Clorito di sodio

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Clorito di sodio
Nome IUPAC
diossoclorato di sodio
Nomi alternativi
clorato di sodio (III)
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare NaClO2
Peso formula (u) 90.44
Aspetto solido bianco
Numero CAS [7758-19-2]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 2500 g/m3
Solubilità in acqua 390 g/L (17 °C)
Temperatura di fusione 473 (200 °C decomp.)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
comburente tossicità acuta corrosivo pericoloso per l'ambiente

pericolo

Frasi H 272 - 301 - 310+330 - 341 - 400 - EUH032
Consigli P 220 - 260 - 273 - 280 - 284 - 301+310 [1]

Il clorito di sodio è un sale di sodio dell'acido cloroso. Come quasi tutti i sali ossigenati del cloro, è un potente ossidante. È più stabile del clorato di sodio, infatti non si decompone per frizione. Il sale anidro non è igroscopico ed è stabile per parecchi anni, se conservato debitamente.

È chiamato anche "ossigeno stabilizzato".

Applicazioni[modifica | modifica sorgente]

Il clorito di sodio è utilizzato in molti campi:

Nella disinfezione dell'acqua, il clorito di sodio sviluppa lentamente diossido di cloro, un composto molto reattivo che permette la rimozione degli ioni ferro e manganese, l'ossidazione degli idrocarburi alogenati e, di conseguenza, dei cattivi odori.

Come candeggiante tessile, il clorito di sodio è reattivo con molte fibre. Può essere utilizzato sul cotone, su fibre vegetali e sintetiche come il nylon, il perlon, rhovyl e dralon. Il suo effetto ossidante fa in modo che distrugga le pectine nelle fibre di cellulosa, rendendole più solubili e più lavorabili. È anche utile nell'eliminazione dei colori senza attaccare le fibre stesse.

È anche utilizzato negli scrubber, essendo un ossidante molto forte, e nel lavaggio della frutta e verdura, grazie al suo effetto fungicida. Per questo è anche usato nei detersivi come anti-muffa, nei dentifrici e nei liquidi detergenti per le lenti a contatto.

Sintesi[modifica | modifica sorgente]

I composti principali per la produzione di clorito di sodio sono diossido di cloro, idrossido di sodio.

Il diossido di cloro viene fatto gorgogliare in una soluzione di soda caustica, producento clorito di sodio e clorato di sodio approssimativamente in uguali quantità. Per ridurre la produzione di clorato di sodio, è utilizzato un riducente (industrialmente si usa perossido di idrogeno). Il composto è purificato con la cristallizzazione frazionata, sfruttando la differente solubilità del clorato di sodio dal clorito. In questo modo si ottiene un prodotto con titolo molto elevato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 05.11.2012

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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