Silice
| Silice | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| diossido di silicio | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | SiO2 |
| Peso formula (u) | 60,08 |
| Aspetto | solido cristallino bianco |
| Numero CAS | [] |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 2,2 |
| Solubilità in acqua | 0,15 g/l a 298 K |
| Temperatura di fusione | 1726 °C (1999 K) |
| Proprietà termochimiche | |
| ΔfH0 (kJ·mol−1) | −910,7 |
| ΔfG0 (kJ·mol−1) | −856,3 |
| S0m(J·K−1mol−1) | 41,5 |
| C0p,m(J·K−1mol−1) | 44,4 |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Frasi H | --- |
| Consigli P | --- [1] |
La sìlice (o anche anidride silicica, IUPAC biossido di silicio) è un composto del silicio la cui formula chimica è SiO2.
La silice purissima per applicazioni ad alta tecnologia viene ottenuta dalla reazione in fiamma fra il tetracloruro di silicio e l'ossigeno
- SiCl4 + O2 → SiO2 + 2Cl2
e a seconda del contenuto finale di gruppi OH, la silice viene comunemente distinta in silice dry e silice wet (rispettivamente, basso o elevato contenuto di gruppi OH).
Pura, è una polvere cristallina bianca che impartisce all'acqua una lieve acidità: una sospensione di 40 g in un litro di acqua ha pH compreso tra 3,7 e 4,7.
Lo stato fisico più comune in natura è quello solido cristallino, in minerali come il quarzo e i suoi polimorfi, e più raramente quello amorfo, come nell'opale; la silice cristallina è il costituente principale di diverse rocce sedimentarie (ad es. sabbia, radiolariti, quarzareniti e pelle di leopardo). Talvolta si rinviene cristallizzata da fluidi di segregazione all'interno di rocce metamorfiche e magmatiche e all'interno di rocce carbonatiche sotto forma di selce di origine metasomatica.
Moltissimi animali e piante utilizzano la silice presente come ione silicato sia nell'acqua dolce sia in quella salata purché al di sotto dei 18 °C. Le diatomee, i radiolari, le spugne silicee, moltissimi cereali ed altre piante come la canna da zucchero e l'equiseto utilizzano questo materiale come impalcatura per lo sviluppo di strutture scheletriche.
Esistono comunque anche 15 solidi cristallini composti esclusivamente di silice, tra i quali il più famoso è certamente il quarzo o le sue forme di alta e altissima temperatura tridimite e cristobalite, oltre a solidi criptocristallini quali il calcedonio.
Indice |
Utilizzi[modifica]
- Materia prima per la produzione di silicio elementare. La natura di semiconduttore del silicio ne favorisce l'utilizzo nel campo dell'ingegneria elettronica, nella costruzione di circuiti integrati, transistor e altri componenti elettronici.
- Col nome di il biossido di silicio, per realizzare l'ossido di isolamento all'interno dei circuiti integrati, e l'ossido di gate dei transistor MOSFET.
- Inadatta come conduttore di calore viene utilizzata in materiali ceramici come isolante. Un esempio ne è lo scudo termico delle sonde spaziali o dello space shuttle.
- Avendo durezza 7 nella scala di Mohs è un materiale relativamente duro, pertanto viene utilizzata come abrasivo; proprio questa capacità abrasiva può portare a specifiche malattie, quali la silicosi, un'irritazione polmonare legata all'inalazione di ingenti quantità di polvere.
- La scarsa reattività con altre sostanze chimiche ne fanno un materiale inerte nella dinamite.
- Materiale refrattario utilizzato nei forni.
- Insieme ai suoi derivati è uno dei materiali d'elezione nella chimica analitica per separare composti tramite cromatografia: la maggior parte delle fasi stazionarie per cromatografia contengono appunto derivati della silice o silice pura.
- La produzione di aerogel, la sostanza solida meno densa conosciuta, circa tre volte più pesante dell'aria e 1000 volte più leggera del vetro.
- Come Mescola degli pneumatici moderni per ridurre la resistenza al rotolamento e migliorare la tenuta sul bagnato.
- Nei dentifrici sotto il nome latino di "Hydrated silica" come agente abrasivo della superficie dei denti.
- Nella omeopatia la silice viene consigliata nei raffreddori, negli ascessi gengivali, nel mal di testa e nei disturbi digestivi.[2]
Medioevo[modifica]
Nei lapidari medievali la silice appuntita è chiamata pietra del tuono, perché si credeva che fosse la punta di un fulmine caduto a terra. Siccome si riteneva che un fulmine non cadesse mai due volte sullo stesso punto, le pietre del tuono venivano ricercate e appese al collo delle persone per proteggerle dai fulmini, oppure murate sui tetti delle case affinché le saette si dirigessero altrove.
Note[modifica]
- ^ scheda della silice su IFA-GESTIS
- ^ "Omeopatia", Cassandra Narks, Armenia, Milano, 1997, pag.50
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
Collegamenti esterni[modifica]
- Silice in Tesauro del Nuovo Soggettario. BNCF, marzo 2013