Diossido di stagno
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Diossido di stagno | |
|---|---|
| Nomi alternativi | |
| ossido stannico | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | SnO2 |
| Massa molecolare (u) | 150,70 g/mol |
| Aspetto | solido incolore o bianco |
| Numero CAS | [] |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 6,95 (20 °C) |
| Solubilità in acqua | (20 °C) insolubile |
| Temperatura di fusione | 1.630 °C (1.903 K) |
| Temperatura di ebollizione | 1.800 °C (2.073 K) (sublimazione) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Frasi H | --- |
| Consigli P | --- [1] |
Il diossido di stagno (o ossido stannico) è l'ossido dello stagno (IV).
A temperatura ambiente si presenta come un solido incolore o bianco inodore.
È un ossido anfotero, che si scioglie in ambiente basico alcalino dando stannati. Esiste il composto Sn(OH)2, ma non si hanno evidenze per Sn(OH)4: il numero di ossidazione IV è troppo alto per poter essere stabilizzato da OH-.
Come vale anche per germanio e piombo, l'ossido di stagno è insolubile in acidi, fatta eccezione per gli acidi il cui anione è un buon complessante, ossia acido fluoridrico (HF) e acido cloridrico (HCl), che danno origine a complessi stabili come [SnF6]2-. Il fluoro, infatti, stabilizza molto bene gli alti numeri di ossidazione.
[modifica] Note
- ^ scheda del diossido di stagno su IFA-GESTIS
|
|