come neutralizzante degli alcali nella tintura con naftoli.
  • Nell'industria delle costruzioni è usato come impermeabilizzante e acceleratore della presa del calcestruzzo.
  • Come catalizzatore e per la preparazione di altri prodotti chimici.
  • Per ridurre il pH dei terreni, perché idrolizza formando idrossido di alluminio insolubile, liberando così una soluzione di acido solforico diluita. Ad esempio è usato per ottenere i fiori blu delle ortensie.
  • Come additivo alimentare rassodante, autorizzato in Europa con la sigla E520, anche se esistono controversie sull'introduzione di alluminio nei cibi.

Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

Sia anidro che idrato, Al2(SO4)3 è un prodotto corrosivo; è irritante per la pelle e le mucose, e può provocare lesioni agli occhi. Non risulta cancerogeno.[3][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. J. Chenier, Survey of industrial chemistry, 3ª ed., New York, Kluwer Academic, 2002, ISBN 0-306-47246-5.
  2. ^ T. W. Swaddle, Inorganic chemistry: an industrial and environmental perspective, Elsevier, 1997, ISBN 0-12-678550-3.
  3. ^ Alfa Aesar, Scheda si sicurezza di Al2(SO4)3 anidro. URL consultato il 21-4-2011.
  4. ^ Alfa Aesar, Scheda si sicurezza di Al2(SO4)3 idrato. URL consultato il 21-4-2011.
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