Pectina
| Pectina | |
|---|---|
| Nomi alternativi | |
| poli(1,4-α-D-galatturonide) | |
| Caratteristiche generali | |
| Aspetto | polvere cristallina di colore da biancastro a beige |
| Numero CAS | [] |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Frasi H | --- |
| Consigli P | --- [1] |
La pectina è un eteropolisaccaride, composto dall'unione di più monosaccaridi differenti, formato in parte da unità esosano C6H10O5. Più precisamente con il nome di pectina si intende il composto estratto dalla frutta a partire dalla protopectina in essa contenuta.[2]
Una delle più diffuse strutture principali si basa su una catena di molecole di acido galatturonico unite da legami α(1-4).
In percentuale variabile i gruppi carbossilici sono esterificati con CH3OH. La percentuale di gruppi esterificati, rapportata ai gruppi carbossilici totali prende il nome di grado di esterificazione (Degree of esterification, DE). Lungo la catena a base poligalatturonica sono intercalati in proporzione variabile residui di ramnosio. Tali residui si addensano in zone particolari della catena dando vita a strutture le cui ramificazioni assomigliano a peli (dette per questo hairy). Infatti in corrispondenza di tali residui di ramnosio si innestano catene laterali più o meno lunghe, che contengono ancora ramnosio, D-galattosio, L-arabinosio, e D-xilosio,
Le pectine formano dei colloidi gelatinosi, abbondanti nella parete cellulare della frutta: essi vengono idrolizzati con la maturazione da alcuni enzimi come la pectasi e la pectinasi (sono presenti soprattutto nelle mele e nelle pere).
Ogni frutto ha una percentuale di pectina variabile a seconda della specie e della sua età di maturazione. La pectina cementifica lo spazio tra una cellula e l'altra, tenendole unite e dando croccantezza a frutta o verdura. Con il procedere della maturazione questo legame si scioglie e il frutto perde consistenza.
La pectina trova impiego nell'industria alimentare come gelificante, soprattutto nella realizzazione di marmellate e confetture, assumendo la denominazione di E440. Possono essere utilizzate pectine acide o neutre.
Esiste un ulteriore tipo di pectina, denominata fluida. Invece di cementificare lo spazio intercellulare, queste formano catene in grado di scorrere le une sulle altre. Ciò è possibile grazie all'ingombro sterico creato dall'aggiunta di un gruppo metile (CH3+), azione reversibile provocata dall'enzima metilesterasi, ai gruppi carbossilici (COO-) e impedire quindi l'interazione tra questi e i gruppi carbossilici della catena sottostante. L'acidità delle pectine è regolata in questo modo dal suddetto enzima.
Note [modifica]
- ^ Sigma Aldrich; rev. del 31.05.2012
- ^ Studio sulla pectina (Articolo storico, ca. 1928-29)
Bibliografia [modifica]
- (EN) Pornsak Sriamornsak. Chemistry of Pectin and Its Pharmaceutical Uses: A Review: 206-228.
- (EN) Y. Liu, J. Shi, T. A. G. Langrish (2006). Water-based extraction of pectin from flavedo and albedo of orange peels. Chemical Engineering Journal 120 (3): 203-209. DOI:10.1016/j.cej.2006.02.015.
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Pectinase Database
- Pectina nel Tesauro della BNCF