Solfato di sodio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Solfato di sodio
Sodium sulfate.jpg
Nome IUPAC
tetraossosolfato (VI) di disodio
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare Na2SO4
Peso formula (u) 142,04
Aspetto solido cristallino bianco
Numero CAS [7757-82-6]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 2,698
Solubilità in acqua 439.9 g/l a 306.65 K
Temperatura di fusione 884 °C (1157 K)
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol−1) −1383.47
ΔfG0 (kJ·mol−1) −1265.76
S0m(J·K−1mol−1) 91,7
C0p,m(J·K−1mol−1) 137.3
Indicazioni di sicurezza
Frasi H ---
Consigli P --- [1]

Il solfato di sodio è un sale sodico dell'acido solforico. Presente in natura come minerale (thénardite) in forma cristallina romboedrica.

È reperibile in varie forme di idratazione: anidro, eptaidrato e decaidrato.

Ottenuto in genere come sottoprodotto di processi chimici utilizzanti acido solforico o come spurgo degli impianti di produzione del cloruro di sodio con processo sotto vuoto; in tal caso cristallizza in forma monoclina.

Impiegato largamente nell'industria dei detergenti come antiaddensante e come inerte a basso costo. Circa il 50 % della produzione di solfato di sodio anidro è destinata all'industria della detergenza.

Trova impiego nell'industria del vetro come agente di raffinazione ed antischiumante.

Usato nell'industria tessile come fissatore dei pigmenti e come correttore di densità.

Usato in passato nell'industria della carta come sbiancante; l'uso è oggi in calo a causa della modifica dei processi di produzione.

Solfato di sodio decaidrato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Solfato di sodio decaidrato.

Detto anche sale di Glauber (in onore di Johann Rudolph Glauber) o mirabilite.

Formula bruta: Na2SO4 · 10 H2O.

Solfato di sodio eptaidrato[modifica | modifica sorgente]

Forma cristallina metastabile. A 27,5 °C degrada in decaidrato e anidro.

Formula bruta: Na2SO4 · 7 H2O.

Processi produttivi[modifica | modifica sorgente]

La quantità di solfato di sodio ottenuta da fonti naturali è relativamente piccola; nulla o quasi è ottenuto per via mineraria. L'unica forma commercialmente importante è il solfato di sodio anidro.

Un processo produttivo abbastanza largamente usato consiste nell'utilizzo di acque superficiali ad alto contenuto di solfati; nei mesi freddi, a causa della ridotta solubilità si formano cristalli di sale di Glauber che vengono estratti dall'acqua, scolati e messi in cumuli esposti al sole. Per irraggiamento solare, nei mesi caldi il sale di Glauber si trasforma in solfato di sodio anidro che quindi viene essiccato, ottenendo un prodotto a titolo relativamente basso (99 % max.), di solito in grumi e più o meno colorato dalle impurezze.

Il solfato di sodio anidro di grado tecnico (purezza 99.8 % min.) si ottiene per cristallizzazione in appositi cristallizzatori, dai quali si estrae un prodotto bianco e uniforme. La cristallizzazione del solfato di sodio anidro è a volte preceduta da quella del sale di Glauber, quando si sia in presenza di soluzioni di alimentazione particolarmente inquinate da altri composti. In tal caso la soluzione tal quale viene raffreddata, di solito attorno a 0 °C facendo precipitare il sale di Glauber; questo viene separato in centrifughe ed il cristallo quasi secco inviato ad un fusore, in cui viene scaldato solitamente con vapore d'acqua trasformandosi così in solfato di sodio anidro, che viene in seguito cristallizzato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ scheda della sostanza su IFA-GESTIS
chimica Portale Chimica: il portale della scienza della composizione, delle proprietà e delle trasformazioni della materia