Diossido di zolfo
| Diossido di zolfo | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| diossido di zolfo | |
| Nomi alternativi | |
| anidride solforosa ossido solforoso biossido di zolfo |
|
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | SO2 |
| Massa molecolare (u) | 64,06 |
| Aspetto | gas incolore |
| Numero CAS | [] |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (kg·m−3, in c.s.) | 2,6288 |
| Solubilità in acqua | 112 g/l a 293 K |
| Temperatura di fusione | −75,5 °C (197,7 K) |
| Temperatura di ebollizione | −10 °C (263 K) |
| Punto critico | 430 K (157 °C) 7,8 × 106 Pa |
| Tensione di vapore (Pa) a 293 K | 3,3 × 105 |
| Proprietà termochimiche | |
| ΔfH0 (kJ·mol−1) | −296,8 |
| ΔfG0 (kJ·mol−1) | −300,1 |
| S0m(J·K−1mol−1) | 248,2 |
| C0p,m(J·K−1mol−1) | 39,9 |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
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pericolo |
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| Frasi H | 331 - 314 - 280 [1] |
| Consigli P | 260 - 280 - 304+340 - 303+361+353 - 305+351+338 - 315 - 405 - 403 [2] |
Il diossido di zolfo (o ossido solforoso o anidride solforosa o ossido di zolfo (IV)) è un gas incolore dal tipico odore empireumatico, molto solubile in acqua (fino a 39 volumi per volume di acqua). È costituito da molecole a forma di V il cui vertice è occupato dall'atomo di zolfo e in cui l'angolo di legame è di 119° 30'.
La sua formula chimica è SO2 e il numero CAS è 7446-09-5.
La sostanza è fortemente irritante per gli occhi e il tratto respiratorio. Per inalazione può causare edema polmonare ed una prolungata esposizione può portare alla morte.
In soluzione è quasi completamente presente in forma idratata come SO2 · 6 H2O e forma piccole quantità di acido solforoso (H2SO3).
Reagisce violentemente con l'ammoniaca e le ammine, l'acroleina, l'acetilene, i metalli alcalini, il cloro, l'ossido di etilene e l'1,3-butadiene.
In presenza di acqua o vapore acqueo attacca molti metalli, tra cui l'alluminio, il ferro, l'acciaio, l'ottone, il rame e il nichel.
Liquefatto, può corrodere le materie plastiche e la gomma.
Indice |
Produzione [modifica]
Il diossido di zolfo viene prodotto industrialmente con i seguenti processi:
- combustione di zolfo in aria
- S + O2 → SO2
- combustione di acido solfidrico in aria
- 2 H2S + 3 O2 → 2 SO2 + 2 H2O
- 2 FeS + 3 O2 →2 SO2 + 2 FeO
Usi [modifica]
La maggior parte del diossido di zolfo viene convertita in triossido (SO3) per ossidazione a contatto; quest'ultimo viene poi usato per produrre l'acido solforico.
2 SO2(g) + O2 → 2 SO3
La reazione è esotermica e viene favorita dalle basse temperature. Un tempo come catalizzatore si usava una rete di platino, un eccellente catalizzatore che lavora a temperature basse ma molto costoso e facilmente avvelenabile. Oggi si preferisce usare il pentossido di vanadio (V2O5) meno costoso e resistente all'avvelenamento.
Quantità minori di diossido di zolfo vengono usate per produrre solfiti (SO32-) usati per imbiancare e per conservare cibi e il vino. Nel vino i solfiti limitano lo sviluppo di batteri e lieviti, bloccano eventuali fermentazioni, hanno funzione antiossidante e favoriscono l'estrazione del colore e del sapore dalle vinacce, il limite di legge è di 200 mg/l.[4]
In forma liquefatta è usato anche come solvente non acquoso.
Viene anche usato per la fabbricazione di solfonati organici e di solfuro di carbonio, come sbiancatore nell'industria della carta, dello zucchero e delle fibre tessili, come agente riducente nella produzione del tannino e nell'industria tipografica, come antiparassitario ed antisettico nell'industria alimentare e nell'industria del freddo.
Tra gli additivi alimentari è identificato dalla sigla E 220.
Effetti sull'uomo e sull'ambiente [modifica]
Il biossido ed il triossido di zolfo (SO2 ed SO3, indicati con il termine generale SOx), sono i principali inquinanti atmosferici a base di zolfo. La principale fonte di inquinamento è costituita dalla combustione di combustibili fossili (carbone e derivati del petrolio) in cui lo zolfo è presente come impurezza. Viene pure emesso nell'atmosfera durante le eruzioni vulcaniche[5]: quando raggiunge la stratosfera si trasforma in particelle di acido solforico che riflettono i raggi solari, in parte riducendo le radiazioni che raggiungono il suolo terrestre.
Il biossido di zolfo è un forte irritante delle vie respiratorie; un’esposizione prolungata a concentrazioni anche minime (alcune parti per miliardo, ppb) può comportare faringiti, affaticamento e disturbi a carico dell'apparato sensoriale (occhi, naso, etc.).
A partire dal 1980 le emissioni provocate direttamente dall'uomo (a causa di riscaldamento e traffico) sono notevolmente diminuite grazie all'utilizzo sempre crescente del metano e alla diminuzione della quantità di zolfo contenuta nel gasolio e in altri combustibili liquidi e solidi. Rimangono più preoccupanti le emissioni dovute alla presenza di centrali termoelettriche, la cui entità, tuttavia, è da anni sotto controllo, grazie al processo di desolforazione, che realizza l'assorbimento degli SOx, fino ad ottenere pochi ppm. Il processo di desolforazione è oramai presente e funzionante su tutti gli impianti termoelettrici alimentati a olio combustibile e carbone.
Note [modifica]
- ^ ESIS - Classification and Labelling : CLP/GHS, page 3
- ^ scheda del diossido di zolfo su IFA-GESTIS
- ^ http://ecb.jrc.ec.europa.eu/esis/?LANG=fr&GENRE=CASNO&ENTREE=7446-09-5
- ^ http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CONSLEG:1999R1493:20030901:IT:PDF
- ^ Fonte: La Repubblica, 19.04.2010, "L'eruzione dell'Eyjajallajokull"
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Diossido di zolfo nel Nuovo Soggettario della BNCF