Roccia metamorfica

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Un frammento di quarzite, un tipo di roccia metamorfica.

Le rocce metamorfiche sono rocce che hanno subìto modificazioni nella composizione mineralogica o nella struttura e nella tessitura in seguito a mutamenti di temperatura e pressione: questo processo prende il nome di metamorfismo[1]. Questa tipologia di rocce può derivare dalla trasformazione di rocce sedimentarie, magmatiche o da altre rocce metamorfiche: il processo di trasformazione avviene comunque allo stato solido in particolari condizioni di pressione e temperatura. Gli atomi dei minerali in questa particolare condizione si dispongono in modo da formare nuovi reticoli cristallini. In laboratorio sono state evidenziate le condizioni di temperatura e pressione che portano alla formazione di minerali indice cioè che permettono l'identificazione delle rocce: in base a questi si è giunti al concetto di facies metamorfiche.

Indice

[modifica] Le facies metamorfiche

Ciascuna facies, oltre a raggruppare rocce formate in un certo intervallo di temperatura e pressione, è un insieme di caratteri litologici e strutturali di una roccia, in quanto dipende dall'ambiente in cui la roccia si è formata. Le diverse facies possono essere raggruppate in un grafico dove l'asse x e l'asse y rappresentano la temperatura e la pressione distinguendo così cinque grandi gruppi:

  • Scisti verdi: basse temperature (100 °C) e basse pressioni
  • Scisti blu: basse temperature e pressioni medio-alte
  • Anfiboliti: medie temperature (500-700 °C) e pressioni medio-basse
  • Eclogiti: medie temperature e alte pressioni
  • Granuliti: alte temperature (800-900 °C) e medie pressioni

Temperature superiori ai 900 °C portano alla fusione delle rocce formando i fusi anatettici.

[modifica] Usi tecnologici

Alcune rocce metamorfiche vengono impiegate come materiale da costruzione. Fra le più comuni vi sono:

  • Il marmo, la cui resistenza all'usura dipende dalla provenienza.
  • L'ardesia, resistente agli agenti atmosferici e facilmente divisibile in lastre.
  • il gneiss, resistente alll'acqua

[modifica] Note

  1. ^ R. Bugini, L. Folli, Lezioni di petrografia applicata, ICVBC del CNR, 2005 - Ultimo accesso: 24 gennaio 2008.

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