Flocculazione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La flocculazione consiste in un processo chimico-fisico di un sistema colloidale in cui la fase solida tende a separarsi formando dei fiocchi in sospensione. Alla base del processo stanno fenomeni di adsorbimento, mentre il pH, la temperatura e la forza ionica sono fattori ambientali che non solo influenzano fortemente la flocculazione, ma anche la formazione di aggregati, ovvero fiocchi in sospensione attraverso la precipitazione di elementi disidratati.

A livello impiantistico, la flocculazione viene sfruttata in trattamenti di purificazione delle acque, sia grezze che reflue, e in particolar modo quando si intende eliminare particelle colloidali difficilmente sedimentabili o filtrabili.

Il processo inverso della flocculazione è detto deflocculazione o peptizzazione.[1]

Il processo di flocculazione[modifica | modifica wikitesto]

Affinché avvenga la flocculazione è necessario innanzitutto destabilizzare le cariche dei colloidi. Ciò viene realizzato facendo uso di coagulanti (spesso si usa indifferentemente il termine flocculanti). Questi sono composti di varia origine che esplicano la loro azione in valori di intervallo di pH ben definiti. Una temperatura sufficientemente alta, un aumento della forza ionica e una forte agitazione sono fattori che favoriscono la coagulazione.

I coagulanti sono in genere degli elettroliti inorganici o polielettroliti organici.[2] Ecco alcuni esempi:

Le particelle colloidali delle sospensioni, essendo normalmente caricate negativamente, richiedono di solito coagulanti ad azione cationica. Non è peraltro da escludere la possibilità di imbattersi in sospensioni formate da particelle cariche positivamente, come ad esempio nel caso del carbone, per cui possono necessitare anche coagulanti ad azione anionica.

La destabilizzazione delle cariche permette la formazione dei primi piccoli aggregati solidi che successivamente tenderanno a ingrossarsi per successivo adsorbimento di particelle fino alla formazione dei primi fiocchi (flocculazione) in sospensione. Mentre per favorire la coagulazione era indicata una energica agitazione, nella fase di flocculazione tale agitazione è controindicata in quanto in grado di rompere i fiocchi formatisi.

Ingegneria[modifica | modifica wikitesto]

Un classico impianto che sfrutta un processo di flocculazione è un chiaroflocculatore, apparecchiatura che abbina la flocculazione alla chiarificazione ottenuta tramite sedimentazione. Un chiaroflocculatore è essenzialmente una vasca costituita da organi meccanici di miscelazione: l'acqua da trattare viene immessa lateralmente dal basso e viene convogliata, insieme con i reagenti introdotti dalla parte superiore, nella zona di miscelazione. L'acqua trattata esce lateralmente dall'alto, mentre nella parte inferiore dell'apparecchiatura si ha lo spurgo dei fanghi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) IUPAC Gold Book, deflocculation (peptization)
  2. ^ Stocchi, p.112

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eugenio Stocchi, Chimica Industriale Inorganica, Torino, Edisco Editrice, 1993, ISBN 88-441-2022-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]