Bicarbonato di sodio
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| Bicarbonato di sodio | |
| Nome IUPAC | |
| idrogenotriossocarbonato di sodio | |
| Nomi alternativi | |
| bicarbonato di sodio idrogenocarbonato di sodio |
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| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | NaHCO3 |
| Peso formula (u) | 84,01 |
| Aspetto | solido cristallino bianco |
| Numero CAS | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 2,22 |
| Solubilità in acqua | 95,5 g/l a 293 K |
| Temperatura di fusione (K) | >543 (>270 °C) con decomposizione |
| Tensione di vapore (Pa) a 303 K | 830 |
| Proprietà termochimiche | |
| ΔfH0 (kJ·mol-1) | -950,8 |
| ΔfG0 (kJ·mol-1) | -851,0 |
| S0m(J·K-1mol-1) | 101,7 |
| C0p,m(J·K-1mol-1) | 87,6 |
| Indicazioni di sicurezza | |
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|---|---|
L'idrogenocarbonato di sodio o carbonato acido di sodio (o bicarbonato di sodio, che è il nome più comune ma è stato deprecato dalla IUPAC) è un sale di sodio dell'acido carbonico. A differenza del carbonato, l'idrogenocarbonato mantiene uno ione idrogeno dell'acido corrispondente.
Commercialmente, è noto anche semplicemente come bicarbonato.
Indice |
[modifica] In natura
In natura, oltre che frequentemente disciolto nelle acque superficiali e sotterranee, è presente raramente come minerale, generalmente sotto forma di efflorescenze, incrostazioni e masse concrezionate[1] in depositi di tipo evaporitico. Si rinviene come nahcolite (NaHCO3) o come componente secondario del natron (Na2CO3·10(H2O)), un carbonato idrato di sodio di genesi evaporitica in ambienti aridi.
[modifica] Chimica
A temperatura ambiente si presenta come una polvere cristallina bianca. Per riscaldamento oltre i 50 °C tende a decomporsi in carbonato di sodio e anidride carbonica;
2 NaHCO3 → Na2CO3 + H2O + CO2
sciolto in acqua, produce una soluzione lievemente basica (una soluzione di 50 g in un litro di acqua a 25 °C ha pH inferiore a 8,6).
Esposto a sostanze acide, si decompone liberando biossido di carbonio gassoso ed acqua
NaHCO3 + HCl → NaCl + H2O + CO2(g)
NaHCO3 + CH3COOH → CH3COONa + H2O + CO2(g)
questo fenomeno è sfruttato nei cosiddetti lieviti chimici o "istantanei" (per distinguerli dai lieviti biologici come il lievito di birra ed il lievito naturale) e nei preparati per rendere frizzante l'acqua da tavola, che sono una miscela di idrogenocarbonato di sodio e composti acidi.
La capacità di reagire con gli acidi fa sì che l'idrogenocarbonato di sodio venga usato in preparazioni farmaceutiche come antiacido e contro bruciori di stomaco, benché un consumo eccessivo sia da evitare perché può ripercuotersi sul pH del sangue. Viene inoltre aggiunto ai dentifrici per la sua azione lievemente abrasiva e sbiancante.
L'idrogenocarbonato di sodio si trova anche in vendita nei negozi con la denominazione bicarbonato di sodio; viene usato in cucina per la pulizia di frutta e verdura.
È tra gli additivi alimentari codificati dall'Unione Europea, identificato dalla sigla E 500.
Trova impiego anche come prodotto per l'igiene personale.
Si tratta inoltre di un prodotto che ha trovato applicazione della deacidificazione dei fumi industriali derivanti da processi di combustione, grazie alla sua alta reattività nei confronti degli inquinanti acidi inorganici.
[modifica] Origine del nome bicarbonato
Osservando la formula di un idrogenocarbonato non c'è nulla che apparentemente giustifichi nel nome il prefisso bi- del termine bicarbonato. L'origine del nome risale all'epoca di Lavoisier (XVIII secolo) quando i sali erano considerati la combinazione di un ossido metallico con un ossido non metallico e venivano scritti di conseguenza. Il carbonato di sodio, Na2CO3, ad esempio veniva scritto come Na2O · CO2. Per spiegare la presenza dell'idrogeno i bicarbonati erano considerati sali uniti a molecole d'acqua, il sodio idrogenocarbonato NaHCO3 era scritto Na2O · 2CO2 · H2O e coerentemente chiamato bicarbonato di soda. [2] Come già accennato la IUPAC ha da tempo eliminato la vecchia denominazione.
[modifica] Produzione
Industrialmente il bicarbonato si produce tramite il metodo Solvay. Esso consiste nel fa passare ammoniaca e anidride carbonica in una soluzione di cloruro di sodio, la reazione che avviene produce cloruro di ammonio e bicarbonato di sodio. La formula è la seguente:
H2O + NaCl + NH3 + CO2 → NH4Cl + NaHCO3
Questo metodo di produzione venne messo a punto da Ernest Solvay nel 1863.
[modifica] Note
- ^ Anche di grandi dimensioni come le nahcoliti degli scisti bituminosi della formazione Green River, negli Stati Uniti.
- ^ Giacomo Guilizzoni, Antichi termini chimici (PDF) URL consultato il 2007-01-08.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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| Sali di sodio | |
|---|---|
| Sali inorganici | Na3AlF6 - NaBH4 - NaBiO3 - NaBr - NaBrO4 - NaCH3COO - NaCN - NaCl - NaClO - NaClO2 - NaClO3 - NaClO4 - Na3[Co(NO2)6] - NaF - NaH - NaHCO3 - NaI - NaIO3 - NaIO4 - NaMnO4 - NaNH2 - NaNO2 - NaNO3 - NaN3 - NaH2PO2 - Na3PO4- NaH2PO4 - Na2HPO4 - Na4P2O7 - NaSCN - NaVO3 - Na2CO3 - Na2CrO4 - Na2Cr2O7 - Na2MoO4 - Na2S - Na2SO3 - Na2SO4 - NaHSO4 - Na2S2O3 - Na2S2O4 - Na2S2O5 - Na2S2O6 - Na2S2O7 - Na2S2O8 - Na2SeO3 - NaHSeO3 - Na2SeO4 - Na2SiO3 - NaWO4 - Na3N |
| Sali organici | Benzoato di sodio - Citrato di sodio - Dietilditiocarbammato di sodio - Etilparaben - Fluoresceina sodica - Formiato di sodio - Glutammato monosodico - Laurilsolfato di sodio - Metilarancio - Metilparaben - Ossalato di sodio - 2-ossobutirrato di sodio - Piruvato di sodio - Propilparaben - Salicilato di sodio - Stearato di sodio - Tartrato di sodio - Tartrato di sodio e potassio - Tetrafenilborato di sodio - Tioglicolato di sodio |

