Cordierite

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Cordierite
Cordierite Italie.jpg
Classificazione Strunz VIII/E.12-40
Formula chimica Mg2Al4Si5O18
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino  
Sistema cristallino ortorombico
Classe di simmetria bipiramidale
Parametri di cella  
Gruppo puntuale 2/m 2/m 2/m
Gruppo spaziale C ccm
Proprietà fisiche
Densità   g/cm³
Durezza (Mohs) 7-7½
Sfaldatura  
Frattura  
Colore blu, viola, giallo-marrone; da trasparente a traslucido
Lucentezza da trasparente a traslucido
Opacità  
Striscio  
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In mineralogia la cordierite (o iolite in gemmologia) è un minerale, più precisamente un ciclosilicato di alluminio, ferro e magnesio. La cordierite è stata così nominata in onore del geologo francese Pierre L. A. Cordier (1777 - 1861).

Volendo dare credito alle vecchie leggende, i Vichinghi utilizzavano durante i loro viaggi in alto mare, come aiuto per la navigazione, una pietra che a seconda della sua posizione verso il sole cambiava colore. Con l'aiuto della "pietra del sole" potevano, anche con cielo coperto, stabilire la direzione nella quale si trovava il sole e orientare la loro direzione secondo questo. Da recenti ricerche è risultato che questa leggenda potrebbe proprio avere fondamento e che questa "pietra del sole" era con ogni probabilità una cordierite come quella che viene trovata nel fiordo di Oslo. La cordierite mostra effettivamente un cambiamento di colore a seconda della sua direzione verso la luce. Il pleocroismo è così marcato in questo minerale, che esso una volta portava il nome di dicroite, che deriva da greco 'dichroia' = due colori. Il colore del minerale è blu-viola. Da questo proviene il suo vero nome, 'iolite', che deriva anch'esso dalle parole greche 'ion' = viola e 'lithos' = pietra.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

I suoi tozzi cristalli prismatici sono delimitati da facce basali con spigoli frequentemente arrotondati. Si trova anche in frammenti e ciottoli.

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

La cordierite è componente di numerose rocce metamorfiche. La cordierite viene trovata anche in frammenti e in ciottoli in giacimenti alluvionali. La cordierite non alterata può essere blu-viola, grigio-blu, grigio-fumo o giallastra. Quando è alterata è in genere grigio verdastra. Dato che il minerale cristallizza nel sistema rombico, in effetti è tricroico. La cordierite ha bassa birifrangenza; la sua debole lucentezza vitrea si lascia migliorare dal taglio e dalla politura. I valori delle costanti ottiche variano al variare della composizione chimica, che spesso vede il ferro al posto del magnesio. In gioielleria si utilizzano pietre trasparenti blu con sfumatura viola. Il taglio viene eseguito in modo tale che sia sfruttata la tonalità blu evidenziata dal pleocroismo. Sono relativamente frequenti associazioni con silimanite, biotite, zircone e altri minerali. Una particolare tonalità rossastra è dovuta a minute inclusioni cristalline di ematite. La cordierite si trova in vari scisti metemorfici di contatto, in gneiss, in pegmatiti granitiche e talvolta in rocce magmatiche. Le cordieriti più belle e più adatte al taglio vengono estratte in Madagascar. Ciottoli trasparenti, anticamente denominati 'zaffiri d'acqua', provengono da Sri Lanka. Sono da nominare come ulteriori giacimenti Finlandia, Norvegia Svezia, Urali (presso Mursinka), Spagna, America Settentrionale, Brasile, Giappone.

Varietà gemmologica[modifica | modifica wikitesto]

Cristalli di cordierite particolarmente trasparenti o di colorazione intensa possono essere tagliati ed usati come pietre preziose, tali gemme prendono solitamente il nome di Iolite.

Pleocroismo di cordierite (dicroismo)
Cordierite 02.jpg

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