Cromatografia di esclusione molecolare
La cromatografia di esclusione molecolare è un processo di analisi che si utilizza per separare sostanze organiche aventi elevati pesi molecolari, soprattutto proteine e macromolecole.
Il concetto che sta alla base di questa separazione è molto semplice: la "fase stazionaria" è un supporto inerte costruito appositamente con pori di dimensioni controllate. La "fase mobile" è un solvente organico o acquoso ed eluisce i soluti attraverso la colonna cromatografica.
I soluti con un volume maggiore dei pori della fase stazionaria (ovvero con un peso molecolare molto elevato) usciranno dalla colonna con il fronte del solvente, i soluti che invece hanno dimensioni minori rispetto al diametro e alla superficie dei pori saranno trattenuti dalla colonna per un tempo proporzionale al peso molecolare del soluto stesso.
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Generale [modifica]
Nella cromatografia per esclusione si individua un V0 che è il volume della fase mobile che non occupa i pori e un VP che è il volume occupato dai pori. ogni soluto ha un suo caratteristico parametro nella cromatografia per esclusione chiamato coefficiente di distribuzione K' = VA / VP dove VA indica la frazione di VP occupato dal soluto in questione. Per VA = 0 si ha K' = 0, per VA = VP, si ha K' = 1. Nell'applicazione pratica si costruisce una retta di taratura: log p.m. vs Volume e da questa retta è possibile poi risalire ai pesi molecolari dei soluti che si sta analizzando.
Tipi di cromatografia di esclusione [modifica]
La cromatografia di esclusione si divide in:
- Cromatografia di esclusione dimensionale (SEC, size-exclusion chromatography);
- Cromatografia di filtrazione su gel (GFC, gel filtration chromatography);
- Cromatografia a permeazione di gel (GPC, gel permation chromatography).
La filtrazione su gel e la permeazione si ottengono solo se la fase fissa è un materiale rigido. Avviene la filtrazione se si utilizza una fase mobile acquosa. Avviene la permeazione se si utilizza una fase mobile organica.
Caratteristiche della fase mobile. [modifica]
Poche ma fondamentali sono le caratteristiche che deve avere la fase mobile per la cromatografia per esclusione.
- Buoni solventi per i soluti: devono essere in grado di scioglierli anche per alte concentrazioni;
- Non interagire con la fase fissa.
Fasi fisse [modifica]
In questo tipo di cromatografia le fasi fisse si dividono in tre categorie:
- Materiali rigidi;
- Materiali semirigidi;
- Materiali morbidi.
I materiali rigidi sono in genere silice ed allumina. Hanno il pregio di non deformarsi sotto alte pressioni, ma possono dare interazioni di adsorbimento con i soluti. Si elimina l'adsorbimento funzionalizzando i gruppi silanolici della silice con gruppi trimetilclorosilano.
I materiali semirigidi sono copolimeri. Il più diffuso è quello formato da stirene e divinilbenzene. Il loro pro è di risultare inerti di fronte ai soluti. Il loro contro è che ad alte pressioni i loro pori si distorcono parzialmente. Si può ovviare a ciò aumentando la percentuale di divinilbenzene.
I materiali soft sono formati da polisaccaridi. Questo materiale viene poco utilizzato perché all'aumentare della pressione i suoi pori subiscono forti distorsioni.
La scelta della fase fissa si basa sulla polarità dei soluti: Silice per soluti polari, copolimeri per soluti apolari.
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